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Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2019

Il mensile bolognese “Piazza Grande' è tornato e sarà distribuito anche a Imola presso la redazione di «sabato sera»

“Piazza Grande” è tornato! Da inizio 2019, dopo una breve pausa, è rientrato in distribuzione il mensile di informazione sociale, scritto da volontari e senza dimora di Bologna. Nato nel 1993, è stato il primo giornale in Italia scritto, redatto e diffuso da persone senza dimora, che iniziavano così percorsi di recupero basati sulla logica, innovativa per gli inizi degli anni Novanta, dell’empowerment e dell’auto-aiuto. Da questo mese “Piazza Grande” sarà in distribuzione anche a Imola, presso la redazione di sabato sera, in viale Zappi 56/b-c, nei normali orari di ufficio. Chi vuole potrà ritirarne una copia e lasciare il contributo di almeno 2 euro a favore della redazione del mensile. Un accordo, senza scopi di lucro, tra la Coop. Bacchilega, editrice di «sabato sera», e la Coop. “Piazza Grande”, nata dall’omonima associazione che pubblica il mensile bolognese.

Andrea Giagnorio, tu sei il direttore editoriale del nuovo “Piazza Grande” tornato in circolazione dopo una pausa di alcuni mesi. Cosa è successo esattamente?
«Dopo il numero del luglio 2018 abbiamo deciso di prenderci una pausa per riflettere, coinvolgendo le persone di Bologna e dintorni che ci vogliono bene, per ragionare insieme sul senso del nostro giornale, sulla grafica, su una diffusione nuova che, recuperando lo spirito iniziale, diventi strumento di comunicazione e confronto agli angoli delle vie e nelle piazze bolognesi e non solo, sui temi trattati nelle nostre pagine».

Una riflessione che vi ha portati a pubblicare un mensile diverso nella grafica e con contenuti anche extracittadini. E’ giusto?
«Dopo 25 anni di vita abbiamo raggiunto una certa maturità – spiega Giagnorio -. Vogliamo essere adulti dialogando, ascoltando e mescolando idee e pensieri. Vogliamo essere un laboratorio di strada per favorire il confronto tra mondi diversi. E noi, con una redazione rinnovata, partiamo proprio da questo: le persone che il giornale lo pensano, lo costruiscono e lo scrivono sono anche i nuovi diffusori. Sono persone senza dimora, studenti, operatori, inserite nei progetti di “Piazza Grande” (giornale, associazione e cooperativa) che, insieme, distribuiscono il giornale nei tanti luoghi che lo accolgono. Non solo. Vogliamo costruire un giornale popolare, che si possa trovare nei circoli, nelle librerie, nei bar. Vogliamo contaminare la città, e non solo, con la voce degli ultimi, di coloro che troppo spesso non vengono ascoltati».

Insomma un orizzonte più vasto che faccia diventare la piazza davvero… grande. E’ anche per questo che avete stretto un accordo con la Coop. Bacchilega per approdare a Imola?
«Siamo particolarmente felici di questa collaborazione che parte con il sabato sera e proponiamo anche ai vostri lettori di abbonarsi al giornale Piazza Grande. Per sentire qualche punto di vista diverso, qualche voce fuori dal coro». (p.b.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”11 aprile

Il mensile bolognese “Piazza Grande' è tornato e sarà distribuito anche a Imola presso la redazione di «sabato sera»
Cronaca 30 Marzo 2019

Il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “Folle togliere il finanziamento pubblico agli organi di informazione'

Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale, ha rilasciato domenica 24 marzo una intervista pubblicata da «il manifesto» alla vigilia dell’avvio degli Stati generali dell’editoria. Riportiamo il testo gentilmente concesso dal quotidiano edito anch’esso da una cooperativa di giornalisti.

Lusetti, il sottosegretario Vito Crimi definisce una «fake-news» il fatto che le cooperative non siano state invitate agli Stati generali dell’informazione e dell’editoria da lui convocati. Come risponde?
«Siamo stati invitati, sì, ma come ospiti, non come relatori. Oltre alle orecchie per sentire, vogliamo usare anche la parola e quindi agli Stati generali vorremmo intervenire. Al momento pare che non lo potremo fare e ci sembra molto grave».

Come volete intervenire, sempre che vi sia permesso da Crimi?
«Vorremmo poter dire che in questo paese c’è un problema molto serio di concentrazione di grandi gruppi editoriali e che Legacoop, tramite la sua associata CulTurMedia, insieme a tutte le realtà cooperative associate in Alleanza delle cooperative Comunicazione, ha un ruolo di salvaguardia di un pezzo importante dell’informazione nazionale e locale. Cooperative e piccoli editori indipendenti che tengono viva la voce di un pezzo di società che diversamente sarebbe silenziata. Con il taglio del finanziamento pubblico molte di queste realtà rischiano di morire; si avrebbe un’informazione monocorde non certo coerente con quanto previsto dall’art.21 della Costituzione».

Che cosa contestate del taglio al fondo per il pluralismo nell’editoria che sarà azzerato in tre anni? Dopo decenni di tagli continui la riforma Lotti aveva dato un minimo di stabilità e trasparenza al settore.
«La cosa più fastidiosa è che si discute, si decide e su questo le cooperative pianificano la loro attività e puntualmente ogni anno con la finanziaria tutto viene mes-so in discussione. L’incertezza è l’elemento che danneggia di più le cooperative, non solo nell’editoria».

Questa volta ci troviamo però davanti a una battaglia ideologica del solo M5S visto che nemmeno la Lega era d’accordo sul taglio totale del fondo e si sarebbe convinta in cambio del via libera al Terzo valico.
«E’ una battaglia ideologica di cui non capiamo le finalità. Un movimento che fa della rete, della partecipazione democratica la sua battaglia portante come può con le sue scelte favorire la creazione di monopoli editoriali e ridurre gli spazi di democrazia e pluralismo?». (Massimo Franchi credit Il Manifesto)

Il resto dell”intervista e altri approfondimenti sull”argomento sono su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto Mauro Lusetti

Il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “Folle togliere il finanziamento pubblico agli organi di informazione'
Cultura e Spettacoli 1 Febbraio 2019

«Rivincite, lo sport che scrive la storia», domani la presentazione del libro di Rudi Ghedini

Domani, sabato 2 febbraio, alle ore 10.30, presso la biblioteca comunale in via Emilia 80 ci sarà la presentazione del libro «Rivincite» dello scrittore bolognese Rudi Ghedini. All’incontro sarà presente Walter Fuochi, giornalista de «La Repubblica». Il volume racconta storie di atleti e atlete che hanno segnato la storia dello sport, e non solo, facendo scelte coraggiose e talvolta sfidando, per poi pagarne le conseguenze, regole considerate ingiuste o il potere politico. Tra i protagonisti del libro Kareem Abdul-Jabbar, Muhammad Alì, Nadia Comaneci, Maradona, Bartali. Ma anche tanti altri atleti meno conosciuti come Jonah Lomu, Jürgen Sparwasser, Jim Thorpe, Alice Milliat e Cathy Freeman. Rudi Ghedini, nato a San Giorgio di Piano il 31 ottobre 1959, vive e lavora a Bologna. Ha scritto per Rendiconti, l’Unità, Carta, Zero in condotta, Linea bianca, Guerin Sportivo, Le Monde diplomatique… e continua a farlo a proposito di sport, cinema, televisione, fumetti, viaggi, musica, letteratura (sempre più raramente di politica). Si considera un esperto di Inter e di sconfitte.

All’interno di «Rivincite», racconti una quantità di storie; fra tutte, quale ti fa più piacere ricordare?

«Di storie, ne ho raccolte più di 200, alcune brevi, altre più dettagliate. Non è un saggio, semmai una collana di racconti accostati liberamente. Sono molto affezionato alla vicenda di Jim Thorpe, poco conosciuta, e invece meriterebbe un romanzo, un graphic novel, una canzone di Dylan o di Springsteen. Pellerossa, due volte medaglia d’oro a Stoccolma 1912, le medaglie gli vennero requisite per professionismo (accusa ridicola, in mezzo a tanti altri che dallo sport ci guadagnavano davvero). Poi, Thorpe diventa campione di football americano e di baseball. Morì in miseria. Celebrato come il più grande atleta americano della prima metà del Ventesimo secolo, una copia delle medaglie olimpiche venne restituita ai nipoti solo negli anni Ottanta. Una delle figlie, Grace, era fra i pellerossa che occuparono l’isola di Alcatraz, nel ’68, per rivendicare il rispetto dei famosi Trattati che gli Stati Uniti imposero alle tribù». (re.spo.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 31 gennaio.

Nella foto: da sinistra lo scrittore Rudi Ghedini e la copertina del libro

«Rivincite, lo sport che scrive la storia», domani la presentazione del libro di Rudi Ghedini
Cronaca 15 Novembre 2018

Le associazioni di rappresentanza del mondo dell'informazione: «Senza fondi all'editoria a rischio migliaia di posti di lavoro»

«Il pluralismo dell’informazione è un elemento fondamentale per la democrazia, sancito dalla Costituzione, che merita di essere tutelato e promosso. Per questo diciamo No a tagli indiscriminati, ma siamo pronti come sempre a fare la nostra parte per migliorare ulteriormente la legge sull’editoria e il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione».

E’ questo il messaggio lanciato al Governo da tutte le associazioni di rappresentanza del mondo dell’informazione giornalistica che mercoledì della settimana scorsa, 7 novembre, si sono riunite nella sala stampa della Camera dei deputati. L’iniziativa – nel corso della quale è stato espresso anche un ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver sottolineato il ruolo fondamentale del pluralismo dell’informazione e a tutte le forze politiche che hanno ben compreso l’importanza della sua tutela – è stata promossa a seguito delle tante ipotesi emerse nei giorni scorsi di azzeramento delle risorse destinate al Fondo per il pluralismo.

«Abbiamo chiesto di avviare un lavoro, un tavolo tecnico di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla legislazione attuale, nuovi possibili miglioramenti sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’innovazione che ci caratterizzano da sempre. Ma ad oggi non abbiamo avuto risposte, se non ulteriori dichiarazioni di volontà di tagli. Vogliamo chiarezza, ci sono in gioco migliaia di posti di lavoro in tutta Italia», hanno spiegato i rappresentanti dell’Alleanza delle cooperative italiane Comunicazione, di File (Federazione italiana liberi editori), Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) e Uspi (Unione stampa periodica italiana).

Negli anni scorsi sono già stati fatti importanti passi avanti. La nascita del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione si è infatti accompagnata alla scelta di inasprire controlli e procedure di verifica sulle condizioni di accesso ai contributi e, nel contempo, a quella di limitarne la soglia massima, in cambio di una diversa certezza per le imprese giornalistiche di risorse, di tempi e modalità di erogazione dei contributi. In questi anni, infatti, tante testate hanno dovuto chiudere anche per il fatto di non poter confidare su piani di sviluppo imprenditoriali che potessero avvalersi con qualche certezza della quota di contribuzione pubblica (di media inferiore al 40% del totale delle attività) prevista dalla legge, ma poi regolarmente dimezzata (ex post).

La nuova legge ha, per ora, positivamente avviato un diverso meccanismo in grado di dare alle realtà che abbiano legittimamente titolo di accesso al Fondo, una nuova opportunità di programmare con criteri di efficienza, efficacia e di valore sociale i propri piani industriali. «E’ indispensabile ed urgente – hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni – poter avviare un confronto con il Governo che si basi su una nuova logica “comune” di investimento sul pluralismo dell’informazione. Una diversa fase di approfondimento e proposta che potrebbe partire da un’ulteriore verifica delle regole di accesso al Fondo, già molto selettive, ma sempre migliorabili, per accentuarne anche la massima trasparenza e una più forte capacità di rendicontazione sociale; ma che potrebbe anche essere rivolta al terreno dell’innovazione, delle piattaforme collaborative, di un nuovo rapporto di interazione con le community e con i territori ed aprire anche una riflessione sul terreno, complementare, della ricerca di nuove forme di sostegno alla domanda».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto un momento della conferenza stampa alla Camera dei Deputati

Le associazioni di rappresentanza del mondo dell'informazione: «Senza fondi all'editoria a rischio migliaia di posti di lavoro»
Cronaca 28 Ottobre 2018

Il taglio dei contributi all'editoria in legge di bilancio. Fnsi e Cnog: «Fatto di inaudita gravità»

«È di inaudita gravità la decisione di inserire il taglio dei contributi all”editoria nello schema della legge di bilancio annunciata dal sottosegretario Vito Crimi nel corso di una riunione tenutasi al Mef». Lo affermano, in una nota congiunta, Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine nazionale dei giornalisti.

«La volontà di procedere unilateralmente, senza neanche il confronto preventivo con le parti sociali – spiegano – dimostra che non si tratta di una decisione politica, ma di un atto di ritorsione contro l”informazione e i giornalisti. Non potendo colpire i grandi giornali, il sottosegretario si accanisce contro giornali che sono il punto di riferimento per intere comunità locali e contro piccole cooperative di giornalisti. Il disegno è quello di impedire ai cittadini di conoscere per provare a manipolarne orientamenti e consensi attraverso le piattaforme digitali».

Un modello inaccettabile, concludono Fnsi e Cnog, «perché punta a indebolire la democrazia e che come effetto immediato avrà quello di privare dell”informazione intere comunità e distruggere qualche migliaio di posti di lavoro, compreso l”indotto. Un epilogo disastroso frutto di una chiara avversione all”informazione da parte di chi, come il sottosegretario Crimi, nulla ha fatto fino ad oggi, al di là delle parole, per combattere il precariato nel mondo dell”informazione».

Nella foto i vertici della Federazione Nazionale della Stampa e del Consiglio nazionale dell”Ordine dei Giornalisti

Il taglio dei contributi all'editoria in legge di bilancio. Fnsi e Cnog: «Fatto di inaudita gravità»
Cultura e Spettacoli 26 Ottobre 2018

Le «nonne» e i «nonni» di Bacchilega Junior vincono il Rodari

Un libro dolce e doloroso, un albo tenero e difficile. Un libro poetico ma anche un libro sulla morte. Un libro per bambini ma anche un libro che fa bene ai grandi. Ma soprattutto, è ufficiale, il libro che ha vinto il prestigioso Premio nazionale Rodari nella categoria albi illustrati. Si tratta di Nonne con le ali, nonni con le ali. Canto per le nonne e i nonni volati via, primo libro edito da Bacchilega Junior dell’autrice ed illustratrice toscana Arianna Papini (vincitrice del premio Andersen 2018). Dopo la proclamazione avvenuta lo scorso weekend, la premiazione sarà sabato 27 ottobre all’interno del Festival di letteratura per ragazzi dedicato al celeberrimo Gianni Rodari, ad Omegna, cittadina natale dell’autore sul lago d’Orta, vicino a Verbania. «Quando la poesia tocca le corde giuste, allora può volare lontano – ammette Arianna Papini -. Forse questo è un libro che fa piangere, è vero, ma del resto non avremmo di che piangere se non avessimo avuto la fortuna di avere l’amore di persone care nelle nostre vite. È l’eterno circolo senza fine del dare e del ricevere. Sono felice e grata che questo libro per me così importante dal punto di vista personale, oltre che artistico, abbia vinto un premio tanto importante, perché significa che il libro piace e non solo a me. E sono lieta di condividere il premio con l’editore Bacchilega Junior, che non smetterò mai di ringraziare per avere creduto nel progetto».

Arianna Papini è stata designata vincitrice da una giuria composta, tra gli altri, da Maria Teresa Ferretti Rodari (moglie dello scrittore scomparso nel 1980), e da Pino Boero e Walter Fochesato, autori di libri per bambini. Nonne con le ali, nonni con le ali. Canto per le nonne e i nonni volati via racconta, attraverso la delicata analisi poetico-visiva della Papini, il distacco attraverso il ricordo, quando cioè il dolore della perdita lascia spazio a un ricordo affettuoso, che coinvolge tutti i sensi: la vista, l’olfatto, il tatto… Fino a «trasformare» le nonne e i nonni volati via negli occhi di un gatto che ci guarda, nelle foglie d’autunno, nella musica che ci fa ballare, nel profumo del caffellatte. Un libro, dunque, non solo sulla morte ma anche sulla famiglia, sull’amore, sul ricordo e sulle esperienze che contribuiscono a formare una vita. Un libro non solo per i più piccoli ma dedicato a tutta la famiglia.

r.c.

Nella foto: Aianna Papini con il libro vincitore del premio Rodari

Le «nonne» e i «nonni» di Bacchilega Junior vincono il Rodari
Cultura e Spettacoli 30 Maggio 2018

Il noir «I bambini delle case lunghe» raccontato dallo scrittore medicinese Corrado Peli. IL VIDEO

E” stato presentato sabato scorso alle Librerie.Coop al Centro Leonardo di Imola il nuovo romanzo noir dello scrittore medicinese Corrado Peli dal titolo «I bambini delle case lunghe», edito da Fanucci e già acquistabile in digitale mentre per il formato cartaceo bisognerà aspettare l”uscita in libreria del 6 giugno.

In esclusiva per «sabato sera» Corrado Peli ha raccontato di cosa parla il suo ultimo lavoro letterario.

r.c.

Nella foto: Corrado Peli

Il noir «I bambini delle case lunghe» raccontato dallo scrittore medicinese Corrado Peli. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 15 Maggio 2018

Salone del Libro di Torino, grandi riconoscimenti per i libri Bacchilega da Nati per Leggere e Saviano

“Lo stand dell’Alleanza delle cooperative italiane ha destato grande interesse al Salone internazionale del Libro di Torino, confermando che il ruolo cooperative editoriali dev’essere sempre più importante e riconosciuto. Siamo soddisfatti per l’attenzione del pubblico agli incontri con le nostre autrici Arianna Papini, miglior illustratrice 2018, e Barbara Ferraro.

E’ quasi scontata la grande soddisfazione per il premio Nati per Leggere al libro Il viaggio di Piedino di Elisa Mazzoli e Marianna Balducci, fra i best seller del Salone”. Così Paolo Bernardi, presidente della Cooperativa Corso Bacchilega, tratteggia un bilancio della principale manifestazione italiana nel mondo dell’editoria che ha visto protagonista l’impresa imolese.

Oltre al favore del pubblico Junior, Bacchilega Editore ha ricevuto un alto interesse per la collana storica, con testimonianze inaspettate. “Molto gratificante è stato l’incontro al nostro stand con Roberto Saviano che ci ha chiesto informazioni sul libro delle memorie del generale polacco Anders durante la seconda guerra mondiale e ha apprezzato l’omaggio del libro ”La brigata Ebraica 1944-1946’ – conclude il presidente -. Il volume di Romano Rossi e del rabbino capo di Ferrara, Luciano Meir Caro, è stato presentato con l’intervento di Dario Disegni, presidente del Museo nazionale dell”ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara inaugurato nei mesi scorsi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella“.

r.c.

Nella foto Paolo Bernardi e Roberto Saviano

Salone del Libro di Torino, grandi riconoscimenti per i libri Bacchilega da Nati per Leggere e Saviano
Cultura e Spettacoli 13 Maggio 2018

Salone del Libro di Torino, “La Brigata Ebraica 1944-1946″ riceve l'elogio del presidente del Meis di Ferrara

Partecipazione ed attenzione alla presentazione del libro “La Brigata Ebraica 1944-1946” (edito da Bacchilega Editore) al Salone del Libro di Torino.

“E” un lavoro importante per il quale ringrazio di cuore Bacchilega Editore e gli autori in quanto verte su una storia che è troppo spesso strumentalmente contestata durante le celebrazioni della Liberazione perché purtroppo poco conosciuta per quello che è veramente – spiega Dario Disegni, presidente del Museo nazionale dell”ebraismo italiano e della Shoah inaugurato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -. I nostri nonni hanno avuto un ruolo importante nella Resistenza, che sentiamo anche nostra, con un prezzo di sangue altissimo”.

“Il nostro lavoro di editori ci porta a coltivare la conoscenza per favorire la cultura – ha aggiunto Paolo Bernardi, presidente di Coop. Bacchilega -. Libri come quello dedicato alla Brigata ebraica devono servire a conoscere la storia per potersi fare una opinione completa. Le cooperative hanno fra i loro compiti anche quello di far crescere la comunità dove operano e presentare questo libro a Torino, nello stand dell”Alleanza delle cooperative italiane, conferma questa volontà”.

Nella foto, da sinistra, Romano Rossi, coautore del libro, Dario Disegni, presidente del Meis, e Paolo Bernardi, presidente della Coop. Bacchilega.

r.c.

Salone del Libro di Torino, “La Brigata Ebraica 1944-1946″ riceve l'elogio del presidente del Meis di Ferrara
Cultura e Spettacoli 12 Maggio 2018

Salone del Libro di Torino, Saviano allo stand Bacchilega: ''Avete ristampato il libro del generale Anders?''

“Perché non ristampate il libro del generale Anders, ci sono degli amici che me lo hanno chiesto ma dicono che è esaurito su Amazon”.
“Non è esaurito”.
“Allora dico di scrivere direttamente a voi”.
Il dialogo si consuma venerdì 11 maggio al Salone internazionale del libro di Torino, di fianco ai libri della Bacchilega Editore nello stand dell”Alleanza delle cooperative. Il libro in questione è “Memorie 1939-1946. La storia del corpo d”armata polacco”.
A parlare per primo è Roberto Saviano. Si rivolge così al presidente della Bacchilega, Paolo Bernardi, che gli ha appena consegnato il libro “La Brigata Ebraica 1944-1946“.
Lo scrittore dopo gli impegni ufficiali ha fatto un giro tra i libri del Salone. Davanti alla Bacchilega Saviano ha ricordato di quando citò su Raiuno il diario di Anders pubblicato dall”editore imolese.
Saviano ha apprezzato il libro sulla Brigata ebraica, scritto dal rabbino Luciano Caro e da Romano Rossi. I due autori ripercorrono la storia della Brigata che combatté nella primavera del 1945 contribuendo alla liberazione anche delle città oltre la Linea Gotica. In particolare viene analizzato il ruolo che la Brigata ebbe nel sostegno agli ebrei d”Europa, agli scampati all”Olocausto e per contribuire all”emigrazione verso la Palestina nel dopoguerra.
Nuovo materiale storico per le ricerche di Saviano, per i suoi lavori letterari così importanti nel rinnovamento della memoria che intreccia con l”attualità, come hanno confermato le polemiche sulla partecipazione della Brigata ebraica alle celebrazioni per la Liberazione.

r.c.

Salone del Libro di Torino, Saviano allo stand Bacchilega: ''Avete ristampato il libro del generale Anders?''

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