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Economia 2 Luglio 2021

L’imolese Marta Zuffa eletta vicepresidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna

C’è anche un po’ di Imola ai vertici del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna. Il merito è di Marta Zuffa, eletta nei giorni scorsi vicepresidente insieme alla cesenate Lorena Fantozzi. A guidare il gruppo la nuova presidente Cinzia Ligabue, modenese, che ha preso il posto di Emanuela Bacchilega, a sua volta eletta vicepresidente nazionale del Movimento Donne Impresa. L”elezione è avvenuta durante la settima edizione del «Summer camp» del gruppo, svoltosi a Milano Marittima ed a cui hanno partecipato quaranta donne imprenditrici.

«Il Gruppo Donne Impresa è una parte molto importante della nostra federazione regionale – ha detto il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei nel suo intervento al Summer Camp -. Oggi finisce il mandato della precedente presidenza e di una squadra che ha molto ben lavorato, ma abbiamo la certezza che la nuova compagine farà altrettanto bene. E’ certamente un momento delicato, siamo di fronte alla ripartenza di tutto il mondo economico. Quello di oggi è un primo passo che dà il senso della nostra capacità di farci trovare pronti per le prossime sfide. Il Gruppo Donne Impresa è caratterizzato da un alto dinamismo operativo; la parte formativa che fa parte integrante di questa due giorni lo dimostra. L”obiettivo è quello di diffondere una preparazione sempre più alta per le imprenditrici, non a caso Donne Impresa è una fucina della classe dirigente di Confartigianato.In generale ciò che importa di più è la partecipazione attiva del mondo femminile a tutto il sistema Confartigianato».

L’attenzione verso i lavori del Gruppo Donne Impresa regionale è stato testimoniato dalla presenza della presidente nazionale Daniela Biolatto. Il «Summer camp» ha visto la presenza di ospiti importanti come il segretario regionale Confartigianato Amilcare Renzi, la consigliera regionale Roberta Mori, delegata dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Sonia Alvisi, consigliera regionale di Parità, Licia Redolfi dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato, che ha presentato i dati sull’imprenditoria femminile in regione e sul ruolo che le donne imprenditrici avranno in questa fase di ripresa economica. (c.gam.)

Foto del Summer Camp

L’imolese Marta Zuffa eletta vicepresidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna
Cronaca 30 Giugno 2021

La «MonoMarathon» di Massimo Bacchi, in monopattino senza motore da Sassoleone a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro

Si chiama «MonoMarathon 2021» la sfida in solitaria di 223 chilometri, che si terrà dal 2 al 4 luglio, a bordo di un monopattino sportivo a spinta, senza ausilio elettrico. A compiere l’impresa sarà Massimo Bacchi, 57 anni, elettricista di Sassoleone, che andrà dal paese collinare a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro. Per l’occasione sarà sostenuto da Confartigianato Emilia Romagna, in collaborazione con Confartigianato Firenze. Una sfida che vuole simboleggiare la forza degli artigiani.

Giovedì 24 giugno si è svolto un prologo simbolico all’Autodromo di Imola, alla presenza del presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei, e del segretario regionale, Amilcare Renzi. «Il viaggio di un artigiano che suda e spinge un mezzo super “green” – spiega Bacchi –  mi sembra possa diventare un racconto sulla ripartenza, una ripartenza che dal nostro mondo dell’artigianato, spesso bistrattato e quasi messo a terra dalla pandemia, può allargarsi e coinvolgere tutta l’Italia». 

Nella foto: Massimo Bacchi con il suo monopattino all’Autodromo di Imola

La «MonoMarathon» di Massimo Bacchi, in monopattino senza motore da Sassoleone a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro
Economia 10 Aprile 2021

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi

Da lunedì 12 aprile l’Emilia Romagna tornerà in zona arancione. Zona rossa o zona arancione, però, le chiusure per le attività della ristorazione restano. «Certo dal punto di vista emozionale il passaggio in zona arancione è importante, è il segnale che le cose vanno meglio e che proseguendo così, mantenendo vive tutte le attenzioni e le misure di sicurezza previste e con l’avanzare della campagna di vaccinazione, si può sperare di aver imboccato la strada verso la ripartenza. Bene la riapertura delle attività di servizio alla persona (parrucchieri, barbieri, estetiste, ecc.). Ma se guardiamo ai nostri operatori della ristorazione nulla cambia», afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana.

Anche per questo Confartigianato ha raccolto il grido di allarme di questi operatori e, di concerto con le altre Associazioni di categoria, ha redatto a livello nazionale un documento contenente le «Proposte per la riapertura delle attività di ristorazione» che è stato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. «Sono mesi che i nostri operatori sono in sofferenza. Tra imprenditori e semplici cittadini serpeggia la stanchezza per una situazione che sembra non avere fine – continua Renzi -. Fin dall’inizio della pandemia abbiamo sempre rispettato tutti i protocolli di sicurezza. Sono stati fatti investimenti per garantire i distanziamenti e la salute dei clienti. Nonostante ciò sono mesi che queste attività sono chiuse. Non si può vivere di solo asporto o di consegne a domicilio. In questi mesi abbiamo raccolto il loro grido d’allarme, trasmettendolo a qualsiasi livello. Il documento rappresenta un punto di partenza per giungere quanto prima alla riapertura delle attività. I nostri operatori sono in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza per i loro clienti. Le autorità preposte facciano i controlli e si sanzioni chi esce dalla legalità e mette a rischio il prossimo, ma si proceda quanto prima verso un piano di riaperture, perché la salute è importante ma lo è anche la tenuta sociale. Due cose legate fra loro più di quanto appaia». (r.e.)

Nella foto: Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi
Economia 9 Aprile 2021

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato

Il Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna ha prodotto un’analisi su come la pandemia abbia influito sulle esportazioni delle piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Se il dato 2019 chiudeva con un fatturato di 65 miliardi di euro, nel 2020 il calo è stato di quasi 5,5 miliardi. per un totale annuo pari a 59,6 miliardi. Un -8,4% suddiviso in proporzione sui mercati Ue ed extra Ue.

Nel dettaglio, mobili e prodotti alimentari sono gli unici settori che in qualche modo hanno tenuto sul fronte export Emilia-Romagna. Con segno meno tutti gli altri: manifattura, tessili, articoli in pelle e abbigliamento. «Gran parte del made in Italy paga un pesante dazio sul fronte della crisi dovuta ad una pandemia che si sta trascinando da oltre un anno – sottolinea Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia-Romagna -. Se escludiamo il settore dei mobili e dei prodotti alimentari tutto il resto viaggia con il segno meno. Siamo preoccupati perché abbiamo dei territori con perdite ben superiori al 10% per arrivare al -18,2% del ferrarese. A maggior ragione se teniamo conto che sono questi i settori, in particolare food, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria, nei quali l’occupazione nelle micro e piccole imprese supera il 60%».

I settori che mostrano più sofferenza, con perdite oltre il 10%, sono quelli dei prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), computer e prodotti di elettronica e ottica, articoli in pelle, articoli di abbigliamento, prodotti della metallurgia. A parziale compensazione vi è però il dato positivo delle esportazioni verso la Cina. Se consideriamo che verso quel paese viaggia il 3,6% del totale export manifatturiero made in Emilia-Romagna (3,2% tenendo conto solo delle Mpi), nel 2020 vi è stato un +5,1% rispetto al 2019. Che arriva al +10,3% se si considera il totale export dei settori a maggioranza Mpi made in Emilia-Romagna. «E’ chiaro da questi numeri che, pur in presenza di alcuni segnali positivi, non sarà facile recuperare le posizioni e i fatturati persi in questo periodo. Servono interventi strutturali urgenti per rilanciare i settori di punta del made in Italy nel mondo e per riposizionare le nostre imprese sui mercati internazionali in una logica di filiera» conclude il presidente Servadei. (r.e.)

Nella foto: il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato
Economia 15 Marzo 2021

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza

Passaggio di consegne alla presidenza di turno del Tavolo di coordinamento delle organizzazioni imprenditoriali del territorio imolese. Marco Gasparri, presidente della Delegazione imolese di Confindustria Emilia area centro, subentra a Gianfranco Montanari, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bologna metropolitana. Resterà in carica per i prossimi due anni. «Nell’imolese è stata data una buona prova di resilienza – così Montanari commenta il suo mandato, che ha coinciso con la crisi istituzionale imolese e l’avvio della pandemia – pur non mancando le sofferenze nei comparti turistici, fieristici e del business legato alle aziende. Serviranno azioni di rilancio efficaci e massive una volta superata la crisi. La conferma del Gran Premio di F1 è importante, partiamo da questo per individuare nuove opportunità». 

Gasparri delinea così le priorità: «Va riequilibrato da subito il peso politico del Circondario imolese a livello metropolitano per presidiare i tavoli che contano. Occorre lavorare su una serie di temi del territorio rivolti alle istituzioni e di temi economici rivolti alle imprese. In questi anni poi si è persa un po’ l’abitudine di coinvolgere il Tavolo delle imprese prima di prendere le decisioni. In questo modo rischia di essere inefficace. Il modello è il Tavolo dell’economia metropolitana di Bologna, che viene convocato in forma preventiva. Bisogna quindi oliare quegli ingranaggi che si sono un po’ arrugginiti col tempo». (lo.mi.) 

Nella foto: Marco Gasparri e Gianfranco Montanari

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza
Economia 8 Marzo 2021

Imprese e pandemia, nel 2020 i posti di lavoro persi riguardano al 90% le donne

La pandemia ha fortemente penalizzato il lavoro femminile. I numeri mostrano come la tendenza positiva, registrata negli ultimi 26 anni, si sia arrestata di colpo con l’arrivo del Coronavirus. Secondo la rilevazione Istat di fine anno i posti di lavoro persi nel 2020 in Italia riguardano per oltre il 90% le donne. L’analisi del Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna non fa che confermare queste tendenze. I dati al III trimestre 2020 indicano 25 mila donne occupate in meno in regione, metà delle quali lavoratrici indipendenti: 13 mila in meno nel periodo luglio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019, pari ad un calo del -8,2%. Sono 13 mila in meno anche le lavoratrici dipendenti, pari ad un calo del -1,7%.

«La pandemia, oltre ad aver provocato la chiusura di attività che erano in buona salute, ha generato un calo significativo di fatturato in quelle rimaste aperte – afferma Emanuela Bacchilega, presidente del Gruppo donne impresa di Confartigianato Emilia-Romagna -. Confrontando il numero di imprese artigiane registrate nel 2020 rispetto a quelle del 2019 si rileva una maggiore difficoltà, per calo più accentuato, da parte di imprese artigiane gestite da giovani, imprese gestite da donne di nazionalità italiana e di imprese attive nel settore manifatturiero e dei servizi alle persone. Questa differenza è dovuta, in gran parte, ai problemi legati alla gestione dei figli e dei familiari. Le imprenditrici, e il loro fatturato, hanno pagato questo impegno supplementare e la mancanza di servizi adeguati». (da.be.)

Nella foto: Emanuela Bacchilega, presidente del Gruppo donne impresa di Confartigianato Emilia-Romagna

Imprese e pandemia, nel 2020 i posti di lavoro persi riguardano al 90% le donne
Economia 22 Febbraio 2021

Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»

Digitale, sostenibilità ambientale e sociale, formazione. Sono le tematiche prioritarie per Confartigianato Emilia-Romagna, oggetto della prima riunione della rinnovata presidenza, con la segreteria guidata da Amilcare Renzi. All’incontro erano presenti il nuovo presidente Davide Servadei, il vice presidente vicario Gilberto Luppi e i vice presidenti Luca Morigi e Graziano Gallerani (quest’ultimo ha partecipato da remoto). 

«La pandemia ha accelerato dei processi che erano già avviati e ora ci pone davanti alla sfida di non perdere l’occasione di cogliere le opportunità che arriveranno dalle misure del piano Next Generation Ue per rilanciare il sistema delle micro, piccole e medie imprese nella nostra regione. In un Paese dove oltre il 90% delle imprese ha meno di 50 dipendenti, occorre ribaltare il paradigma per cui oggi le leggi si fanno per le grandi imprese e vengono poi derogate per il 98% delle realtà economiche», afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna

«La digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sarà un elemento fondamentale per rilanciare il sistema – aggiunge Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna -. Un elemento che racchiude la necessità di investire in tecnologia, ma anche e soprattutto nella formazione dell’imprenditore e del personale per un cambio di passo nell’organizzazione dei processi e nella presenza sui mercati. Questo comporta anche l’esigenza di infrastrutture adeguate, da considerare anche nei territori periferici, per assicurare opportunità e mantenimento del presidio sociale anche alle comunità più distanti dai centri maggiori». (da.be.)

Nella foto: da sinistra Luca Morigi, Amilcare Renzi, Davide Servadei e Gilberto Luppi


Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»
Economia 18 Febbraio 2021

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos

Si chiama Geronimo ed è un supporto per Pos dotato di una speciale luce della gamma ultravioletta (Uv-C) in grado di sanificare in pochi minuti la tastiera su cui si digita il codice del bancomat quando si paga la spesa o un servizio.

Si tratta di un brevetto depositato da Sofia e Claudio Cristicini, titolari dell’impresa imolese Team Srls, specializzata in elettronica. Il primo esemplare di Geronimo è stato installato nella sede imolese di Confartigianato. La fonte luminosa, montata su un apposito supporto a stelo, irradia il dispositivo di pagamento e si spegne quando la mano del cliente, o del commesso, esegue la transazione.

L’azienda prevede di consegnare a breve i primi pezzi dedicati ai negozi e a tutte le attività commerciali o di servizio. In fase di sviluppo anche una variante del dispositivo, appositamente pensata per l’installazione nei banchi cassa dei supermercati. (lo.mi.)

Nella foto: il supporto per Pos ideato dall’azienda imolese Teams Srl

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos
Cronaca 6 Febbraio 2021

Coronavirus, la richiesta di Confartigianato Bologna: «Riaprire ristoranti e bar anche la sera»

Ad una settimana dalla zona «gialla» e dalla riapertura ai clienti, fino alle 18, di tutte le attività di ristorazione e somministrazione bevande, Confartigianato Bologna Metropolitana chiede alle istituzioni che venga concessa l’apertura serale di ristoranti, bar, pub, birrerie ed enoteche. «Fermo restando il necessario presidio sanitario per controllare gli sviluppi della pandemia noi riteniamo che debba essere autorizzata nel più breve tempo possibile l’apertura serale delle imprese del comparto della ristorazione e bar, almeno fino alle 22, includendo in questo provvedimento anche i pub, le birrerie e le enoteche – afferma Amilcare Renzi, Segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. Riguardo a eventuali assembramenti o comportamenti inopportuni e irregolari in prossimità delle attività noi chiediamo alle Istituzioni e alle Forze dell’Ordine una sana gestione del controllo del territorio, attraverso controlli puntuali e scrupolosi nei confronti di tutti, perché ogni cittadino deve essere responsabile del proprio agire sociale». (da.be.)

Nella foto (Isolapress): il bar Minimo a Imola

Coronavirus, la richiesta di Confartigianato Bologna: «Riaprire ristoranti e bar anche la sera»
Cronaca 29 Gennaio 2021

Il faentino Davide Servadei nuovo presidente di Confartigianato Emilia Romagna

Il Consiglio di Confartigianato Emilia Romagna, riunitosi in via telematica in data 28 gennaio, ha eletto con voto unanime come nuovo presidente Davide Servadei, 58enne faentino, già vice presidente regionale. «Per me è un grande onore essere stato scelto per questo ruolo, il mio ringraziamento va a tutte le strutture territoriali. Un grazie a Marco Granelli per il lavoro svolto alla guida della Federazione con passione con spirito di servizio e competenza, specialmente in questo ultimo anno così difficile e senza precedenti. Tanti auguri per l’importante incarico di presidente nazionale che, siamo certi, ricoprirà al meglio e in maniera distintiva»  ha affermato a caldo il neo presidente regionale. (da.be.) 

Nella foto: Davide Servadei, nuovo presidente Confartigianato Emilia Romagna

Il faentino Davide Servadei nuovo presidente di Confartigianato Emilia Romagna

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