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Economia 9 Aprile 2021

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato

Il Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna ha prodotto un’analisi su come la pandemia abbia influito sulle esportazioni delle piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Se il dato 2019 chiudeva con un fatturato di 65 miliardi di euro, nel 2020 il calo è stato di quasi 5,5 miliardi. per un totale annuo pari a 59,6 miliardi. Un -8,4% suddiviso in proporzione sui mercati Ue ed extra Ue.

Nel dettaglio, mobili e prodotti alimentari sono gli unici settori che in qualche modo hanno tenuto sul fronte export Emilia-Romagna. Con segno meno tutti gli altri: manifattura, tessili, articoli in pelle e abbigliamento. «Gran parte del made in Italy paga un pesante dazio sul fronte della crisi dovuta ad una pandemia che si sta trascinando da oltre un anno – sottolinea Davide Servadei, presidente Confartigianato Emilia-Romagna -. Se escludiamo il settore dei mobili e dei prodotti alimentari tutto il resto viaggia con il segno meno. Siamo preoccupati perché abbiamo dei territori con perdite ben superiori al 10% per arrivare al -18,2% del ferrarese. A maggior ragione se teniamo conto che sono questi i settori, in particolare food, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria, nei quali l’occupazione nelle micro e piccole imprese supera il 60%».

I settori che mostrano più sofferenza, con perdite oltre il 10%, sono quelli dei prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), computer e prodotti di elettronica e ottica, articoli in pelle, articoli di abbigliamento, prodotti della metallurgia. A parziale compensazione vi è però il dato positivo delle esportazioni verso la Cina. Se consideriamo che verso quel paese viaggia il 3,6% del totale export manifatturiero made in Emilia-Romagna (3,2% tenendo conto solo delle Mpi), nel 2020 vi è stato un +5,1% rispetto al 2019. Che arriva al +10,3% se si considera il totale export dei settori a maggioranza Mpi made in Emilia-Romagna. «E’ chiaro da questi numeri che, pur in presenza di alcuni segnali positivi, non sarà facile recuperare le posizioni e i fatturati persi in questo periodo. Servono interventi strutturali urgenti per rilanciare i settori di punta del made in Italy nel mondo e per riposizionare le nostre imprese sui mercati internazionali in una logica di filiera» conclude il presidente Servadei. (r.e.)

Nella foto: il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei

Export Emilia-Romagna, persi circa 5,5 miliardi di euro. L’analisi del Centro studi regionale di Confartigianato
Economia 22 Agosto 2020

Aziende emiliano-romagnole alla conquista degli Usa: fra le selezionate anche le “nostrane' Cams, Adler e Servizi Industriali

Castel San Pietro Terme e Ozzano alla conquista degli Usa. Fra le venti aziende selezionate dal progetto Upgrading Emilia-Romagna, sostenuto da Ice e Regione, ci sono anche tre realtà “nostrane”: Cams srl, Adler srl (entrambe di Castel San Pietro) e Servizi Industriali (di Ozzano Emilia).

Le venti aziende, selezionate tramite un bando svoltosi nei mesi scorsi, sono ora ammesse alla fase di formazione (da remoto) del progetto per il rilancio dell’export messo in campo da Agenzia ICE (Agenzia per la promozione all”estero e l”internazionalizzazione delle imprese italiane) e Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna. L’obiettivo è quello di supportare nello sviluppo di nuove e mirate strategie di internazionalizzazione le imprese manifatturiere a carattere innovativo con sede in Emilia-Romagna. Successivamente tra le prime aziende selezionate ne verranno scelte dodici che potranno usufruire di un percorso di consulenza personalizzato, servizi di affiancamento e di assistenza in loco.

“Gli Stati Uniti sono un mercato storicamente molto importante per le nostre aziende manifatturiere e ad oggi non conosciamo le condizioni in cui si troverà all’uscita dalla pandemia – è il commento di Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Formazione -. Per questo diventa fondamentale affiancare ai nostri imprenditori i migliori esperti e consulenti che possano accompagnarli verso una nuova internazionalizzazione, rinforzando in questo modo anche le rispettive filiere. Sono certo che il made in Emilia-Romagna, puntando come sempre sulla qualità e l’innovazione, saprà trovare nuovo spazio e attenzione nel mercato americano, rinnovando quella tradizione che ai nostri prodotti ha sempre riconosciuto unicità di stile, valore e alte prestazioni”.

Le aziende “nostrane” selezionate.

Cams srl: azienda che sviluppa e realizza impianti per il riciclaggio di materiali inerti, detiene un brevetto depositato negli Usa dove esporta già da tre anni anche grazie ad un partner in loco (in Georgia) dove punta ad aprire una filiale produttiva.

Adler srl: azienda che produce e commercializza tinte per la rifinizione del mobile, con un marchio registrato negli Usa e una quota di export del 65 percento.

Servizi Industriali srl: azienda che realizza macchinari per la produzione di centrifughe a dischi con un proprio marchio registrato negli Usa dagli anni Duemila al fine di creare una presenza stabile per investimenti esteri, con possibilità di joint venture.

(r.cr.)

Aziende emiliano-romagnole alla conquista degli Usa: fra le selezionate anche le “nostrane' Cams, Adler e Servizi Industriali
Economia 29 Luglio 2020

Agricoltura in regione, nel 2019 bene l'export (+4,7%) e l'occupazione (+3%)

L’export delle eccellenze enogastronomiche regionali che continua a crescere, la qualità come chiave vincente, i dati sull’occupazione che si consolidano.
L”annata 2019 del sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna presenta aspetti positivi ma anche difficoltà nella formazione del valore della produzione agricola, dovute principalmente alle criticità climatiche, fitosanitarie e di mercato.

«Nonostante le guerre sui dazi e la Brexit, l’export dell’agroalimentare della Regione, come è stato bene illustrato, cresce del 4,7% (contro il 3,7% a livello nazionale) e raggiunge il valore di 6,8 miliardi di euro portando per la prima volta a un saldo positivo di oltre 200 milioni della bilancia commerciale regionale – spiega Alessimo Mammi, assessore all”Agricoltura e all”Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna -. E” un valore che rappresenta oltre il 10% dell’export complessivo regionale ed è pari al 16% dell’intero export agro-alimentare italiano, confermando il ruolo di traino dell’Emilia-Romagna per l’intero sistema nazionale, grazie alle sue produzioni di grande qualità e a un sistema di imprese ben organizzato e consolidato».
Anche se il settore agricolo e agroalimentare è stato tra quelli che, durante l’emergenza Covid-19, non si sono fermati garantendo continuità produttiva e fornitura di cibo per tutta la comunità, «questo non significa che non abbia subito i contraccolpi della pandemia – aggiunge Mammi -. Come Regione abbiamo messo in campo in questi mesi quasi 80 milioni di euro, compresi i fondi straordinari della legge regionale che ci apprestiamo ad approvare. Abbiamo pagato 105milioni di euro di anticipi Pac agli agricoltori. Lo Stato a sua volta ha stanziato per il settore agricolo circa 1miliardo di euro coi decreti Cura Italia e Rilancio: ci aspettiamo che queste risorse vengano messe al più presto a disposizione delle imprese agricole». (r.cr.)

Agricoltura in regione, nel 2019 bene l'export (+4,7%) e l'occupazione (+3%)

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