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Cronaca 4 Maggio 2020

«1 maggio ’94-L’altra storia»: l'imolese Aris Alpi annuncia un documentario sulla morte di Ayrton Senna

Verrà presentato all’autodromo Enzo e Dino Ferrari verso la fine dell’estate 1 maggio ’94-L’altra storia, il documentario che l’imolese Aris Alpi ha dedicato al fine settimana del Gran Premio di San Marino in cui persero la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna.

«E’ un’inchiesta che racconta le ultime ore di vita di Ayrton Senna con immagini e commenti esclusivi – spiega Alpi –. E’ stata realizzata negli ultimi due anni».
Alla lavorazione del documentario, durata due anni, «hanno partecipato i medici dell’Ospedale Maggiore di Bologna, Pierluigi Martini, Giancarlo Minardi e tanti altri – aggiunge il regista –. E il lavoro ha già destato l’interesse di alcune note realtà televisive». (r.cr.)

Il trailer

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

«1 maggio ’94-L’altra storia»: l'imolese Aris Alpi annuncia un documentario sulla morte di Ayrton Senna
Cronaca 10 Febbraio 2020

A «Cinema Osservanza» il documentario «Impressionisti segreti»

Nuovo appuntamento della rassegna Cinema Osservanza al Teatro dell’Osservanza, questa sera, domani e mercoledì, alle 21, con la proiezione del documentario Impressionisti segreti, di Daniele Pini.

Biglietto ridotto per i lettori del Sabato sera che mostrano il coupon pubblicato sul numero del settimanale in edicola e per gli utenti che hanno scaricato l’app gratuita “AppU” sul proprio smartphone. (r.cr.)

A «Cinema Osservanza» il documentario «Impressionisti segreti»
Cronaca 3 Dicembre 2019

A “Cinema Osservanza' il documentario “Art & Mind'

Nuovo appuntamento della rassegna Cinema Osservanza al Teatro dell’Osservanza, questa sera e domani, alle 21, con la proiezione del documentario Art & Mind, di Amélie Ravalec, in lingua inglese con sottotitoli in italiano.
«Un viaggio nell”arte, nella follia e nell”inconscio – spiega la regista -. Un”esplorazione di artisti visionari e impulso creativo, dai maestri fiamminghi del Rinascimento al movimento d”avanguardia del surrealismo e dei geni non celebrati di Art Brut e Outsider Art».

Biglietto ridotto per i lettori del Sabato sera che mostrano il coupon pubblicato sul numero del settimanale in edicola e per gli utenti che hanno scaricato l’app gratuita “AppU” sul proprio smartphone. (r.cr.)

A “Cinema Osservanza' il documentario “Art & Mind'
Cronaca 26 Novembre 2019

A “Cinema osservanza' il documentario su Frida Kahlo

Nuovo appuntamento della rassegna Cinema Osservanza al Teatro dell’Osservanza, questa sera e domani, alle 21, con la proiezione del documentario Frida-Viva la vida, di Giovanni Troilo, con la partecipazione straordinaria di Asia Argento.

Biglietto ridotto per i lettori del Sabato sera che mostrano il coupon pubblicato sul numero del settimanale in edicola e per gli utenti che hanno scaricato l’app gratuita “AppU” sul proprio smartphone. (r.cr.)

A “Cinema osservanza' il documentario su Frida Kahlo
Cronaca 29 Ottobre 2019

A “Cinema Osservanza' il documentario “Pavarotti' di Ron Howard

Nuovo appuntamento della rassegna Cinema Osservanza al Teatro dell’Osservanza, questa sera e domani, alle 21, con la proiezione del documentario Pavarotti, di Ron Howard, presentato in anteprima alla quattordicesima edizione della Festa del cinema di Roma.
Il documentario riunisce immagini inediti provenienti dagli archivi della famiglia Pavarotti, filmati di concerti e opere, e interviste a -fra gli altri- la prima moglie Adua Veroni, la seconda moglie Nicoletta Mantovani, i tenori Josè Carreras e Placido Domingo, e il cantante Bono Vox.

Biglietto ridotto per i lettori del Sabato sera che mostrano il coupon pubblicato sul numero del settimanale in edicola e per gli utenti che hanno scaricato l’app gratuita “AppU” sul proprio smartphone.

A “Cinema Osservanza' il documentario “Pavarotti' di Ron Howard
Cronaca 5 Ottobre 2019

In onda sulla Rai il documentario su Monte Sole prodotto dall'imolese Mauro Bartoli

Approda a Speciale Tg1, in onda su Rai Uno, domani sera, alle 23.30, il documentario 1944: Silenzio sul Monte Sole, di Lorenzo K. Stanziani, prodotto dall’imolese Mauro Bartoli per Lab Film.

Il documentario è stato realizzato in occasione del settantacinquesimo anniversario degli eccidi compiuti dalle truppe nazifasciste nel territorio dei comuni di Grizzana Morandi, Marzabotto e Monzuno fra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944, e ripercorre quegli eventi attraverso analisi storiche, testimonianze di persone sopravvissute e animazioni.

Il grande interesse per il film, presentato in anteprima al cinema Perla di Bologna il 18 settembre scorso, e la straordinaria partecipazione di pubblico alla serata hanno spinto gli organizzatori a programmare una replica al cinema il 25 ottobre, alle ore 21. (r.cr.)

Nella fotografia, la locandina del film

In onda sulla Rai il documentario su Monte Sole prodotto dall'imolese Mauro Bartoli
Cronaca 2 Aprile 2019

Il 4 aprile al cinema Centrale di Imola proiezione del film dedicato a Gregoria Giorgi di Casetta di Tiara

Gregoria Giorgi è una ragazza di 15 anni come molte altre, ad eccezione del fatto che è l’unica giovanissima, nonché l’ultima nata, nel piccolo borgo di Casetta di Tiara. Incuriosito dalla sua storia, il regista toscano Francesco Fei l’ha scelta per girare un film-documentario intitolato “La Regina di Casetta”, che verrà proiettato anche a Imola la sera del 4 aprile. Riavvolgiamo però il nastro per capire meglio tutta la storia e partiamo dall’inizio.

Casetta di Tiara è una località dell’Appennino tosco-emiliano in comune di Palazzuolo sul Senio. Sorge nel territorio vicino al corso del rio Rovigo, uno degli affluenti principali del Santerno. Si tratta di un luogo frequentato anche da diversi imolesi per via delle passeggiate che si concludono arrivando alla splendida cascata del torrente. Dove finisce la strada asfaltata si sale fino al borgo, un conglomerato di case raccolte attorno alla chiesa. È uno di quei piccoli nuclei abitati che punteggiano l’Italia quando la si osserva dall’alto e che sono parte fondamentale della sua storia, ma oramai sempre più spopolati a causa dello spostamento dell’uomo verso la città, quella che oggigiorno è definita «civiltà».

A Casetta di Tiara sono solo undici gli abitanti rimasti, di cui Gregoria è la più giovane. «Sono innamoratissima del luogo in cui vivo, Casetta è per me un posto importante, un luogo magico dove tutti possono tornare bambini. Ho sempre vissuto qui e mi trovo bene» racconta la ragazza. Abitando lontano dalla città, la giovane si è presto dovuta rendere indipendente, così sin dall’età di 14 anni ha preso il patentino per poter guidare l’Ape, il suo amico fidato per raggiungere la vicina città di Firenzuola. «La mia giornata tipo inizia intorno alle 6, poi con l’Ape scendo fino a Firenzuola, dove monto su un autobus che mi porta a scuola» spiega Gregoria. Le tempistiche sono lente, dal momento che per arrivare nella vicina città la ragazza impiega circa venti minuti, mentre viaggia con il bus per un’ora e un quarto prima di raggiungere Borgo San Lorenzo, il capoluogo mugellano dove è situato l’istituto professionale alberghiero «Chino Chini» che frequenta.«Sono al secondo anno e il prossimo dovrò scegliere il percorso da seguire. Tra sala e cucina preferisco la seconda, una passione che coltivo da sempre, anche perché i miei genitori gestiscono un ristorante. Mamma e papà poi mi hanno sostenuta quando ero indecisa tra istituto agrario ed alberghiero, rendendosi disponibili a farmi cambiare scuola qualora mi fossi resa conto di non aver compiuto la scelta giusta, un elemento non scontato, e ritengo importante avere il loro appoggio».

Al momento della scelta della scuola superiore Gregoria ha dovuto affrontare un bivio, decidere tra l’alberghiero di Riolo Terme o quello di Borgo San Lorenzo. Alla fine la scelta è ricaduta sulla seconda città, in quanto andare a Riolo significava più tempo in bus e un cambio di linea ad ogni tragitto. «Il percorso è lungo ed è normale che un po’ mi pesi, ma noi che viviamo qui siamo abituati» spiega la giovane. Negli ultimi anni, da metà novembre, dopo il periodo dei marroni fino alla fine di aprile, la famiglia si trasferisce in una casa sulla strada statale perché Gregoria sia più vicina alla scuola. Nel weekend però i tre tornano a Casetta, dal momento che lì si trova il ristorante «Da Sonia» che Leonardo e Sonia, i suoi genitori, gestiscono principalmente nel fine settimana, come racconta la ragazza: «Il locale è aperto in inverno su prenotazione, ma i giorni in cui è più frequentato sono il sabato e la domenica, mentre d’estate è aperto tutta la settimana tranne il mercoledì, dal momento che molta gente viene a Casetta anche per fare passeggiate o per rilassarsi al fiume. Sia mamma che papà lavorano anche nel castagneto, benché l’attività principale rimanga il ristorante».

Quando la ragazza aveva 10 anni il regista Francesco Fei venne a conoscenza di quel piccolo borgo in cui vissero il poeta Dino Campana, di cui ritroviamo alcune poesie nel film, e Sibilla Aleramo, che fu sua compagna. Così Fei si è recato a Casetta e, incontrando Gregoria che portava il pane in tavola al ristorante e chiacchierava con i clienti, le chiese «Tu qui vivi bene?», domanda alla quale la bambina rispose con un fermo «sì». Il paese ha accolto poi quella piacevole sorpresa. «Girare il docufilm è stato un impegno, in quanto ogni mese vi era una settimana o più di riprese, però sono contenta della responsabilità che ha portato con sé quest’esperienza. Il regista inoltre non mi ha mai obbligata a recitare particolari battute, tutto ciò che lo spettatore sente è spontaneo, parte da me» spiega la giovane.

Inizialmente respinto, il progetto venne ripresentato nel 2016, ottenendo l’appoggio economico necessario, principalmente da «Larione 10», «Rai Cinema» e «Toscana Film Commission» per iniziare le riprese, durate da settembre 2016 a settembre 2017. Il prodotto finale è una pellicola della durata di 79 minuti, adatta ad ogni età. Il film-documentario è stato lanciato nel 2018 in anteprima alla 59ª edizione del «Festival dei Popoli» di Firenze dove ha vinto il premio come miglior film italiano «Premio Cinemaitaliano. Info-CG Entertainment». In seguito è uscito ufficialmente a inizio gennaio in due sale cine-matografiche a Firenzuola e poi Firenze, mentre il 4 aprile alle ore 20.30 sarà proiettato per la prima volta a Imola alla sala Bcc in via Emilia 212, gentilmente concessa dalla banca, e l’ingresso sarà gratuito fino all’esaurimento dei 150 posti. All’evento saranno presenti Gregoria, il papà Leonardo, la mamma Sonia e il produttore Alessandro Salaorni. (se.zu.)

Il servizio completo è pubblicato su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto Gregoria Giorgi a bordo della sua Ape

Il 4 aprile al cinema Centrale di Imola proiezione del film dedicato a Gregoria Giorgi di Casetta di Tiara
Cronaca 3 Dicembre 2018

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio

E” in programma martedì 4 dicembre alle 18, nella sala del Cidra di via Fratelli Bandiera 23 a Imola, un”iniziativa contro gli stupri come arma di guerra che vedrà l”intervento di Maria Eleonora Landini, componente della segreteria di redazione della rivista Il Mulino.

All”intervento seguirà la proiezione del documentario «Mwavita – nata in tempo di guerra», introdotto dall”autore Daniele Bellocchio (di Gli occhi della guerra) sulla situazione delle violenze sessuali in Congo. Dialogherà con l”autore la volontaria Giorgia Cardelli dell”Oratorio di San Giacomo che ha collaborato coi colleghi del medico congolese Denis Mukwege, insignito del premio Nobel per la Pace 2018 in quanto fondatore del Panzi Hospital, chirurgo specializzato nella cura dei danni fisici interni causati da stupro e un punto di riferimento per tutta la comunità internazionale per l’assistenza e l’aiuto delle persone che hanno subito violenze sessuali in guerra e nei conflitti armati.

Durante la serata vi sarà la lettura a cura di Marina Mazzolani di alcuni passi dal libro «L” u l t i m a ragazza», di Nadia Murad, vincitrice del premio Nobel per la Pace 2018 insieme a Mukwege, in cui la giovane irachena appartenente alla minoranza yazida racconta della sua esperienza in quanto vittima degli abusi perpetrati dall’Isis.

L”iniziativa è dell”associazione PerLeDonne in collaborazione con Coordinamento donne Anpi, Coordinamento donne Cgil Imola, Trama di Terre, Udi Imola.

Nella foto l”invito ufficiale all”iniziativa

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio
Cultura e Spettacoli 5 Novembre 2018

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film

«Bratislava, 1940. È un mattino di sole di maggio quando dal porto sul Danubio si muove il Pentcho, un malandato battello a pale con a bordo 500 ebrei. Al timone c’è un ex capitano di sottomarini russo che si è assunto il compito di portare tutti in salvo lontano dalla vecchia Europa. Nessuno sa che per riuscire nell’intento dovranno superare frontiere inaccessibili, sabotaggi, acque minate, tempeste e che questa odissea alla fine si concluderà dopo quattro lunghissimi anni».

Viene presentato così Pentcho, il nuovo documentario prodotto dall’imolese Sonne Film, che sarà in concorso alla 59a edizione del Festival dei Popoli di Firenze, con proiezione lunedì 5 novembre alle 21.15 al cinema teatro Alfieri.

Il regista Stefano Cattini, già premiato al Festival dei Popoli e finalista presso il David di Donatello, a quasi ottant’anni di distanza da questi eventi poco noti, ripercorre il viaggio del Pentcho, attraverso interviste e racconti dei protagonisti di questo viaggio incredibile e con immagini tratte dal presente: «È la storia di un vecchio e sovraccarico battello fluviale – si legge nel comunicato stampa – costretto ad affrontare il mare aperto per fuggire dall’Europa nazista», la cui incredibile avventura «testimonia una delle pagine più belle dei tempi della Shoah e allo stesso tempo del ruolo imprescindibile avuto dalla Marina Militare Italiana, nel salvataggio dei fuggitivi dopo un rocambolesco naufragio».

Il documentario è prodotto da Sonne Film con Rai Cinema e Mosaic Films.

Nella foto il produttore Giangiacomo De Stefano della Sonne Film

In concorso al Festival dei Popoli di Firenze il documentario «Pentcho» dell'imolese Sonne Film
Cultura e Spettacoli 2 Aprile 2018

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola

Domani sera, alle 20.30, presso la biblioteca comunale di Imola (Bim), in via Emilia 80, si terrà la presentazione del progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage», realizzato in occasione del trentasettesimo anniversario della strage della stazione di Bologna e promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e dall’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, e in collaborazione con Cidra e Università Aperta.

In occasione di questo anniversario della più grave strage terroristica avvenuta in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è stato presentato un progetto in ricordo delle 85 persone che hanno perso la vita sabato 2 agosto 1980 per lo scoppio di un ordigno nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Dalle testimonianze raccolte e dall’intervento di 85 narratori volontari sono nate 85 storie, una per ogni vittima, che sono state presentate nell”agosto scorso e poi portate in molte altre città. Le testimonianze sono state raccolte in un libro, Cantiere 2 agosto, 85 storie per 85 palcoscenici: le 85 storie delle vittime narrate dai cittadini (Bologna, Assemblea legislativa EmiliaRomagna, 2017), e in un documentario Cantiere 2 agosto: narrazione di una strage (Bologna, Assemblea legislativa Emilia Romagna, 2017).

Il progetto ha come fine il mantenimento del ricordo vivo delle vittime e del terribile evento che ha segnato profondamente la vita di numerose famiglie, della città di Bologna e dell’Italia intera. Intervengono all’incontro imolese la responsabile scientifica del progetto, Cinzia Venturoli, il regista, Matteo Belli, la rappresentante dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, Marina Gamberini, e tre narratori, Nadia Pasetti, Antonio Pastore e Nicoletta Pratella, che daranno con la loro voce testimonianza di alcune vittime del terribile attentato.

r.c.

Nella foto: immagine del progetto

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola

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