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Cronaca 7 Luglio 2022

Il Frantoio Valsanterno dà nuova vita al nocciolino d'oliva per… la cura dei capelli

Il nocciolino dell’oliva, abitualmente utilizzato come combustibile per le stufe a pellet, diventa un ingrediente fondamentale nella cura dei capelli grazie alla collaborazione fra il Frantoio Valsanterno di Imola e l’azienda produttrice di agricosmetici Oway di Bologna. I polifenoli e gli acidi grassi estratti dal nocciolino sono diventati ingredienti della linea di Styling & Finish che Oway ha appena lanciato sul mercato. I principi attivi del nocciolino, che poi sono gli stessi contenuti nelle olive, hanno un’azione protettiva e idratante e sono stati usati per alcuni prodotti destinati alla cura del capello.

«Abbiamo sposato con grande entusiasmo il progetto di up-cycling Oway e siamo oltremodo lieti di poter annunciare oggi la collaborazione con questa azienda con cui condividiamo i valori dell’innovazione, della sostenibilità e del territorio – commenta Marika Zaganti responsabile commerciale e marketing di Frantoio Valsanterno –. Entrambe le nostre realtà operano nel rispetto dell’ambiente perché consapevoli dell’importanza di ciò che viene a contatto con il nostro corpo, tramite applicazione o ingestione. Quello che più ci affascina è la capacità di riutilizzare in modo migliorativo lo scarto, la possibilità di trasformarlo in una risorsa fino a farlo diventare punto di forza di un prodotto». (lu.ba.)

Fotografia del Frantoio Valsanterno

Il Frantoio Valsanterno dà nuova vita al nocciolino d'oliva per… la cura dei capelli
Economia 2 Novembre 2021

Meno olive da spremere, ma olio più buono nel 2021

Quest’anno gelate primaverili e caldo estivo molto prolungato hanno determinato un calo importante delle quantità anche delle olive, a fronte di una qualità dei frutti e del prodotto finito che è ottima per rese medio-alte. «In Emilia Romagna – precisa Sabrina Paolizzi, tecnico dell’Arpo, l’Associazione regionale tra i produttori olivicoli dell’Emilia Romagna – si stima che la produzione di olio nel 2021 segni un meno 50 per cento rispetto al 2020».

E nel circondario imolese? «Assistiamo a una produzione a macchia di leopardo – precisa Valter Marcolini, presidente del Frantoio Valsanterno a Imola – con zone che hanno registrato cali importanti, e altre zone che, invece, hanno confermato le quantità dell’anno precedente. In molti casi la presenza di un impianto d’irrigazione ha fatto la differenza, garantendo il nomale sviluppo del frutto, anche con una stagione calda e siccitosa. La minore produzione e il minor carico di frutti per gli olivi hanno avuto un effetto positivo sull’aspetto organolettico, da questo punto di vista ci aspettiamo che gli aromi e i sapori dell’olio del 2021 siano migliori di quello dell’anno passato». (r.cr.)  

Le voci degli olivicoltori sul «sabato sera» del 28 ottobre 

Nella foto (Agrivar): raccolta delle olive

Meno olive da spremere, ma olio più buono nel 2021

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