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Economia 11 Gennaio 2021

Cooperazione sociale, dalla fusione tra Solco Imola e Solco Insieme Bologna nasce il colosso del welfare Solco Civitas

Solco Civitas è il nuovo gruppo cooperativo sociale dell’area metropolitana di Bologna, nato dalla fusione tra i consorzi Solco Imola e Solco Insieme Bologna: riunisce 9 cooperative sociali per un totale di 900 soci, oltre 1.200 dipendenti (di cui 80 svantaggiati) e un valore di produzione aggregato che supera i 35 milioni di euro.

Formalizzata il 3 dicembre scorso, la nascita di Solco Civitas (aderente a Confcooperative) arriva dopo 7 anni di stretta collaborazione tra i due soggetti fondatori e propone a Bologna un nuovo interlocutore di primo piano nell’ambito dei servizi alla persona e del welfare comunitario, forte di una presenza capillare su tutto il territorio metropolitano. Le 9 cooperative sociali aderenti al nuovo gruppo cooperativo sono Solco Salute, Solco Prossimo, Solco Talenti, Libertas Assistenza, Ida Poli, Dai Crocicchi, Welfare Bologna, Asscoop, It2.

«La nascita di Solco Civitas – commenta Luca Dal Pozzo, presidente di Solco Imola, nominato presidente e amministratore delegato di Solco Civitas – testimonia la volontà della cooperazione sociale bolognese di voler lavorare in rete, di puntare a crescere con una attenzione particolare ai territori».  

Solco Civitas aggrega cooperative sociali di tipo A e di tipo B. I settori di intervento delle cooperative sociali di tipo A coprono a 360 gradi i bisogni di welfare delle comunità. Si va dai servizi socio-sanitari per anziani e disabili residenziali e domiciliari, a quelli residenziali per la salute mentale, dai budget di salute, ai servizi educativi per l’infanzia con nidi, scuole d’infanzia e 0-6 privati convenzionati e/o in appalto. Le cooperative sociali di tipo A aderenti a Solco Civitas operano anche nell’ambito dell’integrazione scolastica per disabili e nei centri di aggregazione giovanile oltre a offrire servizi per le persone senza fissa dimora, housing first e garantiscono servizi di mediazione culturale e di alfabetizzazione scolastica, dopo scuola per Dsa (disturbi specifici di apprendimento), gestione di comunità per minori, madre/bambino e centri di accoglienza straordinaria per richiedenti protezione internazionale. I soci di Solco Civitas operano, inoltre, anche in laboratori occupazionali per persone disabili, servizi di prevenzione e cura del gioco d’azzardo, di prevenzione primaria e rischio addiction, servizi socio-educativi per minori della neuropsichiatria e socio-educativi per persone con disturbi dello spettro autistico, oltre a garantire la gestione di un poliambulatorio medico, offrire servizi “Dopo di noi”, e operare con politiche attive del lavoro e formazione professionale. 

Le cooperative sociali di tipo B per l’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati operano, invece, prevalentemente nei settori dei servizi ambientali, della cura del verde, delle manutenzioni, delle pulizie, della ristorazione e gestiscono il progetto Aristocani, albergo per cani nel territorio di Castel San Pietro. «Tutte le cooperative sociali di Solco Civitas sono organizzazioni multi-stakeholders – conclude Dal Pozzo – i soci non sono soltanto lavoratori, ma anche volontari, sovventori, soggetti della società civile che vogliono essere attori e protagonisti della progettazione e dello sviluppo di servizi di welfare comunitario». (lo.mi.)

Nella foto: Luca Dal Pozzo, presidente di Solco Imola, nominato presidente e amministratore delegato di Solco Civitas

Cooperazione sociale, dalla fusione tra Solco Imola e Solco Insieme Bologna nasce il colosso del welfare Solco Civitas
Economia 23 Novembre 2020

Mauro Neri eletto presidente della neonata Confcooperative Romagna

Oggi, lunedì 23 novembre, è stata ufficialmente costituita Confcooperative Romagna. La nuova Unione territoriale nasce dalla fusione di Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini ed è il risultato di un percorso di avvicinamento durato alcuni anni. A decretare l’unificazione sono stati i delegati chiamati a incontrarsi virtualmente nell’assemblea costituente della nuova associazione. L’evento Costruttori di Bene Comune – Insieme per crescere si è svolto nel pomeriggio, con una prima parte riservata ai delegati delle due organizzazioni che hanno eletto Mauro Neri quale presidente della nuova organizzazione. 

La parte pubblica, invece, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Vincenzo Colla, in rappresentanza del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, di Don Mario Diana incaricato Cei presso Confcooperative, e dei sindaci Michele De Pascale, Andrea Gnassi, Enzo Lattuca e Gian Luca Zattini intervistati dalla giornalista Letizia Magnani. L’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini ha concluso i lavori congressuali. 

La neo costituita Confcooperative Romagna è una delle Unioni più rappresentative a livello Regionale e Nazionale. Associa 640 cooperative che operano nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini offrendo loro rappresentanza politico-sindacale, e servizi attraverso i centri servizi Ce.se.co. e Linker Ravenna-Rimini. Fanno riferimento alle cooperative associate un totale di 160 mila soci, 39 mila occupati, di cui 20 mila donne, e un fatturato aggregato che sfiora i 7 miliardi di euro. (da.be.)

Nella foto: il presidente di Confcooperative Romagna, Mauro Neri 

Mauro Neri eletto presidente della neonata Confcooperative Romagna
Economia 19 Settembre 2020

Eletti i tre nuovi vicepresidenti di Confcooperative Emilia Romagna

Completata la formazione degli organi di Confcooperative Emilia Romagna dopo la conferma, il 31 luglio scorso, di Francesco Milza alla presidenza. All’insediamento del consiglio regionale tenutosi ieri mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna sono stati eletti i tre vicepresidenti dell’associazione che in regione riunisce 1.580 imprese cooperative con 228 mila soci, 86 mila addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro. Si tratta di Luca Bracci (presidente Confcooperative Ravenna-Rimini e cooperativa di abitazione il Casolare di Rimini), Daniele Ravaglia (presidente Confcooperative Bologna e direttore generale Emil Banca) e Anna Piacentini (presidente Commissione Dirigenti Cooperatrici regionale e cooperativa di consulenti People 3.0 di Reggio Emilia).

È stato poi eletto il nuovo consiglio di presidenza che si occupa della gestione e amministrazione dell’Organizzazione e designa i rappresentanti nelle società partecipate, in enti e commissioni. I lavori si sono conclusi con l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini. «Proseguiamo il percorso di rinnovamento dell’Organizzazione avviato nel 2016: un terzo dei nostri consiglieri regionali è di prima nomina, dopo che già quattro anni fa il consiglio era stato rinnovato per quasi la metà» dichiarato il presidente Francesco Milza. 

Il consiglio regionale di Confcooperative ha approvato il nuovo statuto di Confcooperative Romagna e il percorso di unificazione delle Unioni territoriali di Ravenna-Rimini e Forlì-Cesena, che si concluderà entro la fine dell’anno. »Siamo soddisfatti e orgogliosi di questo importante passaggio – ha concluso Milza – che non comporta l’unione di due debolezze, bensì di due grandi Associazioni territoriali, forti e solide, con oltre 70 anni di storia, pronte ad affrontare insieme le sfide del futuro stando ancora più vicine alle cooperative e ai territori di riferimento, con una struttura più efficiente e rappresentativa, ancora più capace di rispondere ai bisogni della comunità romagnola». (da.be.)

Nella foto: i tre nuovi vicepresidenti. Da sinistra Daniele Ravaglia, Anna Piacentini e Luca Bracci

 

Eletti i tre nuovi vicepresidenti di Confcooperative Emilia Romagna
Economia 1 Agosto 2020

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente

L’Assemblea dei delegati di Confcooperative Emilia Romagna,  associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro, riunitasi questa mattina in modalità mista (con una rappresentanza presente al Palazzo della Cooperazione di Bologna nel rispetto delle norme anti-Covid e la restante parte collegata in diretta streaming), ha riconfermato per altri quattro anni la fiducia al presidente uscente Francesco Milza, che guiderà l’Organizzazione regionale fino al 2024. Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti. «Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione». 

Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili. «Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze».

La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea «Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro» alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna cardinale Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci. (da.be.)

Nella foto: Francesco Milza

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente
Economia 14 Giugno 2018

Cesac in crisi, allarme dei sindacati. Piano di salvataggio con cessione dell’orticolo a Patfrut

Sembra meno fosco il futuro della Cesac, la cooperativa agricola di Conselice che sta attraversando una grave crisi dopo la rapida crescita negli ultimi sei anni, a partire dalla fusione con la Cometa di Medicina e l’acquisizione della Tre Spighe di Castel Guelfo tramite affitto del ramo d’azienda. Il fatturato è passato da 20 milioni di euro a oltre 63 milioni, ma qualcosa evidentemente non ha funzionato benissimo. Da qualche mese si susseguono sul sito aziendale gli avvisi per gli incontri informativi ai soci sul piano di cessione del ramo orticolo, la ristrutturazione e il rilancio della cooperativa. Un piano che parte dal coinvolgimento di un’altra realtà bolognese del settore, la Patfrut, sede amministrativa ad Argenta.

I sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil, preoccupati del protrarsi dell’incertezza, lunedì hanno organizzato un’assemblea sfociata in un presidio nel piazzale dello stabilimento di via Canale a Medicina. «A rischio c”è l”occupazione di 250 lavoratori e in dubbio il mantenimento delle attività produttive» hanno spiegato con una nota.  

Ieri, però, le parti si sono incontrate per la seconda volta al Tavolo di salvaguardia attivato in Regione e Cesac ha comunicato di “aver siglato una lettera di accordo con Patfrut per la cessione del ramo d’azienda relativo al settore orticolo e quarta gamma. L’accordo prevede indicativamente entro la fine della prossima settimana l’affitto del ramo d’azienda e la cessione indicativamente entro il 15 di luglio». Un risultato che è stato giudicato «positivo» dai sindacati. E’ stato fissato un nuovo incontro del Tavolo per aggiornamenti sulla situazione il prossimo 22 giugno. 

Sembrano prendere corpo le rassicurazioni di Daniele Passini, presidente di Confcooperative unione metropolitana di Bologna, che in merito ha dichiarato deciso: «La Cesac va salvata, è necessario darle continuità e un futuro che sarà senza il ramo dell’orticolo. E’ volontà di Confcooperative di risolvere la situazione e siamo garanti del processo». Non va dimenticato, che oltre ai lavoratori ci sono anche l’attività di conferimento e il prestito dei soci agricoltori da mettere in sicurezza. (l.a.)

Altri particolari, una scheda sulla Cesac e i dettagli del piano di salvataggio sul “sabato sera” del 14 giugno. 

Nella foto: il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento cesac di  medicina    

Cesac in crisi, allarme dei sindacati. Piano di salvataggio con cessione dell’orticolo a Patfrut

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