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Cronaca 13 Maggio 2021

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro due reliquari rubati nel 2010

Ci sono anche due urne-reliquari di proprietà della chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro tra i 160 beni d’arte rubati che i carabinieri per la tutela patrimonio culturale hanno sequestrato al termine di un’indagine condotta dalla procura di Roma tra Lazio e Campania. Si tratta di reliquie di santi, arredi sacri, volumi antichi e reliquari provenienti da furti consumati tra il 1999 e il 2016 in varie chiese e biblioteche civiche ed ecclesiastiche dislocate tra Lazio, Campania, Basilicata, Emilia Romagna e Lombardia.

I beni sono stati sequestrati a un collezionista romano, appassionato di antichità e arredi sacri, assiduo frequentatore del mercato rionale di Roma-Porta Portese, che di recente si dedicava anche alla vendita on line. Le indagini erano state avviate nel 2016 e hanno permesso di «ricostruire l’intera filiera dei passaggi di mano dei beni e recuperare la quasi totalità delle preziose reliquie trafugate, fino a giungere a due noti commercianti dell’area salernitana, attivi anche nella vendita di volumi antichi» dicono i militari.

Tra gli oggetti rinvenuti, come detto, le due urne-reliquari in legno intagliato risalenti al XVIII secolo, rubate dalla chiesa castellana il 4 giugno del 2010. I due reliquari sono stati restituiti oggi a don Gabriele Riccioni dal comandante del nucleo Tpc di Bologna, il tenente colonnello Giuseppe De Gori.

L’anno scorso i carabinieri avevano già restituito alla parrocchia quattro reliquiari del Settecento, due candelieri  dell’Ottocento e la cornice di legno dell’olio su tela raffigurante il Sacro Cuore di Gesù. (gi.gi.)

Nella foto: il momento della riconsegna delle urne-reliquari rubate dalla chiesa di Santa Maria Maggiore nel 2010 

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro due reliquari rubati nel 2010
Cronaca 22 Marzo 2021

Il Comune di Medicina punta sui giovani per ripensare l’ex chiesa del Carmine

Il Comune di Medicina apre ai giovani la progettazione culturale dell’ex chiesa del Carmine, in collaborazione con BAM! Strategie Culturali, cooperativa bolognese che affianca istituzioni e progetti culturali nella costruzione di percorsi strategici. Con il progetto Diamo forma alle idee!, il Comune è alla ricerca di giovani creativi che vogliano contribuire all’elaborazione del nuovo progetto culturale del Carmine.

Sono previsti 7 incontri tra aprile e giugno, tutti on line tranne il sopralluogo. Entro il 30 marzo possono candidarsi giovani (studenti, professionisti o non occupati senza requisiti specifici di studio o formazione) tra i 18 e i 30 anni, che abitino a Medicina o nelle province di Bologna, Ravenna o Ferrara. Questo progetto nasce come naturale prosecuzione del percorso di partecipazione Medicina è tua, come la vorresti? del 2020, all’interno del quale sono stati individuati i bisogni e le necessità che i cittadini hanno in ambito socio-culturale. (r.cr.)

Nella foto: l’ex chiesa del Carmine di Medicina

Il Comune di Medicina punta sui giovani per ripensare l’ex chiesa del Carmine
Cronaca 20 Febbraio 2021

Il cardinale imolese Mauro Gambetti nominato vicario per il Vaticano

Come riferito dall’Ansa, Papa Francesco ha accettato la rinuncia agli incarichi di Vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, di arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e di presidente della Fabbrica di San Pietro presentata dal cardinale Angelo Comastri, che ha 77 anni. Il Pontefice ha quindi nominato agli stessi incarichi il cardinale imolese Mauro Gambetti, dei Frati minori conventuali, già Custode generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi e creato porporato solo lo scorso 28 novembre. (da.be.)

Nella foto: la creazione a cardinale dell’imolese Mauro Gambetti

Il cardinale imolese Mauro Gambetti nominato vicario per il Vaticano
Cronaca 14 Dicembre 2020

L'ultimo saluto a don Gigino, il parroco che credeva nella solidarietà e promosse il Comitato Sao Bernardo

L”ultimo saluto a don Antonio Savorani, per tutti don Gigino, avverà domani mattina alle ore 10 presso la chieda di San petronio a Castel Bolognese. Oggi pomeriggio il feretro è stato portato nella chiesa e questa sera si terrà una messa alle ore 20.15. Le procedure per l”ultimo saluto al parroco, molto noto e amato in tutta la Diocesi di Imola dovranno rispettare le procedure anti-Covid quindi gli accessi sono contingentati.

Don Gigino è morto la settimana scorsa all’età di 80 anni. Si è spento nella notte tra l’11 e il 12 dicembre, dopo una corsa in ospedale e due giorni di ricovero con la scoperta della positività al Covid-19.

Negli ultimi anni don Gigino era stato nominato amministratore parrocchiale di Biancanigo e Tebano e collaboratore del parroco di Castel Bolognese, dopo dieci anni da parroco di San Giacomo a Lugo. Ma in precedenza, per trent’anni, fino al 2003, era stato rettore del santuario della Madonna di Ghiandolino e parroco di Pediano a Imola, un ruolo ricoperto insieme a quello di direttore del Centro missionario imolese. E come tale era stato tra i promotori negli anni ’80 del progetto Chiese Sorelle e del Comitato São Bernardo, coinvolgendo con forza e costanza le comunità della Diocesi nel difficile presente e nella speranza di futuro di quella lontana realtà brasiliana, inoltre aveva sostenuto la nascita dell’Associazione San Cassiano, che ha portato la diffusione dei prodotti del commercio equo-solidale.

Attività e progetti tuttora esistenti e sentiti. Per questo, la notizia della sua scomparsa ha portato un cordoglio unanime e diffuso tra istituzioni, comunità e attività economiche. Uno per tutti, il sindaco di Imola, Marco Panieri: «L’intera comunità cittadina perde un punto di riferimento insostituibile, che ha speso la tutta la propria vita per costruire opportunità di riscatto per i meno fortunati», una persona «capace di accogliere, in tempi in cui ciò non era affatto scontato, persone con idee anche molto differenti dalle proprie, quando alla base c’era il desiderio comune di aiutare il prossimo». (r.cr.)

L'ultimo saluto a don Gigino, il parroco che credeva nella solidarietà e promosse il Comitato Sao Bernardo
Cronaca 28 Novembre 2020

L’imolese Mauro Gambetti diventa cardinale, oggi il Concistoro in Vaticano

Oggi, sabato 28 novembre, Mauro Gambetti, dopo essere stato ordinato arcivescovo giusto una settimana fa ad Assisi, sarà creato cardinale. Il Concistoro, che si svolgerà all’Altare della Cattedra della Basilica vaticana e sarà il settimo presieduto da Papa Francesco, è in programma alle ore 16. Insieme al 55enne imolese verranno creati anche altri dodici porporati.

La cerimonia avverrà seguendo tutte le norme anti Covid-19 e potrà essere seguita da tutti via web su VaticanNews, oppure in tv su Tv2000 o TelePadrePio. Domani, domenica 29 novembre, invece, sempre all’Altare della Cattedra, alle 10, è prevista la messa con il Pontefice in cui potranno concelebrare solo i cardinali di nuova creazione. (da.be.)

Nella foto: Mauro Gambetti durante la nomina a vescovo 

L’imolese Mauro Gambetti diventa cardinale, oggi il Concistoro in Vaticano
Cronaca 22 Novembre 2020

Oggi il francescano imolese Padre Mauro Gambetti sarà ordinato vescovo

Oggi, domenica 22 novembre, alle 16, nella Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, il francescano imolese Padre Mauro Gambetti per sarà nominato vescovo.I conconsacranti saranno l’Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Monsignor Domenico Sorrentino, e il Vescovo di Imola, Monsignor Giovanni Mosciatti.

La celebrazione verrà trasmessa in diretta da Telepace, sul sito sanfrancesco.org e sulle pagine ufficiali Facebook «San Francesco d’Assisi» e YouTube «San Francesco Assisi». Sabato 28 novembre, invece, come annunciato da papa Francesco, Padre Gambetti verrà nominato Cardinale. (da.be.)

Nella foto: Padre Mauro Gambetti insieme a Papa Francesco

Oggi il francescano imolese Padre Mauro Gambetti sarà ordinato vescovo
Cronaca 25 Ottobre 2020

Papa Francesco nomina Cardinale il francescano imolese Padre Mauro Gambetti

Il Papa, al termine dell”Angelus di oggi, ha annunciato la nomina di tredici nuovi cardinali. Tra loro c”è anche un imolese. Si tratta di Padre Mauro Gambetti, attualmente Custode del Sacro convento di Assisi. Frate Mauro Gambetti nasce a Castel S. Pietro Terme il 27 ottobre 1965. Compiuti gli studi liceali all”istituto Valeriani di Imola ha conseguito la laurea in Ingegneria meccanica e ha svolto il servizio militare di leva. Successivamente è entrato nel Postulato di Assisi il 19 settembre 1992. Dopo l”anno di Noviziato vissuto a Osimo, il 29 agosto 1995 prende i voti e viene consacrato frate. Studia teologia presso l”Istituto Teologico di Assisi e si specializza in Antropologia teologica presso la Facoltà teologica dell”Italia centrale in Firenze.
Viene ordinato presbitero l”8 gennaio del 2000, anno in cui inizia a ricoprire il ruolo di animatore vocazionale per la Provincia bolognese. È stato guardiano della comunità del Santissimo Crocifisso di Longiano dal 2005 al 2009, quindi è stato eletto Ministro provinciale della Provincia bolognese nel 2009. Dal 2009 al 2012 ha ricoperto il ruolo di presidente Cism Emilia-Romagna e dal 2009 è Vice-Presidente Cimp. Nel 2013 viene scelto come Custode del Sacro convento di Assisi, ruolo a cui è stato riconfermato al termine del primo quadrienno.

Papa Francesco nomina Cardinale il francescano imolese Padre Mauro Gambetti
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio

Questa mattina Governo e Cei (Conferenza Episcopale Italiana) hanno siglato un protocollo che, dal 18 maggio, permetterà la ripresa delle celebrazioni con i fedeli, purché in condizioni di massima sicurezza per la comunità. «Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il premier Conte – indicano le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche avvenga nella maniera più sicura per la salute pubblica e per la tutela protezione dei fedeli. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta offrendo alla collettività nazionale in questo momento così difficile per il Paese».

Tra i vari punti presenti nel protocollo, ad esempio, la distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e l’obbligo per coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche di indossare le mascherine. Inoltre agli ingressi devono essere disponibili liquidi igienizzanti. Vietati i cori, si continui ad omettere lo scambio del segno della pace e la distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle mani e indossato mascherina e guanti monouso. Le eventuali offerte non siano raccolte durante Ia celebraziorre, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. Infine, dove possibile, può essere valutata l’ipotesi di celebrazioni all’aperto e allo stesso tempo favorire comunque le celebrazioni in streaming per chi non può essere presente. (da.be.)

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

Nella foto: Messa celebrata in streaming dal vescovo di Imola Giovanni Mosciatti

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio
Cronaca 30 Marzo 2020

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»

La Pasqua di quest’anno sarà senza fedeli nelle chiese, senza la Messa crismale della mattina del Giovedì santo, e senza la lavanda dei piedi che caratterizza la Messa in coena domini.
A fronte della proroga delle misure restrittive per il contenimento della diffusione del coronavirus che inevitabilmente ci si aspetta dopo il 3 aprile, la Santa Sede e la Conferenza episcopale italiana hanno diffuso alcune disposizioni pratiche, annunciate da monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo della diocesi di Imola.

«Le solenni celebrazioni liturgiche previste per la Domenica delle palme e il Triduo pasquale dovranno svolgersi a porte chiuse – spiega monsignor Mosciatti –. Tutti i fedeli sono invitati a collegarsi alle celebrazioni del Vescovo o della propria comunità, che verranno trasmesse attraverso la televisione o gli altri mezzi di comunicazione».
Inoltre, «a tutti si raccomanda di avere maggior cura dei momenti di preghiera personale e familiare – aggiunge il vescovo –. A questo scopo saranno predisposti sussidi specifici a cura dell’Ufficio liturgico diocesano, resi disponibili nel sito della Diocesi».

Monsignor Mosciatti presiederà la messa della Domenica delle palme (5 aprile) alle ore 16, la Messa in coena domini (giovedì 9) alle ore 20, la celebrazione della Passione del Signore (venerdì 10) alle ore 15, la veglia pasquale e la Messa della Resurrezione (sabato 11) alle ore 20, e la Messa di Pasqua (domenica 12) alle ore 16, tutte trasmesse in streaming sulla pagina Facebook della Diocesi. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Coronavirus, Pasqua senza fedeli in chiesa. Il vescovo: «Curare momenti di preghiera personale e familiare»
Cronaca 13 Febbraio 2020

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro una parte degli oggetti rubati nel 2010

Sono stati riconsegnati ieri sera i quattro reliquiari, i due candelieri e la cornice (relativa al dipinto tondo olio su tela raffigurante Gesù) rubati esattamente dieci anni fa, insieme ad altri oggetti al momento ancora irreperibili, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Castel San Pietro. Alla cerimonia era presente, oltre al sindaco Fausto Tinti ed all’allora parroco monsignor Silvano Cattani, anche l’attuale parroco don Gabriele Riccioni, il capitato dei carabinieri di Imola Andrea Oxilia ed il maggiore Giampaolo Brasili, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri di Napoli.

L’operazione, infatti, è stata portata a termine proprio dal nucleo dei carabinieri ed ha permesso di denunciare 33 persone, facenti parte di un’organizzazione con base logistica nella provincia di Napoli, che ricettavano beni d’arte provenienti da luoghi di culto e istituti religiosi. Le indagini hanno consentito anche di sequestrare numerosissime opere provenienti da 55 furti avvenuti in tutta Italia tra abitazioni private e luoghi di culto. Per individuare gli oggetti in questione è risultata decisiva la comparazione dell’immagine, con quelle contenute nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. (da.be.)

Foto di Fabio Avoni

Riconsegnati alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Castel San Pietro una parte degli oggetti rubati nel 2010

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