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Cultura e Spettacoli 2 Maggio 2019

Gabriele Cirilli è papà Gomez ne «La famiglia Addams» in scena allo Stignani

Chi non ricorda quella famiglia incredibilmente dark, che negli anni Settanta e Ottanta imperversava sui teleschermi italiani e che anche ora, ogni tanto, viene riproposta da qualche rete in ambito cult? È la Famiglia Addams, geniale esagerazione sui generis di una famiglia americana, nata negli anni Trenta dalla fantasia di Charles Addams e poi esportata in televisione, al cinema, nei fumetti e anche a teatro. Il musical americano, scritto da Marshall Brickman e Rick Elice, è stato adattato in italiano e reinterpretato rendendolo una godevolissima commedia musicale, basata sullo humour nero tipico della saga ma con molte battute e invenzioni spassose in più. Diretta da Claudio Insegno, La Famiglia Addams è ora al teatro Stignani di Imola fino al 5 maggio: in scena un nutrito cast formato da Gabriele Cirilli nei panni di papà Gomez, Pamela Lacerenza in quelli di mamma Morticia, Rosy Messina e Alfredo Simeone nelle vesti dei figli Mercoledì e Pugsley, Umberto Noto quale zio Fester, Claudia Campolongo nell’interpretazione della nonna, e Filippo Musenga in quelli del maggiordomo Lurch. Ci sono poi Andrea Carli, Mary La Targia e Giuseppe Orsilio che danno vita alla famiglia Beineke.

Rispetto alla serie tv che molti ricorderanno, in cui la piccola Mercoledì e il fratello Pugsley combinavano scherzi e pasticci di vario genere a cui i genitori di nero vestiti reagivano con flemma inimmaginabile, la storia portata in scena è spostata un po’ avanti negli anni: Mercoledì è cresciuta e si è innamorata di un ragazzo dolce, carino, gentile, intelligente, rispettabile. Si confida così con il padre, impaurita dalla possibile reazione della madre, e lui cerca di aiutarla mantenendo il segreto. Fino a che…

«Indovina chi viene a cena? – esordisce simpaticamente Gabriele Cirilli, che interpreta appunto Gomez, raggiunto telefonicamente qualche giorno prima dell’arrivo a Imola -. Ad un certo punto, infatti, verrà organizzata una cena di famiglia: la normalità andrà a cena dall’anormalità… anche se poi bisognerà vedere cosa è normale e cosa non lo è». Cirilli, famoso attore salito alla notorietà con il tormentone comico Chi è Tatiana? e poi diventato una colonna di Tale e quale show nonché protagonista in fiction, film e spettacoli teatrali, è il capo di una famiglia particolare, molto dark.

La commedia musicale alterna momenti emozionanti e commoventi ad altri comici, oltre a canti e balli.

«Lavorare con Claudio Insegno è stato molto stimolante: ha dato a noi attori la possibilità di esprimerci, lavorando ognuno sia sul proprio personaggio che sullo spettacolo totale, e inserendo così tanti momenti spontanei, costruendo un musical pieno di risate».

I telespettatori ricordano senz’altro il personaggio di Mano, una specie di factotum della casa che usciva dalle scatole nei momenti più impensati. C’è anche in scena?

«C’è anche Mano – conferma Cirilli – e c’è una scenografia bellissima, con una casa spettrale che si trova dentro un cimitero, e che si scompone a seconda delle esigenze di scena. Ci sono addirittura le piante carnivore!».(s.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio 2019

Nella foto, di Sebastiano Maccarrone, Gabriele Cirilli con «la moglie» Morticia in scena

Gabriele Cirilli è papà Gomez ne «La famiglia Addams» in scena allo Stignani
Cultura e Spettacoli 6 Febbraio 2019

Maria Amelia Monti è Miss Marple, ironia e thriller a teatro nel segno di Agatha Christie

Simpatica, divertente, solare. Sono i primi aggettivi che vengono in mente pensando a Maria Amelia Monti. E fanno scaturire la curiosità di vedere quali di queste sue doti verranno applicate anche al personaggio che porta in scena al teatro Stignani di Imola da oggi al 10 febbraio nello spettacolo Miss Marple, giochi di prestigio. La vecchietta impicciona nata dalla penna di Agatha Christie approda con questo lavoro per la prima volta sui palcoscenici italiani e lo fa con un testo adattato per il teatro da Edoardo Erba e diretto da Pierpaolo Sepe. Il romanzo, uscito nel 1952 con il titolo They do it with mirrors, ha al centro un omicidio in una villa di campagna, dove fondamentale è l”analisi della scena del crimine, perché l”omicidio è avvenuto grazie ad una distrazione, ad un paravento, come in un gioco di specchi, dove tutto non è come appare. Come a teatro. Un testo avvincente che si muove nella scia del thriller e dove la Miss Marple di Maria Amelia Monti inserisce delle piacevoli incursioni di ironia.

«È la prima volta che viene portato in scena in teatro in Italia una commedia con Miss Marple – spiega al telefono la Monti -. Dei dodici romanzi a cui la scrittrice inglese ha dato vita con protagonista Miss Marple, Edoardo Erba ha scelto Giochi di prestigio per farne l”adattamento teatrale: l”ha fatto fatto per la storia in sé, molto interessante e avvincente, per la possibilità di diminuire il numero dei personaggi, che nei racconti di Agatha Christie sono sempre tantissimi mentre in teatro devono per forza essere limitati, e per il meccanismo del gioco, del teatro dentro il teatro».

Siamo abituati a pensare a Miss Marple come un”anziana signora, interpretata ad esempio da attrici inglesi quali Joan Hickson tra i suoi settantotto e ottantaquattro anni, o Geraldine McEwan che ha iniziato a darle il volto a settantadue anni. Lei è decisamente più giovane.

«In realtà non è così definita, come altri personaggi della Christie, come Poirot ad esempio. Nel primo racconto viene presentata come una vecchietta pettegola, poi cambia un pochino: noi abbiamo tentato di mettere insieme tutte le caratteristiche che ci sembravano più funzionali alla nostra storia. Per cui la mia Miss Marple vive in un paesino, osserva tutti senza farsi sfuggire nulla, ama i racconti dell”orrore tanto che quando parla di qualcuno finisce sempre con la frase “e poi muore”, sbevacchia un po”, lavora a maglia, ma non finisce mai il golf per il nipote, ama le piante e ha un rododendro che cambia colore! Ha i capelli bianchi e un sedere enorme… finto! Nella nostra storia viene scaraventata nella villa di Stonygates dove va a trovare una sua ex compagna del collegio, e da lì si sviluppa il giallo».

Il giallo, molto amato al cinema o nella letteratura, non frequenta spessissimo il teatro.

«Eppure piace. Noi riempiamo sempre il teatro! Agatha Christie ha trovato, coi suoi romanzi, la ricetta vincente, come la Coca Cola o la Nutella. Il pubblico è vario, si va dai ragazzi agli anziani ai ricchi e poveri – ride -. Per quel che riguarda il nostro spettacolo non si sa chi è l”assassino e questo può incuriosire, ma funzionano benissimo anche le storie della Christie di cui tutti conoscono il finale, come Trappola per topi, che viene replicata all”infinito e attira sempre consensi e spettatori. È un po” come i bambini che amano sentirsi ripetere la stessa favola… se piace piace!».

In scena siete tanti attori: una situazione non comune, in tempi in cui le grosse compagnie sono sempre meno.

«Questo è grazie al coraggio della produzione, Gli Ipocriti Melina Balsamo. In scena ci siamo io, Roberto Citran e Sabrina Scucimarra, che siamo i più vecchietti, e cinque ragazzi bravissimi tra i ventitré e i trentasei anni che hanno anche un doppio ruolo (Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca, Stefano Guerrieri e Laura Serena)».

L”intervista completa a Maria Amelia Monti è su «sabato sera» in edicola da giovedì 7 febbraio

Nella foto Maria Amelia Monti

Maria Amelia Monti è Miss Marple, ironia e thriller a teatro nel segno di Agatha Christie

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