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Economia 18 Ottobre 2019

Crisi Mercatone Uno, torna in ballo l'ipotesi di lasciare il centro direzionale di Imola giudicato troppo oneroso

L’ipotesi di trasferire altrove gli uffici della sede imolese del gruppo Mercatone Uno ritorna in ballo. Lo farebbe supporre quanto affermato dai commissari straordinari Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione e Luca Gratteri, durante l’incontro al ministero dello Sviluppo economico (Mise) dello scorso 8 ottobre. «I commissari – ci aggiorna Stefano Biosa, della Filcams-Cgil di Bologna, presente all’incontro a Roma – hanno parlato della sede di Imola solo in termini di costi, oltre 1 milione all’anno, ma non di ricollocazione del personale. E questo ci lascia perplessi. Oggi in via Molino Rosso lavorano solo 12 persone su un unico piano, su un totale di una cinquantina di lavoratori effettivi a tempo indeterminato, che da quando l’ex proprietà Shernon Holding è fallita e i punti vendita sono stati chiusi, sono in cassa integrazione. I 12 addetti sono amministrativi che curano gli adempimenti e la contabilità al servizio della procedura di amministrazione straordinaria. Quanto detto fa quindi pensare che per i commissari quello non sia più strategico, forse perché, se l’azienda verrà acquisita a pezzi, non servirà più una sede amministrativa unica».

L’intenzione di trasferire gli uffici amministrativi nel bolognese era già stata annunciata ai sindacati nel luglio 2018, da parte dell’allora proprietà Shernon Holding. Poi però non se ne fece nulla. L’immobile, così come la grande biglia dedicata al ciclista Marco Pantani inaugurata nel 2005, restano di proprietà della società Cve, una delle tante controllate dalla famiglia del fondatore del gruppo Mercatone Uno, ma non tra quelle finite in amministrazione straordinaria. A tutt’oggi Cve è sotto sequestro preventivo, in relazione al procedimento penale in corso al tribunale di Bologna per bancarotta fraudolenta che vede coinvolti gli ex soci e le figlie del fondatore Cenni. Dunque, al momento, la vendita dell’immobile è fuori discussione. Lo scorso 8 ottobre, al Mise, i commissari straordinari hanno fatto il punto anche sul piano di cessione dei punti vendita del gruppo.

Il bando per la presentazione di proposte vincolanti di acquisto scade il 31 ottobre, data decisiva per capire le sorti del gruppo finito una prima volta in amministrazione straordinaria, venduto in parte al gruppo Cosmo (13 punti vendita) e in parte a Shernon Holding (55 punti vendita più il centro direzionale). Quest’ultima, dopo nemmeno un anno di gestione, è fallita lo scorso maggio e si è riaperta l’amministrazione straordinaria. «E’ stato comunicato – prosegue Biosa – che sono stati contattati 144 potenziali investitori, sia italiani che esteri. Di questi, 24 soggetti, del settore dell’arredamento ma non solo, hanno manifestato il loro interesse; il numero dovrebbe salire a 30 entro fine mese. Solo in 11, però, hanno finora già avuto accesso alle informazioni aziendali. Bisogna poi vedere se queste manifestazioni di interesse si tradurranno in vere e proprie proposte di acquisto, per cui, al momento, non c’è niente di definito». (lo. mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 ottobre

Crisi Mercatone Uno, torna in ballo l'ipotesi di lasciare il centro direzionale di Imola giudicato troppo oneroso
Cronaca 21 Maggio 2018

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice

A Fontanelice si lavora per organizzare i gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa. Il primo incontro si è tenuto lunedì 16 aprile alla presenza del sindaco Athos Ponti, del capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola Claudio Gallù, di Gabriele Ceroni del corpo circondariale di polizia municipale e dei cugini Elena e Federico Visentin, ideatori del sistema «Tamtam Fadora», che prevede l’invio di sms di allerta a tutti gli iscritti al gruppo, che pagano una piccola quota per l’acquisto dei pacchetti di messaggi. «Al momento ci sono una ventina di adesioni – spiega il sindaco, Athos Ponti -. Adesso abbiamo preso contatti con un operatore telefonico per attivare il gruppo. Abbiamo scelto di usare i messaggi normali al posto dell’applicazione Whatsapp (molto usata in altre zone perché gratuita a patto di avere una connessione internet, ndr), in modo che sia facilmente utilizzabile anche da chi non ha dimestichezza con gli smartphone e per la conformazione del nostro territorio, visto che internet non funziona sempre bene ovunque».

L’iniziativa non è stata promossa da alcuna associazione specifica, ma c’erano state sollecitazioni in Comune per avviarla. Punto centrale è la collaborazione con le forze dell’ordine. «Sono loro i primi da avvisare in caso di segnalazioni importanti» ricorda il sindaco. Subito dopo si dovrà procedere mandando un messaggio di allerta ad un numero del gruppo che, automaticamente, girerà l’allerta agli iscritti. I referenti, scelti in accordo con i carabinieri, sono Massimo Salvini e Mario Giovannini.

Tra i loro compiti ci sono quello di raccogliere le nuove adesioni e di fare da collegamento con i gruppi di controllo del vicinato dei comuni vicini, tra cui i due appena nati a Casalfiumanese che, tuttavia, usano Whatsapp.«Abbiamo attivato da poco  la piattaforma per i messaggi e stiamo procedendo ad alcune prove, per ora sta funzionando tutto» spiega il referente Massimo Salvini che, assieme a Mario Giovannini, sottolinea «l’importanza di collaborare con i gruppi di controllo di vicinato creati a Casale», sia per confrontarsi sia per avere ulteriori nominativi da avvisare in caso di allerte di furti avvenuti nella vallata del Santerno.

re.con.

Nella foto: l”incontro del 16 aprile scorso

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice

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