Posts by tag: carlo lucarelli

Cronaca 27 Luglio 2020

Quindici nuove richieste di aiuto in sette mesi per la Fondazione regionale vittime di reato

L’emergenza Covid-19 non ha fermato la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, che nei primi sette mesi del 2020 ha accolto quindici nuove richieste di aiuto da parte dei sindaci relative ad altrettanti casi di violenza e maltrattamenti in famiglia subiti da donne e bambini, per un impegno economico complessivo che ha sfiorato quota 90 mila euro.
I casi esaminati quest’anno della Fondazione riguardano dieci donne e tre minorenni che hanno subito gravi maltrattamenti in ambito famigliare, e altre due donne aggredite o perseguitate da conoscenti.
Le richieste di aiuto sono pervenute da Comuni delle province di Bologna (5), Ferrara (3), Piacenza (3), Forlì-Cesena (2), Modena (1) e Reggio Emilia (1).

«Il mio impegno in Fondazione mi dà la possibilità di conoscere crimini efferati che tutti noi vorremmo relegare nella preistoria – commenta Carlo Lucarelli, scrittore e presidente della fondazione –. Invece siamo molto lontani dall’aver superato questo tipo di violenza, che colpisce soprattutto donne e bambini, e specialmente in famiglia. Pur avendo buone leggi contro la violenza di genere e a favore dei minori, ancora non siamo in grado di fare una prevenzione efficace. La Fondazione conferma il proprio intervento in rete con gli enti Locali e con tutti i soggetti che si impegnano a favore delle vittime». (r.cr.)

Imola

Quindici nuove richieste di aiuto in sette mesi per la Fondazione regionale vittime di reato
Cultura e Spettacoli 7 Luglio 2020

Carlo Lucarelli fra gli ospiti di «Cesenatico noir»

Ci sarà anche Carlo Lucarelli tra gli ospiti della terza edizione di Cesenatico noir-Letterature con delitto, il festival letterario dedicato al giallo, al mistery e al thriller, ideato dal giornalista e scrittore Stefano Tura e che il 24 e 25 luglio radunerà nel teatro all’aperto in Largo Cappuccini i più grandi autori del brivido.

«Sono sempre stato molto felice di partecipare a Cesenatico noir – commenta Lucarelli, ospite per il terzo anno consecuitvo -, perché è un bellissimo festival, con un programma ricco di nomi importanti che sono anche amici che rivedo sempre con piacere. Quest’anno sono ancora più felice, perché sembrava che il festival non si potesse tenere a causa dell’emergenza sanitaria. Invece saremo lì, a Cesenatico, pronti per un’edizione bellissima».

L’edizione 2020 della rassegna sarà dedicata a due artisti da poco scomparsi, entrambi molto legati a Cesenatico: sono il maestro Ezio Bosso che amava trascorrere le vacanze e suonare a Cesenatico e Tinin Mantegazza, poliedrico artista milanese trapiantato negli anni ’90 nella località romagnola dove, nel 1986, ideò il presepe galleggiante della Marineria, ancora oggi tra le rappresentazioni le più fotografate e apprezzate al mondo. (r.cr.)

Fotografia tratta dalla pagina Facebook “Cesenatico noir”

Carlo Lucarelli fra gli ospiti di «Cesenatico noir»
Cultura e Spettacoli 1 Luglio 2020

«Freschi di stampa», otto serate con i libri alla Bim dal 7 luglio

Anche quest’anno, torna con la sua diciannovesima edizione «Freschi di stampa», la rassegna di incontri culturali organizzata dalla biblioteca comunale di Imola.
Il primo degli otto appuntamenti della rassegna, che si tiene nel cortile interno della Bim, è in programma martedì 7 luglio: protagonista sarà Carlo Lucarelli che presenterà il suo ultimo romanzo, L’inverno più nero. Un’indagine del commissario De Luca (Einaudi, 2020).
Una settimana dopo tocca a Paolo Malaguti con Se l’acqua ride (Einaudi, 2020), la storia di un ragazzino che si trova a crescere al ritmo lento delle correnti e delle maree. L’autore ne parla con Corrado Peli, giornalista e scrittore.
Martedì 21 luglio la rassegna prosegue con Alda Merini. L’eroina del caos (Cairo, 2019) l’ultimo libro di Annarita Briganti: la serata vedrà un reading che proporrà una rilettura e un’immagine inedita di Alda Merini, e avrà la partecipazione degli attori Cristina Gallingani e Luigi Tranchina (Associazione culturale Tilt).
Il gattolico praticante. Esercizi di devozione felina (Garzanti, 2019) è il libro che l’autore Alberto Mattioli, giornalista del quotidiano La Stampa, presenterà martedì 28 luglio: un’ode all’amore assoluto verso il meraviglioso gatto.
Mercoledì 5 agosto la biblioteca ospiterà Ivano Marescotti e Maurizio Garuti con una rilettura dal vivo tratta dal romanzo Il cuore delle donne (Pendragon, 2020) di Maurizio Garuti, proposta dal noto attore romagnolo accompagnato da Paola Ballanti.
Sarà poi la volta della musica: martedì 25 agosto Elvio Giudici, critico musicale, presenterà Il Novecento e la musica (Il Saggiatore, 2019).
Martedì 1 settembre I bambini di Svevia (Garzanti, 2020) porteranno nella nostra città la scrittrice Romina Casagrande, mentre martedì 8 la rassegna si concluderà con Enrico Galiano e il suo ultimo romanzo, Dormi stanotte sul mio cuore (Garzanti, 2020).

Le serate avranno inizio alle ore 21. Gli spazi della biblioteca saranno organizzati in modo da consentire una visione sicura e distanziata; la partecipazione sarà gratuita ma con prenotazione telefonica obbligatoria (0542602657 o 0542602659).
Da quest’anno ci sarà la possibilità di seguire le serate, oltre che in sede, anche in diretta streaming sulla pagina Facebook della biblioteca. (r.cr.)

«Freschi di stampa», otto serate con i libri alla Bim dal 7 luglio
Cronaca 11 Marzo 2020

Tre omicidi a Bologna nel 1944 nel nuovo romanzo di Carlo Lucarelli

«1944, Bologna sta vivendo il suo “inverno più nero”. La città è occupata, stretta nella morsa del freddo, ferita dai bombardamenti». Comincia così, nel sito dell’Einaudi, la presentazione del nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, L’inverno più nero, che la casa editrice pubblica nella sua collana Stile libero big (312 pagine, 18 euro).
E continua: «Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che solo lui possa aiutarli».

Si tratta di una nuova storia per il commissario De Luca, il personaggio nato dalla penna dello scrittore di Mordano che porta a sei i libri a lui dedicati: dopo Carta bianca, L’estate torbida e Via delle oche, usciti negli anni ’90 per Sellerio, in libreria sono arrivati, editi da Einaudi, Intrigo italiano nel 2017 e Peccato mortale nel 2018, con questo che portava le vicende di De Luca nella seconda metà del 1943, indietro di dieci anni rispetto al primo blocco narrativo.
Ora si può usare la frase «dove eravamo rimasti» perché Lucarelli prosegue da Peccato mortale: L’inverno più nero è infatti quello del 1944, in cui De Luca si ritrova a muoversi. (r.cr.)

L’intervista a Carlo Lucarelli nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Tre omicidi a Bologna nel 1944 nel nuovo romanzo di Carlo Lucarelli
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2020

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO

Sala delle Stagioni gremita ieri pomeriggio per la premiazione di «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire da un incipit di Carlo Lucarelli. L’undicesima edizione del concorso, che si è tenuto come da tradizione in una notte di mezza estate, ha visto oltre cento partecipanti e ventun racconti selezionati e pubblicati da Bacchilega editore (marchio della Coop Bacchilega che edita anche il settimanale “sabato sera”) nella sua collana «Zero» in un”antologia in vendita e dal titolo «Paura». (r.cr.)

Nella foto e nel video le immagini della premiazione (Isolapress)

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO
Cronaca 19 Ottobre 2019

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare

Lo scrittore mordanese Carlo Lucarelli e Valentina Pazè, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino hanno ragionato di politica, partecipazione, partiti e democrazia a Imola in occasione della presentazione dell’associazione «Fare Cambiare Migliorare». Lucarelli non ha dubbi: «La politica non sono solo slogan». Pazè rimarca: «La democrazia vive solo se i cittadini si associano tra loro».

Sala piena, un centinaio i presenti, per tenere a battesimo «Fare Cambiare Migliorare» laboratorio di idee e proposte, “nato dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese, perché si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni” spiegano dall”associazione. La presidente è Carmen Cappello, capogruppo di Imola guarda avanti già candidata sindaco del centrosinistra un anno fa che ha sempre rivendicato il suo civismo, cioè il non essere legata a partiti.

“L’associazione nasce da un’esperienza spontanea di cittadini che hanno deciso di darsi una struttura e mi hanno chiesto di accompagnarli per i primi tempi da un punto di vista organizzativo, ma nel giro di qualche tempo saranno in grado di cavarsela da soli. Sono una presidente a tempo – precisa -. Rimarrò nell’associazione e come un punto di riferimento civico in Consiglio comunale se individuano dei problemi nel loro laboratorio che vogliono portare avanti. Del resto io sono in Consiglio proprio come rappresentante dei cittadini. Ma sia chiaro a tutti che non è la ”lista civica della Cappello””. (l.a.)

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare
Cultura e Spettacoli 16 Giugno 2019

Carlo Lucarelli sta scrivendo l’incipit di «Turno di Notte 2019». IL VIDEO

Un inedito del grande scrittore darà il via nella notte di sabato 6 luglio all’11ª edizione del concorso letterario «Turno di Notte» per racconti organizzato da Officine Wort in collaborazione con Azienda Vitivinicola Gandolfi, il settimanale imolese “sabato sera” e Bacchilega Editore e con la partecipazione di Grasparossa Noir.

Un appuntamento, di persona o virtuale, per scrivere in compagnia un racconto e condividere la propria storia. Chi vorrà essere fisicamente presente potrà trovarsi con gli altri partecipanti sabato 6 luglio 2019, alle ore 21.30 nelle seguenti sedi: Azienda Vitivinicola Gandolfi in via Loreta Berlina 1/2, Dozza Imolese (Bo), telefono 345 4135137 (Luca Occhi) – 335 828 4510 (Marco Gandolfi); Azienda Agrituristica Opera|02 di Ca’ Montanari in via Medusa 32, Levizzano Rangone di Castelvetro (Mo), telefono 059 741019 per informazioni circa i posti disponibili; Storytelling Libreria-Sala da tè in piazza Asquer 9, Gonnesa (Su), telefono 331 8770386 (Eleonora Sirigu); Libreria il Segnalibro in via Roma 87/a Magenta (Mi), telefono 02 97290713 (Manuela); Palestra di Scrittura Creativa presso la sala conferenze via Santa Caterina 43, Arco (Tn), telefono 342 7649720 (Lorenzo Bernasconi); Libreria Cartamarea – Associazione Cartabianca in via Baldini 26, Cesenatico (Fc), telefono 0547 82709; Libreria Lagiratempo in piazza Italia 14, Nerviamo (Mi), telefono 0331 415552.

Coloro che non riusciranno a essere presenti di persona, potranno partecipare scrivendo in contemporanea dal luogo in cui si trovano. I racconti dovranno essere sviluppati da un incipit appositamente scritto anche quest’anno da Carlo Lucarelli che verrà comunicato verbalmente ai presenti alle ore 22 di sabato 6 luglio 2019 e contemporaneamente diffuso in rete sul sito di riferimento del concorso. 

Carlo Lucarelli sta scrivendo l’incipit di «Turno di Notte 2019». IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 29 Novembre 2018

Lucarelli e il successo di Coliandro: «Magari alla fine faremo vedere che si sposa…»

Su Rai 2 è tornato con il solito successo, forte di una caratterizzazione che l’ha reso negli anni un personaggio amatissimo, un amico nel cui maldestro ma tenace modo di vivere in molti riconoscono tratti di sé: L’ispettore Coliandro di Carlo Lucarelli non ha deluso i suoi fan nemmeno con la settima serie in onda il mercoledì in prima serata fino al 5 dicembre (e disponibile su Rai Play). La serie tv scritta da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, diretta dai Manetti Bros, e interpretata da Giampaolo Morelli, vede il poliziotto muoversi con le consuete incoscienza e testardaggine tra casi criminali e belle donne, affiancato da una squadra che ormai non si cambia (squadra che vince…), e sullo sfondo di una Bologna che è sempre più protagonista e che sta richiamando turisti curiosi di visitare i luoghi di Coliandro. E se nella prima puntata di questa serie si sono viste alcune scene girate a maggio a Ozzano, per il nostro territorio Coliandro è, inevitabilmente, il suo autore, che lo fece nascere nel 1992 nel racconto Nikita, poi lo rese protagonista di Falange armata e Il giorno del lupo e infine lo portò in tv. Quello della sceneggiatura delle storie de L’ispettore Coliandro è solo uno dei tanti lavori che vedono lo scrittore di Mordano avere un rapporto molto stretto con la televisione. Il suo modo di narrare le vicende di cronaca nera italiana ha fatto scuola, creando un vero e proprio metodo, un approccio alla tv che è letterario e investigativo insieme, una narrazione che affascina, incuriosisce e svela con precisione e ritmo i fatti accaduti. Da Blu notte a Lucarelli racconta e oltre, l’attività in televisione di Lucarelli (tra scrittura e conduzione) si affianca da anni a quella della narrativa. Ma è Coliandro che, ora, sta facendo parlare di sé.

Tra l’altro, il Coliandro interpretato da Morelli è diverso dall’ispettore dei tuoi libri: Morelli è meno cupo, meno tormentato, e anche il suo politicamente scorretto è più caricaturale che cattivo. Tanto che in passato hai anche detto che difficilmente scriverai un altro romanzo con lui protagonista.

«Sì, ormai Coliandro è diventato Morelli, Rigosi e i Manetti Bros, non più solo io. Farei fatica a rientrare nell’immaginario mio iniziale di Coliandro, quello dei libri. Così com’è ora funziona. È diventato un personaggio televisivo. La vera dimensione di Coliandro è quella televisiva. Bologna funziona come sfondo di città, anche per chi non la conosce. Funziona Morelli. Funzionano le storie, per le quali ci ispiriamo a casi di cronaca».

Quindi Coliandro dovrà muoversi ancora fra criminali e belle donne che alla fine lo mollano?

«Chissà – ride Lucarelli -, magari verso la fine lo faremo vedere che si sposa…».

Questo sarebbe uno scoop. Chissà cosa ne pensano gli altri tuoi personaggi tv, tra cui un poliziotto di metà del ‘900 e un… fantasma.

«Per Il commissario De Luca ho solo supervisionato. Hanno fatto delle sceneggiature molto belle, che risolvevano benissimo gli sviluppi necessari per allungarlo. Erano dei bei film tv, con Alessandro Preziosi bravissimo e adattissimo. La porta rossa, invece, è stata la prima volta per me di un soggetto inventato del tutto. Con Giampiero Rigosi e altri pensavamo da un po’ ad un poliziotto che indagasse sul proprio omicidio… e l’unico modo per farlo era renderlo un fantasma! Ci abbiamo messo tanto tempo: ci dicevano che era troppo giallo, poco mélo, troppo fantasy o poco fantasy… alla fine chi ci consigliava ha avuto ragione perché correggendo e migliorando siamo riusciti a creare un prodotto con sfumature umane e psicologiche, sui rapporti che non ci sarebbero più stati, sul distacco, sull’elaborazione del lutto… E’ stata una bellissima esperienza che ha avuto un successo strepitoso: girata a Trieste, con protagonista Lino Guanciale, vede ora la città sede di tour sui luoghi della serie con i visori per la realtà aumentata. Per La porta rossa, è stata l’unica volta che a Mordano mi han fermato per dirmi che avevano visto qualcosa di mio! Abbiamo già girato anche la seconda serie».

L”intervista completa a Carlo Lucarelli è su «sabato sera» in edicola da giovedì 29 novembre

Nella foto (di Isolapress) Carlo Lucarelli

Lucarelli e il successo di Coliandro: «Magari alla fine faremo vedere che si sposa…»
Cultura e Spettacoli 9 Maggio 2018

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni

L’Ispettore Coliandro in questi giorni è in via Claterna, località Maggio di Ozzano, per girare alcune riprese della settima edizione del poliziotto più imbranato della tivù. Il primo ciak in terra ozzanese è scoccato lunedì, ma il grosso delle operazioni si è svolto all’interno del negozio di arredi vintage G&H Tatterton, di proprietà di Martino Perdisa. Si è proseguito ieri pomeriggio con una serie di scene all’aperto, che dovrebbero comprendere anche un inseguimento.

Da alcuni giorni, infatti, sono comparsi dei volantini lungo un tratto di via Claterna per avvisare i residenti che le riprese avranno luogo sia di giorno che di notte, e che verranno esplosi colpi di arma da fuoco e altri effetti speciali. «La produzione della serie televisiva – si legge nel volantino – informa che potrebbero sentirsi rumori». Firmato, L”ispettore Coliandro. 

Sul volantino ci sono anche le date delle sparatorie: la prossima è prevista per oggi, tra il pomeriggio e la sera, e domani giovedì 10 maggio tra la sera e la notte. Alcuni curiosi si sono affacciati nella speranza di trovare il protagonista, Giampaolo Morelli, e colleghi. Gli attori in effetti si sono concessi alcune battute e dei selfie coi fan; chi li ha incontrati li definisce «molto concentrati». 

Il sindaco Luca Lelli spiega così i motivi di questa inaspettata visibilità: «Negli ultimi anni, grazie anche al passaparola tra le case di produzione, sono sempre di più le richieste che riceviamo e alle quali siamo ben contenti di rispondere positivamente. Crediamo sia parte di una strategia di marketing territoriale che passa attraverso la valorizzazione del luogo che amiamo».

Le riprese dei quattro episodi della stagione 2018 di Coliandro sono iniziate lo scorso 26 marzo, sempre per la regia dei romani Manetti Bros, sulle idee dello scrittore mordanese Carlo Lucarelli, che ne ha scritto soggetto e sceneggiatura. Tra le altre sedi scelte come set c’è stato il piano superiore dell’Autostazione delle corriere di Bologna dove è stato montato l’interno della questura dove l’ispettore lavora. La serie sarà trasmessa il prossimo autunno su Rai2. (ti.fu.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 10 maggio.

Foto dalla Pagina Fb ufficiale di Giampaolo Morelli

L'ispettore Coliandro a Ozzano, alcune riprese del telefilm in via Claterna e dintorni

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