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L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi

L'Imolese ed il progetto del nuovo stadio, il commento della dirigente rossoblù Fiorella Poggi

Proposta che non è conforme a quanto richiesto». Con questa formula la scorsa settimana il Comune di Imola ha chiuso, per ora, la questione relativa all’avviso esplorativo sulle opere di riqualificazione, gestione e valorizzazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari» in Pedagna: avviso al quale aveva risposto la sola Imolese Calcio 1919 Srl con una manifestazione di interesse. Una manifestazione non corredata del necessario progetto e piano economico finanziario che la rendevano appunto non conforme. Quella che può sembrare una mancanza dell’Imolese, in realtà, è solo il primo tempo di una partita che forse è appena iniziata e che coinvolge altri aspetti: la definizione del modo in cui sarà completato l’asse attrezzato, la Bretella; se sarà trovato un accordo con l’Imola Rugby, l’altro soggetto interessato dall’eventuale nuovo stadio in Pedagna, visto che la società del presidente Villa è titolare della convenzione per gestire campi e club house dell’impianto «Zanelli – Tassinari», attiguo al «Bacchilega»  gestito dall’Imolese. «Senza il progetto della Bretella non riusciamo certo a presentare il nostro progetto – dichiara la vice presidente dell’Imolese, Fiorella Poggi -, così come l’accordo con l’Imola Rugby non è stato raggiunto. Per noi tale accordo era un elemento essenziale: ne avevamo ampiamente parlato con il Comune in quanto tale accordo lascerebbe tranquille tutte le parti in causa da eventuali azioni legali di ogni tipo che inevitabilmente bloccherebbero o ritarderebbero i lavori. Ecco i motivi per i quali l’Imolese ha semplicemente presentato una manifestazione di interesse. Il progetto si può presentare sempre, non solo nel breve lasso di tempo del bando di manifestazione di interesse, per cui quando ci saranno tutte le condizioni sopra descritte saremo pronti ad investire per il progetto».

La «cittadella dello sport», quindi, per ora resta in stand-by con la sensazione che le due questioni sul tavolo siano tutt’altro semplici da sistemare: capire se e come si procederà al completamento della Bretella al momento resta un rebus, così come non sarà semplice trovare un accordo con l’Imola Rugby (che gli spifferi dicono aver chiesto qualcosa in più di un semplice copia  incolla delle strutture di via Papa Onorio II nella eventuale nuova sede di viale Salvo D’Acquisto). Il tutto, senza dimenticare la questione legata al comitato nato contro quello stadio che la proprietà dell’Imolese vorrebbe costruire proprio attorno al campo principale dell’impianto Bacchilega. La riqualificazione dell’impianto era già nei piani due anni fa, quando l’allora allenatore Francesco Baldini e la sua Imolese arrivarono vicini ad una promozione che avrebbe significato serie C e conseguente semaforo verde al progetto, già pronto, con la giunta Manca a benedirlo. «Rimaniamo stupiti – commenta Fiorella Poggi – perché noi, come investitori, pensiamo di fare cose utili per Imola ed invece ci troviamo la nascita di comitati. In questo momento onestamente ci sentiamo più sopportati che supportati dalla città». Al di là delle recriminazioni della dirigenza dell’Imolese, resta però il dato di una squadra che gioca nella terza nazionale del calcio italiano, miglior risultato di sempre nella storia che proprio in questi mesi compie i 100 anni di cammino. Aggiungeteci pure che la squadra oggi allenata da Alessio Dionisi sta disputando una stagione di alto livello meritando una classifica prestigiosa e i complimenti degli avversari per la qualità del suo gioco. Un gioco che nella prossima stagione sportiva potrebbe emigrare altrove visto che non solo il nuovo stadio è lontano dall’essere definito, ma anche l’impianto dove gioca attualmente l’Imolese richiede interventi di adeguamento che il Comune dovrà provvedere a realizzare in fretta per non costringere l’Imolese al trasloco. (an.mir.)

Nella foto: Fiorella Poggi insieme al presidente, e compagno di vita, dell”Imolese Lorenzo Spagnoli

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