Posts by tag: igiene

Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 7 Maggio 2019

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni

«Lavarsi le mani è la regola più semplice per difendere la nostra salute». Affermazione che può apparire persino banale quella di Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell’Azienda Usl di Imola, ma forse non tanto scontata se l’Organizzazione mondiale della sanità ha dedicato proprio all’igiene delle mani una giornata, il 5 maggio. Giornata alla quale aderisce anche l’Ausl di Imola con una serie di iniziative di promozione all’interno dell’ospedale dedicate ai pazienti ma anche agli utenti. «Lavare le mani – spiega la Bedosti – serve ad allontanare dalla cute i germi patogeni che possono essere causa di malattia. Batteri e virus, infatti, si annidano facilmente tra le dita e sotto le unghie e se molti di questi non sono nocivi per la nostra salute, alcuni possono invece scatenare malattie più o meno gravi». Ecco allora, e solo per citarne alcune, infezioni intestinali e congiuntiviti. Ed ecco perché è necessario lavarsi le mani, soprattutto in certe circostanze. «Quando usciamo dalla toilette, quando tocchiamo degli alimenti o dopo aver utilizzato i mezzi pubblici», elenca la Bedosti.

Ma la lista potrebbe essere molto più lunga perché ogni giorno siamo esposti a rischi e contaminazione attraverso le mani. Sarebbe utile, infatti, lavarsi le mani dopo aver tossito, starnutito od essersi soffiati il naso, essere stati a contatto con gli animali, maneggiato denaro. Ma anche prima di mangiare, somministrare dei farmaci, medicare o toccare una ferita. Ma questo non basta perché è necessario seguire una corretta tecnica di lavaggio utilizzando sapone e acqua corrente, preferibilmente tiepida. «Un’attenzione particolare la dobbiamo dedicare alle superfici – precisa la Bedosti -, dunque ai palmi, al dorso e poi alle dita e allo spazio intorno alle unghie strofinando per almeno trenta secondi. Segue il risciacquo abbondante e un’asciugatura con carta usa e getta, un asciugamano personale pulito o un dispositivo ad aria calda». Quando ci laviamo nei bagni pubblici, poi, i rubinetti andrebbero chiusi con carta usa e getta. E’ egualmente importante anche non esagerare coi lavaggi per evitare di eliminare il manto protettivo che avvolge la pelle. E’ bene, quindi, applicare periodicamente una crema o lozione idratante per prevenire le irritazioni, in caso di detergenti troppo aggressivi o dopo lavaggi prolungati. I batteri, infatti, prolificano più facilmente sulla pelle secca e screpolata.

Altro elemento importante è il sapone che si utilizza. «Il detergente da preferire è quello privo di sostanze alcaline e con ph 5,5 – tiene a chiarire la Bedosti -. Ma meglio ancora sarebbe utilizzare prodotti liquidi erogati da un dispenser perché le saponette diventano terreno di coltura per i germi, specialmente se mantenute in un ambiente umido». Ricordiamoci, inoltre, che se riutilizziamo il dispenser è bene non rabboccarlo ma, terminato il sapone, procedere alla pulizia e poi riempirlo. Il sapone solido, invece, va risciacquato dopo l’uso e messo ad asciugare su una griglia. E se manca l’acqua? «Possiamo utilizzare le soluzioni a base alcoliche che si possono acquistare facilmente nei supermercati per igienizzare le mani a secco – risponde la Bedosti -. Dobbiamo ricordarci, però, che l’utilizzo di questi prodotti senza l’uso di acqua è indicato solo se le mani non sono visibilmente sporche perché l’alcool fissa le impurità e quindi si peggiora la situazione». Piccoli gesti per grandi effetti. (Alessandra Giovannini)

Nella foto: Catia Bedosti, coordinatrice assistenziale area rischio clinico dell”azienda Usl di Imola

«Rubrica salute», l'igiene delle mani è la prima misura contro le infezioni
Cronaca 13 Febbraio 2019

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini

Pare proprio che i piccioni siano il nemico numero uno per l”Amministrazione comunale imolese. Dopo il giro di vite deciso nei giorni scorsi con l”ordinanza che vieta di dar da mangiare ai volatili e impone multe da 25 a 500 euro (vedi link), ora l”assessore all”Ambiente, Andrea Longhi, sta pensando all”ipotesi di ricorrere al falco pellegrino per dare la caccia ai piccioni e ridurre così la loro presenza.

La soluzione, che pare aver avuto successo in alcuni comuni dove è stata sperimentata, è stata valutata dall”assessore insieme al dottor Ivano Avoni, veterinario delegato imolese della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e consiste nel favorire l”insediamento del rapace nel territorio. Il falco pellegrino è infatti un naturale e implacabile nemico dei piccioni: secondo le stime, una coppia di falchi pellegrini può catturarne fino a 600 in un anno.

Favorirne l”insediamento comporta un impegno a creare le condizioni ideali perchè si riproduca nel territorio, mediante la realizzazione di nidi artificiali, realizzati secondo i criteri utilizzati dal falco in natura per costruire il proprio nido, nei punti più alti del centro città. Per individuare i punti più adatti, lunedì prossimo l’assessore Longhi e il dottor Avoni faranno un sopralluogo in alcuni dei posti più elevati al fine di verificare la loro idoneità ad ospitare i nidi per accogliere il falco pellegrino, per poi procedere con le installazioni e attendere che i rapaci facciano la loro parte. (r.cro.)

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori

Multe da 25 a 500 euro per chi dà da mangiare ai piccioni. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, l’8 febbraio scorso e appena entrata in vigore. Il provvedimento, nato con l’intento di contenere la presenza di piccioni nell’ambito urbano, prevede il divieto per chiunque, in tutta la zona urbana di Imola e delle frazioni (delimitata dai cartelli di inizio del centro abitato, in base al Codice della strada), di «somministrare ai piccioni ed altri volatili selvatici, con espresso divieto di gettare al suolo sia pubblico che privato, granaglie, sostanze di scarto e avanzi alimentari».

Non solo: l’ordinanza dispone anche l’obbligo per i proprietari di edifici situati in ambito urbano per chiunque a qualsiasi titolo vanti diritti su immobili, esposti alla nidificazione ed allo stazionamento dei piccioni, di «mantenere pulite da guano o uccelli morti le aree private sottostanti i fabbricati e le strutture interessate dalla presenza dei volatili; di schermare con apposite reticelle o altra modalità idonea, ogni apertura di soffitte, solai, sottotetti, onde impedire l’accesso ai piccioni per il riparo e la nidificazione». 

Diversi i motivi che hanno portato all’emissione del provvedimento, tutti citati nell’ordinanza stessa. In primo luogo, la constatazione che «la presenza di piccioni allo stato libero sul territorio comunale in ambito urbano, ha generato l’insorgere di problematiche di carattere igienico-sanitarie, con conseguenti disagi connessi sia all’accumulo del guano maleodorante, sia alla preoccupazione per il rischio potenziale di malattie infettive e parassitarie veicolate da volatili». Inoltre, si prende atto del fatto che gli interventi compiuti negli anni dal Comune per il contenimento della popolazione dei piccioni con metodi ecologici (in attuazione delle previsti dal piano quinquennale di controllo di cui alla L. 157/1992 elaborato dalla Regione) hanno avuto un’efficacia «comunque limitata oltre che controversa».

 Sono poi stati considerati altri tre fattori: la consapevolezza che «l’eccessiva presenza di volatili, pregiudizievole non solo delle condizioni igienico sanitarie ma anche del decoro pubblico, è determinata, tra l’altro, dalla somministrazione di cibo ai piccioni ed altri volatili selvatici per dispersione e/o abbandono nell’ambito urbano», le « numerose segnalazioni circa gli effetti di deterioramento del suolo e degli edifici, degrado delle strutture e scadimento delle condizioni igieniche dell’abitato determinati dal guano e «l’abitudine dei piccioni ad occupare soffitte, solai, sottotetti, specialmente di edifici disabitati» cosa che «favorisce la nidificazione in ambito urbano con aggravio delle condizioni igieniche». 

E’ il caso di sottolineare, infine, che la nuova ordinanza sostituisce quella precedente in materia, risalente al 2001, con l’avvertenza che anche la disposizione appena entrata in vigore «potrà essere revocata o rimodulata in funzione dei risultati conseguiti a contenimento della popolazione dei piccioni in ambito urbano». (r.cro.)

Immagine tratta dal sito del Comune di Imola

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori

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