Posts by tag: Gabriella Pirazzini

Cultura e Spettacoli 18 Agosto 2020

«Il ritardo» è il nuovo romanzo di Gabriella Pirazzini

La capacità emozionante di sviscerare le relazioni e trovare sempre il punto di svolta, quello che ha cambiato tutto, in negativo o in positivo, e quello che potrà cambiare tutto di nuovo, in un continuo di colpi di scena che avvincono alla storia e fanno vivere i personaggi davanti a noi, come se potessimo afferrarli con le mani, sentirli e a volte addirittura scuoterli, vederli nei luoghi i quali, a loro volta, escono vividi e veri dalla pagina. Gabriella Pirazzini ha abituato i suoi lettori a una scrittura intensa, profonda eppure scorrevole, scorrevole perché profonda, e a storie che catturano perché si vuole sapere «come va a finire».

Non fa eccezione Il ritardo (Giraldi editore), l’ultimo libro nato dalla penna della giornalista e scrittrice imolese, i cui diritti d’autore vengono devoluti dalla Pirazzini alla Fondazione Matteo Bagnaresi onlus. È la storia di Eleonora, che si snoda alternandosi tra il 1995 e il 2020, tra la giovinezza e la maturità: in principio l’allegria e la spensieratezza, in mezzo una vita cambiata, in fondo il tentativo di ritrovare e ottenere la pace. Con quella di Eleonora, si snoda la storia di Thomas, e poi non mancano incontri, scoperte, amicizie. «Ci sono quattro ragazze in vacanza che festeggiano nel 1995, in un’atmosfera gioiosa, quattro ragazze che amano la montagna – racconta Gabriella Pirazzini -. La protagonista è Eleonora che, poi, vivrà delle situazioni talmente forti che la sua vita non sarà più la stessa e, venticinque anni dopo, riaffronterà le persone e le situazioni che hanno cambiato tutta la sua vita. Eleonora tace a tutti il suo viaggio della maturità, parte da sola: la sua speranza è la pacificazione interiore. Nel romanzo, poi, ritornano anche le amiche, Giorgia, Sara e Francesca». (s.f.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 30 luglio.

Nella foto (Isolapress): Gabriella Pirazzini con il suo nuovo romanzo

«Il ritardo» è il nuovo romanzo di Gabriella Pirazzini
Cultura e Spettacoli 19 Agosto 2019

Scrittori consigliano scrittori – Gabriella Pirazzini

Gabriella Pirazzini ha sempre vissuto tra i libri. Giornalista televisiva imolese, ha dato alle stampe poesie, raccolte di racconti e un romanzo, La misura (Giraldi editore).

Che libri sta leggendo in questo periodo?

«È una domanda difficile perché io leggo sempre cinque, sei libri contemporaneamente. Tra questi c’è Ciclo mortale dell’amico Franco Gaddoni e Davide Menghi. Poi cerco sempre di leggere i libri finalisti al premio Strega come, per esempio, quest’anno Città irreale di Cristina Marconi».

Qualche consiglio di lettura?

«Direi sicuramente tutti i libri di Murakami, in particolare Kafka sulla spiaggia. Amo molto anche autrici come Agota Kristòf, Ingeborg Bachmann e Djuna Barnes ma sono letture un po’ impegnative magari non proprio adatte a essere affrontate sotto l’ombrellone».

Cosa leggeva durante l’infanzia?

«Avevo a disposizione la grande biblioteca di mio padre che conteneva tutti i premi Strega dell’epoca. Ricordo che leggevo John Steinbeck, Uomini e topi e poi, da adolescente, romanzi d’avventura di Salgari». (re.co.)

Nella foto: Gabriella Pirazzini

Scrittori consigliano scrittori – Gabriella Pirazzini
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2019

Misteri, paure e amore nel romanzo di Gabriella Pirazzini ambientato all'isola d'Elba

«L’isola non ha sapore. Odore, questo sì. Odore del vento che trapassa eucalipti e agavi, facendo ondeggiare fin nelle chiome le palme. E poi le bandiere. Degli hotel, dei residence, delle case. Bianco blu e verde i colori, e il mare su cui si riflette il grigio delle nubi, a strisce variegate, un po’ bianche dove il sole vorrebbe buttarsi fuori. E poi il rumore. Rumore delle onde, banale, ma c’è. Forte. Onde piccole sulla sabbia, onde larghe al largo, increspature ricorrenti e continue sospinte dal vento che si acuisce, e fa venire la pelle d’oca sulle gambe nude. Rumore del mare che fracassa la riva. E poi rumore del caterpillar intento al ripascimento del litorale, per ricolmare la mareggiata di due giorni fa. Due giorni fa io non ero qui». Ti fa tuffare immediatamente dentro alla storia, con uno sguardo che disegna velocemente e profondamente il panorama per poi convergere sul protagonista, l’inizio del nuovo romanzo di Gabriella Pirazzini, La misura (Giraldi editore). Nuovo e primo, in quanto la nota giornalista imolese – che per anni ha guidato Con i piedi per terra su Telesanterno e ora segue Con i frutti della terra che è una produzione Tam Tam Videopro in onda su Trc – finora si era dedicata con successo ai racconti ma non aveva mai dato alle stampe un romanzo.

Lo fa con questa storia profonda e delicata, dove le parole coinvolgono portando con loro sentimenti, introspezioni, dubbi e aneliti di speranza, e poi si fermano, concentrando l’attenzione su un momento, uno sprazzo di luce o un abisso più fondo, disegnando la vita. È la storia di una vacanza che, improvvisamente, evidenzia disagi e malesseri, apre prospettive, crea possibilità. È il racconto di una relazione, che si modifica e cresce, si arrotola su se stessa, sembra ripartire, ma chissà… È uno sguardo sull’interiorità degli uomini e delle donne, sulle loro paure, sulle loro speranze, sul destino a cui non si può sfuggire. Forse. Ed è anche un mistero da scoprire, un intrigo da svelare, un segreto che spunta e colpisce. Un libro che si legge chiedendosi con curiosità come andrà a finire, e che al contempo invita a riflettere, a interrogarsi su dubbi e insoddisfazioni su cui nella vita, prima o poi, si inciampa. E, a proposito di come finirà, bisogna prestare attenzione agli ultimi capitoli perché le possibilità, nella carta stampata come nella realtà, sono sempre numerose, e Gabriella Pirazzini trova un modo intelligente e curioso per mostrarlo.

«È nato come un finto romanzo – racconta quando la incontriamo, davanti ad un caffè -: le prime dieci righe sono nate all’isola d’Elba, dove ero andata a trovare un’amica. Le ho scritte d’impulso, di getto, con emozione. Poi, con il tempo, ci sono tornata sopra e ho immaginato una storia, quella di un francese attratto dall’isola d’Elba, che poi diventa il protagonista del romanzo. Avevo anche pensato di scrivere la storia di Etienne alternata a quella di un altro francese, che all’Elba c’è stato in esilio, Napoleone, immaginando i suoi giorni sull’isola».

Di Napoleone però non c’è traccia.

«No, perché scrivendo ho preso un’altra strada. Ho sviluppato molto Etienne, che è diventato il protagonista, ma ho dato vita anche ad altri personaggi, come la moglie di Etienne, e un’altra donna (di cui non sveliamo troppo, Ndr) che all’inizio era marginale ma è diventata via via centrale. Sono stati importanti anche i consigli che mi hanno dato Marilù Oliva, che avevo conosciuto anni fa e che ha scritto la prefazione al romanzo, e la mia editor Silvia Fraccaro che ha vissuto la storia insieme a me. È stato un lavoro lungo e attento».

Il romanzo mette lo sguardo dentro ad una coppia, tra difficoltà, ferite, rancori, gioie, amore, speranze, inglobando poi chi sta attorno a loro.

«È un romanzo di relazione, poiché racconta la difficoltà di una coppia alle prese con un nodo irrisolto».

E c’è un momento importante: il viaggio, che porta ad una svolta di vita.

«Il viaggio determina sempre un cambiamento. Qui, poi, porta e trovare il proprio passato e il proprio senso».

Un tema importante, di cui scrivi in tante sfaccettature e contrari, è la paura: paura di essere solo, di amare, di andare, di restare, di crescere, di rimanere bloccati, di trovare risposte, di non trovarle…

«È un tema fondamentale. Cristina Valenti, che mi ha presentato a Bologna, ha detto che “paura” è la parola più presente nel romanzo… le ha contate!», ride.

Proprio perché le sfaccettature della vita sono infinite… un finale non bastava?

«Il finale della prima versione del romanzo era uno, il primo dell’ultimo capitolo, quello che spinge alle ricerche per annientare i segreti. Ma poi ho continuato a pensare e sono nati altri due epiloghi, per cui ho voluto pubblicarli, per lasciare un finale aperto, e sottolineare come segreti e bugie lascino sempre tracce indelebili. Nel romanzo, è il personaggio maschile quello che si interroga di più, anche se in realtà ognuno cerca la salvezza, benché a volte lo facciano con bugie o stratagemmi».

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 24 gennaio

Nella foto (di Isolapress) Gabriella Pirazzini con il suo libro «La misura»

Misteri, paure e amore nel romanzo di Gabriella Pirazzini ambientato all'isola d'Elba

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