Posts by tag: cooperativa

Economia 15 Luglio 2021

Unicoop festeggia mezzo secolo… ristrutturando

Unicoop compie 50 anni e sta sfruttando bonus e superbonus per sistemare gli immobili con interventi a Imola in centro storico e nei quartieri. Per diventare socio però c’è una lista d’attesa di 90 persone.

La cooperativa imoelse a proprietà indivisa, inoltre, ha ristrutturato e venduto i 26 appartamenti nei due edifici ex Cesi di via Pertini a Medicina, abbandonati da anni e già motivo di lamentele tra i residenti. (r.e.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 15 luglio.

Unicoop festeggia mezzo secolo… ristrutturando
Cronaca 14 Luglio 2021

Il futuro del Ramazzini, la cooperativa della ricerca

La coop. Istituto Ramazzini è una realtà unica, nata dall’intuizione dell’oncologo Maltoni, che porta avanti studi indipendenti contro il cancro, attività di prevenzione e divulgazione. Il poliambulatorio di Ozzano oggi «ha le potenzialità per diventare punto di riferimento anche per il territorio imolese» ha sintetizzato il neo presidente Fabrizio Sarti. Tra le ricerche in corso quelle sul glifosato e sulla radiofrequenza, le emissioni delle antenne sulle quali la direttrice scientifica Belpoggi è intervenuta anche al Parlamento europeo. (r.cr.)

Su «sabato sera» del 15 luglio l’intervista al presidente Fabrizio Sarti, il parere della direttrice scientifica del Ramazzini, Fiorella Belpoggi, su antenne e 5G ed, infine, numeri e nomi del nuovo Cda della cooperativa.

Nella foto: l’Istututo Ramazzini a Ozzano 

Il futuro del Ramazzini, la cooperativa della ricerca
Cronaca 28 Maggio 2021

Scomparsa Gianni Poli, il senatore Daniele Manca: «Se ne va una colonna portante del sistema cooperativo imolese»

Dopo il ricordo del Comune di Casalfiumanese, anche il senatore Pd Daniele Manca ha voluto lasciare un messaggio per ricordare l’ex presidente di Cims Gianni Poli. «Con Gianni Poli se ne va una colonna portante del sistema cooperativo imolese, una persona che, anche nelle fasi più difficili attraversate in questi anni dall’edilizia e dalle costruzioni, non è venuto meno alla determinazione e alla volontà di portare la Cims, di fronte a tanti fallimenti che hanno interessato altre realtà regionali del settore, fuori dalla crisi. Poli è stato uno dei rappresentanti più autorevoli della tradizione cooperativa, portatrice di un patrimonio di lavoro, occupazione, relazioni con il territorio molto importante. Lo ricordo da sempre, fin da quando lo conobbi negli anni Novanta, quando ero sindaco di Dozza, profondamente legato a quei valori e a quella tradizione, dotato come pochi altri della capacità e dell’autorevolezza di rappresentare l’identità del sistema cooperativo. Esprimo le mie condoglianze e la mia vicinanza alla moglie, ai figli, alla mamma e ai fratelli di Gianni». (r.cr.)

Nella foto: Daniele Manca e Gianni Poli

Scomparsa Gianni Poli, il senatore Daniele Manca: «Se ne va una colonna portante del sistema cooperativo imolese»
Cronaca 26 Maggio 2021

Venerdì 28 maggio l’ultimo saluto a Gianni Poli, per oltre 40 anni presidente di Cims

Si terranno venerdì 28 maggio i funerali di Gianni Poli, lo storico presidente di Cims per oltre 40 anni, scomparso ieri mattina all’età di 66 anni.

La camera ardente verrà allestita presso la camera mortuaria di Imola (viale Amendola) domani, giovedì 27 maggio, dalle 16.45 alle 18, e venerdì 28 maggio, dalle 7.30 alle 10. A seguire la salma raggiungerà il cimitero di Sassoleone. (r.cr.)

Nella foto: Gianni Poli

Venerdì 28 maggio l’ultimo saluto a Gianni Poli, per oltre 40 anni presidente di Cims
Cronaca 25 Maggio 2021

Cims, scomparso lo storico presidente Gianni Poli

È scomparso questa mattina, all’età di 66 anni, lo storico presidente di Cims Gianni Poli. Nato a Castel del Rio il 17 settembre 1954, Poli era entrato nella cooperativa giovanissimo, appena terminato il servizio militare e aveva ricoperto per oltre 40 anni la carica di presidente.

Sotto la sua guida, Cims è cresciuta fino a diventare la realtà solida e composita che è a tutt’oggi. Nel 2020, dopo il pensionamento, aveva ceduto la presidenza ad Antonio Dongellini, restando a disposizione della cooperativa senza ricoprire cariche ufficiali.

Poli lascia la moglie Cinzia, i figli Mirco e Gloria, la mamma e i fratelli. La Cims si stringe al dolore della famiglia, nel ricordo di una persona capace, dalle doti umane e aziendali uniche, che per la cooperativa che amava ha dato davvero tutto. (r.cr.)

Nella foto: lo storico presidente di Cims, Gianni Poli

Cims, scomparso lo storico presidente Gianni Poli
Economia 14 Aprile 2021

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci

Come vi avevamo annunciato una settimana fa, «sabato sera» ha voluto tracciare un quadro delle prospettive economiche per il territorio, nel breve e medio termine. La prima tappa alla cooperativa imolese Cefla dove a rispondere alle domande è il presidente, Gianmaria Balducci«Il budget 2021, presentato a inizio gennaio, prevede un rimbalzo del 5% in tutti i nostri settori di attività. Il primo trimestre è andato decisamente bene: siamo partiti con un fatturato e un portafoglio ordini migliori di quelli non solo del 2020, ma anche del 2019. Nonostante questo, all’orizzonte non mancano le minacce, che riguardano un po’ tutti ed anche per questo è prematuro dire come sarà davvero il 2021. Quali? La prima è che arriviamo in ritardo con le vaccinazioni rispetto ad altre zone del mondo come Cina e Stati Uniti. Il rimbalzo, che è già in corso e che anche noi stiamo vedendo, verrà intercettato meglio da chi è già in grado di muoversi per il mondo perché vaccinato. Il passaporto vaccinale sarebbe utile e gradito. Quando ci saranno le condizioni, ben volentieri metteremo a disposizione la nostra sede come punto vaccinale. Abbiamo già dato la nostra disponibilità a Confindustria e Legacoop». 

Ci sono anche altri fronti caldi?

«L’aumento dei costi delle materie prime. La Cina e gli altri Paesi che sono ripartiti con slancio hanno generato un aumento della domanda, con dinamiche, probabilmente anche speculative, che hanno fatto alzare anche del 30-40% i prezzi di alcune materie prime, in particolare acciaio, legno, plastica, carta e componenti elettronici. C’è il rischio di non riuscire a soddisfare la domanda attuale. Anche questo è un nodo chiave che, se non gestito con attenzione, può compromettere la competitività del sistema Paese nel suo complesso».

Quale tra le vostre business unit sta andando meglio?

«Il medicale è ripartito fortissimo. Il finishing, invece, che era più in difficoltà a livello di portafoglio ordini, vede ora il mercato di riferimento muoversi grazie a nuovi investimenti e progetti importanti che guardano al medio e lungo periodo, soprattutto in Cina e Usa. Gli ordini sono quindi in risalita».

Cefla si è aggiudicata anche i lavori per la nuova sede bolognese del Cineca, che ospiterà il supercalcolatore Leonardo. Anche per la divisione Engineering l’anno è partito col piede giusto?

«L’edilizia e l’impiantistica sono forse i settori che hanno le prospettive migliori. Il problema è che questo mercato, anche se sta ripartendo, non riconosce le marginalità corrette, nonostante ormai ci sia quasi più domanda di lavoro che offerta di imprese e impiantisti. Noi stiamo dicendo tanti no sia perché le forze non sono infinite, sia per cercare di essere selettivi sui lavori che oltre a margini sostenibili consentano anche di avere referenze importanti. Nel settore edile ancora in tanti sono in difficoltà economico-finanziarie. Presentarci direttamente evita il rischio di incappare in partner che magari possono avere dei problemi in corso d’opera. Stiamo cercando di evitare il più possibile i subappalti anche per questo motivo».

In prospettiva cosa rimarrà dei cambiamenti introdotti nella vostra organizzazione aziendale in seguito alla pandemia?

«Certe attività si faranno da remoto. Se penso al futuro, quasi sicuramente ricominceremo a muoverci solo per i contratti più importanti, mentre per le vendite di routine o più semplici questa fase farà da scuola anche in seguito. Non lo diciamo noi, ma i sondaggi delle compagnie aeree: i voli torneranno ai livelli del 2019 solo nel 2025».

E per quanto riguarda lo smart working?

«Da un sondaggio interno sappiamo che i nostri dipendenti lo hanno apprezzato. Anche oggi per i nostri impiegati la percentuale di lavoro a distanza è dell’ordine del 70-80%. Tanti auspicano di poterlo utilizzare anche in futuro, con un bilanciamento fra i giorni in presenza e non. La produttività comunque è stata sorprendentemente buona, a detta non solo dei dipendenti ma anche dei responsabili di area. E anche i risultati lo dimostrano. In certi casi il remote working è molto comodo per chi deve fare lunghi tragitti casa-lavoro, così non spreca tempo in trasferte a poco valore aggiunto. Ci sarà da attivare un vero smart working, bilanciato in base a ruoli ed esigenze, anche se limita un po’ la socialità e il fare squadra».

Di recente avete anche terminato i lavori del nuovo showroom e training center. È già operativo?

«Lo stiamo già usando, perchè lo abbiamo allestito con tutte le tecnologie necessarie a tenere corsi anche da remoto. Qualche cliente italiano è già passato a vedere i prodotti. Non lo stiamo usando in modo intensivo come faremo, speriamo, tra qualche mese, però sta già dando risultati. In attesa della ripartenza del mondo fieristico, che prevediamo lenta, avere una specie di fiera interna, con un portafoglio prodotti importanti, esposti molto bene, riteniamo possa essere un vantaggio competitivo». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’8 aprile.

Nella foto: la sede Cefla

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci
Economia 5 Marzo 2021

Sacmi, avvicendamento alla direzione generale del Gruppo. Il commento del presidente Paolo Mongardi

Il Gruppo Sacmi cambia e, come anticipato ieri sera sul nostro sito, nomina il 59enne genovese Mauro Fenzi come nuovo direttore generale al posto dell’ingegner Giulio Mengoli. «L’avvicendamento avverrà nelle modalità più congrue per garantire la massima continuità nella gestione strategica ed operativa dell’azienda – ha spiegato il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi, che ringraziato Giulio Mengoli per il contributo dato all’azienda nel corso degli anni.

Fenzi affronterà le nuove sfide forte della sua profonda conoscenza delle tecnologie legate all’automazione industriale, dei cambiamenti tecnologici in ambito digitale e della significativa esperienza gestionale orientata alla crescita del business e delle risorse umane. «La forte spinta alla crescita delle competenze ed al rafforzamento della leadership tecnologica nei vari business di attività – ha concluso Mongardi – si confermano al centro della visione strategica di SACMI, in continuità con il percorso tracciato sin qui ed in linea con la vocazione internazionale del Gruppo». (r.e.)

Nella foto: il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi 

Sacmi, avvicendamento alla direzione generale del Gruppo. Il commento del presidente Paolo Mongardi
Cronaca 4 Marzo 2021

Gruppo Sacmi: nuovo Dg da aprile, Mauro Fenzi sostituirà Giulio Mengoli

Cambio al vertice del Gruppo Sacmi. Dal prossimo 1 aprile Mauro Fenzi sarà il nuovo direttore generale in sostituzione di Giulio Mengoli che dal giugno 2019 aveva guidato la società di riferimento della cooperativa di Imola, attiva a livello globale con oltre 80 società di produzione, distribuzione e servizio, attive in 30 Paesi.

L’ingegner Mauro Fenzi, 60 anni, è laureato in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Milano e vanta una lunga esperienza internazionale nel settore automotive, e in particolare nel mondo della automazione industriale e della robotica. Fino a pochi giorni fa era amministratore delegato di Sogefi (Gruppo Cir – De Benedetti) e in passato è stato Ceo di Comau (galassia Fca) dal 2013 al 2019. Il nuovo direttore di Sacmi ha rivestito incarichi di rilievo in altre società (Tecno spazio e John Crane International).

Mengoli, come spiega una nota del Gruppo Sacmi, lascia per esigenze personali.

Nella foto Mauro Fenzi

Gruppo Sacmi: nuovo Dg da aprile, Mauro Fenzi sostituirà Giulio Mengoli
Economia 5 Febbraio 2021

Daniele Montroni nella Direzione di Legacoop Emilia-Romagna: «Pandemia sfida contro le diseguaglianze ma la ripresa ci sarà»

Daniele Montroni da pochi giorni è entrato a fare parte della Direzione regionale di Legacoop Emilia Romagna. Terminato il mandato in Parlamento, Montroni era rientrato nel mondo cooperativo riprendendo l’esperienza iniziata nel 1991. La Direzione regionale rappresenta sicuramente un osservatorio e uno snodo importante per capire come sarà l’Emilia Romagna nel post pandemia.

L’Emilia Romagna è la regione dove il movimento cooperativo rappresenta da sempre una componente decisiva in termini economici e sociali. Sarà ancora così in futuro?

«Sì, e lo è anche durante la pandemia. Pensiamo ad esempio al personale delle strutture sociali e sanitarie oppure a quello, in prevalenza femminile, addetto ai servizi di pulizia e sanificazione. Soci e lavoratori di cooperative, anche sociali, che hanno affrontato, e affrontano tuttora, con grande impegno la difficile fase creatasi nell’ambiente di lavoro con il Covid. In altre parole, non vedo il restringersi dello spazio cooperativo inteso come forma di organizzazione e gestione dell’impresa. Anzi si palesano opportunità che rappresenta- no un sfida per l’insieme del movimento cooperativo».

I danni della pandemia non sono uguali per tutti i settori e nemmeno per tutti i lavoratori. Corriamo pericoli di nuove disuguaglianze?

«Bastano pochi indicatori per comprendere come la crisi economica dovuta alla pandemia abbia pesato in modo differente creando disuguaglianze: gli operai sono stati colpiti il doppio rispetto ai quadri e dirigenti; le donne del 50% in più rispetto gli uomini; è calata la percentuale dei giovani occupati ed è cresciuta quella degli ultra cinquantenni; i settori del turismo, della ristorazione, della cultura sono stati colpiti tre volte più dell’industria».

Ma la ripresa ci sarà?

«La ripresa ci sarà. La sua dimensione dipende anche dai nostri comportamenti e dal tempo che ci mettiamo a portare a termine la vaccinazione. Il 2020 si chiude con circa il -6% di Pil sul 2019. Per il 2021 ci si attende in Emilia Romagna un +3%. Può sembrare poco rispetto a quanto perduto, ma da oltre un decennio si cresce di pochi decimali all’anno e una riprese del 3% è molta roba».

I miliardi del Recovery plan sono una soluzione anche alla carenza di progettualità?

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi del Next Generation Eu è una grande scommessa per l’Italia e la nostra Regione. La cooperazione vuole fornire un importante contributo con proposte e progetti. Ne cito alcuni: economia circolare coinvolgendo il settore manifatturiero, l’agricoltura, il commercio e turismo; la rigenerazione urbana e la qualità dell’abitare; la salute, recuperando investimenti nella sanità pubblica, nel sociale e nel welfare di comunità; la mutualità digitale; le comunità energetiche e autoconsumo. Sono idee e proposte che la cooperazione ha presentato come Alleanza cooperative italiane». (p.b.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 4 febbraio.

Nella foto: Daniele Montroni

Daniele Montroni nella Direzione di Legacoop Emilia-Romagna: «Pandemia sfida contro le diseguaglianze ma la ripresa ci sarà»
Economia 20 Dicembre 2020

Deco Industrie, ai lavoratori un «bonus Covid» in busta paga

Ieri, sabato 19 dicembre, si è tenuta online l’Assemblea ordinaria dei soci della cooperativa Deco Industrie, l’azienda che ha sede a Bagnacavallo e che progetta, realizza e confeziona prodotti per l’igiene domestica ed alimenti da forno, sia dolci e che salati, nelle proprie strutture in Emilia-Romagna. «Anche quest’anno non è mancata la cura che Deco Industrie ha dedicato ai propri lavoratori, grazie alla determinazione di tutti soci e dipendenti abbiamo superato dei momenti molti delicati, non un’ora di cassa integrazione è stata utilizzata – afferma il presidente Antonio Campri -. Tutti i soci e dipendenti nella busta paga di dicembre hanno ricevuto un “bonus covid” di 1.000 euro ciascuno a titolo di ringraziamento per la passione e l’impegno dimostrati in questo difficilissimo periodo. Sono state inoltre confermate le borse di studio per i figli dei dipendenti più meritevoli inscritti all’ università e tutte le iniziative di sostegno al benessere dei soci».

In questo anno caratterizzato dalla pandemia che ha messo a dura prova la tenuta delle aziende Deco Industrie non si è fatta trovare impreparata. Il 2020, infatti, è stato l’anno in cui si sono stati portati a termine importanti investimenti industriali e che ha visto la cessione del marchio Piadina Loriana a Valsoia S.p.A. con un accordo che garantisce la continuità di produzione ed occupazione degli stabilimenti di Forlì e l’ingresso di capitale da destinare alla crescita. «La previsione per il 2021 – dichiara l’Amministratore Delegato Francesco Canè – vede il consolidamento dei volumi del 2020 grazie ai nuovi progetti che vedranno la luce nei primi mesi dell’anno nuovo. I buoni risultati economici, trasversali ai prodotti alimentari e della detergenza, confermano la validità del piano industriale implementato e proiettano il fatturato consolidato di Gruppo di quest’anno ad oltre 180 milioni di euro con un risultato d’esercizio atteso superiore ai 6 milioni. Per Deco Industrie l’emergenza Covid-19 ha fatto emergere, se ancora ce ne fosse stato bisogno, quanto il benessere e la tutela dei lavoratori sia fondamentale soprattutto in momenti di tempesta come questi. Se Deco non solo ha tenuto ma è addirittura cresciuta lo dobbiamo alla corretta pianificazione strategica associata allo sforzo di tutti i lavoratori che hanno sempre mostrato il loro senso di appartenenza alla cooperativa. A loro va il mio personale ringraziamento». (da.be.)

Nella foto: da sinistra, Francesco Canè (amministratore delegato), Antonio Campri (presidente) e  Amedeo Fanti (direttore amministrazione e finanzia)

Deco Industrie, ai lavoratori un «bonus Covid» in busta paga

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast