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Paesaggi ed emozioni «In viaggio con Buga», una mostra e tre laboratori a Osteria Grande

Con una nuova mostra dal titolo Paesaggi ed emozioni e tre laboratori fotografici al Centro civico di Osteria Grande, continua il progetto «In viaggio con Buga», ispirato all’esperienza dei corsi di fotografia tenuti da Andrea Bugamelli. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Castel San Pietro di cui Bugamelli era stato assessore alla Cultura dal 2004 al 2007 ed è patrocinata dall’azienda Ima di Ozzano dell’Emilia, presso la quale era cresciuto professionalmente.

«La strada del Buga si è incrociata, in alcuni tratti sovrapposta, con la nostra – afferma il sindaco Fausto Tinti -. Oggi tocca a noi continuare il suo viaggio, sulla sua strada di impegno civile e politico nella comunità degli uomini e di pace e fede nella comunità di Dio, di lavoro concreto e costruttivo in azienda, di sorrisi e preoccupazioni umane e anche di fotografie di amici da vedere insieme».

«Questa nuova iniziativa nasce con l’intento di portare avanti il percorso formativo e di condivisione cui Andrea Bugamelli, il “Buga”, aveva dato vita – afferma l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi -. Dopo la fortunata esperienza della mostra In viaggio con Buga dello scorso anno, il gruppo di fotoamatori ha continuato a incontrarsi, animando il concorso estivo In viaggio con… te ed alcune uscite fotografiche cui hanno preso parte i fotografi che espongono in questa mostra. Paesaggi ed emozioni offre i migliori scatti del gruppo, fotografie di Andrea e laboratori, realizzando così le richieste espresse dai visitatori della mostra precedente, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e il patrocinio dell’azienda Ima, che ha dato un contributo fondamentale all’avvio di questa attività».

La mostra si suddivide in tre sezioni che raccontano il percorso del gruppo fotoamatoriale. «Centralmente si sviluppa una selezione fotografica delle opere di Andrea, di cui molti furono allievi nel 2010, all’epoca dei corsi in cui il “Buga” ha dato a molti di noi le conoscenze per intraprendere questo percorso – spiegano gli organizzatori -. Dopo quasi dieci anni, il nostro maestro rimane per noi un punto di riferimento per questa arte. Qui paesaggi onirici ed animali, talmente dettagliati da sembrare veri, accompagnano lo spettatore verso il fondo della sala, dove si trovano le fotografie del gruppo di fotoamatori, in cui nuovi e vecchi nomi si sono ritrovati in seguito alle due uscite fotografiche invernali effettuate a Bologna e Comacchio, esperienze qui raccontate attraverso le immagini in esposizione. L’ultima sezione, più piccola, contiene le cinque foto vincitrici del concorso bandito nell’estate 2018 e la cui fase finale è andata in scena durante la kermesse settembrina di “Osteria sul lago in festa”; le foto vincitrici sono state scelte attraverso il voto di duecentocinquanta visitatori dello stand alla festa, fra le oltre trenta ammesse a concorrere (oltre sessanta i partecipanti)».

Il gruppo di fotoamatori è composto da diciannove persone: Alessandro Farnè, Alessia Volta, Amelia Antolini, Annabella Di Trani, Chiara Dall’Osso, Claudio Ambrogetti, Dario Carghini, Davide Bugamelli, Erica Alberoni, Fabio Avoni, Gaia Calzoni Chiorboli, Graziella Bugamelli, Jessica Bugamelli, Mirko Goleri, Riccardo Cardellini, Sara Bugamelli, Silvana Cottu, Stefania Maccaferri, Vincenzo Gialone.

La mostra inaugura sabato 9 marzo alle ore 17.30 al Centro civico di Osteria Grande in via Broccoli 41, e rimarrà aperta di sabato e domenica fino al 24 marzo (orari 9-12 e 16-19). I laboratori di fotografia, della durata di due ore ciascuno, aperti a tutti dagli 8 anni di età e gratuiti, si terranno nella sede della mostra nelle domeniche 10, 17 e 24 marzo alle 17 (posti limitati, prenotazioni: inviaggioconbuga@gmail.com).

Nella foto l’immagine della locandina dell’evento

Paesaggi ed emozioni «In viaggio con Buga», una mostra e tre laboratori a Osteria Grande

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art

La stazione del treno, il mercato di piazza, la fermata dell’autobus, il distributore di benzina, il bar: non sono solo i soggetti che animano le opere, ma sono direttamente riconducibili a luoghi vissuti quotidianamente da Edoardo Mendez. Artista ferrarese che, dal 9 marzo al 14 aprile, esporrà alla galleria Tales of Art di Imola, in via Emilia 221, in una personale intitolata «Recur».«Il concept alla base della mostra Recur è strettamente collegato alla tecnica utilizzata per la produzione artistica, oltre che alla scelta dei soggetti dipinti – si legge nel comunicato stampa dell’evento -. La ricerca di Mendez parte da un’attenta osservazione del reale, studiando i diversi punti di vista e differenti modi di percepire la realtà circostante: i luoghi scelti vengono riprodotti e reinterpretati attraverso un accurato processo artistico che unisce diversi strumenti e tecniche di realizzazione. Mediante la fotografia Mendez cattura e immobilizza in uno scatto la frenesia del mondo reale. L’immagine viene rielaborata graficamente e suddivisa in vari livelli di colore e profondità, per poi riportarli su vari supporti di linoleum, che vengono incisi a mano ottenendo così le matrici necessarie per la stampa linoleografica. Una volta stampati i vari livelli su carta l’artista interviene pittoricamente, ottenendo diverse rielaborazioni dei vari soggetti, con dettagli e cromie differenti fra loro. Una volta terminata la stampa e la colorazione, le matrici di linoleum vengono distrutte, rendendo ogni opera unica ed irripetibile. La scelta di riprodurre situazioni e luoghi ben riconoscibili a tutti, ma allo stesso tempo non contestualizzate in uno spazio-tempo specifico, ha come scopo quello di porre l’osservatore nella condizione di riconoscersi in esse e ragionare su come vive tali luoghi e momenti quotidiani, rivalutando l’approccio personale alle occasioni che la vita ci offre. Ambienti analoghi e ripetuti nei quali ognuno di noi vive le proprie esperienze di vita, che si sviluppano e “colorano” in modo personale e senza uguali, così come il processo di stampa in serie viene arricchito da interventi pittorici e grafismi unici e originali».Nato nel 1994 in provincia di Ferrara, Mendez, dopo anni di sperimentazioni da graffiti writer, con lettering e scomposizione di immagini, ha continuato il proprio lavoro anche in studio, ricercando nuovi linguaggi espressivi e dinamici, che si caratterizzano da una impostazione artistica ed un tratto grafico identitario, miscelati a tecniche pittoriche miste. (r.c.)

La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 10 alle 13. Ingresso libero. Info www.talesofart.it

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art
Cultura e Spettacoli 19 Gennaio 2019

A Tales of Art mostra di fotografie realizzate da metà anni ‘70 a metà anni ‘80 da Napoleone Calamelli

Visioni Immaginarie è la mostra curata da Gabriele Calamelli che inaugura oggi, sabato 19 gennaio, alle 18 a Tales of Art di Imola. Organizzata dalla galleria di via Emilia 221 in sinergia con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e con il patrocinio del Comune, la mostra presenta al pubblico dopo oltre trent’anni una selezione di fotografie scattate da Napoleone Calamelli (Imola, 1927–2001) da metà anni ‘70 a metà anni ‘80: le fotografie sono manipolazioni analogiche in un’epoca pre-digitale, con un fascino e un’estetica di forme e colori assolutamente moderna e contemporanea, destinata a conservarsi tale anche negli anni a venire.

Sarto a Imola e fotografo autodidatta, Napoleone, fin dai primi anni del dopoguerra ha unito il suo lavoro quotidiano con una passione innata per il cinema e la fotografia. Nel 1972 è tra i primi soci del Cinecircolo Fotografico Imolese contribuendo attivamente ad animarne la vita. «Dopo i primi lavori comincia a prendere coscienza che fotografare e semplicemente riportare la realtà non è per lui soddisfacente – si legge nelle note stampa all’evento -. La sua visione della fotografia è più fantasiosa ed astratta e così inizia a manipolare le sue immagini in bianco e nero colorandole, riproducendole e colorandole nuovamente. Il passaggio dal negativo bianco e nero alla diapositiva a colori a quel punto è d’obbligo. Si innamora della saturazione surreale della pellicola Kodacrome 25. L’esperienza maturata colorando le prime foto si consolida in una tecnica fotografica con la quale riesce a sviluppare il proprio linguaggio espressivo e a partire dalla metà degli anni 70, le fotografie si trasformano, si arricchiscono di particolari e colori vivaci. La realtà viene scomposta inserita in un contesto visionario, manipolata e restituita trasformata. Le immagini proposte al mondo dei concorsi fotografici ottengono successi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale e sono uno stimolo importante per continuare a dare libero sfogo alla fantasia, affinando sempre più la sua anima artistica. Nascono così paesaggi e situazioni non realmente esistenti, ma creati con grande pazienza e meticolosità nel laboratorio di sartoria che quasi tutte le sere, dopo cena, si trasforma in studio fotografico. Esaminando nel contesto la produzione delle sue foto si può avere la sensazione che l’obbiettivo fosse attratto da paesaggi e forme architettoniche con scarsa presenza dell’uomo e che tra una immagine e l’altra non vi sia un vero filo conduttore. È solo a seguito di una visione più attenta che è possibile percepire che l’intero lavoro è una continua ricerca di un sottile equilibrio estetico tra forme e colori e che la fotografia si è trasformata nello strumento necessario ad ottenerlo».

In un periodo di circa quindici anni Napoleone Calamelli ha partecipato a circa 700 concorsi fotografici nazionali ed internazionali ed è ancora inserito nella graduatoria «Fotografi TOP 250 (1957 – 2017)»  della  Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Tra I riconoscimenti da lui ottenuti, si possono citare il riconoscimento della Fiap (Fédération Internationale de l’Art Photographique) nel 1982 per Artiste Federation Internationale de l’Art Photographique e nel 1989 per Excellence Federation Internationale de l’Art Photographique, la Grolla d’oro 1973, l’«honorable mention» al Nikon Photo Contest International 1982/1983 e il secondo premio allo stesso concorso nel 1985/1986.

L’ingresso alla mostra a Tales of Art è libero. Orari: dal martedì al sabato 10–13 e 15-18, domenica 10-13. Info 329/9520887.

La foto, di Napoleone Calamelli, è «Canyon» (1985, 50x70cm, stampa inkjet su carta fineart Baryta, applicata su alluminio d-bond), vincitrice del secondo premio al Nikon Photo Contest International 1985/1986

A Tales of Art mostra di fotografie realizzate da metà anni ‘70 a metà anni ‘80 da Napoleone Calamelli
Cultura e Spettacoli 2 Gennaio 2019

Folla ed emozioni per la mostra fotografica su Ayrton Senna aperta fino al 31 gennaio

Straordinaria affluenza e grandi emozioni all’inaugurazione della mostra fotografica «Simply the Best» di Angelo Orsi e Mirco Lazzari. Tanti gli amici e i collaboratori dei due fotografi, tanti i rappresentanti istituzionali, i giornalisti di stampa, televisioni, radio, i protagonisti e appassionati del mondo del motorsport, che insieme a tanti cittadini e visitatori hanno partecipato al taglio del nastro con il sindaco Fausto Tinti alla sala di via Matteotti 79, nel cuore del centro storico di Castel San Pietro immerso nell’atmosfera natalizia.

La mostra rimarrà aperta a ingresso libero fino al 31 gennaio 2019, tutti i giorni dalle 16.30 alle 19, racconta la storia dell’amicizia autentica fra il grande fotografo bolognese di Autosprint Angelo Orsi e un uomo speciale, Ayrton Senna, che sceglieva spesso la città di Castel San Pietro come luogo di riposo e ristoro. Da non perdere l’appuntamento di mercoledì 9 gennaio alle ore 20.30 al Cassero Teatro Comunale in via Matteotti 1, speciale serata «Ricordo di un amico», un’ulteriore occasione di approfondimento alla quale, insieme ai fotografi Angelo Orsi e Mirco Lazzari, parteciperanno importanti ospiti del mondo del motorsport. La mostra è patrocinata dal Comune di Castel San Pietro Terme, dalla Città Metropolitana di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna. (Redazione sportiva)

Nella foto: i fotografi Angelo Orsi e Mirco Lazzari insieme al sindaco Fausto Tinti il giorno dell”inaugurazione della mostra

Folla ed emozioni per la mostra fotografica su Ayrton Senna aperta fino al 31 gennaio
Cultura e Spettacoli 21 Novembre 2018

Quaranta artisti romagnoli alle prese col paesaggio nella mostra della Fondazione Crimola

Quaranta artisti romagnoli moderni e contemporanei e la loro visione del paesaggio. Dopo le mostre Arte dal vero del 2014 e Volti del 2017, il Doc (Centro di documentazione delle arti moderne e contemporanee in Romagna) che è nato alcuni anni fa all’interno della Fondazione Cassa di risparmio di Imola continua l’indagine della produzione artistica della nostra terra con una esposizione dedicata al tema del paesaggio allestita al Centro «Gianni Isola» in piazza Matteotti 4, la cui inaugurazione si tiene giovedì 22 novembre alle ore 18 nella Sala grande di palazzo Sersanti. Nella mostra Ultimi Paesaggi ci saranno cinquantatré opere di imolesi quali Tonino Gottarelli, Anacleto Margotti, Mirna Montanari, Germano Sartelli, e di tanti altri tra cui i massesi Ezio Camorani e Umberto Folli, l’artista russo residente da anni a Faenza Innokenty Fateev, o ancora la forlivese Monica Spada, e i faentini Cesare Reggiani, Nedo Merendi e Federico Zanzi.

Il paesaggio, quindi, declinato in una doppia accezione, come già il titolo dell’esposizione fa intendere: letterale, nel senso dei paesaggi ritratti negli ultimi cinquant’anni dagli artisti romagnoli, e riflessivo, quasi di monito «per portare l’attenzione sulla natura, purtroppo maltrattata, ma che è fondamentale, anche perché noi ne facciamo parte in modo sostanziale», commenta il curatore della mostra, Franco Bertoni. Il paesaggio ha una storia recente (i suoi primi esempi si possono fare risalire infatti al XVI secolo), in quanto prima era solo uno sfondo, mai il soggetto principale. «È con Durer e il rinascimento nordico che diventa d’interesse per l’artista – dice il curatore -: e il primo paesaggio dipinto da Durer fu un sogno, una visione, un incubo. E in mostra avremo proprio l’espressione di come l’artista si metta davanti al vero con la propria interiorità, di come il paesaggio sia una sorta di specchio dell’io. Quindi la mostra si muoverà tra natura e visioni, toccando oltretutto diverse arti, come la pittura, il disegno, la fotografia».

Con Ultimi Paesaggi, il Doc e la Fondazione Crimola aprono una collaborazione con altre realtà culturali della città.«Abbiamo coinvolto nel progetto di Ultimi Paesaggi quattro gallerie d’arte imolesi e il Circolo Sersanti – afferma Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione – perché siamo convinti dell’importanza di fare rete con il territorio, e anche la cultura può muoversi con successo in tal senso». La mostra avrà infatti dei collegamenti, delle ramificazioni. Marcello Galvani, tra gli artisti di Ultimi Paesaggi, sarà infatti in mostra anche in una personale intitolata Vedute alla galleria Il Pomo Da Damo in via XX Settembre 27 a Imola, dal 24 novembre al 20 gennaio. Così come i Paesaggi di Anacleto Margotti saranno visibili anche al Circolo Sersanti dal 22 novembre al 3 febbraio. La galleria Pontevecchio in via Pisacane 31/a allestirà una personale di Marino Trioschi, Frammenti di paesaggio, dal 15 dicembre al 6 gennaio. Tales of Art, in via Emilia 221, ospiterà Napoleone Calamelli. Visioni immaginarie dal 19 gennaio al 24 febbraio. Infine la Bottega Gollini, in via Emilia 43, terrà l’esposizione di Carlo Ravaioli intitolata Presente infinito dall’1 al 31 dicembre. (s.f.)

«Ultimi Paesaggi» inaugura giovedì 22 novembre alle 18 nella Sala grande di palazzo Sersanti e sarà allestita fino al 3 febbraio al centro Isola in piazza Matteotti 4. Orari: da martedì a domenica 16-19, martedì, giovedì, sabato e domenica anche 10-12 (chiuso 25 dicembre e 1 gennaio). Ingresso libero. Visite guidate il 25 novembre, 9 e 26 dicembre, 13 e 26 gennaio e 3 febbraio alle 16 (gratuite e senza bisogno di prenotazione). Informazioni: www.mostrefondazioneimola.it o www.arteromagna.it

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola giovedì 22 novembre

Nella foto olio su lino di Enrico Minguzzi (cm 40×50, 2018)

Quaranta artisti romagnoli alle prese col paesaggio nella mostra della Fondazione Crimola
Cultura e Spettacoli 6 Aprile 2018

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica

Appassionato di fotografia, assessore alla Cultura e alla Pace a Castel San Pietro dal 2004 al 2007, project manager presso Ima, Andrea Bugamelli muore nel settembre 2012 a soli 34 anni a causa di un incidente in moto. A lui oggi viene dedicata una mostra che lo vuole ricordare: In viaggio con Buga è una collettiva fotografica che si terrà a Castello dal 6 al 22 aprile, nella saletta espositiva in via Matteotti 79.

Nata da un’idea dei partecipanti ai corsi di fotografia che Bugamelli aveva tenuto nel 2010, è sostenuta dall’azienda Ima di Ozzano dell’Emilia e dal Comune di Castel San Pietro e riunisce gli scatti più significativi dei partecipanti ai corsi, raccolti in tre sezioni: Persone, Luoghi e Natura. «Uno degli aspetti che preferisco della fotografia è condividere le esperienze. Per questo ho deciso di organizzare corsi amatoriali e workshop di fotografia digitale»: sono le parole di Andrea Bugamelli che fanno da sottotitolo alla mostra, parole che sottolineano, prima ancora della passione per la fotografia, il desiderio di farne uno strumento di crescita sociale.

Dopo alcuni anni dalla forzata interruzione dell’esperienza, insieme alla volontà di riprendere il percorso formativo allargato a nuovi appassionati, è nato questo progetto per presentare alla città il nucleo dell’attività cui Andrea Bugamelli aveva dato vita. «Un’operazione culturale di grande valore non solo artistico – sottolinea l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi -, ma emblematica di un rapporto virtuoso fra individuo e comunità, che vuole testimoniare di come tutta una collettività abbia tratto beneficio dall’attività di un singolo, che ha lasciato affetti e seminato passioni che continuano a germogliare».

«In Andrea Bugamelli, il “Buga”, è facile ritrovare l’amico leale, il professionista serio, il politico appassionato, lo studioso, il marito e il padre affettuoso, lo sportivo impegnato, l’artista curioso, creativo e trascinatore» scrive nel catalogo della mostra Vincenzo Zacchiroli, sindaco quando Bugamelli fu assessore. E ancora: «E curiosando nel suo blog, tra le sue foto, quelle dei suoi workshop, Buga si rifà vivo e si svela come vero amico della città… quella dietro casa e quella nella quale amava curiosare per scoprire forme, colori, luci, ombre, sfumature, volti, tracce di vita, sempre più lontano alla ricerca del nuovo, di uno stupore che si fa più intenso ad ogni scoperta».

L’inaugurazione della mostra «In viaggio con Buga» si tiene venerdì 6 aprile alle ore 18. La mostra sarà aperta nei weekend del 7/8, 14/15 e 21/22 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Andrea Bugamelli in una foto che si trova nel catalogo della mostra

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica

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