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Sport 11 Settembre 2019

Ultra trail, ritiro per Gianluca Galeati al Tor des Geants

Niente da fare. Dopo la nona posizione dello scorso anno Gianluca Galeati non è riuscito a concludere l”edizione 2019 del Tor des Geants, la massacrante gara di ultra trail lunga 350 km e partita domenica scorsa da Courmayeur.

Questa mattina l”atleta imolese, come comunicato dal suo team sulla pagina Facebook, «si è dovuto fermare ad Oyace a seguito di ore e ore molto difficili nel corso di quella che sarebbe stata l’ultima notte, in cui idratazione e alimentazione sono state fortemente compromesse. Inutile ma doveroso ricordare che prima di prendere questa scelta, unitamente al consulto medico, Gianluca abbia lottato con tutte le forze disponibili».

Un vero peccato, anche perché in quel momento Galeati occupava il quinto posto in classifica generale dopo due giorni, 16 ore e 24 minuti di gara. (d.b.)

Nella foto: Gianluca Galeati

Ultra trail, ritiro per Gianluca Galeati al Tor des Geants
Sport 7 Settembre 2019

L'imolese Gianluca Galeati è pronto per il suo 7° Tor des Geants

«Tante persone fanno il tifo per noi. E’ difficile dire di no, il richiamo del Tor si fa già sentire». Un anno fa Gianluca Galeati, 36enne imolese, aveva chiuso così la sua chiacchierata con sabato sera, dopo aver portato a termine il Tor des Geants, la più massacrante e prestigiosa gara ultra-trail (la corsa estrema in montagna). Facile spiegarla: circa 350 km effettivi, 27.000 metri di dislivello positivo (considerando, cioè, solo la salita), partenza domani, domenica 8 settembre, e 150 ore a disposizione (il tempo massimo) per completare il percorso sulle due Alte Vie della Valle d’Aosta (con i 4 Giganti delle Alpi, per intenderci: Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Monte Cervino). Vince chi impiega meno tempo: i più forti, che chiudono in 70 ore o poco più, riposano circa un paio di ore. Galeati ritaglia il tempo per allenarsi tra il lavoro (controllo qualità in azienda) e la famiglia, che da pochi giorni si è allargata con la nascita della secondogenita Bianca (congratulazioni!). Ma l’esperienza non gli manca: sarà la sua settima partecipazione al «Tor», concluso nel 2014 (7° posto), nel 2015 (2°), quando sfiorò il successo nell’edizione con le peggiori condizioni climatiche di sempre, e nel 2018 (9° in 85 ore, 42 minuti e 6 secondi).

Gianluca, siamo pronti?

«Sì. Quest’anno ho passato meno tempo in Valle d’Aosta, anche perché stava per nascere mia figlia, ma in cinque giorni ho praticamente completato il percorso. Ad agosto ho fatto 30.000 metri di dislivello, ormai mi conosco, è la soglia che mi fa sentire pronto alla sfida». (m.m.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 settembre.

Nella foto: Gianluca Galeati

L'imolese Gianluca Galeati è pronto per il suo 7° Tor des Geants
Sport 9 Settembre 2018

L'ultra-runner imolese Gianluca Galeati e il richiamo della montagna. Oggi inizia il suo sesto Tor des Geants

Oggi a mezzogiorno riparte l’avventura del Tor des Geants, il più impegnativo e prestigioso appuntamento ultra-trail (la corsa estrema in montagna). Ricomincia anche la sfida dell’imolese Gianluca Galeati a una gara che nel 2015 stava per vincere. Il Tor des Geants è un marchio registrato con 330 km da percorrere sulle due Alte Vie della Valle d’Aosta (ci sono i 4 Giganti delle Alpi, cioè Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Monte Cervino), per un totale di 24.000 metri di dislivello positivo. In realtà, negli ultimi anni il percorso ha visto alcune piccole modifiche che hanno portato il totale a ben 355 km, con 28.000 metri di dislivello positivo.

Le regole sono semplici: si parte a mezzogiorno e ci sono 150 ore di tempo (una settimana) per riuscire a terminare la prova entro il tempo massimo. Gli atleti al via (quasi 900) possono fermarsi a mangiare e riposare nelle basi-vita distribuite lungo il percorso, ma chi lotta per la vittoria si ferma ogni volta solo per una manciata di minuti, concludendo la prova in 70-80 ore (comprese le 2-3 ore dormite, sommando tutti i micro-sonni). Galeati, 35 anni, è alla sesta partecipazione.

Gianluca, come ti sei preparato?

«A luglio ho partecipato all’Andorra Ultra Trail (170 km, 13.000 metri di dislivello positivo) chiudendo al secondo posto, nonostante un errore organizzativo nella segnalazione del percorso. Tre settimane dopo ho partecipato al Monte Rosa Walser Trail (114 km, 8.000 di dislivello): ero ancora affaticato dall’impegno precedente, ma ho vinto. Forse due gare così toste sono troppe, ma è più allenante per la testa. Poi ho continuato a correre con le ferie in montagna: ormai posso dire di sapere come ci si prepara e come si corre il Tor des Geants, ma quando ci si spinge al limite la sfiga è sempre dietro l’angolo».

Per dare qualche numero in più sulla preparazione fisica?

«Nel 2015 sono arrivato al Tor con 180.000 metri di dislivello positivo nelle gambe. Più di 30.000 al mese non riesco a farli, considerando che ho anche un lavoro e abito in pianura. Sono 1.85 di altezza e peso 68-70 kg quando sono tirato. A riposo il mio cuore ha circa 32 battiti: è un parametro importante, quando ne ho più di 40 vuol dire che sono stanco e devo recuperare».

Insomma, arrivi al Tor in grande forma.

«Meglio non dire niente, anche nel 2016 e 2017 mi sentivo bene… poi mi sono ritirato. Come sostengo sempre, è inutile parlare di pronostici o degli avversari più forti: in una gara così lunga e massacrante, riuscire a tagliare il traguardo è già un’impresa. Poi, quando lotti per le prime posizioni, tutti i dettagli fanno la differenza e sorgono mille complicazioni in più».

Ci sarà il tuo team di supporto?

«Ci saranno Giada (compagna di Gianluca, nda), Maurino, Olly e un nuovo ingresso, Andrea. Non ci sarà Marco, che negli anni precedenti ha coordinato il team, ma dopo il suo grande lavoro passato, il gruppo è collaudato».

Cosa ti spinge a provarci di nuovo?

«Per noi che corriamo in montagna è una specie di richiamo. Non ci vado per vincere, ma perché nella settimana del Tor si vive un’esperienza quasi mistica. Giornate intere da soli in mezzo alla montagna, in una sorta di dimensione parallela. E poi è bello anche prepararsi per un anno intero per un appuntamento così atteso. Due ritiri consecutivi oltre i 200 km lasciano l’amaro in bocca: è come una classica del ciclismo o il Tour de France, la gara è lunga ma le emozioni più intense si vivono solo nel finale. Non lo dico in giro, ma un po’ di voglia di arrivare in fondo di nuovo ce l’ho».

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» del 6 settembre.

Nella foto: Gianluca Galeati

L'ultra-runner imolese Gianluca Galeati e il richiamo della montagna. Oggi inizia il suo sesto Tor des Geants
Sport 21 Luglio 2018

Ultra Trail, l'imolese Gianluca Galeati secondo ad Andorra nei 170 km della Ronda dels Cims

Grande risultato per Gianluca Galeati all’Andorra Ultra Trail. Il runner imolese ha chiuso al secondo posto la Ronda dels Cims, il percorso più lungo con 170 km da affrontare e un dislivello positivo di 13.500 metri. Un risultato straordinario, anche dal punto di vista cronometrico: Galeati ha chiuso in 31 ore 58’25”, considerando i 30 minuti che l’organizzazione ha «abbuonato» all’imolese per via di un errore nella segnalazione del percorso che lo ha penalizzato notevolmente, condizionando forse anche la lotta per il successo.

A vincere è stato lo spagnolo Albert Herrero Casas in 31h45’41”, ma Galeati ha avvertito sensazioni molto positive che sono un ottimo viatico in avvicinamento al Tor des Geants, la regina delle gare di Ultra Trail con i suoi 330 km (24mila metri di dislivello positivo) lungo le due Alte Vie della Valle d’Aosta. Una gara che partirà il 9 settembre, a cui Gianluca Galeati prenderà parte con il sogno di migliorare la sua miglior prestazione. Nel 2015, infatti, l’imolese riuscì a concludere il massacrante Tor des Geants al 2° posto, a soli 24 minuti dal vincitore.

ma.ma.

Nella foto: Gianluca Galeati

Ultra Trail, l'imolese Gianluca Galeati secondo ad Andorra nei 170 km della Ronda dels Cims

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