Posts by tag: circondario

Economia 21 Febbraio 2019

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione

Chi è senza esperienza o chi è disoccupato di lunga durata, chi si trova in situazione di fragilità sociale e non riesce a trovare una occupazione ha da ora uno strumento in più, oltre ai canali tradizionali, per cercare di accedere o riaccedere al mondo del lavoro. Si tratta del progetto “Insieme per il lavoro”, avviato nel maggio 2017 nel bolognese e che ora arriva anche nel nostro circondario, coprendo in questo modo tutto il territorio della Città metropolitana. L’iniziativa, nata per volontà del sindaco metropolitano Virginio Merola e dell’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, vede la collaborazione di numerose associazioni di categoria e imprese. Si avvale di 10 milioni di risorse comunali e metropolitane, provenienti da fondi europei, e di 4 milioni messi a disposizione dalla Diocesi di Bologna, derivanti dagli utili dell’azienda Faac.

Grazie a un accordo di tipo finanziario tra le Diocesi di Bologna e Imola è stato possibile estendere il progetto anche nell’imolese. Sul nostro territorio collaborano Circondario, Asp e Caritas (attraverso l’associazione Santa Maria della Carità), le associazioni di categoria, ma non i sindacati, che nei giorni scorsi hanno sottolineato con rammarico il mancato coinvolgimento. Il ruolo fondamentale di Asp, in particolare, permetterà di coordinare le attività con quelle già normalmente messe in campo dell’Asp stessa per le persone particolarmente fragili. Questo per evitare di sovrapporre gli interventi. «La collaborazione tra enti pubblici e privati è un valore» ha sottolineato il vescovo Tommaso Ghirelli.

Una rete virtuosa che ha raccolto il plauso anche della sindaca Sangiorgi. «Si dà risposta alle fragilità che emergono sempre più nel nostro territorio, al fine di portare concretezza alla politica di oggi, che è quello che si aspettano i cittadini» ha commentato. Le ha fatto eco il sindaco metropolitano Merola, forse alludendo ai burrascosi rapporti del Comune di Imola con gli altri enti del territorio: «Ci sono troppe polemiche e discussioni – ha detto -. Senza entrare nel merito, qui siamo davanti a un’esperienza concreta, che dice che se lo facciamo insieme, lo facciamo meglio». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Nella foto la presentazione in vescovado a Imola del progetto “Insieme per il lavoro”

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione
Cronaca 8 Febbraio 2019

Entro il mese di febbraio sarà operativo il Tavolo imolese per il turismo sotto la regia di If Imola Faenza

Sarà operativo entro febbraio il Tavolo imolese per il turismo. Il Tavolo imolese si affiancherà al Tavolo Appennino, al Tavolo Pianura ed al Comune capoluogo Bologna, completando il puzzle operativo per il turismo dell’intero territorio metropolitano. Si tratta di un passo avanti per un settore economico in crescita. A If (Imola Faenza Tourism company) spetta la regia del Tavolo a cui prenderanno parte i Comuni del circondario imolese e tutte le associazioni delle categorie economiche del territorio.

Compiti del Tavolo saranno il coordinamento con Destinazione Turistica Bologna, il soggetto la cui governance è in capo alla Città metropolitana e a Bologna Welcome. Come spiegato nell’ultima assemblea dei soci di If dal presidente Gianfranco Montanari e dal direttore Erik Lanzoni, questo consentira di rafforzare la capacità di attrarre risorse e coordinare azioni di promozione in Italia e all’estero per un territorio che dai primi consuntivi del 2018 si conferma in grande crescita di presenze e fatturato, cosa che si ripete già da un paio di anni. L’esperienza di Destinazione Turistica Bologna, richiamata dall’assessore felsineo Matteo Lepore, alla guida dei Tavoli, aiuterà a rafforzare il «racconto di una terra, di un territorio di un milione di abitanti, coinvolgendo gli operatori e garantendo loro la formazione necessaria per migliorare l’accoglienza turistica».

Il Tavolo imolese sarà dunque necessario, come ha ribadito la direttrice di Destinazione Turistica Bologna Metropolitana Giovanna Trombetti «quale soggetto attivo per mappare le eccellenze presenti nell’imolese, per costruire una sintesi che entrerà a far parte del programma annuale della Destinazione».

«Il territorio del circondario ha le potenzialità giuste per portare un valore aggiunto significativo alla Destinazione turistica Bologna metropolitana – sottolinea il vicesindaco di Medicina, Matteo Montanari che ha dato il via al percorso per la costituzione del Tavolo come coordinatore del Circondario imolese -. Un turismo che non rimanga chiuso dentro le mura di Bologna, ma che abbia la possibilità di conoscere altre eccellenze ambientali, enogastronomiche e culturali».

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio   

Entro il mese di febbraio sarà operativo il Tavolo imolese per il turismo sotto la regia di If Imola Faenza
Cronaca 5 Febbraio 2019

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili

Accanto all’assistenza domiciliare ci sono altri strumenti pensati per aiutare le famiglie nell’assistenza di un congiunto anziano, disabile o con problemi di salute: i centri diurni, che offrono attività sociali e assistenziali durante il giorno, con ritorno la sera a casa; gli assegni di cura, cioè contributi economici erogati proprio al fine di aiutare a mantenere anziani e disabili al proprio domicilio; i ricoveri di sollievo, brevi periodi (da 10-15 fino a 30 giorni) pensati per consentire alle famiglie un periodo di pausa nell’attività di assistenza del proprio congiunto. Infine, quando la domiciliarità non è più possibile, ci sono le strutture residenziali, case di riposo per gli anziani e residenze per disabili gravi e gravissimi.

Per attivare questi servizi occorre una valutazione da parte dell’equipe specializzata, ma, per prima cosa, che la persona o la famiglia lo richieda. Sembra banale, ma non sempre chi ha bisogno lo fa o sa esattamente a chi rivolgersi. «La prima “porta di accesso” è il proprio medico di base – spiega Cristina Bortolotti, responsabile infermieristico di Imola e Vallata -, è il medico che conosce le problematiche del paziente o della famiglia ed è anche il primo professionista abilitato ad attivare l’assistenza domiciliare». Poi ci sono gli Sportelli sociali, presenti in tutti i comuni. «A seconda del bisogno si potrà trovare già una prima risposta oppure essere indirizzati verso il servizio più adatto».

«Tre Sportelli sono aperti cinque giorni a settimana e sono a Imola presso il “Silvio Alvisi” (dove c’è la sede Asp), a Castel San Pietro nella Casa della Salute e a Medicina in via Saffi, sempre a Medicina un operatore sociale è presente anche ogni giovedì presso la Casa della salute – informa il direttore dell’Asp, Stefania Dazzani -. Presso la Casa della salute di Borgo Tossignano, invece, lo Sportello è aperto due volte a settimana, il martedì e il giovedì mattina. Negli altri comuni l’operatore è presente una volta a settimana: a Castel Guelfo e Mordano il lunedì mattina, a Dozza il martedì. Ci si può comunque recare in qualsiasi Sportello per fissare un appuntamento».

Discorso a parte meritano le dimissioni protette, ovvero il caso in cui, durante un ricovero ospedaliero, si manifesti la necessità da parte del paziente di essere assistito al ritorno a casa. La segnalazione viene inviata dal reparto al Punto unico di accesso (Pua) del nosocomio di via Montericco e sono gli infermieri e gli assistenti sociali che si attivano mentre la persona è ancora in ospedale, effettuando colloqui con il paziente e i familiari e organizzando i servizi necessari. (mi.ta.)

Nella foto la Casa della Salute di Borgo Tossignano

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili
Cronaca 5 Febbraio 2019

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa

C’è l’ospedale classico, con i reparti, i letti, i degenti. E c’è un ospedale invisibile ai più, fatto anch’esso di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che si recano a casa di anziani, disabili o malati, che grazie a questi servizi possono evitare il ricovero in struttura protetta e rimanere in famiglia oppure nella propria abitazione. Uno strumento che è aumentato di intensità negli anni come numero di prestazioni svolte a domicilio dagli operatori sanitari. E a volte gli assistiti possono avere necessità di prestazioni sia sanitarie che sociali.

Un esempio è quello di Marilena, 72 anni, che convive con un’invalidità al 100 per cento. «Mia madre è caduta due anni fa e si è rotta il bacino, ma per via di una patologia non hanno potuto farle l’intervento per ridurre le fratture, così oggi è in carrozzina», racconta la figlia. Basta poco, a volte una banale caduta cambia per sempre la vita di una persona. Marilena ora ha bisogno dell’aiuto dei servizi domiciliari. «Una volta alla settimana un’operatrice l’aiuta a fare il bagno e periodicamente il personale sanitario viene per il prelievo del Cumadin», prosegue la figlia. Per fortuna, Marilena ha il marito che può occuparsi della preparazione dei pasti e delle varie commissioni. «Altrimenti sappiamo che esiste anche la possibilità di richiedere il pasto a domicilio – dice ancora la figlia -. Siamo soddisfatti del servizio, abbiamo sempre avuto a che fare con persone professionali e molto umane».

Quello della signora Marilena è solo uno dei tanti casi di persone che, grazie ai servizi finanziati attraverso il Fondo regionale per la non autosufficienza, rimpolpato da risorse dei Comuni nel caso del nostro circondario imolese (oltre un milione di euro nel 2018 per tutti i servizi accreditati), possono continuare a vivere in famiglia o nella propria casa.  «Il numero negli ultimi dieci anni si può considerare sostanzialmente stabile, ma sono aumentati di parecchio il grado di gravità e la complessità dei casi, che abbisognano quindi di un numero di visite decisamente maggiore» spiega il direttore del Distretto dell’Ausl di Imola, Alberto Minardi. Un mondo che per noi utenti significa semplicemente assistenza domiciliare ma che ha vari aspetti e servizi da «ritagliare» e attivare a seconda delle persona e del problema. I numeri li dettaglia sempre Minardi: «A dicembre 2018 avevamo 236 pazienti che usufruiscono dell’assistenza domiciliare integrata che prevede visite del medico, dell’infermiere e, a volte, anche dell’operatore sociale – elenca -. I casi di assistenza programmata sono invece 517, con questa modalità abbiamo solo il medico che a scadenze pre-ise viene a domicilio. Infine, ci sono 413 pazienti in carico all’assistenza infermieristica, che non contempla l’intervento del medico se non al bisogno» dettaglia Minardi.

Chi decide quale tipo di assistenza attivare? «Il proprio medico di medicina generale». «Siamo noi l’anello che si interfaccia con tutti, anche perché noi abbiamo pazienti di ogni tipo: anziani, disabili, psichiatrici – precisa Anna Maria Severino, per l’appunto medico di base e animatore della formazione per la medicina generale -. Il lavoro di equipe è molto importante, portiamo avanti i progetti e discutiamo i casi. E’ la bellezza della rete e del lavorare insieme. Noi medici di base siamo un po’ isole, ognuno ha una sua autonomia e un suo modo di lavorare diverso da quello dei colleghi, per questo è importante il fatto di collaborare con altre figure professionali. In questi giorni, ad esempio, ho una paziente in dimissione, abbiamo già fatto riunioni per coordinare l’assistenza ed è un lavoro che continuerà anche dopo».

L’assistenza domiciliare ha mosso i primi passi nel nostro territorio circa trent’anni fa, nel tempo non solo sono aumentate le persone seguite, ma anche la complessità dei casi gestiti. Merito della preparazione del personale infermieristico e della formazione dei caregiver, che non significano solo le assistenti familiari, meglio conosciute come badanti, ma anche parenti, vicini di casa, amici, tutte coloro che si prendono cura in qualche modo di una persona presso il suo domicilio. «La richiesta e il conseguente obiettivo di evitare il ricovero di pazienti sempre più gravi, ha fatto sì che si siano sviluppate competenze dei caregiver su tematiche inconcepibili fino a pochi anni fa – conferma Minardi -.Parlo di pratiche per le quali sarebbero stati necessari interventi infermieristici e che ora svolgono, invece, figli, coniugi, badanti, come la gestione del sondino naso-gastrico per l’alimentazione parenterale, per la tracheocannula o dell’ossigenoterapia a domicilio».

Inoltre, gli interventi sono sempre più integrati tra aspetti sanitari e sociali, un tema complesso, che in passato ha creato non poche difficoltà ed oggi superato o quasi grazie alla gestione integrata tra sociale e sanità. Lo conferma Stefania Dazzani, direttore dell’Asp che gestisce i servizi sociali per i Comuni del circondario imole-se. «Nell’ultimo anno e mezzo – informa Dazzani – abbiamo introdotto i primi 30 giorni di assistenza gratuita per le fami-glie che, a causa di un problema di salute improvviso, dall’ictus alle cadute che compromettono la mobilità, si ritrovano a carico un anziano oppure un disabile al momento della dimissione dall’ospedale, cioè una persona in condizioni molto diverse da prima della malattia. L’obiettivo è consentire ai parenti di prendere coscienza della nuova situazione e di formare i caregiver, se ci sono. Successivamente è prevista una compartecipazione economica in base all’Isee. In queste condizioni abbiamo una quindicina di utenti al mese che si rivolgono a noi con un investimento sul territorio, ad oggi, di 50.000 euro». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto un”infermiera del servizio di assistenza domiciliare

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa
Economia 26 Gennaio 2019

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria

La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bologna cambia le modalità di erogazione dei propri servizi diretti alle imprese del circondario imolese. Fino a due anni fa l’ente di piazza della Mercanzia (presente in città dal 1957) aveva ad Imola una propria sede distaccata, ubicata (dal 1982) nella storica palazzina di viale Rivalta che in origine aveva ospitato il giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Poi, un anno fa ha deciso di venderla, in ossequio alla legge di riordino del sistema camerale del ministro Madia, che ha imposto la razionalizzazione delle sedi secondarie, aprendo uno sportello nella sala Miceti (al primo piano dell’immobile che ospita anche il mercato coperto «Il Borghetto»), ove nel frattempo il Comune aveva accentrato i propri servizi al cittadino.

Ebbene, il nuovo modello organizzativo, che diventerà operativo dal prossimo 1 febbraio in sostituzione dello sportello presso la sala Miceti, prevede la possibilità per le imprese di usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. Due i vantaggi per le imprese: la moltiplicazione dei punti di accesso e la possibilità di accedere tutti i giorni della settimana ai servizi camerali, mentre ora lo sportello era aperto solo il martedì e la mattina del venerdì. Anche i privati potranno rivolgersi alle associazioni, fermo restando che i principali servizi al cittadino, come ad esempio le visure camerali, possono essere comunque richiesti online attraverso il sito www.bo.camcom.gov.it.

«Meno spostamenti, più efficienza, una nuova collaborazione fra Camera di commercio e associazioni», sintetizza Valerio Veronesi, presidente dell’ente. Che aggiunge: «Imola fa da apripista ad un modello che siamo sicuri agevolerà la vita delle imprese». Hanno sottoscritto la convenzione l’Alleanza delle cooperative italiane di Imola, Cia Imola, Cna Imola, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigia-nato, Confcommercio-Ascom Imola e la delegazione imolese di Confindustria Emilia Area centro.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la firma della convenzione in Municipio

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria
Cronaca 23 Dicembre 2018

Sicurezza, controlli preventivi nelle feste e nelle discoteche, “promossa' la serata delle scuole al Cap Creus con Achille Lauro

Nessun problema ieri sera durante la festa delle scuole superiori al Cap Creus con ospite il rapper Achille Lauro, uno dei tanti idoli dei giovanissimi. A dirlo è il Commissariato di Imola che, per l’occasione, ha attivato un servizio dedicato insieme a carabinieri e polizia municipale, per verificare l’osservanza delle prescrizioni e delle norme da parte del locale. «La capienza del Cap Creus è di 725 persone e ieri sera ne sono state fatte entrare circa 600 – dettagliano dalla polizia -, l’accesso è stato regolare e senza calca. Inoltre il locale si era organizzato nella maniera più idonea, con un servizio di security interno ed esterno e personale con il regolare “patentino”». 

L’anno scorso, in occasione dell’analogo appuntamento, un classico per i ragazzi delle scuole imolesi, «ci furono una serie di lamentele da parte dei genitori per l’affollamento, poi c’è stata la tragedia di Corinaldo, così come Commissariato di Imola abbiamo deciso, di attivare un”attività di controllo dedicata» chiariscono sempre dalla polizia. Ma non è finita qua.

Dal Commissariato avvertono che nelle prossime settimane verranno fatti altri controlli preventivi e servizi straordinari sulla sicurezza sia a Imola che nel resto dei circondario «nei locali pubblici e nelle feste aperte al pubblico (come quelle cosiddette free drink) in particolare quando ci sono cantanti e rapper che attirano i giovanissimi». L’obiettivo è evitare che possano ripetersi fatti drammatici come quelli della discoteca marchigiana e che vengano rispettate tutte le prescrizioni. (l.a.)

Nella foto un’immagine dalla pagina Facebook del Cap Creus

Sicurezza, controlli preventivi nelle feste e nelle discoteche, “promossa' la serata delle scuole al Cap Creus con Achille Lauro
Cronaca 14 Settembre 2018

Il Circondario, tentazioni di smantellamento di un'unione dei Comuni complicata ma con tanti vantaggi

Tutti contro il Circondario. Lunga vita al Circondario. Certo è difficile districarsi e capire cosa racchiuda la bufera politica iniziata la scorsa settimana con l’approvazione, da parte del Consiglio comunale di Imola, della mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per promuovere la modifica dell’articolo 2 dello Statuto del Circondario, quello che disciplina le modalità di recesso. Per la cronaca, la mozione è stata presentata dalla Lega Nord, che siede all’opposizione; hanno votato a favore in 18, oltre ai leghisti anche Patto per Imola e tutti i consiglieri di maggioranza 5 Stelle, contrari i consiglieri di opposizione del Pd e Imola guarda avanti. La soddisfazione dei leghisti ha evidenziato subito che oltre la valenza concreta (maggiore libertà per gli enti locali) l’intenzione è politica con un occhio alle prossime amministrative: «Vogliamo iniziare a smantellare pezzo dopo pezzo quelle istituzioni che per anni sono servite al Pd per mantenere il controllo su tutto il territorio».

Detto ciò, tutti sanno che un dissolvimento dell’ente di secondo livello, nato nel 2004, sarebbe complesso e non troppo auspicabile: oggi sono le unioni dei Comuni (come il Circondario) a beneficare delle maggiori erogazioni e fondi, in quanto indice di economie di scala ed efficienza. Imola, e forse Castello e Medicina potrebbero avere la forza per reggersi da soli, ma le realtà più piccole, della vallata e non solo, si troverebbero a mal partito. Non a caso i sindacati, Cgil e Cisl, hanno stigmatizzato come «grave e ingiustificata» la mozione. 

La stessa sindaca pentastellata, Manuela Sangiorgi, ha sottolineato come vi siano alcune gestioni associate del Circondario da promuovere per efficienza e qualità come la polizia municipale e altre da migliorare a causa della carenza di personale, come la centrale unica di committenza, riconoscendo che «vi sono fondi che oggi giungono solo alle unioni dei Comuni». Claudio Frati, assessore imolese al Bilancio e Personale, ha chiarito che: «La mozione non vuol dire che Imola uscirà dal Circondario. L’approvazione è stato anche un segnale politico perchè in questi primi mesi di questa nostra amministrazione riteniamo di essere stati attaccati in maniera pretestuosa e abbiamo voluto dare un messaggio ai nostri colleghi all’interno del Circondario».

Il sindaco di Castel San Pietro e vicesindaco della Città metropolitana, Fausto Tinti, e il collega sindaco di Medicina e presidente del Circondario, Onelio Rambaldi, si sono sentiti tirati ruvidamente per il bavero istituzionale e politico. Tinti ha rilanciato così: «Per me il Circondario è fuori discussione e si rimane. Massima disponibilità, ma se la sindaca non viene alle riunioni come sta facendo, non esercita il suo ruolo e blocca l’attività dell”ente o Imola vuole uscire, allora noi, con Medicina Dozza e Castel Guelfo, se vogliono, faremo un’altra unione. Non avere il Circondario sarà un danno per tutti: ricordo che i Comuni singoli non hanno possibilità di accedere ai fondi strutturali stanziati dall’Europa tramite la Regione e la Città metropolitana come i 10 milioni arrivati per le scuole superiori dell’imolese (per ristrutturare convitto Scarabelli e nuovo polo licei, ndr)». Rambaldi ha rincarato la dose: «E’ grazie anche al Circondario se abbiamo ancora un’Ausl autonoma. Se cambiamo il perimetro rischiamo di essere tutti più deboli. Medicina potrebbe anche stare da sola o andare con Bologna o con Castello. E gli altri?». 

L’idea di arrivare ad uno «spacchettamento» dei Comuni non è una novità. Partendo dalla modifica dello statuto. Brigida Miranda, consigliera della lista civica di centrodestra a Castel Guelfo, lo chiede da tempo e ha presentato una mozione in tal senso all’assemblea del Circondario (di cui fa parte). Vedremo come finirà quel voto. (l.a.) 

L”articolo completo sul “sabato sera” del 13 settembre.

Sabato 8 si e’ parlato della possibile uscita di Imola dal Circondario davanti ai cittadini durante un incontro della Festa della Cgil, nella foto da sinistra Onelio Rambaldi, Mirella Collina segretaria Cgil Imola, Lara Alpi (giornalista di «sabato sera» che moderava), Claudio Frati e Fausto Tinti

Il Circondario, tentazioni di smantellamento di un'unione dei Comuni complicata ma con tanti vantaggi
Cronaca 14 Agosto 2018

Maltempo, allagamenti e qualche danno a Imola e nel circondario. Castel San Pietro e Toscanella le zone più colpite

Il maltempo (previsto dall”allerta meteo diramata ieri) che si è abbattuto questo pomeriggio sul nostro territorio, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, ha provocato per fortuna solo qualche danno di lieve entità e alcuni disagi alla circolazione, a causa di allagamenti di strade e scantinati, oltre ad alberi, rami e tegole caduti per le forti raffiche di vento. In diverse situazioni il nubifragio ha provocato l”interruzione dell”energia elettrica in abitazioni e uffici e qualche incidente stradale, ma di poco rilievo.

La zona più colpita è stata l”area compresa tra Castel San Pietro e Toscanella dove le piogge hanno superato i 70 mm in poche ore. Nella città termale allagamenti anche nella stazione ferroviaria, a Castel Guelfo stessa situazione fuori dall”Outlet, mentre a Imola il forte temporale ha creato disagi all”interno del Centro Leonardo.

Sempre a Imola cantine sott”acqua in via De Rosa, alberi caduti in via Graziadei, viale Dante e problemi in via Correcchio, mentre le criticità maggiori hanno interessato la via Gambellara per la presenza di acqua in strada che ha costretto i vigili del fuoco e le forze dell”ordine a chiudere in parte la carreggiata.

Non risultano, comunque, danni a persone e in serata, sempre secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, la situazione ha ricominciato a tornare lentamente alla normalità.

r.c.

Nelle foto: allagamenti al Centro Leonardo di Imola

Maltempo, allagamenti e qualche danno a Imola e nel circondario. Castel San Pietro e Toscanella le zone più colpite
Cronaca 30 Luglio 2018

2 Agosto, la staffetta della memoria ha fatto tappa a Imola, Medicina e Castel San Pietro

La staffetta podistica “Per non dimenticare la strage del 2 Agosto” ha attraversato anche il circondario imolese in una delle domeniche più torride dell”estate.

L”iniziativa ha fatto tappa con due diversi gruppi a Imola e Medicina, per poi ricongiungersi a Castel San Pietro al Cassero, dove era presente ad accogliere i podisti il consigliere comunale Andrea Bondi.

A Medicina il gruppo si è incontrato con il sindaco Onelio Rambaldi, mentre a Imola a fare gli onori di casa era presente l”assessore allo Sport, Maurizio Lelli.

«La memoria è un dovere – ha sottolineato Rambaldi – poiché quanto accaduto alla Stazione centrale di Bologna non deve essere dimenticato, né da parte nostra, né da parte delle giovani generazioni».

Al termine della giornata del 29 luglio la staffetta, partita sabato mattina da San Marino, è approdata a Bologna, dove la mattina del 2 agosto si terrà la commemorazione della strage.

Il programma di giovedì prevede il concentramento di tutte le staffette al parco della Montagnola, cui seguirà il corteo che raggiungerà piazza Maggiore per il raduno dei Gonfaloni delle città e il saluto del sindaco di Bologna. Dalla piazza si procederà poi lungo via Indipendenza per approdare in piazza Medaglie d”Oro, antistante la stazione, dove ci sarà il clou della cerimonia, nel 38o anniversario della strage in cui morirono 85 persone e quasi 200 rimasero ferite.

Nelle foto momenti del passaggio della staffetta da Imola, Castel San Pietro e Medicina
2 Agosto, la staffetta della memoria ha fatto tappa a Imola, Medicina e Castel San Pietro
Cronaca 23 Luglio 2018

Maltempo nella bassa, i danni tra medicinese e i campi delle frazioni imolesi

Più di 160 millimetri di pioggia in una sola ora, questo è quanto ha registato Coldiretti Bologna, quasi quanto un intero anno, purtroppo accompagnati da grandine e stravento. E” il risultato del maltempo dei giorni scorsi, in particolare della cosiddetta «bomba d’acqua» che venerdì sera  tra le 17.30 e le 18.30 ha interessato le campagne della bassa imolese (Sesto Imolese e Spazzate Sassatelli), il medicinese e Molinella provocando ingenti danni alle colture agricole allagando i campi e non solo. A Medicina a farne le spese anche qualche grosso albero (a partire da quello di viale Saffi nel capoluogo ad altri nelle frazioni di Portonovo) e tre capannoni della Lacme tra Buda e Portonovo. 

Sulla pagina Facebook del Comune di Medicina è segnalato che ben tre squadre di volontari della Protezione civile di Medicina si sono adoperate per ripristinare la viabilità e dare assistenza ai cittadini di Portonovo e Sant”Antonio particolarmente colpite.

Coldiretti Bologna, dal canto suo, aggiunge che: «E’ presto per fare una stima attendibile ma i danni potrebbero aggirarsi su diversi milioni di euro. Colpiti i vigneti, le colture da seme non ancora raccolte (barbabietola in particolare), il mais in fase di maturazione. Colpite anche le colture specializzate di questa zona come le patate (qui di coltiva la patata Dop di Bologna) e le cipolle, che in questo periodo sono in fase di raccolta». Emblematica la situazione di Franco Ancarani, agricoltore di Spazzate Sassatelli: «A parte il grano duro che ho già raccolto – ha detto – in un’ora ieri sera tutto il mio raccolto è scomparso. Ho perso il 100% della barbabietola e del mais da seme e il 70% dell’uva, su una superficie di circa quaranta ettari». 

«Questi eventi – conclude Coldiretti –. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con una tendenza alla tropicalizzazione e la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Di fronte al ripetersi di queste situazioni che da imprevedibili sono diventati sempre più ricorrenti  – afferma Coldiretti Bologna – diventa importante rivedere il sistema assicurativo per le colture agricole in modo da renderlo adeguato ai mutati andamenti meteo». (r.c.)

Nelle foto i campi allagati di Franco Ancarani (dalla Coldiretti), l’albero abbattuto in via Saffi a Medicina e altri allagamenti nella bassa (dalla Pagina Fb del Comune) 

Maltempo nella bassa, i danni tra medicinese e i campi delle frazioni imolesi

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