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Cronaca 20 Luglio 2020

Coldiretti Emilia-Romagna approva le misure per l'agricoltura nel Decreto Rilancio

Coldiretti Emilia-Romagna esprime parere positivo sul Decreto Rilancio e sulle misure messe in campo per l’agricoltura.
«Dal taglio del costo del lavoro nei settori agricoli più duramente colpiti al sostegno delle filiere, dagli aiuti alimentari ai più bisogni all’accesso al credito fino all’anticipo al 70% dei fondi comunitari alle aziende, ammontano a 1,2 miliardi i sostegni alle imprese agricole italiane autorizzati dalla Commissione europea per fronteggiare la drammatica emergenza Covid 19», spiega Ettore Prandini, suo presidente.

In particolare, «sono 426 i milioni destinati all’esonero per i primi sei mesi del 2020 dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole – entra nei particolari l’associazione di categoria – ma anche ippicoltura, pesca e dell’acquacoltura».
Inoltre, «importanti sono anche l’istituzione di un Fondo emergenziale di 90 milioni a supporto del settore zootecnico – aggiunge la Coldiretti regionale –, il rifinanziamento con 30 milioni di euro della cambiale agraria e la destinazione di 30 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo di solidarietà nazionale, per sostenere le imprese agricole danneggiate dagli attacchi della cimice asiatica».
Senza dimenticare «il fondo per le emergenze alimentari con 300 milioni di euro – conclude la panoramica l’associazione di categoria – e le misure a favore delle filiere agroalimentari come i 100 milioni destinati alla vendemmia verde, il fondo indennità sospensione attività pesca e acquacoltura e l’indennità per i lavoratori e l’estensione del contributi a fondo perduto anche alle aziende agricole».

«Da quando è iniziata la pandemia, in Italia il 57% delle 730mila aziende agricole nazionali ha registrato una diminuzione dell’attività – evidenzia Prandini –, ma l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo con la necessità di difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento alimentare in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali». (r.cr.)

Coldiretti Emilia-Romagna approva le misure per l'agricoltura nel Decreto Rilancio
Economia 30 Luglio 2019

Approvato il regolamento per combattere la cimice asiatica utilizzando il suo nemico naturale, la vespa samurai

Un passo avanti nella lotta biologica contro la cimice asiatica, che con il caldo si sta moltiplicando nelle campagne e in città, provocando gravi danni alla colture. La Coldiretti Emilia Romagna commenta positivamente l’approvazione del regolamento, ora alla firma del Presidente della Repubblica, che disciplina l’immissione,  su richiesta delle Regioni, delle province autonome o degli enti di gestione delle aree protette nazionali, di specie antagoniste di insetti alieni nel territorio italiano. Si tratta, in sostanza, di contrastare parassiti come la cimice asiatica, appunto, utilizzando altre specie che della cimice sono nemiche naturali.

L”esperienza, ricorda la Coldiretti regionale, non è nuova nel nostro territorio. «La cimice asiatica in Emilia Romagna è stata rinvenuta nel 2012 e, dopo un’intensa attività di monitoraggio e di contrasto utilizzando metodi alternativi, già a partire dal 2017 sono stati fatti i primi test sperimentali con lanci di insetti antagonisti», ricorda l”associazione, che prosegue: «Forti di questa esperienza siamo pronti a metterci a disposizione per continuare questo percorso già coordinato da tempo dal Servizio fitosanitario regionale e coadiuvato dall’impegno di numerosi partner che vanno dalle Università, ai centri di ricerca, ai centri di saggio, ai Consorzi fitosanitari provinciali e all’azienda produttrice di insetti antagonisti».

Il regolamento è dunque un primo via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice marmorata asiatica, arrivata dalla Cina e particolarmente pericolosa per l”agricoltura. L”animale, che si moltiplica grazie al caldo, sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai, con danni che possono raggiungere addirittura il 70% delle produzioni. La sua pericolosità per l”agricoltura deriva dal fatto che è molto prolifica, poiché deposita uova almeno due volte all”anno, con 300-400 esemplari in grado di rovinare i frutti con le loro punture e di compromettere larga parte del raccolto. 

Ora che il provvedimento «fortemente richiesto» è stato approvato, Coldiretti Emilia Romagna si augura che si velocizzi la procedura, «in modo da consentire l’immissione in campo della vespa samurai quanto prima possibile compatibilmente con la disponibilità dell’insetto” contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola in corso”. Il rischio è, infatti, che un allungamento dei tempi burocratici possa impedire l’avvio concreto delle sperimentazioni». (r.cr.)

Nella foto alcune pere rovinate dalla puntura della cimice asiatica

Approvato il regolamento per combattere la cimice asiatica utilizzando il suo nemico naturale, la vespa samurai
Cronaca 28 Agosto 2018

Maltempo, centinaia di migliaia di euro di danni per l'agricoltura secondo Coldiretti

Il maltempo e la grandine che ha colpito nel weekend scorso la zona di Sesto Imolese, Medicina e Castel Guelfo e che il 21 luglio aveva scatenato nella stessa area una violenta bomba d”acqua, ha causato, dopo questi due eventi straordinari in un mese, danni di centinaia di migliaia di euro all’agricoltura.

È quanto emerge da un primo monitoraggio di Coldiretti Bologna che ha avviato nelle zone colpite le verifiche per la richiesta dello stato di calamità. «Chicchi di grandine della dimensione di grosse noci – informa Coldiretti provinciale – hanno colpito le campagne distruggendo le coltivazioni prossime alla raccolta, in particolare i frutteti, pere, mele e kiwi soprattutto. La grandine si è accanita in modo particolare nelle frazioni imolesi di Sesto e Spazzate Sassatelli, nel comune di Medicina e in maniera meno pesante, ma ugualmente dannosa, nella zona di Castelguelfo, dove la grandine era mista ad acqua».

La grandine è uno dei eventi più temuti dagli agricoltori in questo momento perché rischia di far perdere un intero anno di lavoro in pochi minuti. In questi giorni, infatti, è stata appena avviata la raccolta delle uve precoci, seguita da quella delle mele e delle pere. Per queste ultime la quantità di grandine che si è abbattuta sui frutteti in maniera più violenza ha fatto cadere a terra i frutti e quelli che sono rimasti sugli alberi sono completamente rovinati, distruggendo il lavoro di un intero anno. «Siamo di fronte – sottolinea Coldiretti Bologna – ad un cambiamento del clima che negli decenni ha portato ad una maggiore frequenza degli eventi estremi e ad un sfasamento delle stagioni che comporta rischi pesanti per i nostri agricoltori, per i quali diventa fondamentale l’adozione di adeguate coperture assicurative per far fronte ad eventi sempre più imprevedibili».

r.c.

Su «sabato sera» in edicola giovedì 30 agosto un commento degli agricoltori delle zone colpite.

Nella foto: i danni del maltempo

Maltempo, centinaia di migliaia di euro di danni per l'agricoltura secondo Coldiretti
Economia 28 Febbraio 2018

Stop al cibo falso, il presidente della Regione Bonaccini firma la petizione di Coldiretti

E” storia più o meno recente, purtroppo, la presenza sul mercato nazionale di prodotti contraffatti provenienti da altri Paesi e spacciati come italiani al 100% o quasi. Per cercare di porre fine a questa «piaga», dannosa sia per la salute dei consumatori che per l”economia e l”agricoltura di casa nostra, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha firmato la petizione lanciata da Coldiretti, con una mobilitazione su tutto il territorio nazionale, per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere la provenienza dei prodotti e fermare così il cibo falso.

Sempre seguendo questa stessa linea, sulla Gazzetta Ufficiale nr. 47 del 26 febbraio 2018 è stato, inoltre, pubblicato il decreto interministeriale, firmato dal Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina insieme a quello dello sviluppo economico Carlo Calenda, per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. «Il presidente Bonaccini – ricorda Coldiretti regionale – ha sempre dimostrato di condividere l’impegno di Coldiretti per la trasparenza. L’etichetta obbligatoria per i derivati del pomodoro (fino ad oggi l’etichetta era obbligatoria solo per la passata) è un passo determinate e, dopo 10 anni,  si completa per tutti i derivati del pomodoro il percorso di trasparenza iniziato il primo gennaio 2008 . Il decreto prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicare in etichetta il Paese di coltivazione del pomodoro e il Paese di trasformazione. Per consentire lo smaltimento delle scorte, i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché immessi sul mercati o etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta».

Una buona notizia per l’Emilia Romagna dove, con circa 2 milioni di tonnellate, viene prodotto un terzo del pomodoro nazionale grazie anche all”utilizzo della tecnologia. Nelle settimane scorse, infatti, avevamo parlato della possibilità di coltivare pomodori in inverno grazie alle innovazioni della C-Led, startup della Cooperativa Cefla (leggi la news) che permetterà, quindi, di far arrivare sulle nostre tavole, anche in questa stagione, uno dei prodotti più amati dagli italiani.

r.c.

Nella foto: da sinistra, il direttore regionale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri, il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il presidente di regionale di Coldiretti, Mauro Tonello.

Stop al cibo falso, il presidente della Regione Bonaccini firma la petizione di Coldiretti

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