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Cultura e Spettacoli 13 Novembre 2019

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne

Terzo appuntamento della stagione 2019-2020 della rassegna Cooperattivamente mercoledì 20 novembre alle 18 alla Sala delle Stagioni di Imola. In collaborazione con la Società italiana delle Storiche e l”associazione imolese Perledonne, è in programma «Sguardi di genere», incontro con Francesca Minen e Caterina Di Paolo, rispettivamente autrice e illustratrice del libro «Le Civiltà dei Fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti» della collana «Storie nella Storia», edita da Settenove e coordinata da Elisabetta Serafini. Le due ospiti dialogheranno nell”occasione con la giornalista di «sabato sera» Milena Monti e con Assunta Di Sario dell’associazione Perledonne.

L”appuntamento del 20 novembre fa parte del calendario di iniziative che l”associazione Perledonne promuove in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il motivo della scelta è legato alla convinzione delle socie di Perledonne che la violenza di genere debba essere combattuta non solo aiutando concretamente le vittime, bensì anche promuovendo un lavoro culturale che ridefinisca in maniera intelligente, nelle diverse fasi della storia umana, il ruolo delle donne. Non a caso l’associazione ricorda di avere collaborato con CooperAttivaMente anche nel marzo scorso, in occasione dell’allestimento della mostra «Verso la parità. Dal 1968 una rivoluzione da completare». Perledonne rilascerà ai presenti interessati un attestato di partecipazione all’evento del 20 novembre.

A Imola non sarà presente Elisabetta Serafini, coordinatrice della collana «Storie nella Storia» e autrice del primo libro del progetto, già pubblicato e dedicato alla «Preistoria». Queste le sue parole per illustrare il progetto: «Immaginate se un matematico tentasse di risolvere un’equazione usando soltanto numeri dispari, un pittore preparasse la sua tavolozza senza usare il rosso e il giallo, un poeta componesse versi con parole senza vocali…Avremmo equazioni diseguali, dipinti sbiaditi, versi dalle sonorità rauche e impronunciabili. E la storia dell’umanità? Immaginate se uno storico raccontasse solo i fatti e le avventure degli uomini. Avremmo una storia strana, irreale, sbilenca». Ecco dunque la necessità di «raddrizzare» la storia. «Per completarla – aggiunge Serafini – era necessario raccogliere una massa di informazioni sulla vita delle donne e riscrivere la storia delle donne e degli uomini: la storia dell”umanità». 

Tornando a CooperAttivaMente, ricordiamo che è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e da Coop. Bacchilega, in collaborazione con varie realtà associative del circondario imolese, con l”obiettivo di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. Gli eventi, compreso quello del 20 novembre, sono ad ingresso libero. (r.c.)

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne
Cronaca 23 Ottobre 2019

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà

Anche quest’anno si svolge la rassegna di eventi animata dai numerosi soggetti che compongono il tavolo del progetto “Oltre La Siepe”, che vede l’associazione “E pas e temp – Insieme per la salute mentale”, capofila del progetto. Attraverso un nutrito calendario di eventi che comprende seminari e convegni, laboratori teatrali e musicali, eventi artistici, sportivi e altre iniziative di carattere sociale e culturale, le azioni di Oltre la Siepe promuovono l’idea di un’attenzione partecipata dei cittadini al tema della qualità della vita e del benessere mentale. La rassegna, che quest’anno ha come tema “#restiamo umani. Riprendiamoci il diritto di essere fragili” si avvia alla seconda parte, fino alla fine dell’anno, con 10 giornate di eventi, oltre a diversi laboratori teatrali e musicali, iniziative sportive con frequenza settimanale.

Tra le iniziative non teatrali in programma domani, giovedì 24 ottobre, dalle ore 8.45, presso la sala Bcc Città e Cultura, in via Emilia, 210/a, il seminario pubblico “Poveri di cosa?”, una riflessione sull’idea di povertà che abbiamo generato: veicolo di sentimenti di paura e vergogna. Nella nostra società, in cui spesso la costruzione dell’identità personale si fonda sulla capacità di consumare, chi ne è ostacolato rischia di rimanere ai margini e, vivendosi come scarto e rifiuto, può sperimentare una condizione di disagio psico – sociale. Intervengono Giuseppe Scandurra, professore di antropologia culturale e della comunicazione dell’Università di Ferrara; Michele Ribolsi e Alberto Siracusano, autori di “La povertà vitale. Disuguaglianze e salute mentale”; Giampiero Griffo, cooordinatore nazionale Osservatorio disabili. In una tavola rotonda, moderata da Valerio Zanotti, interviene chi, attraverso pratiche e saperi, ha trasformato «lo scarto» e «il fallimento» in opportunità e valori: le attiviste e gli attivisti dello Sportello antisfratto, Wladimir Fezza di Scacco Matto di Ferrara, Roberto Guglielmi insegnante del liceo Laura Bassi di Bologna, gli esperti per esperienza di Montecatone Rehabilitation Institute Spa, i piccoli produttori del progetto CambiaVento. (r.cr.)

Nell'ambito del progetto “Oltre la siepe' alla sala Bcc un seminario per riflettere sull'idea di povertà
Cronaca 17 Ottobre 2019

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè

E” in programma oggi, giovedì 17 ottobre, alle 18.30, nel salone di palazzo Tozzoni (via Garibaldi 18, Imola) l”incontro pubblico «Cittadini in politica», organizzato dall”associazione «Fare Cambiare Migliorare – Laboratorio di idee e proposte».

L”appuntamento sarà l”occasione per la presentazione alla città dell”associazione stessa, nata dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese perché, spiegano, «si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni: solo se si hanno gli strumenti di conoscenza si può decidere consapevolmente ed anche avanzare proposte e risoluzioni dei problemi».

Saranno presenti all’incontro lo scrittore Carlo Lucarelli e la professoressa associata di filosofia politica presso l’Università di Torino Valentina Pazè, che si occupa da tempo di problemi di populismo, demagogia e multiculturalismo. (r.cr.)

Nella foto lo scrittore Carlo Lucarelli

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè
Cronaca 28 Giugno 2019

“Borgo Paglia in comune', parte a Medicina il percorso di partecipazione per la riqualificazione dell'area

Sabato 29 giugno alle 10, nel magazzino comunale tra via Luminasi e via Simoni, si terrà il primo incontro con la cittadinanza, all’interno del progetto di rigenerazione del Canale di Medicina, indetto dall”Amministrazione comunale per riqualificare l’area dell’antico Borgo Paglia e dintorni, attraverso un percorso di stretta collaborazione con gli abitanti. L’obiettivo del percorso partecipativo “Borgo Paglia in comune”, che accompagnerà da oggi la progettazione ed i lavori di sistemazione fino alla chiusura dei cantieri è migliorare la qualità dello spazio per le persone anche in termini ambientali, definendo nel dettaglio gli interventi previsti sul Borgo.

Insieme ai progettisti e all’Amministrazione gli abitanti potranno immaginare e mettere in pratica nuovi usi dello spazio pubblico e della futura Casa di quartiere. Le aree su cui si andrà ad intervenire sono le vie e gli spazi pubblici compresi tra via Fava, via Mazzini, via Corridoni, via Fornasini e via Melega. Il percorso partecipativo, dopo una prima fase di ascolto di residenti e commercianti si concluderà il prossimo settembre. Durante l”incontro verrà illustrato lo studio di fattibilità sviluppato in questi mesi dall’Amministrazione con la collaborazione di un gruppo di professionisti e attraverso una camminata nel borgo si esploreranno le potenzialità e le criticità dell’area. (r.cr.)

“Borgo Paglia in comune', parte a Medicina il percorso di partecipazione per la riqualificazione dell'area
Cronaca 14 Aprile 2019

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento

L’associazione culturale San Macario e l’associazione Benvenuto da Imola organizzano una serie di incontri culturali. L’appuntamento in programma lunedì 15 aprile, alle ore 20.45, presso la sala delle conferenze della Pia unione dei 72 nobili, in via Mameli 12, è “Lucano: un pittore imolese cinquecentesco sconosciuto in patria”, a cura di Emilio Prantoni, autore del libro “Lucano da Imola Pittore, detto Gaggio – Bergomi Habitator (sec. XV-XVI)”, pubblicato da Bacchilega Editore, che è l’opera più completa su questo argomento.

Prantoni, dopo lunghe e accurate ricerche, ha messo ordine e fatto chiarezza sulla vita e sulle opere di questo pittore (che si autodefiniva Bergomi Habitator). I suoi studi hanno confermato che Lucano era originario di Imola, anzi di Gaggio nella valle del Santerno, e all’inizio della carriera ha lavorato nel nostro territorio. La sua fortuna artistica, però, è data dai numerosi lavori eseguiti nel bergamasco, su commissione delle congregazioni ecclesiastiche e delle famiglie nobili del luogo.

Lucano lavorò a Bergamo e dintorni per oltre un trentennio e a noi sono giunti soprattutto degli affreschi, in vario stato di conservazione. Prantoni ha studiato la vita di Lucano in modo approfondito, così come ha esaminato accuratamente tutte le opere note dell’artista, dal coro ligneo agli affreschi, dal crocifisso in San Cassiano a Imola alle grandi pale d’altare. Nel libro da lui pubblicato ogni descrizione è corredata da numerose immagini, sia d’insieme che dettagli, che permettono di analizzare lo stile dell’artista. (r.cr.)

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento
Cronaca 14 Febbraio 2019

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive

Il centro studi Alcide De Gasperi, l’associazione Imprese e professioni e il centro studi Luigi Einaudi organizzano un incontro dibattito sul tema “Istituto di Montecatone ospedale di riabilitazione, l’oggi… e le prospettive”. All’iniziativa, in programma venerdì 15 febbraio alle ore 17.30, presso il circolo Sersanti in piazza Matteotti, parteciperanno Mario Tubertini, direttore generale dell’Istituto di Montecatone, Marco Gasparri, presidente della Fondazione Montecatone, e Gianni Pieroni, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. L’iniziativa è aperta a tutti.

Il Montecatone rehabilitation institute è una società per azioni con capitale interamente pubblico i cui soci sono l’Ausl di Imola e il Comune. La società è amministrata da un consiglio di amministrazione con funzioni di indirizzo e controllo e da un direttore generale responsabile della gestione di questo ospedale pubblico per la riabilitazione di persone con lesioni midollari o cerebrolesioni e il loro rientro nei territori di provenienza, con un nuovo progetto di vita compatibile con la disabilità acquisita. Inoltre, caratteristica unica nel panorama italiano, l’ospedale è dotato di un’Area critica, con 18 posti letto, che consente una presa in carico riabilitativa del paziente ancora in fase di instabilità clinica e quindi non autonomo relativamente alle funzioni vitali.

Inoltre, ricerca e innovazione hanno per l’Istituto di Montecatone un ruolo strategico e rappresentano cardini impre-scindibili della cura e dell’assistenza medico-riabilitativa. A tal fine vengono sviluppati progetti principalmente rivolti alla mielolesione, anche in cooperazione con partner italiani ed europei. Lo sviluppo e la gestione dei progetti di ricerca e di innovazione assistenziale sono supportati da un Comitato tecnico scientifico e da una apposita infrastruttura per la ricerca e l’innovazione. Il personale che presta la propria attività presso l’Istituto è costituito da 390 unità delle quali 352 dipendenti a tempo indeterminato e 38 dipendenti a tempo determinato.

Il 15 febbraio al Sersanti un incontro dedicato all'ospedale di Montecatone tra situazione attuale e prospettive
Cronaca 4 Febbraio 2019

Marcello Flores D'Arcais il 5 febbraio alla Sala delle Stagioni per parlare della nuova destra europea

Anpi e Cidra, con la collaborazione dell’associazione culturale “Imprese e professioni”, organizzano la conferenza «La nuova destra europea: come capirla e come combatterla», che si terrà martedì 5 febbraio, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni in via Emilia 25, a cura del professor Marcello Flores D’Arcais, docente di Storia comparata e Storia dei diritti umani nell’Università di Siena, dove dirige anche il Master europeo in Human Rights and Genocide Studies; fa parte del Comitato scientifico e del Comitato editoriale di «Storia della Shoah. La crisi dell’Europa, lo sterminio degli ebrei e la memoria del XX secolo» (Utet) di cui sono usciti sei volumi.

Marcello Flores D’Arcais affronta dunque questo tema di grande attualità e lo inquadra con queste parole: «La situazione politica internazionale si è caratterizzata, negli ultimi anni, dalla comparsa e poi dalla crescita di movimenti nazionalisti di tipo nuovo, caratterizzati principalmente dall’ossessiva difesa di una presunta identità nazionale coerente e da reiterate campagne contro gli immigrati (prima dai Paesi dell’Europa orientale, poi dell’Asia e dell’Africa) e particolarmente contro quelli di religione islamica, rivitalizzando fermenti razzisti che hanno anche riproposto un accentuato antisemitismo. Per quanto questi fenomeni – soprattutto il razzismo dichiarato – siano estremamente limitati, essi sono presenti all’interno o accanto i diversi movimenti di destra radicale che l’Europa ha visto crescere in questi anni.

Da questo punto di vista il percorso più significativo può essere considerato forse quello del Rassemblement National in Francia guidato da Marine Le Pen, che è stata capace di trasformare un movimento – quello guidato da suo padre – con forti e sicuri connotati razzisti, che si richiamavano al fascismo e al collaborazionismo di Vichy, in un movimento che ha ripudiato formalmente il razzismo ma ha fatto della battaglia per un’identità francese forte e unica e per il rifiuto della presenza di immigrati che indebolirebbero quella identità la propria ragione di esistere, ottenendo un lusinghiero successo.

Interrogarsi oggi sulle destre in Europa credo debba voler dire sostanzialmente due o tre cose tra loro diverse. La più importante è cercare di capire le ragioni di un successo che si può caratterizzare attorno al 20-35% in quasi tutti i paesi, dal momento che queste formazioni hanno attratto elettori e consensi che negli ultimi decenni erano invece andati a partiti della destra conservatrice ma ancora di orientamento liberale. La seconda è individuare il nuovo tipo di linguaggio, di propaganda, di politica «irrazionale» che viene sollecitata e portata avanti, che ha spesso contatti con alcune tipolo-gie propagandistiche e autoritarie di passati regimi totalitari.La terza è comprendere quanto le trasformazioni in atto nel mondo -quella che si chiama in modo sintetico la «globalizzazione» – hanno reso obsolete le risposte tradizionali, di tipo liberale, socialdemocratico, cristiano-sociale, che erano state date dal dopoguerra all’inizio di questo secolo e che non sembrano più capaci di offrire una prospettiva politica chiara; facilitando così le promesse illusorie e contraddittorie – oltre che spesso generiche e prive di reale senso – che le destre radicali propongono».

Nella foto a sinistra la manifestazione di Forza Nuova a Imola del dicembre 2016 e a destra la contromanifestazioni di partiti, movimenti e associazioni antifascisti

Marcello Flores D'Arcais il 5 febbraio alla Sala delle Stagioni per parlare della nuova destra europea
Cronaca 25 Gennaio 2019

Giornata della Memoria, un fine settimana con tanti eventi per non dimenticare la tragedia della Shoah

Un fine settimana denso di eventi organizzati da enti pubblici e soggetti privati in occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz.Cominciando da Imola, dove prosegue il calendario di iniziative proposte dal Comune in collaborazione con scuole e associazioni, prosegue fino al 12 febbraio (via Emilia 80) la mostra dedicata a Wiltod Pilecki, il tenente della cavalleria polacca che si fece volontariamente arrestare dalla Gestapo per essere internato ad Auschwitz ed organizzare una rete di resistenza e di informazione sugli orrori nei campi e redigendo poi un rapporto che fu il primo documento dai campi di sterminio che arrivò agli alleati (gli orari per visitarla sono quelli di apertura della biblioteca).

Stasera venerdì 25 gennaio, alle 21, al teatro comunale Ebe Stignani, è in scena lo spettacolo di musica e parole “I Giusti tra le nazioni”, cooordinato dalla nuova scuola di musica Vassura-Baroncini e dal teatro comunale Ebe Stignani, con protagonisti per la parte musicale allievi e studenti della scuola di musica e degli IC 6 e 7 (guidati dai maestri Roberto Bartoli, Paola Tarabusi e Valentina Domenicali), mentre la parte recitata è affidata agli studenti del laboratorio teatrale condotto dalle professoresse Maria Di Ciaula e Liliana Genovese (IC 6). Sabato 26 gennaio ci sarà in mattinata, alle 10.30, la cerimonia di deposizione di una corona alla lapide di via Giudei, con la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi, le autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni d’arma e partigiane, mentre l’Azione cattolica della Diocesi di Imola organizza un momento di preghiera, sempre di fronte alla lapide, aperto a tutta la comunità imolese.

Due eventi sono in programma, sempre il 26 gennaio, in altri comuni del territorio. A Castel del Rio, sempre alle 10.30, il Comune, l’Anpi e il Museo della Guerra organizzano un’iniziativa con letture in sala Magnus sul tema “I deportati di Castel del Rio” e, a seguire, la deposizione di un cuscino commemorativo e preghiera presso il giardino intitolato ai deportati e alle vittime dei campi di concentramento nazisti e visita al Museo della Guerra. E” invitata la scuola media, l”iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza. A Toscanella, invece, la sezione di Dozza dell”Anpi e l”Istituto comprensivo Dozza e Castel Guelfo, in collaborazione e con il patrocinio del Comune, organizzano nella scuola elementare Giuseppe Pulicari, in piazza della Loggia 4, un”iniziativa in occasione della Giornata della memoria, con interventi di rappresentanti dell”amministrazione comunale, dello storico del Cidra Marco Orazi e di un ex deportato nei campi di concentramento; durante l”iniziativa musiche, letture e canti a tema eseguiti dai ragazzi della scuola media Aldo Moro. La Giornata della memoria proseguirà con un pranzo di autofinanziamento preparato dall”Anpi di Dozza presso il chiosco «Al solito posto» in via Pietro Nenni.

Per quanto riguarda invece domenica 27 gennaio, Giornata della Memoria, al teatro Lolli di Imola (via Caterina Sforza 3) si svolgerà lo spettacolo «1938-1945: la persecuzione razziale. Parole e storie di un tempo buio». Dalla valigia della memoria emergono documenti, cronache, storie di bambini, uomini e donne: per ferirci e coinvolgerci ancora. Letture e dialoghi sono a cura di Tilt – Trasgressivo Imola Laboratorio teatro e le rappresentazioni saranno due, una alle 17 e una alle 21. 

Giornata della Memoria, un fine settimana con tanti eventi per non dimenticare la tragedia della Shoah
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'

Terzo appuntamento con le iniziative organizzate da Anpi e Cidra, dopo Paolo Pezzino e Giovanni De Luna, sarà la volta di Alberto De Bernardi per parlare di “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, titolo della serata, ma anche di un suo libro, da poco pubblicato da Donzelli editore.

Lo scopo di queste iniziative viene spiegato dal presidente dell’Anpi, Bruno Solaroli: «Come Anpi di Imola, in collaborazione con il Cidra, stiamo proponendo alla nostra comunità una serie di incontri al fine di analizzare lo “stato di salute” della società italiana dal punto di vista del suo patrimonio intangibile. Un obiettivo, detto così, certamente utopistico, ma che, compreso nell’ottica dei valori nati dalla Resistenza e confluiti nella nostra Carta Costituzionale, ci sembra attuabile. Tentare di capire i processi che stanno portando molti italiani ad abbracciare o, nella migliore delle ipotesi, ad assistere passivamente al proliferare di idee e azioni illiberali, antidemocrat-che, autoritarie e razziste rientra nella nostra missione e riempie di senso la nostra stessa esistenza. Un dibattito urgente perché pensiamo che il degrado culturale, valoriale, emotivo del cittadino italiano medio sia sotto gli occhi di tutti. Ma in che modo tentare una faticosa risalita? Quali processi dialogici dovremo attivare per invertire la rotta? Il termine antifascismo, a noi tanto caro, a forza di enfatizzazioni e strumentalizzazioni, provoca oggi, ogni volta che viene pronunciato, una certa insofferenza e repulsione. Come fare per riabilitarlo e perché è necessario farlo?».

In questo ragionamento si inserisce bene l’incontro con De Bernardi, in programma lunedì 14 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni in via Emilia 25. Alberto De Bernardi ha molti titoli per trattare questo argomento: è professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna, è presidente di Refat, Rete internazionale per lo studio dei fascismi, autoritarismi, totalitarismi e transizioni democratiche. Altre sue pubblicazioni recenti sono “Da mondiale a globale. Storia del XX secolo” (B. Mondadori, 2008); “Storia dell’Italia unita” (con L . Ganapini, Garzanti, 2010); “Un paese in bilico. L’Italia degli ultimi trent’anni” (Laterza, 2014).

Quest’ultimo suo libro, “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, affronta il pr-blema in chiave attuale, come afferma l’autore stesso: «Vi è oggi un uso semplificato e banalizzato, ma fortemente evocativo della storia, come chiave per capire i processi politici in corso, facendo perno sulla categoria di fascismo/antifascismo, dotata di una sua prepotente ricorsività e di una forza simbolica ineguagliabile; anzi di una costante attualità, perché in quella coppia di opposti si riassume tutta la lotta politica dell’Italia novecentesca fino ad oggi. Dietro questa forza però si nascondono molte debolezze: se ogni avversario di oggi non è altro che la reincarnazione di quello del passato, quale strategia si mette in campo per sconfiggerlo?».

La vittoria elettorale della destra populista il 4 marzo 2018 ha sortito, tra gli altri, l’effetto di reintrodurre prepotentemente nel dibattito pubblico la parola «fascismo», attribuendole una nuova attualità come esito possibile della crisi politica italiana e facendo riemergere, soprattutto nella sinistra, la chiamata alle armi sotto la bandiera dell’antifascismo. La contrapposizione fascismo/antifascismo, come non accadeva dagli anni di Tangentopoli, ha riassunto i caratteri di una chiave di lettura per il tempo presente, capace di proiettarsi anche in una dimensione europea. La forza di questo paradigma si traduce in una sovraesposizione dell’uso pubblico della storia, con costanti riferimenti alla Resistenza, alla crisi del 1920-1922, al duce, al razzismo, al neofascismo. La storia torna a essere – come in altre fasi critiche della vicenda repubblicana – uno strumento di lotta politica, con tutto il carico che questo comporta in termini di semplificazioni, strumentalizzazioni, rimozioni e a volte mistificazioni, che rischiano di inficiare la comprensione della realtà. (r.cu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'
Cronaca 22 Novembre 2018

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne

Sono tante le iniziative promosse da istituzioni, associazioni, centri antiviolenza in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

«Sopravvissute all”Isis. Nel cuore di chi resiste» è l”appuntamento che Trama di Terre propone venerdì 23 novembre, alle 18, nella sede dell”associazione in via Aldrovandi 31 a Imola. Tiziana Dal Pra, fondatrice di  Trama di terre e Cristina Cattafesta, presidente del Cisda (Comitato italiano di sostegno alle donne afghane detenute in Turchia nel giugno 2018), racconteranno le esperienze nei campi profughi del Kurdistan iracheno.

Sempre venerdì 23 novembre, alle 18, alla sala delle Stagioni di via Emilia 25 a Imola, l”associazione Perledonne premierà invece tre tesi di laurea magistrale sulla violenza di genere nell”ambito del concorso “Dai valore al merito”, finanziato con i fondi del 5×1000 destinati all”associazione. La premiazione sarà preceduta da una performance teatrale delle Officine Guitti di Bologna. La commissione che ha esaminato le tesi era formata da Stefano Ciccone, fondatore del gruppo Maschile plurale, Mara Cinquepalmi, segretaria di Giulia (Giornaliste unite libere autonome), Carmen La Rocca, responsabile del Centro antiviolenza Perledonne, da Alessia Sorgato e dalla presidente di Udi Bologna, Katia Graziosi.

L”associazione Perledonne organizza altri appuntamenti nel weekend: ancora venerdì 23, ma questa volta nella sala del Suffragio di Medicina (via Libertà 60), alle 20.45 è in programma lo spettacolo teatrale a ingresso gratuito “Malanova”. La Malanova è colei che “porta cattive notizie, disgrazie” ed è il nome che le donne e gli uomini di San Martino, in Calabria, attribuirono ad Anna Maria Scarfò, una giovanissima ragazza calabrese che, dai 13 ai 16 anni, subì reiterate violenze di gruppo da parte di molti uomini del paese, ma che trovò la forza di denunciare dando il via al processo che spinse le istituzioni a inserirla nel programma di protezione. 

Sabato 24 novembre, dalle 10 alle 13, alla biblioteca di Borgo Tossignano, sempre curato da Perledonne ci sarà l”incontro formativo “La politica in forma/azione. Percorso formativo su politiche di genere e contrasto alla violenza contro le donne”. Domenica 25 novembre, alle 10.30 in piazza XX Settembre a Castel San Pietro Terme, il punto territoriale dell’associazione ha organizzato infine un flashmob aperto a tutta la cittadinanza.

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne

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