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Economia 20 Settembre 2021

Crif fra le top 100 aziende al mondo fornitrici di tecnologia finanziaria

Per il nono anno consecutivo la bolognese Crif, società specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito con sede anche a Varignana, si conferma tra le top 100 aziende a livello globale in base alla classifica Idc FinTech Rankings 2021, che include i principali provider globali di tecnologia finanziaria sulla base del fatturato derivante dalle istituzioni finanziarie loro clienti e relativo a hardware, software e servizi.

«Gli ingenti investimenti fatti nel tempo sia per lo sviluppo di soluzioni avanzate sul fronte digitale e dell’open banking, sia per diversificare l’attività a livello geografico (Crif è presente in 40 Paesi su 4 continenti) ci stanno consentendo di crescere anche in una fase pesantemente condizionata dall’emergenza sanitaria ed economica» commenta Carlo Gherardi, Ceo di Crif, che nel 2020 ha visto il fatturato consolidato attestarsi a 567 milioni di euro, contro i 557 del 2019.

Per il triennio 2021-2023 l’azienda prevede investimenti a livello globale per complessivi 350 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 119 milioni del 2020, quando già si registrava una crescita rispetto ai 90 milioni dell’anno precedente. (lo.mi.) 

Nella foto: Carlo Gherardi, Ceo di Crif

Crif fra le top 100 aziende al mondo fornitrici di tecnologia finanziaria
Cronaca 17 Settembre 2021

Non osserva le norme antiriciclaggio, money transfer rischia una sanzione di 200mila euro

A Imola un money transfer, agente per i servizi di pagamento, è finito nei guai per aver quasi completamente inosservato le norme antiriciclaggio. A scoprirlo la Compagnia della guardia di finanza imolese durante un controllo per contrastare il finanziamento al terrorismo ed all’indebito utilizzo del sistema finanziario a scopi di riciclaggio. Il titolare del negozio, un trentenne, è stato così segnalato alla ragioneria territoriale dello Stato per una sanzione pecuniaria che potrebbe sfiorare i 200 mila euro e che vede coinvolti anche 31 clienti, residenti tutti nel circondario, per i quali la multa prevista è fino a 50 mila euro ciascuno.

In particolare, nel corso del controllo numerose sono stati gli illeciti contestati all’uomo, nonché diverse le modalità esecutive rilevate finalizzate al frazionamento degli importi di denaro trasferiti all’estero, agli obblighi di identificazione della clientela, alla conservazione dei dati relativi alle operazioni di trasferimento del denaro ed all’obbligo delle segnalazioni di operazioni sospette alle autorità di vigilanza.

È stato accertato infatti che decine di clienti, hanno trasferito all’estero somme superiori a mille euro, soglia limite fissata dalla legge, mediante diversi espedienti: c’è chi ha sfruttato la presenza di diversi intermediari (come Western Union, Moneygram, Ria, ecc.) per frazionare le operazioni di invio, aggirando così i blocchi automatici, e chi si è fatto accompagnare da amici o parenti per far figurare più mittenti. L’agente, inoltre, si è reso responsabile di ulteriori violazioni per non aver segnalato agli organi competenti queste movimentazioni irregolari e per non aver conservato oltre 100 ricevute delle operazioni effettuate. (r.cr.)

Foto d’archivio

Non osserva le norme antiriciclaggio, money transfer rischia una sanzione di 200mila euro
Cronaca 1 Luglio 2021

Vende materiale «pirata» in negozio, guardia di finanza sequestra 500 tra cd e dvd

I militari della guardia di finanza di Imola, durante un controllo, all”interno di un negozio di Castel Guelfo hanno rinvenuto, esposti sugli scaffali, alcuni Cd «pirata», illecitamente riprodotti in violazione della normativa sul diritto d’autore. Ulteriori controlli hanno poi permesso ai finanzieri di scoprire, in una stanza adiacente non accessibile al pubblico, due cartoni contenenti altri supporti musicali. Al loro interno erano stati masterizzati migliaia di brani e video musicali, relativi a concerti di band come i Kiss, i Pink Floyd, i Guns N’ Roses e serie tv quali «Big Bang Theory», «Once upon a time» e «Fringe».

Il titolare del negozio è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna per aver violato la legge sul diritto d’autore, che sanziona coloro che commerciano supporti, contenenti opere audiovisive o musicali, privi del contrassegno Siae con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 2.582,00 a 15.493,00 euro. Al trasgressore, inoltre, verrà comminata una sanzione amministrativa da 50 mila a 500 mila euro. (da.be.)

Nella foto: il materiale sequestrato dalla guardia di finanza

Vende materiale «pirata» in negozio, guardia di finanza sequestra 500 tra cd e dvd
Cronaca 18 Gennaio 2021

La guardia di finanza di Imola dona oltre 150 calze sequestrate alla Caritas Diocesana

I finanzieri della Compagnia di Imola hanno donato alla Caritas Diocesana della città oltre 150 paia di calze, sequestrate a tre soggetti sorpresi a vendere i loro prodotti abusivamente, senza alcuna autorizzazione ed in totale evasione delle imposte.

I trasgressori, fermati e identificati presso un’area di servizio lungo l’autostrada a Castel San Pietro, sono stati segnalati dai militari alle autorità comunali competenti e nei loro confronti sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 15 mila euro.

I capi di abbigliamento, di buona fattura e di vario genere, potranno così essere impiegati dalla Caritas nell’ambito delle tante opere di carità che porta silenziosamente avanti, ogni giorno, a supporto di indigenti, emarginati ed anziani in gravi difficoltà economiche. (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

La guardia di finanza di Imola dona oltre 150 calze sequestrate alla Caritas Diocesana
Cronaca 18 Novembre 2019

Dipendenti infedeli rubano 500 mila euro a Hera e li girano sul conto di un'associazione sportiva, denunciati

Abitano ad Ozzano Emilia i due dipendenti di due società del gruppo Hera denunciati assieme ad altre tre persone per aver sottratto dalle casse della multiutility oltre 500 mila euro nell’arco di tre anni. Una cifra importante che, stando alla ricostruzione fatta dalla guardia di finanza nel corso delle indagini, veniva utilizzata per le spese (ad esempio cene e trasferte) legate a una associazione sportiva dilettantistica (Asd) di Castenaso.

I due ozzanesi, dipendenti delle società HeraComm ed Heratech, «abusando della qualità di operatori di sistema, sono riusciti con scaltrezza a superare le barriere protettive del software aziendale (creando false transazioni e manipolando le funzioni informatiche legate a bollette, rimborsi e pagamenti) e a sottrarre oltre 500 mila euro nel giro di tre anni» ricostruiscono le fiamme gialle. Tali somme, dirottate sul conto corrente dell’associazione sportiva, sono state poi reimpiegate da tre dirigenti dell’Asd sia per spese riconducibili alla società, sia di carattere personale. Per i finanziari, i tre dirigenti (presidente, vicepresidente e consigliere) hanno agito con «la piena consapevolezza di utilizzare fraudolentemente denaro altrui».

Per questo motivo, il gip Gianluca Petragnani Gelosi ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti dei tre dirigenti della società finalizzato alla confisca del denaro, dei beni mobili ed immobili registrati e altre disponibilità facenti parte del patrimonio personale, fino alla concorrenza del valore contestato sottratto dalle casse di Hera. I cinque (i due dipendenti di Hera e i tre dirigenti sportivi) devono rispondere, a vario titolo, dei reati di accesso abusivo a sistema informatico, furto aggravato e continuato e reimpiego di denaro di provenienza illecita,La multiutility, dal canto suo, tramite una nota ha precisato che «i due dipendenti sono stati tempestivamente licenziati” e che “il danno patrimoniale non ha alcuna ricaduta sui clienti». (gi.gi.)

Foto d”archivio

Dipendenti infedeli rubano 500 mila euro a Hera e li girano sul conto di un'associazione sportiva, denunciati
Cronaca 24 Ottobre 2019

Bufera su Bio-on, il sindaco Tinti e l'assessora regionale Costi: “Tavolo di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro'

La vicenda di Bio-On, la società di bioplastiche di Gaiana di Castel San Pietro al centro di un”inchiesta della Procura di Bologna per false comunicazioni e manipolazione di mercato, rischia di trasformarsi in un guaio anche per gli investitori e i lavoratori. Per non parlare dello scoramento di un territorio che aveva accolto con favore l”arrivo di un”azienda che aveva investito milioni per riconvertire e riqualificare un vecchio insediamento industriale con l”obiettivo, tra l”altro, di puntare ad un settore innovativo della green economy, le bioplastiche.

Il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, nonché Consigliere metropolitano con delega allo Sviluppo economico, e Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive commentano così l”accaduto: “I riscontri dell”indagine della magistratura sulla vicenda di Bio-On, che ha portato alle misure cautelari scattate per i vertici aziendali con le accuse di falso in bilancio e manipolazione del mercato, destano preoccupazione”. La Borsa Italiana, nel frattempo, oggi ha reso noto che i titoli di Bio-on “sono sospesi a tempo indeterminato dalle negoziazioni.

L”intenzione delle istituzioni è non rimanere con le mani in mano in attesa che terminino gli accertamenti: “Il compito della politica adesso è quello di concentrare l”attenzione sulle implicazioni di questa vicenda sui lavoratori e sui risparmiatori che rischiano di entrare in una fase di incertezza. Attiveremo quanto prima in Città metropolitana, insieme alla Regione Emilia Romagna, un Tavolo di salvaguardia – concludono – per verificare la situazione, con l”obiettivo della tutela dei posti di lavoro”. (l.a.)

Nella foto le fiamme gialle ieri mattina nella sede di Bio-On (foto guardie di finanza)

Bufera su Bio-on, il sindaco Tinti e l'assessora regionale Costi: “Tavolo di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro'
Cronaca 23 Ottobre 2019

Bio-on, falso e manipolazione del mercato, misure cautelari per i vertici, titolo sospeso in Borsa

Guai seri per Bio-On Spa, l’azienda che nel giugno del 2018 ha inaugurato il nuovo stabilimento per la produzione di granuli e polveri di bioplastica in via Legnana a Gaiana di Castel San Pietro, dove un tempo c’era la Granarolo. Questa mattina i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Bologna hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di Marco Astorri, socio e presidente del Cda dell”azienda, Guido Guy Cicognani, socio e vicepresidente, e Gianfranco Capodaglio, presidente del collegio sindacale.

I tre sono ritenuti responsabili dei reati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Astorri è finito ai domiciliari, mentre Cicognani e Capodaglio sono stati raggiunti da due misure cautelari interdittive del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche, ovvero gli è vietato svolgere l”attività di amministratore o sindaco presso qualsiasi altra società. Parallelamente, è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per 151 milioni di euro, dei quali 36 milioni direttamente di proprietà degli indagati (l’importo considerato pari al profitto del reato) e 115 milioni in azioni della società sempre nella disponibilità degli indagati. Non è sotto sequestro lo stabilimento di Gaiana, oggetto comunque questa mattina di una perquisizione da parte delle fiamme gialle per raccogliere ulteriori documenti, dove l’attività lavorativa prosegue.

L’operazione denominata “Plastic Bubbles”, vede complessivamente indagate nove persone (fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore), nasce dal monitoraggio svolto dal nucleo di polizia economico finanziaria sull’andamento delle contrattazioni in Borsa relative ai principali titoli azionari di aziende operanti nell’area bolognese. Un’attività che in luglio ha consentito di rilevare una forte anomalia nell’andamento del titolo di Bio-On a seguito della pubblicazione di un report da parte del fondo di investimento statunitense Quintessential, che ne metteva in discussione la veridicità dei dati contabili e la solidità finanziaria.

Le indagini, condotte dai pm Francesco Caleca e Michele Martorelli, hanno “evidenziato numerose irregolarità in ordine alla formazione dei bilanci e all’informazione societaria riportata al Mercato, con particolare riferimento ai ricavi ed al livello di produzione dichiarati” dicono le fiamme gialle. In altre parole, sebbene l’azienda dichiarasse che lo stabilimento di Gaiana ha una capacità produttiva di 1.000 tonnellate all’anno, in realtà la quantità di biopolimeri prodotti è nettamente inferiore. Come evidenziato dallo stesso gip, “le false informazioni di bilancio sono risultate strettamente funzionali ad accrescere la capitalizzazione” e, conseguentemente, a rendere più appetibili sul mercato le azioni della società.

Un ruolo importante avrebbe avuto la strategia comunicativa utilizzata da Astorri, definita dal gip “roboante, ammiccante ed ottimisticamente proiettata verso obiettivi sempre più significativi che sottaceva alcuni dati di fondo”, che è riuscita a creare nel mercato ingannevoli aspettative di forte crescita influenzando l’andamento del titolo. Una condotta che, aggiungono i finanzieri, “ha consentito di raccogliere ingenti risorse finanziarie e generare indebiti vantaggi economici per i soci”. Oggi Borsa Italiana ha disposto la sospensione del titolo (quotato sul mercato Aim). (gi.gi.)

Nella foto le fiamme gialle questa mattina nella sede di Bio-On (foto guardie di finanza)

Bio-on, falso e manipolazione del mercato, misure cautelari per i vertici, titolo sospeso in Borsa
Cronaca 18 Settembre 2019

Redditi non dichiarati e prestazioni sociali agevolate, scoperti 72 evasori tra colf e badanti

Con l”operazione denominata «Domestic Workers» i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno scoperto, nei primi nove mesi del 2019, 72 «evasori totali», appartenenti alla categoria di colf e badanti, soprattutto provenienti dall”Est Europa.

Come dichiarato dagli stessi finanzieri «l”operazione è stata svolta principalmente dalla Compagnia di Imola e, oltre alla città in riva al Santerno, ha interessato tutto il circondario imolese fino a Ozzano».Le indagini hanno permesso, da una parte, di individuare ingenti redditi non dichiarati per un totale di oltre 3,6 milioni di euro. In pratica una media di 50 mila euro a soggetto. «Tutti superiori agli 8 mila euro – fanno sapere i finanzieri -, in quanto se minori sarebbe bastata la sola comunicazione del datore di lavoro, mentre così si parla di evasori totali».

Le indagini hanno permesso non solo di recuperare a tassazione ingenti redditi non dichiarati, ma anche di individuare e bloccare le prestazioni sociali agevolate, come i rimborsi per le mense scolastiche o
i contributi per le locazioni di immobili Acer, che venivano erogate a soggetti completamente sconosciuti al fisco. Gli evasori scoperti dalle Fiamme Gialle infatti, pur avendo percepito redditi per lavoro domestico, non avevano mai presentato le previste dichiarazioni dei redditi, alcuni addirittura fin dal 2013. (d.b.)

Foto d”archivio

Redditi non dichiarati e prestazioni sociali agevolate, scoperti 72 evasori tra colf e badanti
Cronaca 10 Settembre 2019

Mostra scambio all'autodromo, sequestrati 1.500 prodotti contraffatti. Tre persone denunciate

Esattamente come già accaduto un anno fa (leggi la news), anche in occasione della mostra scambio organizzata dal Crame lo scorso weekend all”autodromo di Imola, i finanzieri imolesi hanno sequestrato oltre 1.500 prodotti contraffatti. Nello specifico, agenti in borghese hanno rinvenuto, presso tre stand, una serie di gadget e accessori di abbigliamento recanti i segni distintivi di note case automobilistiche e motociclistiche, tra cui «Ferrari», «Lamborghini», «Porsche», «Maserati», «Mercedes», «Jaguar«, «Vespa», «Harley Davidson», «Yamaha«, «Honda», «Kawasaki», «Ducati», «Aprilia» ed altri marchi registrati come «VR46» e «Adidas».

Grazie a  questa operazione, messa in campo per previnire e reprimere le violazioni in materia di tutela dei marchi e della sicurezza dei prodotti ed eseguite nell’ambito delle ordinarie attività di controllo sul territorio, è stato possibile denunciare alla Procura tre uomini con l”accusa di contraffazione e ricettazione. Si tratta di due 60enni, un laziale ed un toscano, e di un 30enne lombardo. I pezzi sequestrati, inoltre, come affermato dagli stessi finanzieri, si pensa avrebbero permesso ai malviventi di realizzare un illecito profitto per circa 10 mila euro. (d.b.)

Nella foto: il materiale sequestrato

Mostra scambio all'autodromo, sequestrati 1.500 prodotti contraffatti. Tre persone denunciate

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