Posts by tag: Intervista

Cronaca 13 Aprile 2019

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese

E’ Anna Lettieri la vincitrice della ventitreesima edizione del concorso «Silvia Lucchese», iniziativa nata per onorare la memoria di Silvia Lucchese, stimata collaboratrice del settimanale «sabato sera» scomparsa il 4 aprile 1996: si tratta di un concorso riservato agli alunni e alle alunne delle classi terze della scuola secondaria di primo grado statale «Fratelli Pizzigotti» di Castel San Pietro Terme, scuola che partecipa quindi all’organizzazione dell’iniziativa insieme al Comune e al nostro settimanale.

Per concorrere, gli studenti devono presentare un elaborato consistente in un’intervista. Quest’anno, gli intervistati sono stati gli alunni stessi, che hanno risposto a una serie di domande sulla loro vita, «giocando» in una doppia veste: quella dell’intervistatore, che introduce brevemente la situazione, e quella dell’intervistato. Il tema scelto dagli organizzatori era Il luogo in cui vivo, con particolare attenzione al punto di vista degli adolescenti. Anna, che studia nella 3ªG, ha convinto con il suo lavoro (sincero, interessante e ben costruito) una giuria formata da Elena Urso, insegnante della scuola «Pizzigotti», Francesca Farolfi, assessore alla Scuola del Comune di Castel San Pietro, Stefania Freddi, redat-tore di sabato sera, Angela Marcheselli, giornalista, e Corrado Peli, scrittore. La ragazza si è aggiudicata un assegno del valore di 650 euro. Tra tutti gli elaborati giunti al concorso ne sono poi stati segnalati altri tre ritenuti particolarmente meritevoli: quello di Cecilia Menetti, della 3ªA, di Carolina Graziani, della 3ªC, e di Vittoria Gani della 3ªD. (r.cr.)

Nella foto il momento finale della premiazione del concorso

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese
Cronaca 30 Marzo 2019

Il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “Folle togliere il finanziamento pubblico agli organi di informazione'

Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale, ha rilasciato domenica 24 marzo una intervista pubblicata da «il manifesto» alla vigilia dell’avvio degli Stati generali dell’editoria. Riportiamo il testo gentilmente concesso dal quotidiano edito anch’esso da una cooperativa di giornalisti.

Lusetti, il sottosegretario Vito Crimi definisce una «fake-news» il fatto che le cooperative non siano state invitate agli Stati generali dell’informazione e dell’editoria da lui convocati. Come risponde?
«Siamo stati invitati, sì, ma come ospiti, non come relatori. Oltre alle orecchie per sentire, vogliamo usare anche la parola e quindi agli Stati generali vorremmo intervenire. Al momento pare che non lo potremo fare e ci sembra molto grave».

Come volete intervenire, sempre che vi sia permesso da Crimi?
«Vorremmo poter dire che in questo paese c’è un problema molto serio di concentrazione di grandi gruppi editoriali e che Legacoop, tramite la sua associata CulTurMedia, insieme a tutte le realtà cooperative associate in Alleanza delle cooperative Comunicazione, ha un ruolo di salvaguardia di un pezzo importante dell’informazione nazionale e locale. Cooperative e piccoli editori indipendenti che tengono viva la voce di un pezzo di società che diversamente sarebbe silenziata. Con il taglio del finanziamento pubblico molte di queste realtà rischiano di morire; si avrebbe un’informazione monocorde non certo coerente con quanto previsto dall’art.21 della Costituzione».

Che cosa contestate del taglio al fondo per il pluralismo nell’editoria che sarà azzerato in tre anni? Dopo decenni di tagli continui la riforma Lotti aveva dato un minimo di stabilità e trasparenza al settore.
«La cosa più fastidiosa è che si discute, si decide e su questo le cooperative pianificano la loro attività e puntualmente ogni anno con la finanziaria tutto viene mes-so in discussione. L’incertezza è l’elemento che danneggia di più le cooperative, non solo nell’editoria».

Questa volta ci troviamo però davanti a una battaglia ideologica del solo M5S visto che nemmeno la Lega era d’accordo sul taglio totale del fondo e si sarebbe convinta in cambio del via libera al Terzo valico.
«E’ una battaglia ideologica di cui non capiamo le finalità. Un movimento che fa della rete, della partecipazione democratica la sua battaglia portante come può con le sue scelte favorire la creazione di monopoli editoriali e ridurre gli spazi di democrazia e pluralismo?». (Massimo Franchi credit Il Manifesto)

Il resto dell”intervista e altri approfondimenti sull”argomento sono su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto Mauro Lusetti

Il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti: “Folle togliere il finanziamento pubblico agli organi di informazione'
Sport 10 Marzo 2019

Calcio serie C, il presidente Lorenzo Spagnoli ed il tecnico Alessio Dionisi nel post partita di Imolese-Renate. IL VIDEO

Pareggio nell”ultimo turno per l”Imolese che al Galli non va oltre l”1-1 contro il Renate, grazie alla rete di Checchi (il commento del match qui).

Ecco le parole a fine gare del presidente rossoblù Lorenzo Spagnoli, molto arrabbiato per le condizioni del campo, e del mister Dionisi.

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Imolese): il presidente Spagnoli

Calcio serie C, il presidente Lorenzo Spagnoli ed il tecnico Alessio Dionisi nel post partita di Imolese-Renate. IL VIDEO
Sport 13 Febbraio 2019

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»

Il suo modo di fare calcio non trova riscontri nel presente e neppure nel passato. Non assomiglia a nessun altro. Nemmeno a quello di «Righetto» Sacchi, che al possesso palla preferiva corsa, pressing e profondità. Non al calcio totale dell’Olanda di Rinus Michels, fatto di vertiginosi interscambi, con difensori e attaccanti che si mescolavano freneticamente. E neanche a quello stellare del Barcellona di «Pep» Guardiola, fondato su un esasperato possesso, in certi momenti fine a se stesso, o all’arrembante calcio «champagne» del Bologna di Gigi Maifredi, piuttosto che a quello pericolosamente sbilanciato in avanti dell’integralista Zdenek Zeman. Giocare a pallone per Alessio Dionisi è qualcos’altro. Forse non ancora del tutto compiuto, ma che lo colloca, a soli 39 anni (li compirà il prossimo 1 aprile) e aldilà dalla categoria, fra i tecnici più innovativi del calcio odierno. Il suo è già un calcio da ricordare, perché non è da tutti sfoggiare una maniera propria di far girare una squadra. E non lo è neppure praticare un gioco offensivo, proteggendosi così bene dai rischi nella fase difensiva.

Le due pagine con l”intervista completa su «sabato sera» del 14 febbraio.

Nella foto: Alessio Dionisi nel giorno del rinnovo del contratto insieme al presidente Spagnoli e al diesse Ghinassi

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

Quando, dieci anni fa, Onelio Rambaldi iniziò il suo primo mandato disse che avrebbe solo preparato il terreno per qualcun altro, per i giovani, poi cinque anni fa le condizioni per il suo passo indietro non ci furono e ritornò ad indossare la fascia tricolore da sindaco. Ora è tempo di bilanci e di appendere quella fascia al chiodo.

Qualche esempio delle cose più importanti fatte in questi anni?
«Medicina nel 2009 veniva da un periodo di sviluppo intenso e rapido, fu un bene ma alle volte quando vai di fretta dimentichi qualcosa, in più c’erano già le prime avvisaglie della crisi. L’obiettivo fu rendere più vivibile e meno impattante per i cittadini quello sviluppo. Ad esempio, la rotonda su via Fava dedicata a Luciano Landi ha risolto un problema del traffico, altri piccoli interventi hanno teso a ricucire comparti scollegati con ciclabili, marciapiedi, parcheggi. Poi è stato fatto un grande e complesso lavoro per mettere in regola con fogne, luce, acquedotto la zona produttiva di Fossatone, coinvolgendo aziende, ConAmi ed Hera (che sta completando una nuova condotta per allacciare tutta l’area al depuratore). Questo permetterà di ottenere le certificazioni necessarie oggigiorno, l’area sarà appetibile e si potrà sviluppare. Poi, abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, riqualificando le strutture o sostituendole, come il palazzetto per la ginnastica, responsabilizzando le società sportive: noi abbiamo allungato le convenzioni ma loro hanno collaborato investendo. Poi, ovviamente c’è la piscina coperta. Infine la messa in sicurezza delle scuole: abbiamo speso almeno 1 milione per miglioramenti antincendio, sismici e manutenzioni straordinarie».

In cosa sono stati diversi primo e secondo mandato?
«Sono stati diversissimi, il primo è stato caratterizzato dal patto di stabilità. Non potevamo spendere neppure l’avanzo, l’assessore Balestrazzi sintetizzava così: “Rischiamo di morire di fame col frigo pieno”. Abbiamo gestito una situazione immobile. Negli ultimi cinque anni invece abbiamo cominciato a mettere mano a temi che attendevano da anni con progettualità di medio e lungo periodo, vedi la riqualificazione del Canale di Medicina. Per fortuna nei primi cinque anni abbiamo anche messo a posto in modo maniacale il bilancio e siamo tra i pochi Comuni che l’hanno approvato a dicembre, quindi ogni onere che entra ora possiamo spenderlo e sappiamo bene come: la tariffe non vengono aumentate per il settimo anno consecutivo, anzi abbiamo previsto nuove agevolazioni per le persone fragili e le famiglie. Abbiamo una Casa della salute che offre servizi di qualità e grande umanità senza bisogno che le persone si spostino. E l’Asp è la dimostrazione di una gestione associata che funziona».

A proposito di gestioni associate, attualmente è presidente del Circondario, dove Imola pentastellata a giorni alterni parla di uscirne. Cosa pensa debba fare Medicina?
«Il Circondario ha senso se il comune più grande, cioè Imola, ci crede. Medicina ha i numeri per fare da sola ma oggi non vai molto lontano. Con Castel San Pietro si è ragionato di lavorare con altri, come Ozzano, che intendono fare le cose insieme».

Cosa si augura per Medicina e cosa attende il pensionato Rambaldi?
«Ricordo che io sono già un pensionato (ha 69 anni, ndr), ho accettato a suo tempo di fare il sindaco per dare una mano alla mia comunità, visto che me l’avevano chiesto. Per Medicina mi auguro che il Carmine venga recuperato e che la chiesa di Bologna ci metta lo stesso impegno che all’epoca ebbe il mondo cooperativo per la Sala del Suffragio (per vent’anni Rambaldi è stato presidente della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina, ndr). Poi vorrei esserci per consegnare alla comunità il Centro feste Ca’ Nova, anch’esso un lascito del passato del mondo cooperativo, sarà nel 2027 quando avremo finito di pagare il mutuo, per cederlo senza debiti al Comune. In generale, noi quattro che siamo in Giunta dall’inizio, io, Matteo Montanari, Dilva Fava e Mauro Balestrazzi, abbiamo lavorato a progetti che andassero oltre il nostro mandato, io mi auguro che si continui, con metodi nuovi».

E sul fronte politico?
«Sono iscritto al Pd e ho ricoperto tanti incarichi politici, ma dopo il 26 maggio vorrei solo andare a lavare dei piatti nel Centro feste Ca’ Nova. Non sono stanco, ho la licenza da revisore legale, e continuo a fare il corso di aggiornamento perché la cooperativa autonoma di volontari che lo gestisce ha bisogno di un revisore, ovviamente gratis». (l.a.)

Il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi, in versione volontario alla Festa de l”Unità

Medicina

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

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