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Cronaca 6 Agosto 2020

Alloggi Erp, la Conferenza metropolitana ammette al bando regionale interventi per oltre 3 milioni di euro

Ammontano ad oltre 3 milioni di euro gli interventi di edilizia residenziale pubblica che la Conferenza metropolitana, in qualità di Tavolo di metropolitano di concertazione delle politiche abitative, ha deciso di candidare al finanziamento previsto dall”apposito bando regionale. Il bando è finalizzato a rendere disponibili alloggi pubblici, vuoti e non assegnati, attraverso lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Si tratta, dunque, di uno strumento che la Regione mette in campo per contenere il disagio abitativo, ampliando l”offerta di alloggi in locazione a canone sociale mediante la promozione di un programma pluriennale di recupero e qualificazione dell’edilizia residenziale pubblica per l’assegnazione di alloggi Erp a nuove famiglie in graduatoria. I finanziamenti sostengono infatti i Comuni fornendo loro le risorse necessarie a predisporre lavori di recupero e adattamento funzionale degli alloggi non assegnati in una logica di riuso e di consumo zero di territorio e di sostegno alla filiera dell’edilizia. In tutto la Regione ha messo a disposizione 10 milioni complessivi per la prima annualità (2020), mentre per gli anni prossimi l”entità sarà stabilita da apposite deliberazioni. L”elenco degli interventi dichiarati ammissibili dalla Conferenza metropolitana ammonta a 3 milioni e 150 mila euro. 

«L”approvazione del riparto ha permesso di tenere conto delle effettive necessità del territorio, valutate con Acer in accordo con i Comuni – precisa Luca Lelli, consigliere metropolitano delegato alle Politiche abitative e sindaco di Ozzano -. La città di Bologna ha scelto poi di candidare solo degli alloggi di sua proprietà, ma fuori dal territorio comunale, liberando così delle risorse che sono state messe a disposizione di altri Comuni». (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Ozzano e consigliere metropolitano Luca Lelli

Alloggi Erp, la Conferenza metropolitana ammette al bando regionale interventi per oltre 3 milioni di euro
Economia 2 Gennaio 2020

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»

Monica Buganè è, dal maggio 2019, direttore della cooperativa Aurora Seconda. Il periodo non è dei più facili per il settore, ma il lavoro svolto in questi anni dagli amministratori ha permesso alla cooperativa di affrontare la crisi del settore edile, sottolinea il neo direttore, «mantenendo inalterata la sua solidità patrimoniale e di conseguenza le sue prospettive di continuità aziendale». «Il consiglio di amministrazione – prosegue Buganè – ha cercato da un lato, analizzando bene la situazione interna alla cooperativa stessa, la sua struttura, la sua organizzazione, di ridurre ove possibile i costi, riducendo anche i propri compensi rispetto agli anni precedenti; dall’altro ha fatto in modo di realizzare interventi che rispondessero alle aspettative dei soci iscritti ai bandi e in generale di chiunque avesse il “problema della casa” da risolvere. Per questo oggi la cooperativa Aurora è ancora attiva e presente sul mercato e non ha alloggi invenduti nei suoi interventi passati e in quelli in fase di ultimazione».

Allargando il discorso a considerazioni più generali, il direttore di Aurora Seconda osserva che «oggi comprare casa non è facile, perché ci sono migliaia di norme tecniche da rispettare nella costruzione che si traducono in costi di produzione per la cooperativa e il socio assegnatari o si trova davanti anche a tante norme fiscali dentro le quali si deve districare per raggiungere l’obiettivo di comprarsi una casa». Per questo, la stessa Buganè rimarca che è «molto importante, nella fase di progettazione e di effettuazione delle scelte, l’operato dei tecnici della cooperativa nel loro compito di seguire i soci assegnatari lungo tutto il percorso di formazione del loro alloggio, accompagnandoli nelle scelte presso i vari fornitori, ad esempio nella scelta dei pavimenti e rivestimenti, dei sanitari, degli infissi interni ed esterni ed ancor prima nella fase progettuale. Una presenza che dà sicurezza al socio che non è del “mestiere”, nel rispetto dei suoi gusti e delle sue propensioni».

Ma non è tutto. Aurora Seconda assiste il socio, attraverso il suo ufficio amministrativo, anche nel rapporto con le banche, «seguendolo dai primi istanti, con l’apertura del prefinanziamento, fino alla sua chiusura con l’atto di mutuo». E a proposito dei tassi di interesse, il direttore della cooperativa spiega che in questi ultimi mesi sono «molto appetibili per chi cerca casa: innanzitutto si parte dall’importo chiesto a mutuo rispetto al valore dell’appartamento posto a garanzia del mutuo stesso e dalla sua durata. Nei mutui che hanno contratto in questi giorni i nostri soci, ho notato tassi che arrivano allo 0,85% fisso per una durata di 20 anni con un loan to value pari al 50%». (r.cr.)

Nella foto via Cosimo Morelli nel 1982, quando Aurora Seconda vi trasferì la sua sede

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»
Economia 2 Gennaio 2020

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020

Attualmente Aurora Seconda, la cooperativa edificatrice che nel 2019 ha festeggiato 50 anni di attività, conta 4.902 soci e ha costruito oltre 3.500 alloggi nei vari comuni del circondario imolese. Mirco Mongardi è l’attuale responsabile tecnico e vicepresidente della Cooperativa con sede in via Cosimo Morelli. La sua esperienza in Aurora è cominciata nel 2008. A lui il compito di fare il punto sull’attività della cooperativa e sul futuro. «Nonostante il contesto economico e politico sempre incerto – esordisce Mongardi – a partire dall’anno che si sta chiudendo, pare esserci un ritorno di interesse all’investimento delle famiglie nelle abitazioni, in buona parte complici i bassi tassi di interesse dei mutui in questo periodo».

Una ripresa che ha rilanciato anche la vostra attività?
«Nel corso dell’anno la cooperativa ha consegnato in Pedagna est un fabbricato di 13 alloggi e sta concludendo la realizzazione di un secondo fabbricato nella zona di via degli Orti per 14 alloggi. Tutte le unità immobiliari sono assegnate ai soci».

Per il 2020 quali sono i progetti che state portando avanti?
«Abbiamo accelerato il processo di progettazione di tre interventi che vedranno l’inizio dei cantieri già nel 2020. Il primo, nell’area Quaderna ad Osteria Grande, vedrà la realizzazione di due quadrifamiliari con alloggi di medie e grandi dimensioni, ampi spazi esterni e nuove tecnologie edilizie dedicate al risparmio energetico, all’abbattimento acustico ed al massimo confort abitativo. Il secondo, anch’esso in partenza nella primavera del 2020, riguarda un fabbricato in centro storico ad Imola, dove si procederà con la riqualificazione sismica ed energetica dell’edificio, composto da sette alloggi, prevalentemente di grandi dimensioni, ma senza trascurare bilocali e trilocali e due negozi su via Mazzini, con importanti affacci espositivi. Tutti gli alloggi avranno posti auto interni al cortile di ampie dimensioni e comodamente accessibili da via Garibaldi».

Il terzo intervento dove sarà?
«Sempre a Imola dove dovrebbe partire entro la fine del 2020, nel quartiere Zolino, la costruzione di un fabbricato a torre di sei piani per complessivi 22 alloggi di varia tipologia e dimensione. Questo fabbricato, grazie alla conformazione progettuale ed a tecnologie costruttive moderne presenterà, oltre ad un basso costo di assegnazione, anche bassi costi di gestione e futura manutenzione». (r.cr.)

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020
Cronaca 7 Agosto 2019

Contributo per l'affitto, si apre il bando per i residenti nel comune di Imola. Si può fare domanda fino al 13 settembre

A partire da domani, 8 agosto, si aprirà il bando per accedere al “Fondo per il sostegno all”accesso alla locazione” riservato ai residenti nel comune di Imola. Fino al 13 settembre si potrà presentare domanda all”Asp circondario imolese per ottenere il contributo per il pagamento dell”affitto della casa in cui si abita, compilando il modulo che può essere ritirato agli Sportelli sociali dell’Asp oppure scaricato direttamente dal sito internet aziendale.

L”Asp ha predisposto il bando in ottemperanza ai criteri stabiliti dal Consiglio comunale di Imola con la delibera 91 del 9 luglio 2019, divenuta esecutiva il 2 agosto, dopo un confronto con le organizzazioni sindacali. Il fondo complessivo messo a disposizione dall”Amminsitrazione imolese è di 200 mila euro, interamente finanziato con risorse locali. Tale importo sarà ripartito equamente tra tutte le domande in regola con i criteri fissati dalla delibera stessa. 

Potranno pertanto presentare domanda soltanto i residenti nel territorio del comune di Imola, che abbiano avuto in locazione un alloggio nel 2018 e un Isee (indicatore di situazione economica equivalente) non superiore a 10 mila euro. In caso di morosità, la somma destinata al richiedente sarà assegnata direttamente al proprietario dell”alloggio, a sanatoria della situazione debitoria dell’affittuario. Ricordiamo che nel 2018 furono raccolte in tutto 385  domande, di cui 356 valide. (r.cr.) 

Contributo per l'affitto, si apre il bando per i residenti nel comune di Imola. Si può fare domanda fino al 13 settembre
Cronaca 7 Febbraio 2019

Si chiama “Homing First' la risposta di Solco e Caritas a chi ha bisogno di una casa a basso prezzo

Una nuova realtà ad Imola per affittare appartamenti a prezzi stracciati a famiglie e individui bisognosi, persone con redditi troppo bassi per poter affrontare un affitto oppure un mutuo o con contratti di lavoro a tempo che non permette di fornire le garanzie normalmente richieste da un contratto di locazione. Si chiama Homing First, è un’impresa sociale nata dal progetto Emergenza abitativa avviato dalla Caritas diocesana di Imola nel 2012.

Il «battesimo» ufficiale della nuova creatura è avvenuto lo scorso 7 gennaio. Fondatori (e soci al 50 per cento) sono l’associazione Santa Maria della Carità onlus, che gestisce le attività di Caritas, e il consorzio Solco Imola. «A sette anni dall’inizio del servizio di Emergenza abitativa, offerto ai cittadini di Imola e del forese – spiega il direttore di Caritas Imola Luca Gabbi – abbiamo avvertito la necessità di strutturarlo meglio e potenziarlo, da qui la ricerca di un partner, individuato in Solco, per costruire una nuova società, ma senza scopo di lucro, specializzata nell’housing sociale».

Il presidente è stato individuato in Sanzio Brunori, già presidente della onlus Santa Maria della Carità. In sostanza, il ramo d’impresa di Homing First è il medesimo di quello che veniva seguito dal progetto Emergenza abitativa di Caritas, lo sostituisce e lo ingloba. «Uno dei pochi casi in Italia» precisa il presidente di Solco Imola Luca Dal Pozzo. Si tratta di rispondere alle richieste abitative di famiglie monogenitoriali, nuclei monoreddito, pensionati e sfrattati a fronte comunque di un affitto però calmierato o molto basso, offrendosi nel contempo come garante rispetto alle proprietà degli alloggi. Il progetto Emergenza abitativa, infatti, prevedeva che la Caritas di Imola operasse come intermediario affittando case a prezzi bassi per poi subaffittarle a prezzi inferiori al minimo del canone concordato (mediamente 200 euro al mese) a persone e famiglie bisognose.

Con il passaggio di consegne alla nuova impresa sociale «il progetto non solo ne guadagna in professionalità, grazie agli operatori messi a disposizione dal partner Solco – aggiunge il presidente Brunori -, ma potrà anche concorrere all’assegnazione di finanziamenti erogati da eventuali bandi pubblici». Oggi Homing First gestisce 32 appartamenti: quattordici sono di proprietà del Comune di Imola, otto della Diocesi di Imola, sei della Fondazione Istituzioni Riunite, due del Seminario diocesano e due di privati.  (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio   

Nella foto da sinistra Luca Dal Pozzo, Sanzio Brunori e Luca Gabbi

Si chiama “Homing First' la risposta di Solco e Caritas a chi ha bisogno di una casa a basso prezzo
Cronaca 15 Dicembre 2018

Via alle attività dello Spazio sociale in via Selice, il 15 dicembre un incontro su Mediterranea Saving Humans

Hanno preso il via le attività settimanali dello Spazio sociale popolare, la cui sede si trova in via Selice 6/b, dopo l’inaugurazione, avvenuta lo scorso 17 novembre. Le prime attività in programma, tutte gratuite, sono già avviate.

L’Aula studio (ogni sabato dalle ore 14 alle 19), secondo gli organizzatori, deve garantire un reale diritto allo studio per chi non ha i mezzi, perché l’istruzione sia anche un momento di socializzazione delle conoscenze.

La scuola di Italiano L2, perché imparare l’italiano è un passo fondamentale per i migranti: per poter comunicare, ma anche per lavorare e soprattutto per farsi rispettare, sul lavoro, per strada, nelle relazioni, ma la scuola di italiano allo Spazio sociale popolare vuole essere anche collaborazione, socialità, stare insieme, conoscersi anche al di là dell’insegnamento.

Lo Sportello antisfratto (ogni lunedì dalle ore 20.30 alle 22), che unisce inquilini, sfrattati e solidali per organizzarsi e per difendere insieme il diritto all’abitare e alle case popolari; la consulenza dello Sportello è gratuita, per difendersi da uno sfratto, denunciare ingiustizie nell’affitto o anche solo per ricevere informazioni (tel. 377 4442572, pagina Facebook: Sportello Antisfratto Imola).

Spazio bimbi e bimbe (ogni martedì dalle ore 16.30 alle 18), un momento di aggregazione e condivisione in uno spazio in cui sentirsi tutti uguali. L’Infopoint per conoscere le attività è aperto ogni martedì dalle ore 9 alle 11; per contattare Potere al popolo, la pagina facebook è Potere al Popolo Imola, l’e-mail poterealpopoloimola@gmail.com; per lo Spazio sociale popolare: pagina Facebook Spazio Sociale Popola-re, e-mail spaziosocialepopolare@gmail.com.

Infine, il prossimo incontro in programma, fissato per sabato 15 dicembre alle ore 18, è con gli attivisti e le attiviste del progetto Mediterranea Saving Humans, a cui seguirà un aperitivo in loro sostegno. Mediterranea è una piattaforma di realtà della società civile arrivata nel Mediterraneo centrale dopo che le Ong sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo e svolge un’essenziale funzione di testimonianza, documentazione e denuncia di ciò che accade in quelle acque.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto l”inaugurazione dello Spazio sociale avvenuta il 17 novembre scorso

Via alle attività dello Spazio sociale in via Selice, il 15 dicembre un incontro su Mediterranea Saving Humans
Cronaca 19 Novembre 2018

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro

L’Amministrazione comunale medicinese ha destinato 50 mila euro a sostegno delle famiglie in difficoltà per il pagamento del canone d’affitto. I requisiti di ammissione sono, tra gli altri, possesso della residenza nel comune di Medicina da almeno 2 anni; valore Isee del nucleo familiare non superiore a 10.000 euro; patrimonio mobiliare non superiore a 15.000 euro al lordo della franchigia.

Le domande andranno presentate entro il 30 novembre. Per ulteriori informazioni: sportello territoriale Asp (051/6973900).

Il Comune di Medicina ha stanziato inoltre 34 mila euro a sostegno delle famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi economica. E proprio in questi giorni è uscita la graduatoria definitiva delle domande relative a tale bando.

Per informazioni: ufficio Servizi scolastici e Politiche sociali (tel. 051/6979247).

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro
Cronaca 8 Novembre 2018

Insieme Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola: 700 mila euro per aiutare le famiglie in difficoltà

Azioni per 700 mila euro per aiutare le famiglie in difficoltà economica. Questa la sintesi del progetto messo in campo da Comune di Imola e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che conferma quanto fatto negli anni scorsi dalle precedenti amministrazioni, sempre in accordo con la Fondazione di palazzo Sersanti.

«Contro la crisi: un sostegno alle famiglie per il diritto allo studio e azioni i campo sociale – Progetto 2018», questo il nome del piano approvato in questi giorni dalla Giunta, prevede che le risorse a disposizione siano così suddivise: 350 mila euro finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che li girerà al Comune tramite una donazione, mentre altri 350 mila saranno a carico dell’ente pubblico.

Nel dettaglio, due sono i filoni d’intervento: il diritto allo studio e le azioni in campo sociale.Per quanto riguarda il primo filone, sono previste tre azioni specifiche: le «agevolazioni tariffarie sulla base dell’Isee» (per nidi d’infanzia, mensa, trasporto scolastico e anche per i campi estivi), «un sostegno alle famiglie numerose» (con sconti a chi ha più figli dentro ai servizi) e l’azione «chi non può paga meno con le agevolazioni scolastiche», con possibilità di riduzioni o esenzioni tariffarie per tutti i servizi rivolti ai minori a beneficio delle famiglie in forte difficoltà economica.

Passando invece alle azioni in campo sociale, i fronti sono ancora una volta tre. La prima azione, sostenuta con 20 mila euro, passa attraverso un accordo tra Comune, Asp e associazione Santa Maria della Carità per offrire una risposta ai nuclei che non possono pagare un affitto di mercato; la seconda prevede di potenziare il piano di recupero di alloggi Erp attualmente sfitti (60 mila euro a disposizione); la terza consiste nel mettere a disposizione 70 mila euro per contributi all’affitto del canone di locazione sul mercato privato. 

«Ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio e tutti gli altri soggetti coinvolti nell’attuazione di queste misure – commenta l’assessore al Welfare, Ina Dhimgjini – non solo per la sensibilità dimostrata ancora una volta in campo sociale, ma anche per l’impegno sinergico a favore della comunità». (r.c.)

Nella foto palazzo Sersanti, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (foto tratta dal sito turistico istituzionale Visitare Imola)

Insieme Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola: 700 mila euro per aiutare le famiglie in difficoltà
Cronaca 30 Ottobre 2018

L'innovazione di una casa in terra e paglia costruita con la stampante 3d

Shamballa, il mitico e segreto regno buddhista senza peccato, senza povertà e senza sofferenze, non si trova nella regione himalayana dell’India bensì nella campagna di Massa Lombarda, al confine nord-occidentale della provincia di Ravenna. Le case, a Shamballa, sono «piacevoli a vedersi» – come descritto dal longdol lama in un testo tibetano del diciottesimo secolo – e fatte di terra cruda, paglia e lolla di riso. Proprio le materie prime usate da Wasp, azienda che vende stampanti 3d, la quale il 6 ottobre ha presentato il suo Viaggio a Shamballa, ovvero una vera e propria casa green realizzata con tecnologie in grado di stampare tridimensionalmente.

Per chi non lo sapesse, stampare in 3d significa depositare materiale strato su strato fino ad ottenere la forma desiderata e preimpostata nel programma informatico che gestisce la stampante. Già tre anni fa Wasp aveva presentato Big delta, una stampante gigante in grado di stampare tridimensionalmente una casa utilizzando solo argilla e paglia, materiali facilmente reperibili praticamente ovunque nel mondo. Ma si trattava ancora di una sperimentazione e allora ci si limitò alla realizzazione di una parte di muratura perimetrale. Stavolta, invece, la casa c’è davvero ed è completa. Si chiama Gaia e per stamparla si è ricorsi al crane Wasp, un sistema modulare che ha reinterpretato le classiche gru utilizzate in edilizia e che ha impiegato appena dieci giorni nel realizzare la costruzione, utilizzando una base di terra cruda cui sono state aggiunte paglia e lolla di riso, cioè materiali di scarto di «uno dei cereali più diffusi nel mondo».

Una scelta non casuale – spiega il patron dell’azienda, Massimo Moretti – ma perché «è uno scarto carico di silicio, che migliora la qualità del materiale non facendolo marcire. Inoltre è un rifiuto difficile da smaltire perché non brucia facilmente, quindi ottimale per l’edilizia». Utilizzando terra cruda e paglia si è ottenuta una miscela semi-liquida con cui stampare le mura, materiale facilmente modellabile e che solidifica asciugandosi. La struttura è dotata di un ampio tetto in legno, che serve a proteggere l’abitazione dalla pioggia. «L’umanità realizza case in paglia e fango da millenni. E sarebbe possibile depositare strati su strati fino a chiudere la struttura in cima, ma poi – precisa Moretti – bisognerebbe trattare il tetto con un materiale impermeabilizzante come il sapone nero o la cera». La casa realizzata a Massa Lombarda è stata dotata anche di infissi in legno e relativi vetri, ma in zone più calde del mondo potrebbero non essere necessari. Gaia è composta di un solo modulo di 20 metri quadri e un solo piano, ma la stampante Crane Wasp è modulare e può stampare più strutture contemporaneamente, differenti per geometrie, dimensioni e numero di piani.

Come già la Big Delta, anche Crane Wasp consta di un kit con tutto il necessario per l’autoproduzione. Ma – tiene a sottolineare Moretti – «a differenza della stampante precedente la Crane Wasp è quattro volte più piccola e stampa quattro volte più velocemente». In altre parole, «ci stiamo avvicinando al momento storico in cui si potrà davvero costruire case in serie con materiale a chilometro zero utilizzando la tecnologia 3d. Un progetto simile richiede una macchina facilmente trasportabile e a basso consumo di energia. Per questo nel nostro percorso c’è stata e ci sarà ancora tanta ricerca. Tuttavia ritengo realmente possibile avere fra pochi anni una stampante per case green. E a quel punto dovremo domandarci cosa farne: se stampare a basso costo abitazioni per le zone più povere del mondo o se, per contro, servirà a realizzare il primo eco-hotel stampato in 3d». (Milena Monti)

Nella foto: «Gaia», la casa realizzata utilizzando una miscela di terra e paglia

L'innovazione di una casa in terra e paglia costruita con la stampante 3d
Cronaca 24 Ottobre 2018

Castel San Pietro, fino al 5 dicembre è aperto il bando per la graduatoria degli alloggi a canone calmierato

E” aperto fino al 5 dicembre, a Castel San Pietro Terme, il bando per formare la graduatoria di assegnazione di alloggi a canone calmierato e concordato. Le domande vanno indirizzate alla società Solaris, che gestisce l’assegnazione degli alloggi per conto del Comune di Castel San Pietro Terme.   

Possono partecipare al bando persone che abbiano la residenza o un”attività lavorativa stabile da almeno tre anni in Emilia-Romagna e che siano residenti o abbiano l’attività lavorativa a Castel San Pietro Terme da almeno sei mesi. Per quanto riguarda il reddito, l”ISE deve essere compreso tra i 13.000 e i 60.000 euro, mentre il reddito ISEE deve stare tra 6.000 e 40.000 euro.

Le domande dovranno pervenire entro le ore 12.30 del 5 dicembre 2018 e, se accolte, daranno accesso alla graduatoria che avrà validità biennale e sarà aperta ad aggiornamenti semestrali. Alla graduatoria si accederà immediamente per assegnare un alloggio in locazione permanente già disponibile a Osteria Grande, in via Deledda 51 e successivamente per tutti gli appartamenti che si renderanno disponibili. Un punteggio specifico sarà attribuito all”assegnatario ERP in fascia di permanenza o decadenza. 

Per informazioni è disponibile lo Sportello Utenti di Solaris in via Oberdan 10/11 a Castel San Pietro Terme (aperto dal lunedì al venerdì ore 8,30-12,30 e il giovedì anche 15-17,45).

Il bando completo e i moduli sono scaricabili al link www.solariscspietro.it.

Nella foto lo stabile di via Deledda a Osteria Grande

Castel San Pietro, fino al 5 dicembre è aperto il bando per la graduatoria degli alloggi a canone calmierato

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