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Economia 27 Dicembre 2019

Cesac inaugura sei nuovi silos per cereali a Medicina: “Superata la crisi, ora si investe'

Sei nuovi silos per i cereali sono stati realizzati nello stabilimento Cesac di via Nuova a Medicina. “L’ampliamento – ha commentato il presidente Michele Filippini durante la cerimonia di inaugurazione – è il segno del ritrovato stato di salute di Cesac, caratterizzato da una rinnovata vitalità in tutte le nostre attività”.  I silos sono costati 670 mila euro di cui 234.000 euro finanziati nell”ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione. Le nuove strutture hanno una capacità di 437 metri cubi ciascuno, pari a 340 tonnellate che si aggiungono ai silos esistenti che possono contenere 7.200 tonnellate di prodotto. “L”investimento – prosegue Filippini – permetterà a Cesac di operare con sempre maggiore efficacia nella differenziazione e valorizzazione dei conferimenti dei soci. I nuovi silos consentiranno uno stoccaggio che mantenga separate le partite più pregiate rispetto alla massa del prodotto di base”.

La Cesac, storica cooperativa con sede a Conselice e sei stabilimenti dislocati fra le province di Ferrara e Bologna, sembra aver superato le gravi difficoltà di un anno e mezzo fa, quando dovette affrontare una dolorosa e complessa riorganizzazione per superare la crisi economico-finanziaria (una perdita di 1,7 milioni di euro sul bilancio 2017) che ne mise a rischio la sopravvivenza. Elemento cardine della ristrutturazione fu la cessione a Patfrut, altra cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese, del ramo d’azienda orticolo e quarta gamma ovvero gli impianti di lavorazione e confezionamento e lo stabilimento medicinese di via Canale. 

Ora, il futuro si presenta più roseo, tanto che l’azienda ha ricominciato a investire. “I conferimenti totali – motiva Filippini – per il 2019 sono pari a 632.581 quintali, sostanzialmente in linea con i dati del 2018 nonostante un anno climaticamente molto difficile per tutte le coltivazioni. A ciò si aggiunge la conferma di aver garantito un buon rendimento di prodotto per tutti i nostri soci: come in passato, infatti, abbiamo garantito una remunerazione ai soci superiore a quella dei nostri competitor”.

“Superato il periodo di crisi grazie anche al supporto di tutto il sistema cooperativo – Daniele Passini presidente di Confcooperative Bologna -, Cesac si ripropone oggi nuovamente a guida di un importante programma di valorizzazione delle produzioni cerealicole dei soci, mediante processi di selezione e lavorazione dei cereali conferiti, che ne esaltino la qualità a favore dei produttori, attraverso la collocazione in processi di filiera di alta gamma nella lavorazione delle farine per la produzione di pasta e prodotti da forno. Adesso ci le condizioni per aprire nuove azioni di sviluppo nell’interesse dei soci”. (l.a)

Nella foto l”inaugurazione dei nuovi silos

Cesac inaugura sei nuovi silos per cereali a Medicina: “Superata la crisi, ora si investe'
Economia 18 Dicembre 2019

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

Un folto pubblico di agricoltori, allevatori, veterinari, nutrizionisti e operatori del settore ha partecipato il 21 novembre a Ozzano Emilia al convegno «Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro». Iniziativa ideata dall’organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID e svoltasi presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università. Questo a testimonianza – come ha tenuto a sottolineare Charles-Antoine Courtois, responsabile del progetto Sorghum ID, introducendo i lavori – «di un’attenzione e un interesse degli agricoltori in continua crescita». Aggiungendo che «la nostra attività è quindi finalizzata a incentivare questo interesse per aumentare le superfici a livello europeo e, di conseguenza, i quantitativi prodotti».

Il sorgo oggi è il quinto cereale più coltivato nel mondo con oltre 40 milioni di ettari. Le superfici coltivate in Italia – secondo i dati relativi al 2019 pubblicati da Istat – sono oltre 46.692 (+17,92% rispetto al 2018), per una produzione che ha raggiunto le 325.871 tonnellate (+10,53%). L’Emilia Romagna si conferma il territorio con la maggior produzione di questo cereale. Le superfici hanno raggiunto 27.664 ettari (erano 22.712 nel 2018), con una produzione totale di 227.300 tonnellate (a fronte di 206.931 del 2018, +9,84). Si è parlato dunque di sorgo e delle sue caratteristiche, ma anche di qualità delle sementi perché – come ha sottolineato Frédéric Guedj, responsabile tecnico della società sementiera francese Euralis – «la ricerca scientifica sul miglioramento genetico deve andare avanti e favorire una collaborazione tra enti pubblici e privati. I risultati fin qui raggiunti sono soddisfacenti, ma – ha aggiunto – esistono ancora ampi margini di intervento, non ultima la possibilità di anticipare le semine a periodi in cui la temperatura del terreno non supera i 7-8 gradi, a fronte dei 12 gradi richiesti oggi. E questo permetterebbe di estendere la coltivazione del sorgo verso le nazioni del nord Europa».

Sul tavolo, poi, l’uso nell’alimentazione zootecnica, ma anche umana, rispetto alla quale è stato illustrato cosa si sta facendo per sviluppare la produzione di alimenti a base di sorgo. «Grazie alla sua composizione – ha evidenziato Monia Caramma, di Macaronicus, esperta delle proprietà salutiste dei cereali -può essere usato per controllare il diabete, offrire un’opzione alimentare alle persone che soffrono di celiachia, migliorare la salute dell’apparato digerente, migliorare la densità delle ossa». E poi il confronto vincente col mais: ridotti costi di produzione e fabbisogno idrico, la mancanza di spese per l’essiccazione e la molteplice destinazione del suo utilizzo. (ale.gio.)

L”articolo integrale è su «sabato sera» del 12 dicembre

L”immagine di una coltivazione di sorgo è tratta dal sito della società Sorghum ID

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

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