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Cronaca 30 Gennaio 2020

Un incontro con il vivaista Luca Agostini per parlare del giardino secco, che non necessita di acqua e concimi

L’associazione «Nel giardino, nella natura» organizza per venerdì 31 gennaio a Imola, nel salone di palazzo Tozzoni (ore 18, ingresso libero), l’incontro dal titolo «Il giardino senz’acqua». «Luca Agostini, titolare del vivaio Mates piante, a Orbetello – anticipano gli organizzatori – fornirà tanti spunti per adeguare i nostri giardini ai nuovi cambiamenti climatici». Nel cuore della Maremma, Agostini sta infatti realizzando un giardino «secco», con un metodo di progettazione e cura finalizzati al risparmio di acqua e ad evitare l’uso di pesticidi e concimi chimici.

«Le piante presenti nel grande giardino – spiegano dall’associazione – provengono dalle serre del vivaio, dove sono coltivate in vasi particolari che ne favoriscono l’attecchimento una volta messe a dimora. Si eseguono innaffiature manuali solo nei primi periodi dopo il trapianto e al massimo una o due volte all’anno se necessario; nel giardino non c’è impianto di irrigazione. Non vengono eseguite concimazioni né trattamenti antiparassitari. La manutenzione è quindi ridotta al minimo; per una estensione di circa quattro ettari sono necessari solamente dieci giorni di lavoro al mese, contro l’impegno giornaliero di due persone in un giardino tradizionale di uguale estensione. Le piante perenni coltivate, inoltre, prendono il sopravvento sulle infestanti annuali o biennali, che non sono così un problema né di manutenzione né estetico».

Le specie e varietà di piante,nostrane e non, che sono adatte alla coltivazione nei climi mediterranei sono circa 4-5 mila. «Il vivaista toscano – concludono – ne coltiva più di 1.500 e le testa nel suo giardino dimostrativo per sperimentare come sia possibile creare spazi verdi ecosostenibili e a bassa manutenzione, due caratteristiche ormai imprescindibili nella realizzazione di giardini». (r.cr.)

Nella foto un giardino «secco»

Un incontro con il vivaista Luca Agostini per parlare del giardino secco, che non necessita di acqua e concimi
Cronaca 10 Gennaio 2020

CooperAttivaMente e Istituto Ramazzini insieme per parlare di qualità dell'aria e rischi per la salute

Quanto è importante la qualità dell’aria ai fini della salute delle persone? Ne parlerà giovedì 16 gennaio, nel terzo incontro della rassegna CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, il dottor Daniele Mandrioli, ricercatore dell’Istituto Ramazzini. «Siamo l’aria che respiriamo» è il titolo dell’evento, che avrà luogo a partire dalle 18.30 nella sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione di Imola, in via Emilia 25. All’inquinamento e alle conseguenze sul benessere di ogni individuo l’Istituto Ramazzini dedica una parte della sua attività di ricerca, anche in qualità di partner tecnico del Laboratorio Aria, nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e Università di Bologna, Arpae, Ausl Bologna e Città metropolitana.

Si tratta, come si legge sul sito della stessa Fondazione, di un «percorso sperimentale di confronto e collaborazione tra soggetti diversi per creare attenzione e azione intorno al tema della qualità dell’aria. Attraverso il Laboratorio Aria, si intende accrescere la consapevolezza del problema in città, creando un flusso informativo costante, facendo dialogare i diversi sistemi e le tecnologie di misurazione e monitoraggio della qualità dell’aria già attivi e stimolando comportamenti che riducano l’impatto e i rischi perla salute». Uno degli strumenti messi a punto dal Laboratorio è un Decalogo che raccoglie consigli e buone pratiche, compilato su dieci domande rivolte ad esperti sul tema e sulle risposte date in un lavoro di redazione che ha coinvolto Ausl di Bologna, Arpae e Ramazzini. Tra le domande selezionate ci sono, ad esempio: «Respiro un’aria peggiore andando a piedi, in bicicletta o in auto?» oppure «La mascherina antismog è una misura per proteggermi dall’inquinamento?». E ancora: «È vero che se porto il mio bambino in passeggino respira un’aria peggiore rispetto al portarlo in braccio?» e così via.

Lo scopo è, come si può intuire, fornire maggiori conoscenze sul tema dell’inquinamentoe sulla sua relazione con la salute, dando anche suggerimenti su quali comportamenti tenere per ridurre i rischi. Una tematica, insomma, molto in linea con le motivazioni che hanno portato alla rassegna di CooperAttivaMente dedicata all’ambiente e alla salute e in generale con i principi del progetto CooperAttivaMente, promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega, in collaborazione con varie realtà cooperative e associative del circondario imolese, con l’intento di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. (mi.ta.)

CooperAttivaMente e Istituto Ramazzini insieme per parlare di qualità dell'aria e rischi per la salute
Cronaca 13 Dicembre 2019

Per la rassegna «Senza distinzione alcuna» arriva a Imola lo scienziato Sammy Basso

Nell”ambito della serie di iniziative «Senza distinzione alcuna, percorsi di uguaglianza ed equità», è in programma stasera, venerdì 13 dicembre alle 20.45, nella ex chiesa del complesso manicomiale dell”Osservanza (ingresso da via Padovani), l”incontro con un”icona della divulgazione scientifica, Sammy Basso, un ragazzo di 23 anni intrappolato nel corpo di un ottantenne a causa di una rarissima malattia genetica, la Progeria o Sindrome di Hutchinson-Gilford, che oggi colpisce 70 bambini in tutto il mondo di cui 5 in Italia.

Laureato in Scienze naturali e studente in Biologia molecolare oggi è Cavaliere al merito della Repubblica italiana per l’impegno nella ricerca. Conduce la serata, intitolata «Insolitamente giovane», la giornalista Alessandra Giovannini. (r.cr.)

La foto è tratta dalla pagina Facebook di Sammy Basso

Per la rassegna «Senza distinzione alcuna» arriva a Imola lo scienziato Sammy Basso
Cronaca 11 Dicembre 2019

Per la rassegna CooperAttivaMente «Ambiente e salute» un incontro per parlare di «Dieta artificiale»

Secondo appuntamento, domani sera, 12 dicembre 2019, con la rassegna CooperAttivaMente dedicata ai temi dell”ambiente e della salute. Dopo la serata introduttiva del 28 novembre, con protagonista la direttrice dell”istituto Ramazzini Fiorella Belpoggi, il secondo incontro, in programma domani alle 18.30 a Imola, nella sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione in via Emilia 25, sarà incentrato sul tema «Dieta artificiale». Relatrice dell”incontro la dottoressa Fabiana Manservisi, coordinatore Ricerca e Innovazione del Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni” dell”Istituto Ramazzini.

Il significato del titolo scelto è così spiegato dalla stessa dottoressa Manservisi: «Si stima che l’alimentazione sia responsabile del 30-40% di tutti i tumori negli uomini e fino al 60% nelle donne. In particolare, può giocare un ruolo importante nel 70% dei tumori del colon retto, nel 50% dei tumori della mammella nelle donne (soprattutto in post-menopausa) e del pancreas. Gli attuali stili di vita sempre più frenetici, la grande disponibilità di cibo e la sempre più diffusa sedentarietà, hanno determinato importanti modificazioni alla nostra alimentazione. Ciò ha comportato la nascita di nuove proposte alimentari, ricche di cibi lavorati e processati (dieta artificiale) oltre che uno squilibrio del bilanciamento energetico con conseguente obesità e/o carenze nutrizionali. Un corretta e sana alimentazione dal punto di vista qualitativo e quantitativo è il primo importante investimento che possiamo fare per la nostra salute».

La rassegna dedicata all”ambiente e alla salute prevede, inoltre, che a tutti i partecipanti venga offerto uno sconto del 20% su prestazioni sanitarie (eccetto i prelievi) e un “coupon prevenzione” valido per una visita gratuita over 65 anni utilizzabile al Poliambulatorio di via Libia a Bologna e Centro clinico di Ozzano Emilia. CooperAttivaMente è il progetto, ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e da Coop Bacchilega, in collaborazione di volta in volta con varie associazioni e realtà locali e non solo, con l”intento di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. (r.cr.)

Nella foto la ricercatrice dell”Istituto Ramazzini Fabiana Manservisi

Per la rassegna CooperAttivaMente «Ambiente e salute» un incontro per parlare di «Dieta artificiale»
Cultura e Spettacoli 19 Novembre 2019

Torna CooperAttivaMente con «Altri sguardi» sulla storia e sul ruolo delle donne nei secoli

«Altri sguardi» sulla storia. Domani, mercoledì 20 novembre la rassegna Cooperattivamente si occuperà, in collaborazione con la Società italiana delle Storiche e con l’associazione PerLeDonne, di un tema particolare, che potremmo semplificare come il rapporto tra le donne e la storia. Il presupposto è che la storia, in generale, è raccontata al maschile: poche sono le donne di cui si parla e poche erano, fino a poco tempo fa, quelle che se ne occupavano. Il 20 novembre, appunto, saranno a Imola (ore 18, sala delle Stagioni) Francesca Minen e Caterina Di Paolo, rispettivamente autrice dei testi e illustratrice del volume «Le civiltà dei fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti». Il libro fa parte, insieme a «Preistoria», l’altro volume già pubblicato, della collana «Storie nella Storia», edita da Settenove, nata con l’obiettivo di fornire, appunto, un approccio nuovo e diverso alla storia, più rispettoso del ruolo femminile, più vicino alle persone comuni, alla descrizione della società, della vita quotidiana, dei rapporti all’interno delle famiglie.

A dialogare con le autrici saranno Assunta Di Sario in rappresentanza dell’associazione PerLeDonne di Imola e la giornalista di «sabato sera» Milena Monti. Non a caso l’associazione PerLeDonne ha inserito l’appuntamento nel calendario delle iniziative in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ritenendo che, accanto all’aiuto concreto alle donne vittime di violenza di genere svolto quotidianamente attraverso il Centro antiviolenza, occorra un lavoro culturale che ridefinisca in maniera intelligente, nelle diverse fasi della storia umana, il ruolo delle donne. Un approccio che vede d’accordo Francesca Minen. «Il problema – spiega – è che la storia è fatta da uomini, che ne scrivono una versione fatta di guerre e politica, poco attenta ai fatti meno roboanti, ma fondamentali -. Anche la ricerca archeologica privilegia il palazzo, il tempio e non invece i centri di insediamento della popolazione. I fondi venivano dati a grandi scavi, statue colossali, corredi d’oro ed’argento, non per portare alla luce i luoghi in cui abitavano le persone normali. Ora si fa più attenzione a questa storia più puntuale, alla vita di ogni giorno, all’attività produttiva svolta dalle donne, che in genere lavoravano in casa ma preparavano il cibo, producevano vestiario, si occupavano di piccoli e anziani, realizzavano utensili, anfore,ciotole. Non erano retribuite, quindi in genere non si considera come lavoro».

Il libro «Le civiltà dei fiumi» prende in esame quattro civiltà sviluppatesi lungo il corso di grandi fiumi: la Mesopotamia (Tigri ed Eufrate), l’Egitto (Nilo), la Cina (fiume Giallo e fiume Azzurro) e la valle dell’Indo (fiume Indo appunto),nel subcontinente indiano. Per quanto riguarda le fonti, Minen osserva: «Quando ci sono si usano le fonti scritte, ma nel caso della valle dell’Indo la scrittura non è ancora stata decifrata. In questo caso ci si appoggia su dati archeologici. Tuttavia, anche in presenza di fonti scritte, occorre sempre chiedersi da chi sono state scritte e per quale fine. Quasi mai le autrici sono donne e di solito i documenti che si trovano sono amministrativi, economici,storici. Si tratta di dati funzionali, spesso mirati ad affermare l’ideologia del sovrano. Tornando alle donne, si trovano menzionate, ma molto difficile è trovare delle scrittrici. In Mesopotamia però,intorno al 2000 a.C., è vissuta Enheduanna, la prima poetessa di cui sappiamo il nome

Accanto a Francesca Minen ha lavorato al libro, in qualità di autrice delle illustrazioni, Caterina Di Paolo. «Illustrare i testi della collana è una sfida grande per me – confessa-. Non è un progetto in cui posso avere carta bianca. Certamente lavoro seguendo il mio stile, ma nell’ambito di parametri precisi. L’idea di costruire una serie illustrata su questo tema aiuta perché non si tratta di volumi didattici, nei quali l’illustrazione è poca e non preponderante. In questa collana l’illustrazione e lo scritto insieme aiutano ad approcciare un tema difficile come la parità di genere, a renderlo più vicino alla comprensione e a produrre empatia in chi legge». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto: la copertina del libro “Le civiltà dei fiumi” e le autrici Francesca Minen (in alto) e Caterina Di Paolo (in basso)

Imola

Torna CooperAttivaMente con «Altri sguardi» sulla storia e sul ruolo delle donne nei secoli
Cultura e Spettacoli 13 Novembre 2019

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne

Terzo appuntamento della stagione 2019-2020 della rassegna Cooperattivamente mercoledì 20 novembre alle 18 alla Sala delle Stagioni di Imola. In collaborazione con la Società italiana delle Storiche e l”associazione imolese Perledonne, è in programma «Sguardi di genere», incontro con Francesca Minen e Caterina Di Paolo, rispettivamente autrice e illustratrice del libro «Le Civiltà dei Fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti» della collana «Storie nella Storia», edita da Settenove e coordinata da Elisabetta Serafini. Le due ospiti dialogheranno nell”occasione con la giornalista di «sabato sera» Milena Monti e con Assunta Di Sario dell’associazione Perledonne.

L”appuntamento del 20 novembre fa parte del calendario di iniziative che l”associazione Perledonne promuove in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il motivo della scelta è legato alla convinzione delle socie di Perledonne che la violenza di genere debba essere combattuta non solo aiutando concretamente le vittime, bensì anche promuovendo un lavoro culturale che ridefinisca in maniera intelligente, nelle diverse fasi della storia umana, il ruolo delle donne. Non a caso l’associazione ricorda di avere collaborato con CooperAttivaMente anche nel marzo scorso, in occasione dell’allestimento della mostra «Verso la parità. Dal 1968 una rivoluzione da completare». Perledonne rilascerà ai presenti interessati un attestato di partecipazione all’evento del 20 novembre.

A Imola non sarà presente Elisabetta Serafini, coordinatrice della collana «Storie nella Storia» e autrice del primo libro del progetto, già pubblicato e dedicato alla «Preistoria». Queste le sue parole per illustrare il progetto: «Immaginate se un matematico tentasse di risolvere un’equazione usando soltanto numeri dispari, un pittore preparasse la sua tavolozza senza usare il rosso e il giallo, un poeta componesse versi con parole senza vocali…Avremmo equazioni diseguali, dipinti sbiaditi, versi dalle sonorità rauche e impronunciabili. E la storia dell’umanità? Immaginate se uno storico raccontasse solo i fatti e le avventure degli uomini. Avremmo una storia strana, irreale, sbilenca». Ecco dunque la necessità di «raddrizzare» la storia. «Per completarla – aggiunge Serafini – era necessario raccogliere una massa di informazioni sulla vita delle donne e riscrivere la storia delle donne e degli uomini: la storia dell”umanità». 

Tornando a CooperAttivaMente, ricordiamo che è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e da Coop. Bacchilega, in collaborazione con varie realtà associative del circondario imolese, con l”obiettivo di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. Gli eventi, compreso quello del 20 novembre, sono ad ingresso libero. (r.c.)

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne
Cronaca 23 Ottobre 2019

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà

Anche quest’anno si svolge la rassegna di eventi animata dai numerosi soggetti che compongono il tavolo del progetto “Oltre La Siepe”, che vede l’associazione “E pas e temp – Insieme per la salute mentale”, capofila del progetto. Attraverso un nutrito calendario di eventi che comprende seminari e convegni, laboratori teatrali e musicali, eventi artistici, sportivi e altre iniziative di carattere sociale e culturale, le azioni di Oltre la Siepe promuovono l’idea di un’attenzione partecipata dei cittadini al tema della qualità della vita e del benessere mentale. La rassegna, che quest’anno ha come tema “#restiamo umani. Riprendiamoci il diritto di essere fragili” si avvia alla seconda parte, fino alla fine dell’anno, con 10 giornate di eventi, oltre a diversi laboratori teatrali e musicali, iniziative sportive con frequenza settimanale.

Tra le iniziative non teatrali in programma domani, giovedì 24 ottobre, dalle ore 8.45, presso la sala Bcc Città e Cultura, in via Emilia, 210/a, il seminario pubblico “Poveri di cosa?”, una riflessione sull’idea di povertà che abbiamo generato: veicolo di sentimenti di paura e vergogna. Nella nostra società, in cui spesso la costruzione dell’identità personale si fonda sulla capacità di consumare, chi ne è ostacolato rischia di rimanere ai margini e, vivendosi come scarto e rifiuto, può sperimentare una condizione di disagio psico – sociale. Intervengono Giuseppe Scandurra, professore di antropologia culturale e della comunicazione dell’Università di Ferrara; Michele Ribolsi e Alberto Siracusano, autori di “La povertà vitale. Disuguaglianze e salute mentale”; Giampiero Griffo, cooordinatore nazionale Osservatorio disabili. In una tavola rotonda, moderata da Valerio Zanotti, interviene chi, attraverso pratiche e saperi, ha trasformato «lo scarto» e «il fallimento» in opportunità e valori: le attiviste e gli attivisti dello Sportello antisfratto, Wladimir Fezza di Scacco Matto di Ferrara, Roberto Guglielmi insegnante del liceo Laura Bassi di Bologna, gli esperti per esperienza di Montecatone Rehabilitation Institute Spa, i piccoli produttori del progetto CambiaVento. (r.cr.)

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà
Cronaca 17 Ottobre 2019

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè

E” in programma oggi, giovedì 17 ottobre, alle 18.30, nel salone di palazzo Tozzoni (via Garibaldi 18, Imola) l”incontro pubblico «Cittadini in politica», organizzato dall”associazione «Fare Cambiare Migliorare – Laboratorio di idee e proposte».

L”appuntamento sarà l”occasione per la presentazione alla città dell”associazione stessa, nata dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese perché, spiegano, «si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni: solo se si hanno gli strumenti di conoscenza si può decidere consapevolmente ed anche avanzare proposte e risoluzioni dei problemi».

Saranno presenti all’incontro lo scrittore Carlo Lucarelli e la professoressa associata di filosofia politica presso l’Università di Torino Valentina Pazè, che si occupa da tempo di problemi di populismo, demagogia e multiculturalismo. (r.cr.)

Nella foto lo scrittore Carlo Lucarelli

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè
Cronaca 28 Giugno 2019

“Borgo Paglia in comune', parte a Medicina il percorso di partecipazione per la riqualificazione dell'area

Sabato 29 giugno alle 10, nel magazzino comunale tra via Luminasi e via Simoni, si terrà il primo incontro con la cittadinanza, all’interno del progetto di rigenerazione del Canale di Medicina, indetto dall”Amministrazione comunale per riqualificare l’area dell’antico Borgo Paglia e dintorni, attraverso un percorso di stretta collaborazione con gli abitanti. L’obiettivo del percorso partecipativo “Borgo Paglia in comune”, che accompagnerà da oggi la progettazione ed i lavori di sistemazione fino alla chiusura dei cantieri è migliorare la qualità dello spazio per le persone anche in termini ambientali, definendo nel dettaglio gli interventi previsti sul Borgo.

Insieme ai progettisti e all’Amministrazione gli abitanti potranno immaginare e mettere in pratica nuovi usi dello spazio pubblico e della futura Casa di quartiere. Le aree su cui si andrà ad intervenire sono le vie e gli spazi pubblici compresi tra via Fava, via Mazzini, via Corridoni, via Fornasini e via Melega. Il percorso partecipativo, dopo una prima fase di ascolto di residenti e commercianti si concluderà il prossimo settembre. Durante l”incontro verrà illustrato lo studio di fattibilità sviluppato in questi mesi dall’Amministrazione con la collaborazione di un gruppo di professionisti e attraverso una camminata nel borgo si esploreranno le potenzialità e le criticità dell’area. (r.cr.)

“Borgo Paglia in comune', parte a Medicina il percorso di partecipazione per la riqualificazione dell'area
Cronaca 14 Aprile 2019

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento

L’associazione culturale San Macario e l’associazione Benvenuto da Imola organizzano una serie di incontri culturali. L’appuntamento in programma lunedì 15 aprile, alle ore 20.45, presso la sala delle conferenze della Pia unione dei 72 nobili, in via Mameli 12, è “Lucano: un pittore imolese cinquecentesco sconosciuto in patria”, a cura di Emilio Prantoni, autore del libro “Lucano da Imola Pittore, detto Gaggio – Bergomi Habitator (sec. XV-XVI)”, pubblicato da Bacchilega Editore, che è l’opera più completa su questo argomento.

Prantoni, dopo lunghe e accurate ricerche, ha messo ordine e fatto chiarezza sulla vita e sulle opere di questo pittore (che si autodefiniva Bergomi Habitator). I suoi studi hanno confermato che Lucano era originario di Imola, anzi di Gaggio nella valle del Santerno, e all’inizio della carriera ha lavorato nel nostro territorio. La sua fortuna artistica, però, è data dai numerosi lavori eseguiti nel bergamasco, su commissione delle congregazioni ecclesiastiche e delle famiglie nobili del luogo.

Lucano lavorò a Bergamo e dintorni per oltre un trentennio e a noi sono giunti soprattutto degli affreschi, in vario stato di conservazione. Prantoni ha studiato la vita di Lucano in modo approfondito, così come ha esaminato accuratamente tutte le opere note dell’artista, dal coro ligneo agli affreschi, dal crocifisso in San Cassiano a Imola alle grandi pale d’altare. Nel libro da lui pubblicato ogni descrizione è corredata da numerose immagini, sia d’insieme che dettagli, che permettono di analizzare lo stile dell’artista. (r.cr.)

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento

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