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Cronaca 28 Aprile 2020

Va a ruba il lievito dell’Ar.pa di Ozzano, ora però è disponibile anche su Amazon

Italiani popolo di santi, poeti e panificatori. Pizze, pane, focacce riempiono le nostre giornate. Le loro foto inondano i social. L’epidemia in corso, col conseguente lockdown (confinamento in inglese), ha messo alla prova le abilità culinarie di un’intera nazione. Ma ha fatto emergere anche il lato più irrazionale dei consumi. Tra i prodotti andati a ruba, in cima alla lista, troviamo carta igienica e lievito.

Per tentare di capire che sta succedendo al commercio di quest’ultimo bene, ci siamo rivolti alla ditta Ar.pa di Ozzano Emilia, che dal 1973 produce «lieviti e affini» come recita la ragione sociale per intero. Bicarbonato, amido e difosfato disodico sono le materie da cui trae origine il lievito. «È una forza creatrice umile, piccola, quasi insignificante. Lievitare è creare dal nulla. Molti si sono scoperti potenziali Masterchef», filosofeggia Carla Gherardi, presidente e amministratore delegato di Ar.pa Srl. Si direbbe che gli affari vadano a gonfie vele, vista la scarsità del prodotto e l’esplosione della domanda. Ma ci sono anche lezioni da tenere a mente e risvolti inediti, segno di quanto le filiere produttive siano fragili e interdipendenti fra loro. Basta che un anello salti, seppur minimo, ed è subito crisi per gli altri settori. «Di materia prima per fare il lievito ne abbiamo a sufficienza. Siamo però a corto di carta per imballaggi – afferma al telefono la Gherardi assieme a Cristian Lollini, due dei sei titolari dell’azienda –. In sole tre settimane, a marzo, abbiamo venduto la quantità di lievito che vendiamo in un anno. Da qualche giorno il ciclo procede a rilento, perché sta per esaurirsi la materia prima per avvolgere il prodotto. Cerchiamo altri fornitori, ma non è facile».

Talmente a gonfie vele che ora è possibile acquistare il lievito seduti comodamente sul divano. Ar.pa, infatti, sbarca su Amazon con un proprio shop per garantire una fornitura costante di lieviti, amidi, fecola, zuccheri e preparati per dolci e salati. Si potrà dunque acquistare direttamente al link diretto su Amazon, o visitando il catalogo commerciale sul sito dell’azienda dove, in ciascuna pagina, sarà evidenziato se il prodotto è acquistabile su sul portale online. «La presenza dei nostri prodotti su Amazon rappresenta un ulteriore passo in avanti per l’azienda. Con la possibilità di acquisto online vogliamo essere ancora più vicini ai nostri clienti in un momento così difficile per il Paese. In tanti hanno riscontrato difficoltà nell’approvvigionamento di lieviti e prodotti per preparazioni da forno attraverso i canali della distribuzione tradizionale. Da qui la nostra scelta di fornire anche questa esperienza di acquisto», ha dichiarato Carla Gherardi, presidente di Ar.pa Lieviti.
 

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 23 aprile

Va a ruba il lievito dell’Ar.pa di Ozzano, ora però è disponibile anche su Amazon
Cronaca 10 Dicembre 2019

Tariffa puntuale per tutti dal 2021, molti comuni verso la proroga?

Si chiama tariffa corrispettiva puntuale (tcp) ed è il sistema con il quale verrà sostituita la tassa Tari per pagare il costo  di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Lo prevede la legge regionale 16 del 2015, che ha fissato al 31 dicembre 2020 il termine ultimo per il passaggio da parte degli enti locali. La tariffa puntuale ha come obiettivo quello di rendere, almeno in parte, il costo della bolletta effettivamente legato al quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti, grazie al conteggio delle aperture dei cassonetti effettuate con la tessera.

In concreto, è composta da una quota fissa che copre il costo dei servizi indivisibili (spazzamento delle strade, raccolta differenziata, svuotamento dei cestini, gestione delle stazioni ecologiche) calcolato in base alla superficie  dell’abitazione e al numero di componenti del nucleo familiare (per le utenze non  domestiche in base ai metri quadri e alla categoria dell’attività). Poi c’è una quota variabile di base, calcolata sul quantitativo minimo annuo di rifiuti  indifferenziati per ciascuna utenza (ossia il massimo consentito di aperture della calotta del cassonetto senza costi aggiuntivi); viene espressa in litri ed è legata al numero dei componenti del nucleo familiare (per le utenze non domestiche è legata alla volumetria dei contenitori). Infine,  c’è una quota variabile aggiuntiva che dipende dalla quantità di rifiuti indifferenziati conferita in più rispetto al minimo previsto.

Ad oggi, il 25% dei comuni dell’Emilia Romagna ha già adottato il nuovo sistema. Tra questi, dall’1 gennaio 2019 ci sono anche Dozza e Mordano. Per il resto, nel nostro territorio permangono ancora delle discrepanze da colmare che, allo stato attuale, renderebbero difficile il calcolo della nuova tariffa. Ad esempio, a Medicina non sono state ancora distribuite le tessere e i cassonetti si aprono liberamente, nella vallata del Santerno i contenitori dell’indifferenziato non hanno la calotta e Ozzano Emilia deve ancora sostituire tutti i cassonetti. Il tempo stringe, ma non è escluso che si possa ottenere una proroga. (gi. gi.)

Tariffa puntuale per tutti dal 2021, molti comuni verso la proroga?
Cronaca 24 Dicembre 2018

A Natale 2018 in Emilia Romagna la spesa per il cibo cresce più di quella per i regali, in recupero i viaggi

Gli emiliano romagnoli in queste feste spenderanno il 2% in più per il cibo, mentre la spesa per i regali si fermerà ad un aumento dello 0,5% rispetto allo scorso anno. Bene i viaggi, +5%, ma si tratta di un recupero sul forte calo registrato nel 2017. Questi i numeri forniti dalla Coldiretti Emilia Romagna che basa le sue stime su elaborazioni dei dati Deloitte relativi ai consumi per le festività in corso. In valori assoluti, il primo posto nelle spese ce l”hanno comunque i regali con 433 milioni di euro, seguiti da cibo e bevande con 281 e dai viaggi con 239 milioni.

Andando nel dettaglio dei cibi scelti per il pranzo natalizio, nei consumi svettano le paste fresche tipiche di questa regione: tortellini, cappelletti, anolini, tagliatelle, lasagne. L”unica condizione è che sia fatta a mano, anche se ormai nel 70% dei casi si acquista nei negozi di pasta fresca o nei ristoranti che producono per conto terzi (questi ultimi più che raddoppiati negli ultimi 10 anni) e solo nel restante 30% i formati della tradizione sono confezionati in casa. Cotechino e zampone seguono in classifica la pasta nei menù natalizi regionali, accompagnati da altri prodotti Igp come i prosciutti di Parma e Modena, i salumi piacentini e il culatello di Zibello, impiegati soprattutto negli antipasti.

Passando ai dolci, ai primi posti i classici panettone e pandoro, che si alternano alle specialità locali come il Pampepato Igp di Ferrara, il Panone e il Certosino di Bologna, la Spongata a Parma e Reggio Emilia. E per il brindisi lo spumante italiano batte lo champagne francese.

Il pranzo natalizio, poi, per due abitanti della regione su tre si svolge in casa, con un forte ritorno alla tradizione e una preferenza per gli ingredienti freschi e genuini. «Il risultato – sottolinea Coldiretti regionale – è un vero boom degli acquisti nelle fattorie o nei mercatini degli agricoltori, dove faranno la spesa di Natale quasi un emiliano romagnolo su quattro. La presenza personale del produttore è la migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari. Inoltre, il produttore può offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati ed è anche la garanzia del legame con il territorio».

Coldiretti infine ricorda che in regione esistono oltre mille punti di vendita diretta di produttori agricoli. L”elenco è rintracciabile sul sito www.campagnamica.it.

A Natale 2018 in Emilia Romagna la spesa per il cibo cresce più di quella per i regali, in recupero i viaggi

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