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Sport 20 Settembre 2020

Calcio serie C, la proprietaria dell’Imolese Fiorella Poggi: «Società modello, il futuro non è in pericolo»

La sensazione, alla fine di questa lunga intervista, è di ottimismo, cosa rara di questi tempi. Fiorella Poggi, proprietaria dell’Imolese assieme al compagno di vita Lorenzo Spagnoli, sa che si sta preparando ad affrontare una stagione difficile, piena di insidie, ma quella rossoblù è una società sana (altra cosa rara) e pure il futuro non sembra essere in discussione. «Stiamo per iniziare la nostra ottava stagione completa – ha commentato Poggi -. Un bilancio? Direi che è stato un arco di tempo positivo. Insomma, siamo contenti di quello che abbiamo fatto. Siamo sempre cresciuti, centrando gli obiettivi che ci eravamo prefissati».

Com’è la situazione economica della società?

«La nostra prerogativa è quella di rimanere una società modello nel mondo del calcio. Prima di essere dei dirigenti sportivi, siamo delle persone serie».

Presto si saprà il nome del nuovo sindaco di Imola. Cosa gli chiederesti?

«Mi basterebbe che tenesse fede agli impegni presi dai suoi predecessori, fin dal 2012 con Daniele Manca. Il Comune ha un debito nei nostri confronti e riuscire a chiuderlo per me sarebbe già sufficiente. Stiamo parlando della gestione del Bacchilega, ma anche del noleggio delle torri-faro, almeno per quello che riguarda la prima stagione. Mantenere gli impegni sarebbe poi il minimo che dovrebbe fare la politica, altrimenti è campagna elettorale e basta». (p.z.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 17 settembre.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi

Calcio serie C, la proprietaria dell’Imolese Fiorella Poggi: «Società modello, il futuro non è in pericolo»
Sport 28 Dicembre 2019

Calcio serie C, chiacchierata di fine anno con la dirigente dell'Imolese Fiorella Poggi

La partita con il Vicenza ha chiuso un 2019 iniziato in modo ben diverso dall’Imolese, con il rotondo 5-0 del 19 gennaio alla Giana Erminio: oggi come allora, però, lo stadio Romeo Galli è purtroppo rimasto sempre uguale a sé stesso. E’ dal «solito» argomento stadio che parte la chiacchierata di fine anno con Fiorella Poggi, proprietaria di un’Imolese che rischia di restare senza casa. «Siamo molto preoccupati e, sinceramente, non siamo ottimisti sul fatto che l’adeguamento del Galli possa andare a buon fine entro i tempi previsti (24 giugno 2020, ndr)».

Il terzo posto dello scorso anno ha messo l’Imolese in vetrina: si è avvicinato qualche eventuale acquirente?

«Qualcuno c’è stato, ma non abbiamo nemmeno risposto: non è mai stata nostra intenzione vendere la società e non lo è tuttora. Ci sta che esista qualcuno interessato all’Imolese: non è detto che siano pirati, ci sono anche persone serie in giro».

Il tema caldo è quello della «defiscalizzazione», parola che è entrata prepotentemente nel vocabolario di fine 2019 con lo sciopero proclamato dalla C.

«I segnali che c’erano stati in estate erano positivi: pensavo che questo potesse essere l’anno buono, così da poter trattare le società di calcio come se fossero delle aziende. Non c’è una società che faccia utile in serie C: noi per esempio chiudiamo con 1 milione di euro di perdita, considerando le spese per il ripescaggio e l’affitto delle torri faro, e siamo anche fra quelli bravi. L’Imolese ha un giro di affari, fra costi e ricavi, attorno ai 5 milioni di euro, perché va considerata anche tutta la parte del settore giovanile. Nel caso in cui la defiscalizzazione non venga concessa anche alla serie C, bisognerà considerare il taglio di tutte quelle attività che non siano strettamente necessarie che non producono reddito, come gli investimenti (dai pulmini gratuiti per gli allenamenti, al servizio pasti al Bacchilega) in favore delle famiglie del settore giovanile, i progetti quarta categoria relativi ai ragazzi diversamente abili, le iniziative di beneficenza e le attività gratuite nelle scuole». (an.mir.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 dicembre.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi

Calcio serie C, chiacchierata di fine anno con la dirigente dell'Imolese Fiorella Poggi
Sport 1 Marzo 2019

L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi

Proposta che non è conforme a quanto richiesto». Con questa formula la scorsa settimana il Comune di Imola ha chiuso, per ora, la questione relativa all’avviso esplorativo sulle opere di riqualificazione, gestione e valorizzazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari» in Pedagna: avviso al quale aveva risposto la sola Imolese Calcio 1919 Srl con una manifestazione di interesse. Una manifestazione non corredata del necessario progetto e piano economico finanziario che la rendevano appunto non conforme. Quella che può sembrare una mancanza dell’Imolese, in realtà, è solo il primo tempo di una partita che forse è appena iniziata e che coinvolge altri aspetti: la definizione del modo in cui sarà completato l’asse attrezzato, la Bretella; se sarà trovato un accordo con l’Imola Rugby, l’altro soggetto interessato dall’eventuale nuovo stadio in Pedagna, visto che la società del presidente Villa è titolare della convenzione per gestire campi e club house dell’impianto «Zanelli – Tassinari», attiguo al «Bacchilega»  gestito dall’Imolese. «Senza il progetto della Bretella non riusciamo certo a presentare il nostro progetto – dichiara la vice presidente dell’Imolese, Fiorella Poggi -, così come l’accordo con l’Imola Rugby non è stato raggiunto. Per noi tale accordo era un elemento essenziale: ne avevamo ampiamente parlato con il Comune in quanto tale accordo lascerebbe tranquille tutte le parti in causa da eventuali azioni legali di ogni tipo che inevitabilmente bloccherebbero o ritarderebbero i lavori. Ecco i motivi per i quali l’Imolese ha semplicemente presentato una manifestazione di interesse. Il progetto si può presentare sempre, non solo nel breve lasso di tempo del bando di manifestazione di interesse, per cui quando ci saranno tutte le condizioni sopra descritte saremo pronti ad investire per il progetto».

La «cittadella dello sport», quindi, per ora resta in stand-by con la sensazione che le due questioni sul tavolo siano tutt’altro semplici da sistemare: capire se e come si procederà al completamento della Bretella al momento resta un rebus, così come non sarà semplice trovare un accordo con l’Imola Rugby (che gli spifferi dicono aver chiesto qualcosa in più di un semplice copia  incolla delle strutture di via Papa Onorio II nella eventuale nuova sede di viale Salvo D’Acquisto). Il tutto, senza dimenticare la questione legata al comitato nato contro quello stadio che la proprietà dell’Imolese vorrebbe costruire proprio attorno al campo principale dell’impianto Bacchilega. La riqualificazione dell’impianto era già nei piani due anni fa, quando l’allora allenatore Francesco Baldini e la sua Imolese arrivarono vicini ad una promozione che avrebbe significato serie C e conseguente semaforo verde al progetto, già pronto, con la giunta Manca a benedirlo. «Rimaniamo stupiti – commenta Fiorella Poggi – perché noi, come investitori, pensiamo di fare cose utili per Imola ed invece ci troviamo la nascita di comitati. In questo momento onestamente ci sentiamo più sopportati che supportati dalla città». Al di là delle recriminazioni della dirigenza dell’Imolese, resta però il dato di una squadra che gioca nella terza nazionale del calcio italiano, miglior risultato di sempre nella storia che proprio in questi mesi compie i 100 anni di cammino. Aggiungeteci pure che la squadra oggi allenata da Alessio Dionisi sta disputando una stagione di alto livello meritando una classifica prestigiosa e i complimenti degli avversari per la qualità del suo gioco. Un gioco che nella prossima stagione sportiva potrebbe emigrare altrove visto che non solo il nuovo stadio è lontano dall’essere definito, ma anche l’impianto dove gioca attualmente l’Imolese richiede interventi di adeguamento che il Comune dovrà provvedere a realizzare in fretta per non costringere l’Imolese al trasloco. (an.mir.)

Nella foto: Fiorella Poggi insieme al presidente, e compagno di vita, dell”Imolese Lorenzo Spagnoli

L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi
Sport 20 Luglio 2018

Calcio, il d.g. dell'Imolese Fiorella Poggi sul ripescaggio: «Impegno scritto del Comune sui lavori al Galli. Fidejussioni e stadio di Forlì a posto»

Lunedì 16 luglio non è stata solo una giornata di scatti per i giocatori dell’Imolese che hanno cominciato a sudare agli ordini di Dionisi, ma anche per tante squadre lungo lo Stivale che hanno corso per depositare in Figc il ricorso sull’esclusione arrivata la settimana precedente da parte della Covisoc. Una corsa che ha visto arrivare al traguardo tante società ma non tutte, con le «rotture» (saluto ai professionisti) di Cesena, Bari, Mestre, Fidelis Andria e Reggiana che, unite al trasloco del Bassano a Vicenza, hanno liberato 6 posti in serie C al momento in cui viene chiuso questo numero del «sabato sera». Giovedì 19 luglio verranno esaminati i ricorsi presentati dalle squadre inizialmente escluse con la Covisoc che venerdì 20 comunicherà i verdetti alla Figc. In quel momento, se non ci saranno «golpe» dell’ultimo minuto si aprirà la corsa al ripescaggio nella quale l’Imolese partirà dietro a Juve B, Prato, Cavese, Milan B e Como, le prime 5 designate a riempire le vacanze di organico.

Imolese sicura ripescata, quindi? No, visto che i punti interrogativi sono due: il primo è legato alla possibile creazione di una ulteriore squadra B, il secondo alla solita questione del Galli da sistemare, sulla quale però ci sono novità sostanziose, come conferma il direttore generale dell’Imolese, Fiorella Poggi. «Abbiamo un impegno formale scritto da parte dell’Amministrazione comunale che il Galli verrà adeguato e questo documento è fondamentale, perché dovrà essere allegato alla domanda di ripescaggio. La querelle con Manca? Nel caso in cui la mia domanda venga respinta per la questione dello stadio, ne risponderanno per vie legali. Se dal 2012 mi avessero detto che il Galli lo avrei dovuto sistemare a spese mie, lo avrei fatto e non avrei investito sui tre sintetici al Bacchilega. Probabilità di ripescaggio? Se i posti saranno 6, sono ottimista».

Fidejussione pronta, fatta con Ubi Banca, il contratto già firmato per il Morgagni («Nessuno mi ha detto niente, dovremo pagarcelo noi» il commento del direttore generale, per una spesa tutto compreso attorno ai 4 mila euro a partita), la domanda già presentata e il documento della sindaca Sangiorgi dove si conferma che i lavori verranno fatti e che non sono stati eseguiti prima a causa del commissariamento del Comune di Imola: la tavola sembra apparecchiata, sperando nel lieto fine. A meno che non succeda come per il nuovo stadio che l’Imolese era pronta a costruire a sue spese, sistemando il «campo 1» del Bacchilega e facendolo diventare un gioiellino che avrebbe dato lustro a tutta la città. Un progetto che è restato sulla carta, facendo così perdere ad Imola la possibilità di avere un impianto meno «romantico» del Galli ma certamente più funzionale al mondo del professionismo nel quale l’Imolese spera di trovare posto.

an. mir.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi, d.g. dell”Imolese

Calcio, il d.g. dell'Imolese Fiorella Poggi sul ripescaggio: «Impegno scritto del Comune sui lavori al Galli. Fidejussioni e stadio di Forlì a posto»
Sport 27 Maggio 2018

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi

Se da circa 6 anni l’Imolese ha riacquistato una grande credibilità, fatta di investimenti, risultati e forti ambizioni, il grande merito è di due persone. Lorenzo Spagnoli, il presidente e Fiorella Poggi, la moglie, che spesso preferisce restare in disparte, ma che ricopre un ruolo altamente decisionale nelle scelte della società rossoblù. La manager bolognese, che nelle aziende di famiglia (Poggi Trasmissioni Meccaniche) è amministratore delegato, a Imola ricopre il ruolo di direttore generale. «Non mi occupo della parte sportiva e tecnica – ci tiene a precisare -, quella la gestisce Lorenzo. Su tutto il resto ci butto un occhio».

Le cose che avete fatto in questo quinquennio sono incommensurabili, ma la gente non vi premia ancora come dovrebbe.

«Diciamo che non abbiamo ancora avuto un riscontro popolare. Probabilmente abbiamo commesso qualche errore, non concentrandoci troppo su questo punto di vista e cercando di fare al meglio tutto il resto. Per ora non è stato sufficiente, ce ne rendiamo conto, ma bisogna anche comprendere che alla domenica ci sono tantissime società che giocano in contemporanea, che lavorano bene e che fanno disperdere tanti appassionati».

Pensa che una eventuale serie C farebbe aumentare la gente allo stadio?

«Non so rispondere. Non conosco i reali motivi per cui la gente non viene. Siamo aperti a qualsiasi suggerimento per provare a incrementare il pubblico».

Facciamo un passo indietro. Qual è stato il vero motivo per cui avete scelto Imola per fare calcio?

«Una casualità. Lorenzo giocava qui, si è sempre trovato bene e quando la sua carriera di calciatore stava volgendo al termine, ci sono stati i primi approcci con Mauro Lelli e la vecchia proprietà».

Dopo 6 anni si può fare un bilancio del vostro lavoro.

«Il percorso è stato tracciato fin dall’inizio. Siamo andati un po’ controcorrente rispetto alle mentalità consolidate dell’ambiente e poco sostenibili. Ci siamo concentrati sulle strutture e sul settore giovanile, con l’obiettivo finale di portare la società fra i professionisti. Ma soprattutto per fargliela rimanere, con basi solide, per non rischiare di scivolare giù dopo breve tempo. Faremo di tutto per riuscirci, senza mai spendere un euro in più del necessario, checché se ne dica in giro».

Qui entra in scena il famoso #bedifferent (siamo diversi), che campeggia ovunque nelle vostre strutture.

«Il #bedifferent non è la sola rappresentazione di serietà della società, quindi la sostenibilità economica di tutta la gestione, ma è un vivere quotidiano, una filosofia di calcio che esiste dentro il nostro centro sportivo e fortemente voluta da Lorenzo».

Ci sono state delle critiche che le hanno dato fastidio in questi anni?

«Parto dal presupposto che chi fa il nostro lavoro è sempre soggetto a dei commenti, sia tra i tifosi, sia sulla stampa. Le cose che succedono al nostro interno difficilmente diventano pubbliche, quindi spesso mi limito a sorridere quando ascolto o leggo certe cose. Tornando indietro nel tempo, mi diede parecchio fastidio quando vincemmo il campionato di Eccellenza e ci furono persone della vecchia gestione che se ne attribuirono il merito».

Che cosa rappresenta l’Imolese per Fiorella Poggi?

«L’amore segreto di mio marito, ma non ne sono gelosa, diciamo che è una piacevole convivenza».

p.z.

L”intervista completa su «sabato sera» del 24 maggio.

Nella foto (Isolapress): Fiorella Poggi, direttore generale dell”Imolese

Calcio, intervista esclusiva al direttore generale dell'Imolese Fiorella Poggi

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