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Cronaca 11 Marzo 2020

La storia di Petti il pettirosso, l'ospite particolare del fioraio Ferlini di Piratello

Un pettirosso di nome Petti e professione fioraio, per così dire. Da metà novembre Petti frequenta con cadenza quasi giornaliera il negozio di fiori di Elena Ferlini, al Piratello.
Non è raro che negli inverni freddi uccellini come pettirossi e passeri ma anche «cugini» più grandi come merli e tortore si avvicinino all’uomo in cerca di cibo. Seppur meno confidenti verso l’uomo, possono farlo anche i fringuelli, le cinciallegre e i cardellini. Ma un pettirosso che si ambienta in un negozio di fiori come se l’ambiente artificiale in questione fosse parte del suo territorio è un fatto molto curioso.

Petti, il pettirosso di questa storia, passa buona parte del proprio tempo dentro al negozio di fiori di Elena Ferlini, sia quando è sola ma anche quando ci sono clienti e amiche a trovarla. Quando ci fermiamo noi, invitati dalla titolare su suggerimento di alcune persone colpite dalla particolare storia, Petti non si fa vedere.
«Spesso di martedì non viene, forse se ne dimentica, visto che domenica e lunedì siamo chiusi – racconta Ferlini ipotizzando aspetti del carattere del pettirosso che da mesi ha imparato a conoscere –. Il nostro primo incontro è avvenuto fuori dal negozio, sono solita mettere a disposizione degli uccellini delle vaschette di briciole per loro – dice Ferlini, 85 anni di cui quasi 40 passati nel negozio al Piratello –. Petti, però, si è avvicinato sempre di più, fino a quando ho provato a mettere la sua ciotola dentro al negozio e lui è entrato senza problemi. Da allora tutti i giorni gli metto a disposizione un misto di biscotti tritati, quelli del panificio perché sono più naturali di quelli confezionati, e mezza noce schiacciata che gli fa bene al piumaggio. Talvolta aggiungo anche pezzetti di carne di pollo, visto che in natura il pettirosso è insettivoro. Nel lavabo, poi, c’è una ciotola dove può bere e lavarsi». (mi.mo.)

La storia continua sul numero del Sabato sera del 5 aprile

La storia di Petti il pettirosso, l'ospite particolare del fioraio Ferlini di Piratello
Cultura e Spettacoli 7 Settembre 2018

I fiori in tavola e nell'arte sacra: mostra di maioliche e non solo a Sasso Morelli per la Festa del Contadino

Inaugura oggi alle 17.30 una mostra che sarà poi visitabile domani e domenica. Si terrà nella chiesa del Morelli a Sasso Morelli nell”ambito della Festa del Contadino organizzata dalla Clai e si intitola Giardini dell’anima. Simboli di fiori in tavola e nell’arte sacra. Come lo scorso anno, per quello che è un percorso di Segni e immagini della devozione popolare che dura da venticinque anni, sarà approfondito il tema della tavola mettendo in evidenza maioliche d’uso e di decorazione databili tra la prima metà del Settecento e l’ottavo decennio dell’Ottocento. La mostra, patrocinata dalla Diocesi e dell’Amministrazione comunale di Imola, raccoglie oltre cinquanta opere, tra le quali sono presenti diversi inediti, che provengono da chiese della Diocesi e del Museo diocesano, ma anche da importanti raccolte pubbliche quali il Mic di Faenza e il Museo delle Ceramiche di Forlì, oltre che da rinomate gallerie antiquarie e collezionisti privati.

Marco Violi, curatore della mostra, ha suddiviso il percorso espositivo in quattordici sezioni, ognuna dedicata a un fiore, raffigurato sulle maioliche esposte: fiordaliso, ranuncolo, rosa, giglio bianco, tulipano, garofano, anemone, aquilegia, margherita, peonia, papavero, fiore di loto, iperico, quercia. Ogni fiore trova un suo corrispondente nella simbologia religiosa. A ciascuno di essi coincide poi un’opera d’arte sacra della quale esso è il simbolo. Ogni sezione comprende infatti sia materiali ceramici che opere d’arte sacra – dipinti, oreficerie e stampe – tra cui diversi inediti. La mostra «offre indubbiamente la possibilità di poter ammirare tutti insieme, e per la prima volta, un cospicuo gruppo di materiali artistici di elevata qualità – spiega Violi. – Contestualmente consente di rileggere la storia spirituale attraverso leggende che si perdono nella notte dei tempi tra superstizione, paganesimo e devozione popolare. In ultima analisi, quindi, di recuperare per mezzo dei segni e dei simboli naturali, lo spirito e la forza di quella devozione millenaria, i cui fondamenti divulgativi hanno trovato una solida base nelle più semplici conoscenze del tempo, tempo in cui la natura, con il passare delle stagioni, il profumo e il colore dei fiori, ha svolto il ruolo di vero e proprio mezzo di comunicazione globale. Quattordici storie di fiori su cui si innestano altrettante storie sacre: i primi, per la loro effimera bellezza, ci rammentano la caducità della vita terrena; le seconde, poiché esemplari di Cristo, della Madonna e delle vite dei santi, spalancano una finestra sulla vita eterna».

«Dalle Madonne dei pilastrini partì venticinque anni fa il percorso espositivo Segni e immagini della devozione popolare, iniziativa di Clai per comprendere il patrimonio valoriale, storico e culturale della comunità a cui apparteniamo, del nostro territorio – dice Giovanni Bettini, presidente della Clai -. Negli ultimi anni la mostra ha portato in evidenza la centralità del Convivio per il valore “religioso” del cibo, nutrimento del corpo e dell’anima. In questa nuova edizione il tema raccoglie queste suggestioni e ci presenta un percorso originale attraverso la simbologia dei fiori: fiori nei decori di piatti, zuppiere, legumiere e apparati da tavola di grande pregio, fiori nella rappresentazione iconografica di Santi e di Madonne, oggetti di culto e di devozione popolare. Il tema Giardini dell”anima ci porta anche a una riflessione profonda sulla bellezza della diversità, diversità di forme, colori e profumi. Diversità nelle stagioni, di tempi di crescita, di fioriture e di frutti. Soffermandoci sulla bellezza delle opere esposte nella mostra curata con grande sensibilità da Marco Violi, ne trarremo un forte viatico personale per non omologarci al pensiero dominante».

L”inaugurazione, come detto, si terrà oggi alle ore 17.30. La mostra sarà poi visitabile sabato 8 e domenica 9 dalle 10 alle 20.

Nella foto due pezzi esposti in mostra

I fiori in tavola e nell'arte sacra: mostra di maioliche e non solo a Sasso Morelli per la Festa del Contadino
Sport 28 Aprile 2018

Attorno a Campiuno con il Cai alla scoperta di «Erbe e fiori della Vena del Gesso»

Domani la sezione imolese del Cai organizza una passeggiata nella zona di Campiuno «Alla scoperta delle erbe e dei fiori della Vena del Gesso». Il ritrovo è alle ore 8.30 al parcheggio Bocciofila in viale Saffi, oppure alle 9 al parcheggio della quercia scolpita di Tossignano. Si camminerà per circa 3 ore affrontando un lieve dislivello di circa 200 metri. Sono necessari abbigliamento e calzature adatte per muoversi su sentieri.

Per informazioni: Antonio (tel. 339-5748308).

r.s.

Nella foto: paesaggio della Vena del Gesso

Attorno a Campiuno con il Cai alla scoperta di «Erbe e fiori della Vena del Gesso»

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