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Cronaca 14 Dicembre 2020

L'ultimo saluto a don Gigino, il parroco che credeva nella solidarietà e promosse il Comitato Sao Bernardo

L”ultimo saluto a don Antonio Savorani, per tutti don Gigino, avverà domani mattina alle ore 10 presso la chieda di San petronio a Castel Bolognese. Oggi pomeriggio il feretro è stato portato nella chiesa e questa sera si terrà una messa alle ore 20.15. Le procedure per l”ultimo saluto al parroco, molto noto e amato in tutta la Diocesi di Imola dovranno rispettare le procedure anti-Covid quindi gli accessi sono contingentati.

Don Gigino è morto la settimana scorsa all’età di 80 anni. Si è spento nella notte tra l’11 e il 12 dicembre, dopo una corsa in ospedale e due giorni di ricovero con la scoperta della positività al Covid-19.

Negli ultimi anni don Gigino era stato nominato amministratore parrocchiale di Biancanigo e Tebano e collaboratore del parroco di Castel Bolognese, dopo dieci anni da parroco di San Giacomo a Lugo. Ma in precedenza, per trent’anni, fino al 2003, era stato rettore del santuario della Madonna di Ghiandolino e parroco di Pediano a Imola, un ruolo ricoperto insieme a quello di direttore del Centro missionario imolese. E come tale era stato tra i promotori negli anni ’80 del progetto Chiese Sorelle e del Comitato São Bernardo, coinvolgendo con forza e costanza le comunità della Diocesi nel difficile presente e nella speranza di futuro di quella lontana realtà brasiliana, inoltre aveva sostenuto la nascita dell’Associazione San Cassiano, che ha portato la diffusione dei prodotti del commercio equo-solidale.

Attività e progetti tuttora esistenti e sentiti. Per questo, la notizia della sua scomparsa ha portato un cordoglio unanime e diffuso tra istituzioni, comunità e attività economiche. Uno per tutti, il sindaco di Imola, Marco Panieri: «L’intera comunità cittadina perde un punto di riferimento insostituibile, che ha speso la tutta la propria vita per costruire opportunità di riscatto per i meno fortunati», una persona «capace di accogliere, in tempi in cui ciò non era affatto scontato, persone con idee anche molto differenti dalle proprie, quando alla base c’era il desiderio comune di aiutare il prossimo». (r.cr.)

L'ultimo saluto a don Gigino, il parroco che credeva nella solidarietà e promosse il Comitato Sao Bernardo
Cronaca 28 Novembre 2020

L’imolese Mauro Gambetti diventa cardinale, oggi il Concistoro in Vaticano

Oggi, sabato 28 novembre, Mauro Gambetti, dopo essere stato ordinato arcivescovo giusto una settimana fa ad Assisi, sarà creato cardinale. Il Concistoro, che si svolgerà all’Altare della Cattedra della Basilica vaticana e sarà il settimo presieduto da Papa Francesco, è in programma alle ore 16. Insieme al 55enne imolese verranno creati anche altri dodici porporati.

La cerimonia avverrà seguendo tutte le norme anti Covid-19 e potrà essere seguita da tutti via web su VaticanNews, oppure in tv su Tv2000 o TelePadrePio. Domani, domenica 29 novembre, invece, sempre all’Altare della Cattedra, alle 10, è prevista la messa con il Pontefice in cui potranno concelebrare solo i cardinali di nuova creazione. (da.be.)

Nella foto: Mauro Gambetti durante la nomina a vescovo 

L’imolese Mauro Gambetti diventa cardinale, oggi il Concistoro in Vaticano
Cronaca 22 Novembre 2020

Oggi il francescano imolese Padre Mauro Gambetti sarà ordinato vescovo

Oggi, domenica 22 novembre, alle 16, nella Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, il francescano imolese Padre Mauro Gambetti per sarà nominato vescovo.I conconsacranti saranno l’Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Monsignor Domenico Sorrentino, e il Vescovo di Imola, Monsignor Giovanni Mosciatti.

La celebrazione verrà trasmessa in diretta da Telepace, sul sito sanfrancesco.org e sulle pagine ufficiali Facebook «San Francesco d’Assisi» e YouTube «San Francesco Assisi». Sabato 28 novembre, invece, come annunciato da papa Francesco, Padre Gambetti verrà nominato Cardinale. (da.be.)

Nella foto: Padre Mauro Gambetti insieme a Papa Francesco

Oggi il francescano imolese Padre Mauro Gambetti sarà ordinato vescovo
Cronaca 25 Ottobre 2020

Papa Francesco nomina Cardinale il francescano imolese Padre Mauro Gambetti

Il Papa, al termine dell”Angelus di oggi, ha annunciato la nomina di tredici nuovi cardinali. Tra loro c”è anche un imolese. Si tratta di Padre Mauro Gambetti, attualmente Custode del Sacro convento di Assisi. Frate Mauro Gambetti nasce a Castel S. Pietro Terme il 27 ottobre 1965. Compiuti gli studi liceali all”istituto Valeriani di Imola ha conseguito la laurea in Ingegneria meccanica e ha svolto il servizio militare di leva. Successivamente è entrato nel Postulato di Assisi il 19 settembre 1992. Dopo l”anno di Noviziato vissuto a Osimo, il 29 agosto 1995 prende i voti e viene consacrato frate. Studia teologia presso l”Istituto Teologico di Assisi e si specializza in Antropologia teologica presso la Facoltà teologica dell”Italia centrale in Firenze.
Viene ordinato presbitero l”8 gennaio del 2000, anno in cui inizia a ricoprire il ruolo di animatore vocazionale per la Provincia bolognese. È stato guardiano della comunità del Santissimo Crocifisso di Longiano dal 2005 al 2009, quindi è stato eletto Ministro provinciale della Provincia bolognese nel 2009. Dal 2009 al 2012 ha ricoperto il ruolo di presidente Cism Emilia-Romagna e dal 2009 è Vice-Presidente Cimp. Nel 2013 viene scelto come Custode del Sacro convento di Assisi, ruolo a cui è stato riconfermato al termine del primo quadrienno.

Papa Francesco nomina Cardinale il francescano imolese Padre Mauro Gambetti
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio

Questa mattina Governo e Cei (Conferenza Episcopale Italiana) hanno siglato un protocollo che, dal 18 maggio, permetterà la ripresa delle celebrazioni con i fedeli, purché in condizioni di massima sicurezza per la comunità. «Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il premier Conte – indicano le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche avvenga nella maniera più sicura per la salute pubblica e per la tutela protezione dei fedeli. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta offrendo alla collettività nazionale in questo momento così difficile per il Paese».

Tra i vari punti presenti nel protocollo, ad esempio, la distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e l’obbligo per coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche di indossare le mascherine. Inoltre agli ingressi devono essere disponibili liquidi igienizzanti. Vietati i cori, si continui ad omettere lo scambio del segno della pace e la distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle mani e indossato mascherina e guanti monouso. Le eventuali offerte non siano raccolte durante Ia celebraziorre, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. Infine, dove possibile, può essere valutata l’ipotesi di celebrazioni all’aperto e allo stesso tempo favorire comunque le celebrazioni in streaming per chi non può essere presente. (da.be.)

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

Nella foto: Messa celebrata in streaming dal vescovo di Imola Giovanni Mosciatti

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio
Cronaca 30 Marzo 2020

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»

La Pasqua di quest’anno sarà senza fedeli nelle chiese, senza la Messa crismale della mattina del Giovedì santo, e senza la lavanda dei piedi che caratterizza la Messa in coena domini.
A fronte della proroga delle misure restrittive per il contenimento della diffusione del coronavirus che inevitabilmente ci si aspetta dopo il 3 aprile, la Santa Sede e la Conferenza episcopale italiana hanno diffuso alcune disposizioni pratiche, annunciate da monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo della diocesi di Imola.

«Le solenni celebrazioni liturgiche previste per la Domenica delle palme e il Triduo pasquale dovranno svolgersi a porte chiuse – spiega monsignor Mosciatti –. Tutti i fedeli sono invitati a collegarsi alle celebrazioni del Vescovo o della propria comunità, che verranno trasmesse attraverso la televisione o gli altri mezzi di comunicazione».
Inoltre, «a tutti si raccomanda di avere maggior cura dei momenti di preghiera personale e familiare – aggiunge il vescovo –. A questo scopo saranno predisposti sussidi specifici a cura dell’Ufficio liturgico diocesano, resi disponibili nel sito della Diocesi».

Monsignor Mosciatti presiederà la messa della Domenica delle palme (5 aprile) alle ore 16, la Messa in coena domini (giovedì 9) alle ore 20, la celebrazione della Passione del Signore (venerdì 10) alle ore 15, la veglia pasquale e la Messa della Resurrezione (sabato 11) alle ore 20, e la Messa di Pasqua (domenica 12) alle ore 16, tutte trasmesse in streaming sulla pagina Facebook della Diocesi. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»
Cronaca 13 Febbraio 2020

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro una parte degli oggetti rubati nel 2010

Sono stati riconsegnati ieri sera i quattro reliquiari, i due candelieri e la cornice (relativa al dipinto tondo olio su tela raffigurante Gesù) rubati esattamente dieci anni fa, insieme ad altri oggetti al momento ancora irreperibili, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Castel San Pietro. Alla cerimonia era presente, oltre al sindaco Fausto Tinti ed all’allora parroco monsignor Silvano Cattani, anche l’attuale parroco don Gabriele Riccioni, il capitato dei carabinieri di Imola Andrea Oxilia ed il maggiore Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri di Napoli.

L’operazione, infatti, è stata portata a termine proprio dal nucleo dei carabinieri ed ha permesso di denunciare 33 persone, facenti parte di un’organizzazione con base logistica nella provincia di Napoli, che ricettavano beni d’arte provenienti da luoghi di culto e istituti religiosi. Le indagini hanno consentito anche di sequestrare numerosissime opere provenienti da 55 furti avvenuti in tutta Italia tra abitazioni private e luoghi di culto. Per individuare gli oggetti in questione è risultata decisiva la comparazione dell’immagine, con quelle contenute nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. (da.be.)

Foto di Fabio Avoni

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro una parte degli oggetti rubati nel 2010
Cronaca 16 Agosto 2019

A Sassoleone una nuova pala d’altare dedicata a san Rocco

Dopo 75 anni si è in procinto di ripristinare un angolo dedicato a san Rocco all’interno della chiesa di Sassoleone.

Era l’alba del 24 settembre del 1944, quando arrivò a Sassoleone un commando nazifascista per vendicare un attentato partigiano avvenuto alla tenuta “I Coscellini” il giorno antecedente.
In paese erano rimasti soprattutto anziani e bambini, che non avevano le forze di fuggire o che avevano ritenuto di non volere abbandonare i compaesani, molti dei quali si erano raccolti in chiesa sotto la protezione di don Settimio Patuelli.
I nazisti ne rastrellarono ben 24, li fucilarono e gli fecero esplodere il campanile sopra; poi minarono anche le case lungo la strada fino al borgo di Sassoleone e le fecero esplodere, demolendo anche il portico che a Sassoleone era prospiciente quello che una volta era stato il palazzo di San Rocco.

Quel giorno, fra le vittime, ci furono anche i genitori del partigiano Tonni, e anche Luigi Gambetti, uomo pio che animava la Compagnia del Santissimo Sacramento, che aveva a lungo sostenuto l’oratorio di San Rocco in piazza del Leone.

Nel successivo intervento di aerei inglesi, anche l’edificio della chiesa, che risaliva al 1772, crollò sotto i bombardamenti, con dentro le sue opere d’arte che andarono perdute.
Vi era documentato un antico altare dedicato a san Rocco, con una pala d’altare che raffigurava i santi della peste, san Rocco e san Sebastiano.

A distanza di 75 anni dalla rappresaglia, presso la chiesa di Sassoleone, oggi, alle ore 18, si inaugurerà una nuova pala d’altare dedicata a san Rocco, con un quadro dell’imolese Giancarlo Bonzi raffigurante il giovane santo biondo, con il cane, mentre è in soccorso di un ammalato. (r. cr.)

Fotografia da Google Maps

A Sassoleone una nuova pala d’altare dedicata a san Rocco
Cronaca 13 Luglio 2019

Modifiche alla viabilità in centro per la consacrazione e la festa del nuovo vescovo

Viabilità modificata in centro attorno alla Rocca e a piazza Duomo oggi pomeriggio e questa sera in occasione della cerimonia di consacrazione del vescovo Giovanni Mosciatti e della successiva festa voluta espressamente dal nuovo presule di Imola. Svolte obbligatorie e divieti di transito, divieti di sosta con rimozione forzata dei veicoli e modifiche nei sensi di marcia riguardano dalle ore 14 alle 23, a vario titolo, la via Emilia interna da via Verdi a via Don Bughetti, la stessa via Don Bughetti, piazza Duomo, via Garibaldi, via Fratelli Bandiera, via dalle Bande Nere, via Sforza, via Guidaccio da Imola, via Corialto, via Saragozza, viale Saffi interna.

Restano esclusi dai divieti i veicoli di forze dell”ordine e soccorso, quelli autorizzati con contrassegno e di residenti, proprietari o affittuari di posto auto, i quali potranno accedere alle loro abitazioni seguendo le indicazioni ed i percorsi indicati dal personale in servizio presente, compatibilmente e non interferendo con lo svolgimento della manifestazione.

Le modifiche alla viabilità sono state richieste dal vicario generale della Diocesci don Andrea Querzè, in previsione del considerevole numero di fedeli attesi per la cerimonia in cattedrale e la successiva festa. La Messa comincerà alle ore 17 in San Cassiano poi dalle 19 saranno presenti truck food e musica nel prato della Rocca, la Diocesi offrirà il gelato a tutti. La musica terminerà alle ore 21.15, quando inizierà il film della rassegna estiva Rocca Imola. La musica è molto amata dal nuovo vescovo, che  la insegna e anni fa ha fondato un gruppo, i Turno di Guardia.

Nella foto il nuovo vescovo Mosciatti

Modifiche alla viabilità in centro per la consacrazione e la festa del nuovo vescovo
Cultura e Spettacoli 31 Maggio 2019

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina

«Nuova luce sul Carmine» è al tempo stesso il titolo della mostra attualmente in essere nella ex chiesa di via Libertà a Medicina e il progetto che riqualificherà la sagrestia a lungo chiusa e inutilizzata. Motore del progetto promosso dall’amministrazione comunale è da un lato il finanziamento di 150 mila euro destinato alla riqualificazione (70mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e 80mila dal Comune), dall’altro la convenzione trentennale recentemente firmata dalla Giunta guidata da Onelio Rambaldi e dalla Curia di Bologna, proprietaria del bene.

«Da anni la ex chiesa del Carmine è utilizzata per eventi pubblici, mostre e concerti anche promossi direttamente dall’amministrazione comunale», ci ha spiegato alcuni giorni fa Matteo Montanari quando era ancora vicesindaco (alle elezioni di domenica 26 maggio è stato eletto sindaco di Medicina). «Dunque se il bene è ad uso pubblico, è importante che anche il Comune partecipi al suo sostegno mettendo a disposizione i propri fondi – ha continuato -. La convenzione lunga che abbiamo fortemente voluto ed ottenuto a fine 2017, al posto delle precedenti di uno o due anni alla volta dal 2003 ad oggi, era la condizione necessaria per poter intercettare fondi messi a disposizione da bandi pubblici destinati alle amministrazioni locali. Non solo ci siamo aggiudicati, anche grazie al lavoro delle associazioni I Portici, Corale Quadrivium e Pro Loco, il finanziamento della Fondazione per la ristrutturazione della sagrestia del Carmine che diventerà presto uno spazio nuovo per la città; abbiamo anche ottenuto dal Commissario alla ricostruzione dell’Emilia Romagna l’assegnazione di oltre un milione di euro per la sistemazione strutturale del Carmine. La nostra intenzione per questo secondo step di riqualificazione è anche ripensare a come rendere la ex chiesa ancora di più uno spazio pubblico, ad esempio come punto informativo cittadino e per l’accoglienza turistica aperto tutti i giorni. Ma intendiamo iniziare un percorso partecipativo per definire insieme alla città come cambiare il volto e la funzione di questo luogo pubblico importante e bello. La progettazione preliminare inizierà a breve, insieme al percorso partecipato con la cittadinanza utile ad indirizzare i progettisti».

Ma intanto cosa nascerà nella sagrestia del Carmine? I lavori, che dovrebbero già iniziare nelle prossime settimane o mesi estivi, prevedono il restauro conservativo della sagrestia e della relativa sala di accesso. Oltre ad essere risistemati pavimenti, pareti ed impianti, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza di archeologia belle arti e paesaggio, sarà realizzata una nuova rampa per l’accesso delle persone con disabilità sull’ingresso di via Canedi. Le due sale, sagrestia ed ingresso, diventeranno, secondo il progetto, nuovi spazi sociali e culturali utili per eventi come conferenze e concerti. Nel frattempo le pale settecentesche fino ad oggi non visibili al pubblico perché poste nella sagrestia sono in mostra nella ex chiesa fino al termine dei lavori di riqualificazione dei nuovi spazi. Si tratta di grandi opere di pregio, realizzate dai pittori Ferdinando da Bologna, noto per le scenografie minuziosamente dettagliate, e Nicola Bertuzzi. La mostra Nuova luce sul Carmine. La sagrestia svelata, curata dallo storico dell’arte Pietro Di Natale esperto in pittura antica dal Cinquecento all’Ottocento, è stata inaugurata venerdì 17 maggio alla presenza, fra gli altri, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, e poco prima dell’apertura ufficiale è stata anche visitata e apprezzata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. (mi.mo.)

La mostra è visitabile giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 12; la prima domenica del mese, tranne luglio e agosto, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Nella foto due pale attualmente in mostra nella ex chiesa del Carmine di Medicina

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina

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