Economia

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci

Come vi avevamo annunciato una settimana fa, «sabato sera» ha voluto tracciare un quadro delle prospettive economiche per il territorio, nel breve e medio termine. La prima tappa alla cooperativa imolese Cefla dove a rispondere alle domande è il presidente, Gianmaria Balducci«Il budget 2021, presentato a inizio gennaio, prevede un rimbalzo del 5% in tutti i nostri settori di attività. Il primo trimestre è andato decisamente bene: siamo partiti con un fatturato e un portafoglio ordini migliori di quelli non solo del 2020, ma anche del 2019. Nonostante questo, all’orizzonte non mancano le minacce, che riguardano un po’ tutti ed anche per questo è prematuro dire come sarà davvero il 2021. Quali? La prima è che arriviamo in ritardo con le vaccinazioni rispetto ad altre zone del mondo come Cina e Stati Uniti. Il rimbalzo, che è già in corso e che anche noi stiamo vedendo, verrà intercettato meglio da chi è già in grado di muoversi per il mondo perché vaccinato. Il passaporto vaccinale sarebbe utile e gradito. Quando ci saranno le condizioni, ben volentieri metteremo a disposizione la nostra sede come punto vaccinale. Abbiamo già dato la nostra disponibilità a Confindustria e Legacoop». 

Ci sono anche altri fronti caldi?

«L’aumento dei costi delle materie prime. La Cina e gli altri Paesi che sono ripartiti con slancio hanno generato un aumento della domanda, con dinamiche, probabilmente anche speculative, che hanno fatto alzare anche del 30-40% i prezzi di alcune materie prime, in particolare acciaio, legno, plastica, carta e componenti elettronici. C’è il rischio di non riuscire a soddisfare la domanda attuale. Anche questo è un nodo chiave che, se non gestito con attenzione, può compromettere la competitività del sistema Paese nel suo complesso».

Quale tra le vostre business unit sta andando meglio?

«Il medicale è ripartito fortissimo. Il finishing, invece, che era più in difficoltà a livello di portafoglio ordini, vede ora il mercato di riferimento muoversi grazie a nuovi investimenti e progetti importanti che guardano al medio e lungo periodo, soprattutto in Cina e Usa. Gli ordini sono quindi in risalita».

Cefla si è aggiudicata anche i lavori per la nuova sede bolognese del Cineca, che ospiterà il supercalcolatore Leonardo. Anche per la divisione Engineering l’anno è partito col piede giusto?

«L’edilizia e l’impiantistica sono forse i settori che hanno le prospettive migliori. Il problema è che questo mercato, anche se sta ripartendo, non riconosce le marginalità corrette, nonostante ormai ci sia quasi più domanda di lavoro che offerta di imprese e impiantisti. Noi stiamo dicendo tanti no sia perché le forze non sono infinite, sia per cercare di essere selettivi sui lavori che oltre a margini sostenibili consentano anche di avere referenze importanti. Nel settore edile ancora in tanti sono in difficoltà economico-finanziarie. Presentarci direttamente evita il rischio di incappare in partner che magari possono avere dei problemi in corso d’opera. Stiamo cercando di evitare il più possibile i subappalti anche per questo motivo».

In prospettiva cosa rimarrà dei cambiamenti introdotti nella vostra organizzazione aziendale in seguito alla pandemia?

«Certe attività si faranno da remoto. Se penso al futuro, quasi sicuramente ricominceremo a muoverci solo per i contratti più importanti, mentre per le vendite di routine o più semplici questa fase farà da scuola anche in seguito. Non lo diciamo noi, ma i sondaggi delle compagnie aeree: i voli torneranno ai livelli del 2019 solo nel 2025».

E per quanto riguarda lo smart working?

«Da un sondaggio interno sappiamo che i nostri dipendenti lo hanno apprezzato. Anche oggi per i nostri impiegati la percentuale di lavoro a distanza è dell’ordine del 70-80%. Tanti auspicano di poterlo utilizzare anche in futuro, con un bilanciamento fra i giorni in presenza e non. La produttività comunque è stata sorprendentemente buona, a detta non solo dei dipendenti ma anche dei responsabili di area. E anche i risultati lo dimostrano. In certi casi il remote working è molto comodo per chi deve fare lunghi tragitti casa-lavoro, così non spreca tempo in trasferte a poco valore aggiunto. Ci sarà da attivare un vero smart working, bilanciato in base a ruoli ed esigenze, anche se limita un po’ la socialità e il fare squadra».

Di recente avete anche terminato i lavori del nuovo showroom e training center. È già operativo?

«Lo stiamo già usando, perchè lo abbiamo allestito con tutte le tecnologie necessarie a tenere corsi anche da remoto. Qualche cliente italiano è già passato a vedere i prodotti. Non lo stiamo usando in modo intensivo come faremo, speriamo, tra qualche mese, però sta già dando risultati. In attesa della ripartenza del mondo fieristico, che prevediamo lenta, avere una specie di fiera interna, con un portafoglio prodotti importanti, esposti molto bene, riteniamo possa essere un vantaggio competitivo». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’8 aprile.

Nella foto: la sede Cefla

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