Posts by tag: comitato

Cronaca 21 Marzo 2020

Nuovo protocollo antirumore per l'autodromo. Confermati i rilevamenti in via dei Colli

Via libera da parte del Commissario prefettizio Nicola Izzo al nuovo protocollo per la gestione del rumore dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari firmato dal Comune di Imola, dall’Azienda usl cittadina e dell’Arpae.

E brutta sorpresa per Formula Imola, che vede confermata la postazione di rilevazione 7 in via dei Colli, dove dovrebbe sorgere la barriera antirumore fortemente contestata -perché giudicata insufficiente- dal comitato dei residenti.
Inoltre, «nel momento in cui i lavori di realizzazione della barriera acustica dovessero interferire con la rilevazione dei dati, si valuterà una modifica della rete di monitoraggio – anticipa il protocollo –, mediante un fonometro da posizionare in aree rappresentative delle emissioni sonore caratterizzate da clima acustico analogo».
Le nuove zone «saranno individuate dal Tavolo tecnico – precisa il documento –, anche sulla base di proposte che potranno essere inviate al Tavolo stesso dai singoli componenti istituzionali».

Insomma, in una stagione già fortemente a rischio a causa dell’emergenza coronavirus (il Minardi Day è stato posticipato a data da destinarsi, e un destino identico sembra attendere la Superbike), per la società di gestione del circuito sulle rive del Santerno la strada si fa ancora più in salita. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Nuovo protocollo antirumore per l'autodromo. Confermati i rilevamenti in via dei Colli
Cronaca 17 Marzo 2020

Incidenti sulla Bretella, per Strade future «asfalto da sostituire e rampa di accesso da ridisegnare»

Sul tema della pericolosità di alcuni tratti dell’Asse attrezzato, in particolare quello finito nell’occhio del ciclone a causa degli incidenti dei giorni scorsi, è intervenuto anche il comitato Strade future, nato un paio di anni fa per sollecitare il completamento dell’intera Bretella.

«Il fatto che gli episodi siano avvenuti proprio in quel punto non è casuale – dice il portavoce del Comitato, Mirco Griguoli –. Secondo noi le criticità sono due: le caratteristiche dell’asfalto e la pericolosità della corsia della rampa, proveniente dal Centro Leonardo, che si immette sulla destra di chi viaggia sull’asse attrezzato».
Nel dettaglio «il manto stradale, ormai datato, andrebbe sostituito con uno più drenante, in quanto quando piove parecchio quello attuale diventa scivoloso, mentre durante le prime precipitazioni lascia sulla carreggiata una patina di sporco dannosa per l’aderenza delle gomme» ha spiegato Griguoli.
Per quanto riguarda la corsia, invece, il problema è «nella curvatura troppo accentuata, con le auto che si immettono, a volte bruscamente, ad una velocità molto più bassa rispetto a chi proviene dalla bretella. Questi ultimi, infatti, spesso sono costretti a frenare o sterzare all’improvviso, con tutti i rischi del caso» prosegue. (da.be.)

Incidenti sulla Bretella, per Strade future «asfalto da sostituire e rampa di accesso da ridisegnare»
Cronaca 17 Febbraio 2020

Nuovo asfalto e finiture per la ciclabile in via Emilia

Nonostante sia nato pure un Comitato di cittadini per chiedere la realizzazione del completamento del tratto ciclabile in via Emilia Levante, dal Toys Center a via Gratusa,per ora sull’opera non ci sono novità. L’intervento, infatti, rientra nel pacchetto di lavori collegati alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 e finanziati da Autostrade Spa.

In compenso, Area Blu comunica che entro il mese di marzo sarà eseguito l’intervento per migliorare la sicurezza e l’accessibilità del tratto già realizzato che, a partire dal centro commerciale dove si trova il Toys, permette di collegarsi in sicurezza con il centro abitato di Imola. Si tratta di un intervento molto atteso dal Comitato, che ha segnalato più volte le pessime condizioni del fondo stradale (mi.ta).

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Nuovo asfalto e finiture per la ciclabile in via Emilia
Cronaca 11 Settembre 2018

São Bernardo: cosa è cambiato, cosa è rimasto com'era nel racconto di Nadia Bassi

Da pochi giorni sono tornata dal Brasile. Erano diversi anni che non visitavo São Bernardo. L’accoglienza di suor Daniela, suor Erlenir e suor Marlene è stata stra-ordinaria, mi sono sentita a casa!

La città di São Bernardo è molto cambiata, si è arricchita di strade, raccordi ma soprattutto sono state modificate le favelas. Anche il nome «favela» è stato sostituito con «comunità». Nella parte bassa della antica favela dell’Oleoduto, vicino alla rua (strada) Padre Leo Commissari, le baracche sono state ruspate via, il luogo è stato urbanizzato e ora presenta moltissime case popolari: palazzi enormi tutti uguali, un asilo comunale molto grande e strade quasi asfaltate. Arrampicate invece sul fianco della collina restano le piccole case, i bar, i mercatini… che da baracche di legno sono diventati case in muratura che conservano un’idea del vecchio insediamento, con i soliti viottoli stretti e molto ripidi e scale sconnesse che portano sulla cima della collina.

Molti cani si aggirano lungo le strade e rovistano fra i rifiuti insieme ad anziani e donne, che frugano anch’essi alla ricerca di oggetti da recuperare: lattine, plastica… a volte cibi. Da quello che si vede, confermato dalle suore e dalle persone con cui ho parlato, la condizione sociale ed economica degli abitanti del territorio è poco modificata: alcool, droga, violenza, miseria, disoccupazione, commerci informali sono ancora molto diffusi.

Un documento pubblico degli organismi e pastorali della Cnbb sul momento politico attuale afferma che il Brasile sta vivendo tempi difficili: «I mali che avremmo sperato di esserci lasciati alle spalle tornano a tormentarci e a far soffrire la nostra gente. Povertà, miseria e fame, disoccupazione e sottoccupazione, mortalità infantile, restrizione e peggioramento dei servizi pubblici di salute e educazione, aumento della violenza urbana e rurale sono alcune delle piaghe che abbiamo sognato stessero finendo».

Solo i bambini, come una volta, alzano nel vento le loro piccole pipe (aquiloni), che volano altissime sopra i palazzi. Ed è rimasto al suo posto, salvato dai cambiamenti, il pilastrino che ricorda il luogo dell’uccisione di don Leo. Sof-fermarsi e formulare un pensiero, ricordare i tempi trascorsi con lui, suscita sempre emozione.

La scuola di formazione professionale Don Leo Commissari, che si ergeva imponente e visibilissima all’inizio della favela, ora circondata di palazzoni altissimi appare piccola e non balza più all’occhio benché si componga di due enormi edifici affiancati e di una collinetta verde e ben curata, su cui fa bella mostra di sé un asilo con un bello spazio esterno, una cappella, un edificio adibito a gelateria, un ampio parcheggio e la casa della custode Mariella. (Nadia Bassi -Comitato São Bernardo Onlus)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 6 settembre

Nella foto Nadia Bassi davanti alla scuola Don Leo Commissari

São Bernardo: cosa è cambiato, cosa è rimasto com'era nel racconto di Nadia Bassi
Cronaca 24 Aprile 2018

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

Il comitato Telerimborsati torna sul tema delle tariffe del teleriscaldamento. «Sono più alte rispetto ad altre municipalità. Qui il costo è di 12-13 centesimi per kilowattora; altrove, invece, è di 7-8 centesimi» sostiene Massimo Bolognesi, l’ingegnere incaricato dal comitato di analizzare costi e convenienza.

Nel 2016, una palazzina di 6 appartamenti nei pressi della piscina comunale Ruggi si è staccata dalla rete del teleriscaldamento, passando al gas metano. Si tratta del secondo caso a Imola, dopo quello del condominio in via San Francesco staccatosi nel 2013. Come già fatto la prima volta, anche in questo caso il comitato ha presentato i dati dell’intervento, il tutto per dimostrare che il passaggio al gas metano consente comunque un risparmio di almeno il 30%. «Il secondo intervento di distacco dalla rete, con installazione di una caldaia da 35 kilowatt – dettaglia Bolognesi – ha avuto un costo complessivo di 13.096 euro. Sull’anno di riferimento, con tariffa binomia, quella applicata da Hera sino al distacco dell’impianto, la spesa del teleriscaldamento sarebbe stata pari a 8.198 euro. La spesa a gas metano, invece, è stata di 5.361 euro, con un risparmio del 34,6 per cento. Fra detrazioni fiscali e costi di manutenzione, nel complesso i costi gestionali si riducono di circa 4 mila euro all’anno, consentendo di recuperare l’investimento in circa 3,2 anni».

Secondo Bolognesi «il maggior costo applicato, consente a Hera di tenere bassi sul mercato i prezzi di gas ed energia elettrica, a scapito degli utenti del teleriscaldamento».Anche per quanto riguarda l’impatto ambientale della centrale di via Casalegno Bolognesi obietta, basandosi sui dati della Dichiarazione ambientale 2016 di Hera: «L’energia termica prodotta per il teleriscaldamento è solo il 19 per cento del totale, inferiore anche alle emissioni al camino, che sono il 35 per cento. Serviva una centrale più efficiente, con meno dispersioni» chiosa.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: Massimo Bolognesi

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

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