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Economia 14 Giugno 2021

Vaccinazioni al via oggi nell’hub interaziendale di Ima a Ozzano Emilia

Al via oggi le prime vaccinazioni nei tre hub vaccinali interaziendali organizzati da Confindustria Emilia area centro, per la vaccinazione dei dipendenti e dei collaboratori di tutte le imprese del territorio, associate e non. Oltre a Bonfiglioli Riduttori a Calderara di Reno e Voilàp Holding a Limidi di Soliera (Modena), anche il gruppo del packaging Ima ha messo a disposizione i propri locali in via Nobel 28/c a Ozzano Emilia.

Le prenotazioni per aderire alla campagna vaccinale, aperte lo scorso 4 giugno, avvengono attraverso la compilazione del form on line sulla piattaforma web di Confindustria Emilia e le imprese del territorio possono richiedere le somministrazioni oltre che per i propri dipendenti e collaboratori anche per tutti i loro familiari, decidendo dove e in quali settimane vaccinare le proprie persone.Questo darà modo alle aziende di avere date certe e di terminare i cicli completi di somministrazioni vaccinali con i richiami al più tardi entro la prima decade di agosto, permettendo così di velocizzare i tempi di attesa.

«Con questa rete di hub – spiega il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi – vogliamo perseguire la volontà di tutte le nostre imprese di tornare già dai primi giorni di settembre nuovamente in condizioni di normalità». (lo.mi.) 

Nella foto: l’esterno dell’hub vaccinale accolto da Ima a Ozzano Emilia

Vaccinazioni al via oggi nell’hub interaziendale di Ima a Ozzano Emilia
Economia 29 Marzo 2021

Covid, il gruppo Italcer disponibile a ospitare un presidio vaccinale nello stabilimento di Castel Bolognese

Il gruppo ceramico Italcer è disponibile a ospitare centri per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 negli spazi esterni delle sue tre sedi di Rubiera, Vetto e Castel Bolognese. L’iniziativa fa parte della campagna «Fabbriche di comunità», promossa da Confindustria, a cui hanno aderito circa 7 mila realtà italiane in soli nove giorni. La somministrazione avverrà  secondo  le  modalità  che  saranno  ritenute opportune dalle autorità competenti.

«Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confindustria – spiega Graziano Verdi, amministratore delegato di Italcer, che a Castel Bolognese ha rilevato nel 2017 La Fabbrica e nel 2020 Cedir – rendendoci fin da subito disponibili a ospitare nelle nostre sedi un presidio  vaccinale.  Crediamo  che,  per  uscire  dalla  pandemia,  ognuno  debba  fare  la  propria  parte. Vogliamo fare tutto il possibile per dare il nostro contributo alla campagna vaccinale e ci impegniamo non solo per i nostri collaboratori, ma anche, qualora possibile e in accordo con le autorità sanitarie, per la popolazione». (lo.mi.) 

Nella foto: Graziano Verdi, amministratore delegato del gruppo Italcer

Covid, il gruppo Italcer disponibile a ospitare un presidio vaccinale nello stabilimento di Castel Bolognese
Economia 15 Marzo 2021

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza

Passaggio di consegne alla presidenza di turno del Tavolo di coordinamento delle organizzazioni imprenditoriali del territorio imolese. Marco Gasparri, presidente della Delegazione imolese di Confindustria Emilia area centro, subentra a Gianfranco Montanari, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bologna metropolitana. Resterà in carica per i prossimi due anni. «Nell’imolese è stata data una buona prova di resilienza – così Montanari commenta il suo mandato, che ha coinciso con la crisi istituzionale imolese e l’avvio della pandemia – pur non mancando le sofferenze nei comparti turistici, fieristici e del business legato alle aziende. Serviranno azioni di rilancio efficaci e massive una volta superata la crisi. La conferma del Gran Premio di F1 è importante, partiamo da questo per individuare nuove opportunità». 

Gasparri delinea così le priorità: «Va riequilibrato da subito il peso politico del Circondario imolese a livello metropolitano per presidiare i tavoli che contano. Occorre lavorare su una serie di temi del territorio rivolti alle istituzioni e di temi economici rivolti alle imprese. In questi anni poi si è persa un po’ l’abitudine di coinvolgere il Tavolo delle imprese prima di prendere le decisioni. In questo modo rischia di essere inefficace. Il modello è il Tavolo dell’economia metropolitana di Bologna, che viene convocato in forma preventiva. Bisogna quindi oliare quegli ingranaggi che si sono un po’ arrugginiti col tempo». (lo.mi.) 

Nella foto: Marco Gasparri e Gianfranco Montanari

Tavolo delle imprese imolesi, Marco Gasparri subentra a Gianfranco Montanari alla presidenza
Economia 12 Febbraio 2021

Crisi, Confindustria e sindacati avviano una raccolta di contributi volontari tra aziende e lavoratori

Confindustria Emilia Area Centro e i sindacati Cgil, Cisl e Uil della Città metropolitana di Bologna hanno deciso di sostenere insieme un impegno di solidarietà, per garantire a tutte le persone in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria parità di accesso ai beni primari.

L’accordo è finalizzato a promuovere una raccolta di contributi volontari tra i lavoratori, l’equivalente di un’ora di lavoro, e l’equivalente contributo, dove si registrino le condizioni, da parte delle imprese. Tali contributi verranno raccolti tramite un conto corrente bancario dedicato al Fondo sociale di comunità, iniziativa avviata lo scorso dicembre dalla Città metropolitana di Bologna. Informazioni e aggiornamenti saranno disponibili sul sito www.dareperfare.it

Nella foto: il logo dell’iniziativa metropolitana Dare per fare

Crisi, Confindustria e sindacati avviano una raccolta di contributi volontari tra aziende e lavoratori
Economia 10 Febbraio 2021

Confindustria porta la formazione gratuita a distanza in tutte le imprese dell'area metropolitana

«Study in action» è la nuova piattaforma di formazione gratuita, a distanza, che dal 15 febbraio Confindustria Emilia Area Centro mette a disposizione di tutte le imprese associate di Bologna Modena e Ferrara, ma anche di quelle non associate, purchè con sede legale o operativa nell’area metropolitana di Bologna.

La piattaforma, visibile sul sito www.confindustriaemilia.it, contiene oltre 60 corsi suddivisi in quattro aree tematiche (Contenuti generali; Retraining workers; Contenuti messi a disposizione dalle imprese; Language hub con più di 150 corsi di lingue). Per Confindustria Emilia si tratta di un investimento complessivo di oltre 1 milione di euro, di cui 250 mila messi a disposizione dal Comune di Bologna, partner dell’iniziativa per supportare tutte le imprese dell’area metropolitana.

«Questo progetto – spiega Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area Centro – sprona le persone a re-agire di fronte all’emergenza in atto, sanitaria ed economica. È una “azione di studio” per se stessi. È una idea innovativa e facilmente fruibile, nell’ottica del potenziamento personale. La pandemia e la crisi hanno un po’ abbassato  le “difese immunitarie” delle persone, che invece dovrebbero reagire con una componente di studio dedicata alle competenze. Dal mio punto di vista è la cosa giusta da fare, al momento giusto». (lo.mi.)

Ulteriori approfondimenti sul «sabato sera» dell’11 febbraio.

Nella foto: l’homepage della piattaforma «Study in action» sul sito di Confindustria Emilia Area centro

Confindustria porta la formazione gratuita a distanza in tutte le imprese dell'area metropolitana
Cronaca 13 Maggio 2020

Marco Gasparri (Confindustria) e la ripartenza: «Nulla dovrà essere come prima, o non abbiamo imparato niente»

Di ripartenza, o «fase 2», si parla ormai da settimane. La delegazione imolese di Confindustria ha deciso di affrontare l’argomento dando spazio alle esperienze delle imprese, raccontate nel programma radiofonico L’impresa che verrà. Come rialzarsi dopo la pandemia, in onda dal lunedì al venerdì a cura di Radioimmaginaria.

Diciotto puntate di mezz’ora l’una, condotte dal presidente della Delegazione imolese di Confindustria, Marco Gasparri, e da Pietro Campanella, studente alla Bocconi e appassionato di economia e innovazione.

Gasparri, cosa è emerso dalla voce delle aziende sulla situazione che stiamo vivendo, tra problemi e buone pratiche?
«È emerso innanzitutto che non vale la pena di fare annunci che non possono essere mantenuti. Dentro questa crisi è nascosta l’insidia sociale più importante degli ultimi 100 anni. Non è una crisi congiunturale, affrontabile con le casistiche economiche, come quelle del 2009 o della seconda parte del 2019, perché non dimentichiamo che l’anno scorso è stato un anno difficile per molte imprese, eravamo in recessione anche alla vigilia della pandemia. Gli annunci senza fondamento sono stati il leit-motiv di questa vicenda, come la mancanza di coraggio per affrontare la situazione non con ulteriori debiti per le imprese, come avviene con il sistema delle garanzie, ma con misure simili a quelle decise da altri Stati, ad esempio con titoli di stato e buoni del tesoro». (mi.ta.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 7 maggio.

Nella foto: Marco Gasparri

Marco Gasparri (Confindustria) e la ripartenza: «Nulla dovrà essere come prima, o non abbiamo imparato niente»
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione

Il cuore produttivo dell’Italia ha gradualmente smesso di battere per cercare di arrestare l’avanzata del Coronavirus. I decreti ministeriali del 22 e 25 marzo hanno infatti portato alla sospensione delle attività produttive, industriali e commerciali non ritenute essenziali, non legate a servizi di pubblica utilità o non in grado di attuare modalità di lavoro a distanza.

L’impatto che questa scelta epocale avrà sull’economia dipenderà in primis dalla sua durata. Per quanto tempo si possono tenere le aziende in stand by, senza innescare conseguenze irreparabili per le stesse? Che cosa sta accadendo nel nostro territorio? Abbiamo chiesto alle associazioni di imprese di fare il punto della situazione.

«Per chi svolge attività legate a un solo ambito, come gli asili nido o il teatro, e non può contare su un grande patrimonio – osserva Luca Dal Pozzo, presidente di Aci Imola – il rischio di fallire è elevato perché i costi fissi restano. La cassa integrazione è un sostegno per i lavoratori, ma mancano strumenti per le imprese».

«Dobbiamo già cominciare a ragionare su come tenere “accesa” la spia delle aziende, dal punto di vista organizzativo e funzionale – aggiunge Paolo Cavini, presidente di Cna Imola – e dobbiamo cominciare a pensare alla strada per superare la crisi economica, che si è innescata in parallelo. Più si posticipa la ripartenza e più il problema sarà grande, perché significa che le aziende avranno avuto più giorni di fermo».

«Sarò forse impopolare, ma abbiamo invitato i nostri associati ad onorare gli impegni verso i fornitori e i dipendenti, altrimenti si rischia l’infarto finanziario – continua Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Assimprese Bologna metropolitana –. A questo proposito, la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione tramite bando 10 milioni di euro per le piccole e medie imprese e per i professionisti, grazie al quale è possibile ottenere un finanziamento fino a 150 mila euro a tasso zero. È fondamentale perché un’iniezione di liquidità consentirà agli imprenditori di poter avere un po’ di serenità dopo la tempesta, senza l’assillo del sistema bancario che in questo frangente deve fare la sua parte».

«Chi oggi lotta per tenere chiuso, domani rischia di dover lottare per far riaprire quelle stesse aziende – prosegue Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia area Centro –. E non è nemmeno pensabile che i sindacati possano ergersi ad arbitro o giudice unico in merito a quali aziende devono stare chiuse oppure no. Ci si dovrebbe invece sedere attorno a un tavolo insieme a prefettura e guardia di finanza». (lo.mi./gi.gi.)

Le interviste complete sul numero di Sabato sera del 26 marzo

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione
Cronaca 9 Agosto 2019

Marco Gasparri (Confindustria): “Imola ferma da un anno'

«A livello territoriale abbiamo un sistema bloccato. Sembra che mutuiamo gli stessi errori dalla scena nazionale, perpetrandoli con la stessa dose di sadismo».
E’ duro il giudizio di Marco Gasparri, presidente della delegazione di imprenditori di Imola che aderiscono a Confindustria, sul primo anno di lavoro dell’Amministrazione Sangiorgi.

«Non fare le cose per paura di sbagliare è il più grande errore che ogni amministratore pubblico, general manager, amministratore delegato di impresa possa fare – aggiunge, nell’intervista di Lorena Mirandola pubblicata sul numero del “Sabato sera” in edicola –. In più, in questo territorio siamo viziati da un desiderio di vendetta nei confronti delle amministrazioni precedenti».

Ancora, «in tutti gli incontri fatti con l’Amministrazione comunale mi sono sentito dire che sonostate ereditate delle situazioni drammatiche – continua –. Ma anziché avere un approccio del tipo: “Bene, qualcuno ha governato per un tot di anni su questo territorio, noi dobbiamo dimostrare di fare meglio, scordandoci di quello che hanno fatto gli altri”, si ricorre sempre allo stesso alibi. E’ troppo facile, perché in questo modo non si affrontano davvero i problemi».

Insomma, «abbiamo perso un anno a litigare. Con Formula Imola, l’Accademia pianistica, il ConAmi, Area Blu – conclude Gasparri –. Ci sono troppi fronti aperti. Prima di pensare alle vendette, che si pensi a fare le cose fatte bene e meglio. Se quello che ha realizzato Manca nel suo ultimo mandato era “il male”, il male si può correggere, migliorare, ma non si può eliminare».

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Marco Gasparri (Confindustria): “Imola ferma da un anno'

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