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Cultura e Spettacoli 23 Agosto 2018

Al cinema alla Rocca arriva la famiglia secondo Muccino con Accorsi e Favino in «A casa tutti bene»

Può piacere o non piacere, sembrare esagerato e troppo da telenovela, o al contrario troppo veloce, a volte pop a volte psico-pedagogico, ma c”è una cosa che si può dire di Gabriele Muccino: ha un modo unico, personale eppure sempre con qualcosa che tocca molti, nel raccontare la sua generazione (quella che ai tempi de L”ultimo bacio aveva trent”anni e oggi ha decisamente passato i quaranta). Ne è un esempio anche A casa tutti bene, recente film del regista romano che stasera sarà proiettato alla Rocca di Imola. Un film corale che si guarda tutto d”un fiato, che condensa in due giorni di finzione narrativa tantissime storie e, proprio per questo, aggancia lo spettatore, che vuole sapere «come va a finire».

Tutto ruota attorno alla famiglia, e il film ha tra i suoi interpreti proprio alcuni attori che fanno parte della famiglia cinematografica di Muccino, da Stefano Accorsi a Pierfrancesco Favino, da Sabrina Impacciatore a Stefania Sandrelli. I primi tre sono tre fratelli che si ritrovano su un”isola per festeggiare i cinquant”anni di matrimonio dei genitori (la Sandrelli e Ivano Marescotti). Fratelli sull”orlo di una crisi di nervi, ma non solo, perché ci sono anche cugini, cugine, zie (una Sandra Milo sempre uguale a se stessa), ex mogli, nuovi amori, nuovi ex e bambini che assistono smarriti ad una giravolta di guai, dolori e finzioni. Ma anche di amori e speranze. E proprio Accorsi, che all”inizio sembra quello più disincantato, quello che viaggia sempre, che non vede mai la famiglia, alla fine sarà quello che crede ancora nell”amore, nella speranza, che ha ancora voglia di sorridere. Così come la coppia più debole, più disperata – formata da Gianmarco Tognazzi e Giulia Michelini -, uscirà rafforzata dalla vicinanza. Mentre altri soccomberanno alle nevrosi, ai tradimenti, alle bugie, alle fragilità, al dolore. E anche quello che sembra perfetto – cinquant”anni di matrimonio – non sarà veramente così lucido come appare.

Il film alla Rocca di Imola inizia alle 21.15. Ricordiamo che, tra le varie riduzioni, c”è anche la possibilità di avere un biglietto ridotto per chi si presenta in biglietteria mostrando sul proprio smartphone l”applicazione AppU.

Nella foto la locandina del film

Al cinema alla Rocca arriva la famiglia secondo Muccino con Accorsi e Favino in «A casa tutti bene»
Cultura e Spettacoli 2 Agosto 2018

La Festa della Musica continua a Castel del Rio e ha il culmine nel concerto di musiche da film

L”estate non sarebbe estate senza la musica. E Castel del Rio ne è la conferma. Continua in questi giorni la Festa della musica con la sua trentanovesima edizione. Iniziata nel weekend con il rock e il Canta Rio, prosegue questa sera in Sala Magnus, all’interno di palazzo Alidosi, con un viaggio nella lirica con il Quartetto Butterfly formato da Etsuko Ueda (soprano), Fabiano Naldini (tenore), Marcella Trioschi (violoncello), Monica Ferrini (maestro concertatore e pianoforte). Si inizia alle 21, l’ingresso è gratuito e sarà offerta una degustazione durante la serata.

Sabato 4 agosto l’agriturismo Le Selve ospita la «Melodia del gusto», una cena con sottofondo musicale con Ad libitum acoustic duo (menù su prenotazione 22 euro a persona, menù senza prenotazione 10 euro a persona, info 348/2714259).

Infine, domenica 5 agosto, piazza della Repubblica ospiterà il gran finale dalle 20.30: la Music Film Orchestra diretta da Alessandro Ricchi proporrà le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema italiano e straniero, e non mancherà un tributo a grandi compositori come Ennio Morricone e John Williams. La Music Film Orchestra è formata dai musicisti del Corpo Bandistico «S. Ambrogio» di Castel del Rio e, come dice il nome, si propone al pubblico con un ampio repertorio delle più belle musiche da film, per far vivere le immagini di storie famose e commoventi attraverso musiche indimenticabili. (r.c.)

Nella foto un momento della Festa della musica del 2015

La Festa della Musica continua a Castel del Rio e ha il culmine nel concerto di musiche da film
Cultura e Spettacoli 13 Maggio 2018

Il film sulla vita di Auer, leggenda della montagna, vince il Premio Città di Imola

Nel 2007 Hansjörg Auer ha fatto la salita in solitaria (e completamente slegato) della via «Attraverso il pesce» in Marmolada e negli ultimi dieci anni ha portato a termine un numero impressionante di prime salite e free solo su alcune delle pareti più difficili del mondo, dalle Dolomiti al Karakorum e alla Siberia. La sua storia ha dato vita ad un film che ha vinto il Premio Città di Imola al TrentoFilmFestival.

Sabato 5 maggio, infatti, nel Castello del Buonconsiglio di Trento è stato premiato Hansjörg Auer – No turning back del regista Damiano Levati, dove il talentuoso e abilissimo scalatore si racconta fin nell’aspetto più intimo delle sue imprese: nel film, intervallate dalle parole di Auer, si snodano una dopo l’altra immagini di straordinaria bellezza che danno sostanza e spessore alle parole e alla filosofia di Auer quali «Essere soli significa mettersi a nudo, capire chi siamo, percepire il proprio valore e stabilire che cosa realmente conti nella vita».

Il Premio Città di Imola è promosso dalla sezione Cai di Imola, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola e dal Comune di Imola. La giuria era presieduta da Reinhold Messner, e composta da Roberto De Martin (past presidente generale Cai), Valter Galavotti, Roberto Paoletti, Giuseppe Savini e Mauro Bartoli.

Nella foto un”immagine del film

Il film sulla vita di Auer, leggenda della montagna, vince il Premio Città di Imola
Cultura e Spettacoli 5 Maggio 2018

La storia degli italiani in Africa è un film, con protagonisti della vallata del Santerno

L’impero d’Africa, la cui nascita fu dichiarata da Mussolini nel maggio 1936 con la conquista dell”Etiopia e dell”attuale Eritrea, è una pagina un po’ trascurata della nostra storia e che invece intreccia temi di grandissima attualità. Il film Oltremare di Loredana Bianconi, nata nel 1954 in Belgio, è un’occasione per sbirciare oltre i luoghi comuni e vedere cosa fu il colonialismo per gli italiani che lo vissero. Nel film, che sarà proiettato questa sera, sabato 5 maggio, alle 18.30 al cinema Centrale di Imola nell”ambito di Docintour, si alternano le lettere di uno zio della regista, che per Bianconi rappresenta «le migliaia di operai italiani andati in Africa», e le testimonianze, nella forma di voci fuori campo, di Rosalba Baraccani, Gianluigi Corsini e Maria Luisa Marchi. Tutti e tre originari della Vallata del Santerno, vissuti in Africa e poi tornati alla fine del secondo conflitto mondiale.

Si tratta di un film completamente diverso da quello che era stato proiettato a Borgo Tossignano due anni fa, destinato sostanzialmente alla sola Vallata. Questa «nuova» versione di Oltremare, costata in totale ben sei anni di lavoro, è uscita ufficialmente nel 2016 e, dopo aver girato per l’Europa, ha vinto il «Best Film Yoga Award» al Biografilm Festival di Bologna,. «Non rinnego il lavoro che avevo proiettato due anni fa qui a Borgo Tossignano – spiega la regista Bianconi – era un’opera con uno suo valore ma questo è un film completamente diverso».La figura dello zio, per esempio, era assente mentre qui è un simbolo potente con il quale si empatizza e le cui lettere scandiscono lo scorrere degli eventi. Le prime missive sono datate 1937 e sono piene sia della nostalgia tipica di chi emigra sia di speranza di un futuro migliore.

Ovviamente le migrazioni sono un tema di grande attualità e Bianconi ne è ben consapevole: «Le migrazioni sono in parte qualcosa che conosco perché sono figlia di immigrati, forse addirittura nipote, e io stessa sono “un’emigrata part-time” dato che vivo in Belgio e ogni tanto torno in Italia. Per questo film sono partita da un argomento che conosco, cioè le migrazioni, ma non mi interessava riportare un fatto solo personale».

Le ragioni che l’hanno spinta a lavorare a questo progetto sono varie: affrontare un tema molto attuale, riportare alla luce una pagina spesso dimenticata della nostra storia. «L’Italia è specialista nel rimuovere e negare certe parti del suo passato. Spesso si dimentica che il nostro paese è stato, ed è, terra di partenza, prima che di arrivo». (re.c.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 3 maggio

Nella foto un”immagine tratta dal trailer di Oltremare

La storia degli italiani in Africa è un film, con protagonisti della vallata del Santerno
Cultura e Spettacoli 18 Aprile 2018

Gli «Antichi Mestieri» di Medicina comparse nel film «La freccia del tempo» con Lino Guanciale e Peter Greenaway

L’associazione medicinese «Antichi Mestieri», appassionati che impersonano antiche professioni e attività in particolare dell”epoca medievale, in questi giorni è impegnata a bologna sul set del film «La freccia del tempo». Un nuovo progetto firmato dal regista Carlo Sarti e che vede come protagonisti i giovani Leonardo Pazzagli e Francesca Luce Cardinale (nipote di Claudia) ma anche attori del calibro di Lino Guanciale e Peter Greenaway.

La «Freccia nel tempo» racconta le avventure di un piccolo pesce che vive 400 milioni di anni fa e attraversa diverse ere geologiche. Il fossile passa dalle mani di Leonardo da Vinci a quelle di Darwin fino ai giorni nostri quando un professore tiene la sua ultima lezione all”università prima del pensionamento. Le scene vengono girate all”interno del Collegio di Spagna e alcuni membri dell”associazione sono stati scritturati come figuranti proprio del periodo storico in cui è presente Leonardo da Vinci.

Gli iscritti agli «Antichi Mestieri» sono una cinquantina, tamburini, sbandieratori, candelai, fabbri, vasai, c’è chi nella vita “normale” fa l’autista e per l’associazione si trasforma in coniatore, chi fa il necroforo ma nelle vesti medievali diventa scalpellino oppure calzolaio e all’occorrenza cartaio, alcuni sono in pensione altri ancora lavorano, tutti con la stessa passione per le rievocazioni storiche.

r.c.

Nella foto: i figuranti dell”associazione «Antichi Mestieri» insieme al regista Carlo Sarti

Gli «Antichi Mestieri» di Medicina comparse nel film «La freccia del tempo» con Lino Guanciale e Peter Greenaway
Sport 3 Aprile 2018

Cinema, bella panoramica su alcuni film girati a Imola e dintorni

Sono da poco stati assegnati i David di Donatello, gli «Oscar» del cinema italiano e noi vogliamo divertirci a ricordare alcuni film per il grande schermo che sono stati girati nel nostro territorio. 

Il più famoso è senz’altro La Cina è vicina, che Marco Bellocchio girò a Imola e Dozza tra ottobre e novembre 1966. Sul sabato sera del 5 novembre 1966 si legge: «Si girano gli interni a palazzo Tozzoni, che raffigura la casa gentilizia dei tre fratelli sulle cui vicende è imperniato il film, e nei locali dell’ex liceo scientifico, trasformato in sede di una sezione del Partito socialista. Alcune scene sono state girate alla Rocca, nella parte non restaurata e ancora sistemata alla maniera di un carcere. Altre saranno riprese in esterni al parco, a Dozza, alla Sala dell’Enal e a Faenza, nel teatro Masini».

Quasi cinquant’anni dopo uno dei protagonisti, Paolo Graziosi, torna a Imola per girare un altro film importante, vincitore di numerosi premi: nell’ottobre 2014 la città diventa il set di Veloce come il vento diretto da Matteo Rovere e interpretata anche da Stefano Accorsi e Matilde De Angelis. Il film è stato prodotto da Fandango e Rai Cinema e ha portato la troupe a girare in vari luoghi della città: da viale Dante alla piscina, dal Piratello al parcheggio di viale Rivalta. E, ovviamente, in autodromo, essendo la storia ambientata nel mondo del Campionato Italiano Gran Turismo. Prima, però, Imola era stata set di altri due film che vale la pena citare: Uno su due, con Fabio Volo, girato a gennaio 2006, e Il soffio dell’anima, girato a maggio 2007. Il primo, diretto da Eugenio Cappuccio, ha visto come set ancora la piscina e viale Dante, nonché l’ospedale di Montecatone. Il secondo, invece, è il film tratto dall’omonimo romanzo di Valentina Lippi Bruni. Diretto da Victor Rambaldi, è stato interpretato da Flavio Montrucchio e Raffaello Balzo.

Spostandoci da Imola, ma rimanendo nel nostro territorio, impossibile non nominare il film Gli Asteroidi, che il regista Germano Maccioni ha girato a Ozzano nell’estate 2016. Sulle colline di Castel San Pietro, invece, è stato ambientato, per raccontare la strage di Marzabotto L’uomo che verrà di Giorgio Diritti. La chiesa e il cimitero nei quali furono raggruppati e poi sterminati quasi ottocento abitanti di quel paese sono stati ricostruiti nella frazione di Varignana, utilizzando la Cappella, una piccola chiesa sconsacrata nei pressi di Casalecchio dei Conti, e l’annesso cimitero. Protagonista è la piccola Greta Zuccheri Montanari assieme ad Alba Rohrwacher, Maya Sansa e al faentino Claudio Casadio. Una parte l’ha avuta anche l’attrice di Castel San Pietro Laura Pizzirani mentre tante sono state le comparse scelte tra la popolazione locale.

Il sito www.cineturismo.cinetecadibologna.it segnala due film girati a Castel San Pietro: Teresa, uscito nel 1987 per la regia di Dino Risi, con Serena Grandi che interpreta una camionista innamorata di Gino (Luca Barbareschi), e La settimana della sfinge, uscito nel 1990 per la regia di Daniele Luchetti, con Margherita Buy, Paolo Hendel e Silvio Orlando. E uno girato a Medicina, alla Stazione Radioastronomica: nientemeno che Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, uscito nel 1964 con una straordinaria Monica Vitti. Lo stesso sito segnala anche un film girato a Imola, Bagnacavallo, Brisighella, Lugo e Russi e uscito nel 1947: diretto da Duilio Coletti, si intitola Il Passatore, ha tra gli sceneggiatori Tullio Pinelli, Federico Fellini, Duilio Coletti, Cesare Zavattini e Ugo Betti, ed è interpretato tra gli altri da Rossano Brazzi e Valentina Cortese.

r.c.

L”articolo completo, le locandine, le scene e le schede dei film su «sabato sera» del 29 marzo.

Nella foto: la locandina e una scena di «Veloce come il vento», film girato a Imola con protagonista Stefano Accorsi

Cinema, bella panoramica su alcuni film girati a Imola e dintorni
Cultura e Spettacoli 15 Marzo 2018

Ciak si gira, «Io ho scelto voi (Gv. 15,16)» il film delle suore Clarisse di Imola su Telepace

Chi l”ha detto che anche le monache di clausura non possono diventare videomaker? Sembra quasi impossibile ma se guardate su Youtube digitando suore Clarisse di Imola troverete un film di circa un”ora (qui il video) dal titolo “Io ho scelto voi…”(Gv.15.16), scritto, girato, montato e prodotto dalle monache di clausura imolesi. Un film che sta andando in onda su Telepace, oggi pomeriggio alle ore 17 e sabato alle ore 23.15 su Telepace Roma (canale 214 del digitale terrestre). 

«L”idea è nata da una nostra sorella, suor Daniela, – spiega la madre superiora Marta Biasi – . Con questo film ha voluto dire al mondo chi siamo davvero, attraverso il racconto a largo raggio della vita della protagonista. L”anno scorso stavamo ristrutturando il monastero, e lei ha ripreso ogni cosa per i nostri archivi e alla fine l”ha confezionando anche come un film». La protagonista è una monaca alle prese con i dubbi, le fatiche, la gioia, la speranza, della vita di clausura tra lavoro e preghiera, dimostrando come tutte le fantasie che si dicono in giro sul loro conto sono false.

Qual è il connubio tra la clausura e il cinema?
«Ora per arrivare alla gente bisogna utilizzare le immagini. Questo film è come una lunga parabola per far capire che le persone vivono con Cristo e per Cristo».

Non solo immagini, ma anche una colonna sonora creata grazie al gruppo dei Rooves.
«Ci è venuto in aiuto il nipote di suor Daniela che suona in questa band. All”inizio ero un po” perplessa non essendo loro ragazzi di Chiesa, ma alla fine sono stati bravi a produrre brani belli e adatti al contesto. Addirittura una nostra sorella che, per problemi alla tiroide, non può né parlare né cantare ha imparato a suonare la cetra e i suoi brani sono stati elaborati e inseriti nel film».

Il successo è arrivato grazie alla vendita dei dvd e alle quasi duemila visualizzazioni del film  su Youtube.
«A dire il vero siamo rimaste molto sorprese. Molte persone dopo averlo visto si sono sentite interpellate nel profondo e hanno beneficiato di una trasformazione interiore».

La pellicola è stata presentata, in prima assoluta, il 23 settembre scorso nel monastero di via Cavour. 

d.b.

Nella foto: una scena iniziale del film

Ciak si gira, «Io ho scelto voi (Gv. 15,16)» il film delle suore Clarisse di Imola su Telepace

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