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Cronaca 9 Maggio 2022

Confartigianato e sindaci a confronto sullo sviluppo della Vallata

Il futuro e lo sviluppo della Valle del Santerno sono stati i temi al centro di una tavola rotonda organizzata che Confartigianato Bologna metropolitana ha organizzato al teatro comunale di Casalfiumanese, coinvolgendo nella discussione i sindaci dei comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio.
«Il mondo della micro e piccola impresa in questi due anni ha svolto un ruolo importante nelle comunità. Assieme a sindaci e assessori siamo stati importanti punti di riferimento – osserva Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana –. Oggi vogliamo continuare assieme lungo questa strada facendo squadra, con senso della comunità, per creare le condizioni di una nuova progettualità per lo sviluppo e la crescita sociale dei nostri territori».

«La Vallata del Santerno è un territorio straordinario, omogeneo – sottolinea Beatri Poli, prima cittadina di Casalfiumanese –, per questo si deve rilanciare come un contesto unico». «Come Amministrazione stiamo lavorando per valorizzare ulteriormente le frazioni di Codrignano e Tossignano – rilancia Mauro Ghini, sindaco di Borgo Tossignano –, con azioni che vadano incontro a chi vuole investire in Valle». «Il turismo è fondamentale per la Valle del Santerno, però credo esista un altro aspetto che può accomunare i nostri territori, ridando loro vitalità e una nuova dimensione: la possibilità di accogliere giovani che hanno voglia di vivere in un territorio diverso, a contatto con la natura – aggiunge Gabriele Meluzzi, primo cittadino di Fontanelice –, provando anche a fare impresa in un contesto che non è quello delle grandi città». «Il tema centrale per la Valle del Santerno, dagli anni ’80, è il turismo – conclude Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio –, In questo contesto è fondamentale la ricettività, su sui credo vadano concentrati gli investimenti». (lu.ba.)

Confartigianato e sindaci a confronto sullo sviluppo della Vallata
Economia 8 Marzo 2022

Confartigianato celebra l’8 marzo premiando la neo imprenditrice imolese Martina Beltrami

Confartigianato Bologna metropolitana celebra la Festa della donna premiando l’imprenditrice imolese Martina Beltrami dell’Estetica Plumè di viale D’Agostino, per ricordare tutte quelle donne che in questi anni difficili hanno mantenuto accesa la luce delle comunità. «Ho aperto in un periodo molto difficile (il 2 ottobre dello scorso anno, ndr). E’ stata una sorta di scommessa su me stessa e sulle mie capacità. Ma d’altra parte se continui ad aspettare non comincerai mai – racconta Beltrami –. Ho sempre avuto la passione per il beauty, ci sono approdata dopo un percorso scolastico in campo sanitario che ho poi deciso di accantonare per inseguire il mio sogno: diventare un’estetista e magari un giorno aprire un centro tutto mio. Ho trasformato la mia passione in un lavoro. Per me tutto questo è motivo di immenso orgoglio, così come vedere il sorriso sul volto di tutte le persone che escono dal mio centro. Ecco perché continuerò a perfezionarmi per poter offrire sempre il meglio».

«L’avvio di una nuova esperienza imprenditoriale non è mai banale, figuriamoci di questi tempi – commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana –. Si tratta, quindi, di un percorso valoriale che crea ricchezza, opportunità di lavoro e vivacità in tutto il territorio. Queste donne con il loro dinamismo e la loro tenacia sono da stimolo per tutti noi. A loro non può che andare un doppio augurio, quello legato alla particolare ricorrenza e un secondo per il futuro delle loro attività. Mi auguro che la comunità recepisca l’importanza della loro scelta. Nello stesso tempo la nostra associazione sarà da supporto per tutte le esigenze che potranno sorgere durante il loro percorso». (lu.ba.)

Nella fotografia di Confartigianato, la premiazione

Confartigianato celebra l’8 marzo premiando la neo imprenditrice imolese Martina Beltrami
Economia 2 Novembre 2021

Il Premio Confartigianato Cultura 2021 assegnato al presidente dell’Abi Antonio Patuelli

Il Premio Cultura 2021 di Confartigianato Emilia Romagna è andato ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) e presidente del gruppo Cassa di risparmio di Ravenna, uomo di cultura, nonché stimato studioso del Risorgimento. La cerimonia si è svolta lo scorso 23 ottobre all’Archiginnasio di Bologna. «L’Artigianato – ha detto Patuelli – è una osmosi continua tra la futura capacità di realizzazione e la capacità di sviluppare imprese, ed è questo un mondo nel quale l’Italia eccelle».

«Sono oltre 40 mila gli artigiani emiliano romagnoli che si riconoscono in Confartigianato, con oltre 3 mila funzionari che coprono ogni realtà locale e hanno contribuito a tenere in moto il Paese durante questi mesi difficili» ha affermato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia Romagna. (r.cr.) 

L’opinione di Patuelli su ripresa economica, Pnrr e riforma fiscale, nell’intervista sul «sabato sera» del 4 novembre 

Nella foto: da sinistra, Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Antonio Patuelli e Amilcare Renzi

Il Premio Confartigianato Cultura 2021 assegnato al presidente dell’Abi Antonio Patuelli
Cronaca 18 Ottobre 2021

Confartigianato, Patrizia Mazzoni nuova responsabile del settore Persone Bologna metropolitana

Patrizia Mazzoni è la nuova responsabile di Confartigianato Persone Bologna metropolitana, la struttura che riunisce i servizi diretti a semplificare la vita di cittadini, lavoratori e pensionati, ma anche a sviluppare le attività di socializzazione e solidarietà, coinvolgendo sia i pensionati sia le persone ancora attive nella vita lavorativa.

Originaria di Ancona ma a Imola dal 1986, nel 1998 è entrata in Confartigianato Imola, iniziando dal settore Credito, per poi proseguire nei settori Ambiente e Sicurezza fino al pensionamento nell’agosto scorso. «Questa associazione – spiega – mi ha permesso di lavorare per tanti anni, quindi mi fa piacere poter contribuire, nei limiti delle mie capacità, anche allo sviluppo dell’aspetto associativo». (lo.mi.)

Nella foto: Patrizia Mazzoni

Confartigianato, Patrizia Mazzoni nuova responsabile del settore Persone Bologna metropolitana
Economia 2 Luglio 2021

L’imolese Marta Zuffa eletta vicepresidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna

C’è anche un po’ di Imola ai vertici del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna. Il merito è di Marta Zuffa, eletta nei giorni scorsi vicepresidente insieme alla cesenate Lorena Fantozzi. A guidare il gruppo la nuova presidente Cinzia Ligabue, modenese, che ha preso il posto di Emanuela Bacchilega, a sua volta eletta vicepresidente nazionale del Movimento Donne Impresa. L”elezione è avvenuta durante la settima edizione del «Summer camp» del gruppo, svoltosi a Milano Marittima ed a cui hanno partecipato quaranta donne imprenditrici.

«Il Gruppo Donne Impresa è una parte molto importante della nostra federazione regionale – ha detto il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei nel suo intervento al Summer Camp -. Oggi finisce il mandato della precedente presidenza e di una squadra che ha molto ben lavorato, ma abbiamo la certezza che la nuova compagine farà altrettanto bene. E’ certamente un momento delicato, siamo di fronte alla ripartenza di tutto il mondo economico. Quello di oggi è un primo passo che dà il senso della nostra capacità di farci trovare pronti per le prossime sfide. Il Gruppo Donne Impresa è caratterizzato da un alto dinamismo operativo; la parte formativa che fa parte integrante di questa due giorni lo dimostra. L”obiettivo è quello di diffondere una preparazione sempre più alta per le imprenditrici, non a caso Donne Impresa è una fucina della classe dirigente di Confartigianato.In generale ciò che importa di più è la partecipazione attiva del mondo femminile a tutto il sistema Confartigianato».

L’attenzione verso i lavori del Gruppo Donne Impresa regionale è stato testimoniato dalla presenza della presidente nazionale Daniela Biolatto. Il «Summer camp» ha visto la presenza di ospiti importanti come il segretario regionale Confartigianato Amilcare Renzi, la consigliera regionale Roberta Mori, delegata dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, Sonia Alvisi, consigliera regionale di Parità, Licia Redolfi dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato, che ha presentato i dati sull’imprenditoria femminile in regione e sul ruolo che le donne imprenditrici avranno in questa fase di ripresa economica. (c.gam.)

Foto del Summer Camp

L’imolese Marta Zuffa eletta vicepresidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Emilia Romagna
Cronaca 30 Giugno 2021

La «MonoMarathon» di Massimo Bacchi, in monopattino senza motore da Sassoleone a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro

Si chiama «MonoMarathon 2021» la sfida in solitaria di 223 chilometri, che si terrà dal 2 al 4 luglio, a bordo di un monopattino sportivo a spinta, senza ausilio elettrico. A compiere l’impresa sarà Massimo Bacchi, 57 anni, elettricista di Sassoleone, che andrà dal paese collinare a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro. Per l’occasione sarà sostenuto da Confartigianato Emilia Romagna, in collaborazione con Confartigianato Firenze. Una sfida che vuole simboleggiare la forza degli artigiani.

Giovedì 24 giugno si è svolto un prologo simbolico all’Autodromo di Imola, alla presenza del presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei, e del segretario regionale, Amilcare Renzi. «Il viaggio di un artigiano che suda e spinge un mezzo super “green” – spiega Bacchi –  mi sembra possa diventare un racconto sulla ripartenza, una ripartenza che dal nostro mondo dell’artigianato, spesso bistrattato e quasi messo a terra dalla pandemia, può allargarsi e coinvolgere tutta l’Italia». 

Nella foto: Massimo Bacchi con il suo monopattino all’Autodromo di Imola

La «MonoMarathon» di Massimo Bacchi, in monopattino senza motore da Sassoleone a Firenze e ritorno, passando per Imola e Castel San Pietro
Economia 10 Aprile 2021

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi

Da lunedì 12 aprile l’Emilia Romagna tornerà in zona arancione. Zona rossa o zona arancione, però, le chiusure per le attività della ristorazione restano. «Certo dal punto di vista emozionale il passaggio in zona arancione è importante, è il segnale che le cose vanno meglio e che proseguendo così, mantenendo vive tutte le attenzioni e le misure di sicurezza previste e con l’avanzare della campagna di vaccinazione, si può sperare di aver imboccato la strada verso la ripartenza. Bene la riapertura delle attività di servizio alla persona (parrucchieri, barbieri, estetiste, ecc.). Ma se guardiamo ai nostri operatori della ristorazione nulla cambia», afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana.

Anche per questo Confartigianato ha raccolto il grido di allarme di questi operatori e, di concerto con le altre Associazioni di categoria, ha redatto a livello nazionale un documento contenente le «Proposte per la riapertura delle attività di ristorazione» che è stato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. «Sono mesi che i nostri operatori sono in sofferenza. Tra imprenditori e semplici cittadini serpeggia la stanchezza per una situazione che sembra non avere fine – continua Renzi -. Fin dall’inizio della pandemia abbiamo sempre rispettato tutti i protocolli di sicurezza. Sono stati fatti investimenti per garantire i distanziamenti e la salute dei clienti. Nonostante ciò sono mesi che queste attività sono chiuse. Non si può vivere di solo asporto o di consegne a domicilio. In questi mesi abbiamo raccolto il loro grido d’allarme, trasmettendolo a qualsiasi livello. Il documento rappresenta un punto di partenza per giungere quanto prima alla riapertura delle attività. I nostri operatori sono in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza per i loro clienti. Le autorità preposte facciano i controlli e si sanzioni chi esce dalla legalità e mette a rischio il prossimo, ma si proceda quanto prima verso un piano di riaperture, perché la salute è importante ma lo è anche la tenuta sociale. Due cose legate fra loro più di quanto appaia». (r.e.)

Nella foto: Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi
Economia 9 Aprile 2021

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato

Il Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna ha prodotto un’analisi su come la pandemia abbia influito sulle esportazioni delle piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Se il dato 2019 chiudeva con un fatturato di 65 miliardi di euro, nel 2020 il calo è stato di quasi 5,5 miliardi. per un totale annuo pari a 59,6 miliardi. Un -8,4% suddiviso in proporzione sui mercati Ue ed extra Ue.

Nel dettaglio, mobili e prodotti alimentari sono gli unici settori che in qualche modo hanno tenuto sul fronte export Emilia-Romagna. Con segno meno tutti gli altri: manifattura, tessili, articoli in pelle e abbigliamento. «Gran parte del made in Italy paga un pesante dazio sul fronte della crisi dovuta ad una pandemia che si sta trascinando da oltre un anno – sottolinea Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia-Romagna -. Se escludiamo il settore dei mobili e dei prodotti alimentari tutto il resto viaggia con il segno meno. Siamo preoccupati perché abbiamo dei territori con perdite ben superiori al 10% per arrivare al -18,2% del ferrarese. A maggior ragione se teniamo conto che sono questi i settori, in particolare food, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria, nei quali l’occupazione nelle micro e piccole imprese supera il 60%».

I settori che mostrano più sofferenza, con perdite oltre il 10%, sono quelli dei prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), computer e prodotti di elettronica e ottica, articoli in pelle, articoli di abbigliamento, prodotti della metallurgia. A parziale compensazione vi è però il dato positivo delle esportazioni verso la Cina. Se consideriamo che verso quel paese viaggia il 3,6% del totale export manifatturiero made in Emilia-Romagna (3,2% tenendo conto solo delle Mpi), nel 2020 vi è stato un +5,1% rispetto al 2019. Che arriva al +10,3% se si considera il totale export dei settori a maggioranza Mpi made in Emilia-Romagna. «E’ chiaro da questi numeri che, pur in presenza di alcuni segnali positivi, non sarà facile recuperare le posizioni e i fatturati persi in questo periodo. Servono interventi strutturali urgenti per rilanciare i settori di punta del made in Italy nel mondo e per riposizionare le nostre imprese sui mercati internazionali in una logica di filiera» conclude il presidente Servadei. (r.e.)

Nella foto: il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato
Economia 15 Marzo 2021

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza

Passaggio di consegne alla presidenza di turno del Tavolo di coordinamento delle organizzazioni imprenditoriali del territorio imolese. Marco Gasparri, presidente della Delegazione imolese di Confindustria Emilia area centro, subentra a Gianfranco Montanari, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bologna metropolitana. Resterà in carica per i prossimi due anni. «Nell’imolese è stata data una buona prova di resilienza – così Montanari commenta il suo mandato, che ha coinciso con la crisi istituzionale imolese e l’avvio della pandemia – pur non mancando le sofferenze nei comparti turistici, fieristici e del business legato alle aziende. Serviranno azioni di rilancio efficaci e massive una volta superata la crisi. La conferma del Gran Premio di F1 è importante, partiamo da questo per individuare nuove opportunità». 

Gasparri delinea così le priorità: «Va riequilibrato da subito il peso politico del Circondario imolese a livello metropolitano per presidiare i tavoli che contano. Occorre lavorare su una serie di temi del territorio rivolti alle istituzioni e di temi economici rivolti alle imprese. In questi anni poi si è persa un po’ l’abitudine di coinvolgere il Tavolo delle imprese prima di prendere le decisioni. In questo modo rischia di essere inefficace. Il modello è il Tavolo dell’economia metropolitana di Bologna, che viene convocato in forma preventiva. Bisogna quindi oliare quegli ingranaggi che si sono un po’ arrugginiti col tempo». (lo.mi.) 

Nella foto: Marco Gasparri e Gianfranco Montanari

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza
Economia 8 Marzo 2021

Imprese e pandemia, nel 2020 i posti di lavoro persi riguardano al 90% le donne

La pandemia ha fortemente penalizzato il lavoro femminile. I numeri mostrano come la tendenza positiva, registrata negli ultimi 26 anni, si sia arrestata di colpo con l’arrivo del Coronavirus. Secondo la rilevazione Istat di fine anno i posti di lavoro persi nel 2020 in Italia riguardano per oltre il 90% le donne. L’analisi del Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna non fa che confermare queste tendenze. I dati al III trimestre 2020 indicano 25 mila donne occupate in meno in regione, metà delle quali lavoratrici indipendenti: 13 mila in meno nel periodo luglio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019, pari ad un calo del -8,2%. Sono 13 mila in meno anche le lavoratrici dipendenti, pari ad un calo del -1,7%.

«La pandemia, oltre ad aver provocato la chiusura di attività che erano in buona salute, ha generato un calo significativo di fatturato in quelle rimaste aperte – afferma Emanuela Bacchilega, presidente del Gruppo donne impresa di Confartigianato Emilia-Romagna -. Confrontando il numero di imprese artigiane registrate nel 2020 rispetto a quelle del 2019 si rileva una maggiore difficoltà, per calo più accentuato, da parte di imprese artigiane gestite da giovani, imprese gestite da donne di nazionalità italiana e di imprese attive nel settore manifatturiero e dei servizi alle persone. Questa differenza è dovuta, in gran parte, ai problemi legati alla gestione dei figli e dei familiari. Le imprenditrici, e il loro fatturato, hanno pagato questo impegno supplementare e la mancanza di servizi adeguati». (da.be.)

Nella foto: Emanuela Bacchilega, presidente del Gruppo donne impresa di Confartigianato Emilia-Romagna

Imprese e pandemia, nel 2020 i posti di lavoro persi riguardano al 90% le donne

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