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Economia 3 Maggio 2021

In azione a Imola la prima asfaltatrice elettrica a zero emissioni realizzata dalle aziende Cm e Tazzari

Si chiama F175 eco ed è la prima vibrofinitrice a zero emissioni nocive e a zero inquinamento acustico. È nata dalla partnership tra la Cm di Conselice, azienda produttrice di macchine per la pavimentazione delle strade, e la Tazzari di Imola, che ne ha sviluppato l’elettrificazione della trazione e di tutte funzionalità operative.

La macchina è stata messa alla prova il 29 aprile a Imola, per un test lungo un tratto del marciapiede di via Cesi (angolo via Lippi), grazie alla disponibilità di Cti Imola, che ha l’appalto per la riasfaltatura e manutenzione di alcune strade e marciapiedi da parte di Area Blu. La prova, ampiamente superata sia in termini di produttività sia di impatto ambientale, è servita per valutarne il funzionamento, in vista di un eventuale possibile utilizzo futuro in modo stabile. Le due società sono già al lavoro per presentare un secondo modello eco «cingolato».  

Nella foto: l’asfaltatrice elettrica in azione a Imola lo scorso 29 aprile

In azione a Imola la prima asfaltatrice elettrica a zero emissioni realizzata dalle aziende Cm e Tazzari
Cronaca 15 Luglio 2020

La nuova casa di TeaPak, sfida vinta contro il tempo

«Una tempesta perfetta». Così Andrea Costa, fondatore e managing director dell’azienda imolese TeaPak, riassume la complessità degli ultimi mesi.
Mesi in cui ai lavori di costruzione della nuova sede in via Bicocca 15 e al trasloco da via Colombarotto, che in base alla meticolosa tabella di marcia doveva avvenire a metà febbraio, è piombata la variabile imprevista del Covid, che, per di più, ha inaspettatamente generato in tutto il mondo un picco di richieste di tisane.

(…) A un anno esatto dalla cerimonia di posa della prima pietra, l’azienda è oggi operativa nella nuova sede di 12 mila metri quadri, costata circa 25 milioni di euro e realizzata da un pool di imprese (tra cui Cims e Cti), coordinate da Cefla.
(…) «La sfida è stata doppia – racconta Costa – perché oltre alla nuova costruzione abbiamo portato avanti senza mai fermarci la produzione nel vecchio stabilimento, fino a trasloco completato. Durante l’emergenza Covid i due contesti, cantiere e produzione, si sono dimostrati completamente diversi da gestire. Per seguire scrupolosamente il piano di sicurezza durante le prime fasi del lockdown, la presenza operativa in cantiere si è più che dimezzata e così l’inizio del trasloco è stato posticipato di qualche settimana. Se così non fosse stato avremmo dovuto rinviare tutto di un anno, data la stagionalità del nostro lavoro. Nonostante questo, abbiamo portato a termine il trasferimento entro i giusti tempi, soprattutto grazie all’elasticità della programmazione che è stata studiata nei minimi dettagli». (lo.mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 9 luglio

La nuova casa di TeaPak, sfida vinta contro il tempo
Economia 16 Luglio 2018

La Cti cambia i vertici, guarda verso Bologna e punta sui lavori stradali

Cambio al vertice di Cooperativa Trasporti Imola. Dallo scorso maggio Luca Montroni è subentrato a Fabio Piancastelli nel ruolo di presidente, dopo la conclusione del suo mandato triennale. Anche il Consiglio di amministrazione a cinque si è rinnovato con l’ingresso per la prima volta nella storia della cooperativa (fondata nel 1930) di una donna, Eva Bolognesi, impiegata amministrativa. Oltre a lei, new entry è Massimo Zanelli, mentre Patrick Pagani (vicepresidente) e Giuliano Camorani facevano parte anche del precedente Cda. «C’è stato un ricambio importante – spiega il neopresidente – anche se in realtà il passaggio di consegne è stato soft, perché i predecessori sono ancora in azienda e sono un valore aggiunto per il nuovo Cda. Il cambiamento è stato condiviso e metabolizzato, aspetto questo molto positivo per la cooperativa».

Classe 1976, Montroni lavora in Cti da 23 anni. «E’ stato il mio primo lavoro – racconta – subito dopo il diploma di geometra all’Istituto Paolini. La mia classe è stata la prima a concludere questo corso, prima non presente a Imola». Negli anni Montroni ha ricoperto diverse mansioni. «Operaio di cantiere – elenca – addetto al carico dell’impianto calcestruzzo, addetto all’ufficio qualità nel laboratorio, infine funzionario commerciale. In questo ruolo seguivo la vendita di materiali inerti, dei conglomerati bituminosi, dei calcestruzzi e i preventivi per la realizzazione di strade, opere di urbanizzazione e i lavori infrastrutturali. Lo rifarei, perché mi è stato utile sia a livello professionale, per capire la cooperativa a 360 gradi, sia personale per il rapporto con tutti i colleghi. In questo modo si riescono a percepire e capire tutte le sfumature che stanno dietro a ogni tipologia di lavoro».

Oggi la cooperativa di via Ca’ di Guzzo conta un centinaio di dipendenti, di cui circa 60 soci. Negli ultimi mesi sono entrati in organico una decina di nuovi addetti. Dopo anni difficili, si torna a crescere. Le attività storiche sono strettamente legate a questo settore e comprendono l’estrazione e la lavorazione di ghiaia, il trasporto e la vendita di materiali inerti provenienti dai cantieri che Cti ha presso le frazioni imolesi di Zello e Linaro, in via Sbago, e a Castel San Pietro, in via Viara, la produzione di conglomerati bituminosi (asfalto) e conglomerati cementizi (calcestruzzo). Nel 2004 si sono aggiunti i lavori stradali e, dal 2014, quelli infrastrutturali, entrambi per cantieri pubblici e privati, nei quali Cti esegue in prevalenza opere di sbancamento e realizzazione di sottofondi stradali, piazzali e fognature e dove oggi sono impiegati circa 30 addetti. Una fetta di lavoro, quest’ultima, che oggi va a coprire circa il 35% del fatturato. «Nel 2008 il nostro fatturato era di circa 30 milioni di euro – dettaglia Montroni -. Con la crisi si è quasi dimezzato. Nel 2017 è stato di circa 17 milioni, in linea con gli ultimi anni. La Cesi era il nostro primo cliente e soprattutto dopo la sua messa in liquidazione (avvenuta quattro anni fa, Ndr) abbiamo cercato di differenziare ancor di più il nostro “core business”, puntando molto sul settore delle infrastrutture. Una fetta di mercato che prima non coprivamo, proprio perché c’erano altre aziende. E’ invece ancora ferma la nostra parte immobiliare, che si occupava della costruzione di capannoni o villette su terreni di nostra proprietà. In questo settore non vediamo ancora la ripresa».

Nel futuro prossimo della cooperativa c’è l’impegno a sviluppare ancor di più il settore dei lavori stradali e delle infrastrutture. In questa direzione va anche l’ultimo investimento fatto in ordine di tempo: l’acquisizione, avvenuta lo scorso novembre, di un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi a Ponte Rizzoli, a Ozzano Emilia. «E’ un investimento pensato nel 2015 in periodo di piena crisi – spiega – per cercare di mantenere il nostro mercato e di espanderlo verso il bolognese, dove avevamo già qualche cliente. Puntiamo a vendere servizi e prodotti di qualità, pertanto stiamo continuando a investire in ricerca e sviluppo con il nostro laboratorio analisi, presente nel cantiere di Linaro, per prodotti ecologicamente compatibili e per una maggior cura dell’ambiente. Siamo consapevoli che i lavori che dovrebbero partire a breve per la quarta corsia dell’autostrada e, forse, nell’asse attrezzato per il completamento della bretella, rientrano nel nostro raggio d’azione. Per cui, direttamente o indirettamente, potremmo averne qualche beneficio».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: il nuovo cda della cooperativa con, da sinistra, Massimo Zanelli, Patrick Pagani (vicepresidente), Luca Montroni (presidente), Eva Bolognesi e Giuliano Camorani

La Cti cambia i vertici, guarda verso Bologna e punta sui lavori stradali

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