Posts by tag: finanza

Economia 9 Gennaio 2023

La Bcc ravennate forlivese e imolese prima in regione per “Milano Finanza”

Grandi risultati per la Bcc ravennate forlivese e imolese. In questi giorni è uscita la classifica annuale di Milano Finanza che colloca l’istituto bancario – che fa parte del Gruppo Iccrea –  tra i più virtuosi: al primo posto in regione e tra le prime 6 migliori banche di tutto il Paese (considerando le banche commerciali con mezzi amministrati inferiori a 60 miliardi). I dati definitivi del bilancio 2022 arriveranno solo tra qualche settimana, ma il direttore generale Gianluca Ceroni anticipa «soddisfazione per il trend di crescita, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti concessi a imprese e famiglie». Con un dato record di mutui casa concessi: ben 3.089 (+251 rispetto al 2021). Compiaciuto anche il presidente Giuseppe Gambi: «Siamo orgogliosi del lavoro svolto con un incremento di oltre 2.300 Soci che ha portato il numero complessivo oltre i 35.000». (r.cr.)

Nella foto Gianluca Ceroni e Giuseppe Gambi

La Bcc ravennate forlivese e imolese prima in regione per “Milano Finanza”
Cronaca 20 Settembre 2022

Al Crame sequestrati oltre 1.600 prodotti contraffatti, la finanza denuncia due persone per ricettazione

Durante il Crame, la mostra scambio svoltasi dal 9 all’11 settembre in autodromo, la guardia di finanza ha sequestrato 1.600 prodotti contraffatti (in particolare adesivi, patch, portachiavi, targhette e spillette metalliche) recanti i segni distintivi di note case automobilistiche e motociclistiche come Ferrari, Maserati, Porsche, Mercedes, Alfa Romeo, Land Rover, Volkswagen, Nissan, Harley Davidson, Ducati, Vespa, Yamaha, Triumph e Ktm, oltre a anelli metallici, bracciali, orecchini, catene per portafogli, accendini, fiaschette in acciaio, adesivi in lega e bandane. L’intervento ha permesso così di denunciare due uomini, un 60enne francese e un 36enne residente nel napoletano, con l’accusa di contraffazione e ricettazione. (r.cr.)

Foto d’archivio

Al Crame sequestrati oltre 1.600 prodotti contraffatti, la finanza denuncia due persone per ricettazione
Cronaca 3 Giugno 2022

Evade il fisco per 6,5 milioni di euro, ai domiciliari imprenditore imolese

Un imprenditore imolese 60enne del settore trasporti è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di evasione fiscale per oltre 6,5 milioni di euro.

Il Giudice del Tribunale di Bologna, dopo le indagini effettuate dalla guardia di finanza di Imola a seguito di una ordinaria verifica fiscale, ha disposto il sequestro preventivo dei beni di quattro società riconducibili all’imprenditore e ad altre sei persone, che hanno collaborato con l’arrestato in attività illecite. Il sequestro ha riguardato, oltre alle disponibilità finanziarie, tre immobili, due auto e diversi gioielli ed orologi di pregio rinvenuti nella casa dell’imprenditore nel corso della perquisizione.

Nel dettaglio, la società imolese offriva servizi di trasporto merci contando su oltre 400 autisti, assunti tuttavia da altre 4 società, soprattutto cooperative con sede a Milano e Lampedusa. Tali società, prive dei mezzi e delle infrastrutture necessarie per esercitare l’attività, erano amministrate da prestanome con precedenti e non versavano imposte, né contributi previdenziali ed assistenziali, causando così un danno diretto sia all’erario che ai lavoratori assunti. Acquistando da queste la manodopera, l’imprenditore poteva dedurre i costi del lavoro e spostare sui prestanome le responsabilità del datore di lavoro. Una di queste società, inoltre, aveva stabilito la propria sede all’estero, al fine di eludere la normativa italiana in materia di lavoro e stipulare con gli autisti contratti per loro più sfavorevoli. Il sistema ha comportato anche un’illecita concorrenza di mercato, in quanto la società verificata poteva offrire servizi di trasporto a prezzi di gran lunga inferiori rispetto ai suoi competitor. (r.cr.)

Foto d’archivio

Evade il fisco per 6,5 milioni di euro, ai domiciliari imprenditore imolese
Cronaca 28 Dicembre 2021

Trasferisce denaro all’estero con il documento della madre defunta

Un quarantenne di Imola ha trasferito cospicue somme di denaro all’estero utilizzando i documenti della madre morta da sette anni. Ad accorgersi dell’accaduto sono state le guardie di finanza nel corso di un controllo in un’attività di money transfer; le fiamme gialle hanno analizzate le posizioni dei singoli mittenti delle transazioni avvenute nel 2020 per verificare se erano stati correttamente identificati e individuare eventuali episodi riconducibili a riciclaggio.

Da qui è emerso che uno dei mittenti abituali, con più di 20 operazioni effettuate verso beneficiari residenti in Romania, era una donna deceduta nel 2014. I finanzieri, vista la frequenza dei versamenti, hanno atteso qualche giorno e colto sul fatto il reale mittente, risultato essere il figlio.

Il documento d’identità è stato sequestrato e il quarantenne denunciato per sostituzione di persona. Il titolare del money transfer, invece, è stato sanzionato (con una multa fino a 20.000 euro) per inosservanza dell’obbligo di identificazione della clientela e per non aver conservato le ricevute delle operazioni eseguite.

Tra l’altro, è risultato che precedentemente lo stesso money transfer aveva permesso anche a stranieri irregolari di trasferire denaro all’estero senza informare la locale autorità di pubblica sicurezza. (r.cr.)

Foto d’archivio

Trasferisce denaro all’estero con il documento della madre defunta
Economia 20 Settembre 2021

Crif fra le top 100 aziende al mondo fornitrici di tecnologia finanziaria

Per il nono anno consecutivo la bolognese Crif, società specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito con sede anche a Varignana, si conferma tra le top 100 aziende a livello globale in base alla classifica Idc FinTech Rankings 2021, che include i principali provider globali di tecnologia finanziaria sulla base del fatturato derivante dalle istituzioni finanziarie loro clienti e relativo a hardware, software e servizi.

«Gli ingenti investimenti fatti nel tempo sia per lo sviluppo di soluzioni avanzate sul fronte digitale e dell’open banking, sia per diversificare l’attività a livello geografico (Crif è presente in 40 Paesi su 4 continenti) ci stanno consentendo di crescere anche in una fase pesantemente condizionata dall’emergenza sanitaria ed economica» commenta Carlo Gherardi, Ceo di Crif, che nel 2020 ha visto il fatturato consolidato attestarsi a 567 milioni di euro, contro i 557 del 2019.

Per il triennio 2021-2023 l’azienda prevede investimenti a livello globale per complessivi 350 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 119 milioni del 2020, quando già si registrava una crescita rispetto ai 90 milioni dell’anno precedente. (lo.mi.) 

Nella foto: Carlo Gherardi, Ceo di Crif

Crif fra le top 100 aziende al mondo fornitrici di tecnologia finanziaria
Cronaca 17 Settembre 2021

Non osserva le norme antiriciclaggio, money transfer rischia una sanzione di 200mila euro

A Imola un money transfer, agente per i servizi di pagamento, è finito nei guai per aver quasi completamente inosservato le norme antiriciclaggio. A scoprirlo la Compagnia della guardia di finanza imolese durante un controllo per contrastare il finanziamento al terrorismo ed all’indebito utilizzo del sistema finanziario a scopi di riciclaggio. Il titolare del negozio, un trentenne, è stato così segnalato alla ragioneria territoriale dello Stato per una sanzione pecuniaria che potrebbe sfiorare i 200 mila euro e che vede coinvolti anche 31 clienti, residenti tutti nel circondario, per i quali la multa prevista è fino a 50 mila euro ciascuno.

In particolare, nel corso del controllo numerose sono stati gli illeciti contestati all’uomo, nonché diverse le modalità esecutive rilevate finalizzate al frazionamento degli importi di denaro trasferiti all’estero, agli obblighi di identificazione della clientela, alla conservazione dei dati relativi alle operazioni di trasferimento del denaro ed all’obbligo delle segnalazioni di operazioni sospette alle autorità di vigilanza.

È stato accertato infatti che decine di clienti, hanno trasferito all’estero somme superiori a mille euro, soglia limite fissata dalla legge, mediante diversi espedienti: c’è chi ha sfruttato la presenza di diversi intermediari (come Western Union, Moneygram, Ria, ecc.) per frazionare le operazioni di invio, aggirando così i blocchi automatici, e chi si è fatto accompagnare da amici o parenti per far figurare più mittenti. L’agente, inoltre, si è reso responsabile di ulteriori violazioni per non aver segnalato agli organi competenti queste movimentazioni irregolari e per non aver conservato oltre 100 ricevute delle operazioni effettuate. (r.cr.)

Foto d’archivio

Non osserva le norme antiriciclaggio, money transfer rischia una sanzione di 200mila euro
Cronaca 1 Luglio 2021

Vende materiale «pirata» in negozio, guardia di finanza sequestra 500 tra cd e dvd

I militari della guardia di finanza di Imola, durante un controllo, all”interno di un negozio di Castel Guelfo hanno rinvenuto, esposti sugli scaffali, alcuni Cd «pirata», illecitamente riprodotti in violazione della normativa sul diritto d’autore. Ulteriori controlli hanno poi permesso ai finanzieri di scoprire, in una stanza adiacente non accessibile al pubblico, due cartoni contenenti altri supporti musicali. Al loro interno erano stati masterizzati migliaia di brani e video musicali, relativi a concerti di band come i Kiss, i Pink Floyd, i Guns N’ Roses e serie tv quali «Big Bang Theory», «Once upon a time» e «Fringe».

Il titolare del negozio è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna per aver violato la legge sul diritto d’autore, che sanziona coloro che commerciano supporti, contenenti opere audiovisive o musicali, privi del contrassegno Siae con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 2.582,00 a 15.493,00 euro. Al trasgressore, inoltre, verrà comminata una sanzione amministrativa da 50 mila a 500 mila euro. (da.be.)

Nella foto: il materiale sequestrato dalla guardia di finanza

Vende materiale «pirata» in negozio, guardia di finanza sequestra 500 tra cd e dvd
Cronaca 18 Gennaio 2021

La guardia di finanza di Imola dona oltre 150 calze sequestrate alla Caritas Diocesana

I finanzieri della Compagnia di Imola hanno donato alla Caritas Diocesana della città oltre 150 paia di calze, sequestrate a tre soggetti sorpresi a vendere i loro prodotti abusivamente, senza alcuna autorizzazione ed in totale evasione delle imposte.

I trasgressori, fermati e identificati presso un’area di servizio lungo l’autostrada a Castel San Pietro, sono stati segnalati dai militari alle autorità comunali competenti e nei loro confronti sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 15 mila euro.

I capi di abbigliamento, di buona fattura e di vario genere, potranno così essere impiegati dalla Caritas nell’ambito delle tante opere di carità che porta silenziosamente avanti, ogni giorno, a supporto di indigenti, emarginati ed anziani in gravi difficoltà economiche. (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

La guardia di finanza di Imola dona oltre 150 calze sequestrate alla Caritas Diocesana
Cronaca 18 Novembre 2019

Dipendenti infedeli rubano 500 mila euro a Hera e li girano sul conto di un'associazione sportiva, denunciati

Abitano ad Ozzano Emilia i due dipendenti di due società del gruppo Hera denunciati assieme ad altre tre persone per aver sottratto dalle casse della multiutility oltre 500 mila euro nell’arco di tre anni. Una cifra importante che, stando alla ricostruzione fatta dalla guardia di finanza nel corso delle indagini, veniva utilizzata per le spese (ad esempio cene e trasferte) legate a una associazione sportiva dilettantistica (Asd) di Castenaso.

I due ozzanesi, dipendenti delle società HeraComm ed Heratech, «abusando della qualità di operatori di sistema, sono riusciti con scaltrezza a superare le barriere protettive del software aziendale (creando false transazioni e manipolando le funzioni informatiche legate a bollette, rimborsi e pagamenti) e a sottrarre oltre 500 mila euro nel giro di tre anni» ricostruiscono le fiamme gialle. Tali somme, dirottate sul conto corrente dell’associazione sportiva, sono state poi reimpiegate da tre dirigenti dell’Asd sia per spese riconducibili alla società, sia di carattere personale. Per i finanziari, i tre dirigenti (presidente, vicepresidente e consigliere) hanno agito con «la piena consapevolezza di utilizzare fraudolentemente denaro altrui».

Per questo motivo, il gip Gianluca Petragnani Gelosi ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti dei tre dirigenti della società finalizzato alla confisca del denaro, dei beni mobili ed immobili registrati e altre disponibilità facenti parte del patrimonio personale, fino alla concorrenza del valore contestato sottratto dalle casse di Hera. I cinque (i due dipendenti di Hera e i tre dirigenti sportivi) devono rispondere, a vario titolo, dei reati di accesso abusivo a sistema informatico, furto aggravato e continuato e reimpiego di denaro di provenienza illecita,La multiutility, dal canto suo, tramite una nota ha precisato che «i due dipendenti sono stati tempestivamente licenziati” e che “il danno patrimoniale non ha alcuna ricaduta sui clienti». (gi.gi.)

Foto d”archivio

Dipendenti infedeli rubano 500 mila euro a Hera e li girano sul conto di un'associazione sportiva, denunciati

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