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Imola 19 Novembre 2019

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola

E” Nicola Izzo il commissario prefettizio nominato questa mattina dal prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, per traghettare il Comune di Imola fino alle prossime elezioni amministrative che si terranno tra maggio e giugno 2020. Sono infatti diventate irrevocabili, allo scoccare dei 20 giorni dalla loro presentazione (come da disposizioni del Testo unico degli enti locali, art. 53), le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi. Al Commissario, che è atteso a Imola nei prossimi giorni, sono conferiti i poteri spettanti al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale.

Nicola Izzo è nato a Scafati (Salerno) il 6 aprile 1949 ed è laureato in giurisprudenza e scienze politiche presso l”università di Pavia. E” entrato in polizia nel 1967 frequentando l”Accademia del corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza. A partire dal 1995 ha ricoperto le cariche di questore di Treviso, Verona, Torino e Napoli, direttore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna e poi per Lombardia ed Emilia Romagna. Nel 2005 è stato poi nominato prefetto di Lodi. Successivamente ha ricoperto l”incarico di direttore centrale per i Servizi tecnico-logistici e la gestione patrimoniale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Nel 2007 è stato nominato della segreteria del dipartimento della Pubblica sicurezza, poi dal 2008 al 2012 è stato il vice capo vicario della Polizia di Stato. Nel febbraio scorso Izzo è stato nominato Commissario prefettizio di Rovigo, Comune che ha retto fino alle elezioni amministrative di giugno.

Nella foto il neo Commissario Nicola Izzo (foto tratta dal sito della Polizia di Stato) e la facciata del municipio di Imola

L'ex vice capo della Polizia di Stato Nicola Izzo è il Commissario prefettizio del Comune di Imola
Imola 15 Novembre 2019

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario

Quello di mercoledì è stato davvero l”ultimo consiglio comunale del mandato amministrativo. La presidente del Consiglio, Stefania Chiappe, ha infatti escluso la possibilità della convocazione di un Consiglio straordinario per l”approvazione della variante 3 al Rue prima dello scioglimento dell”assemblea cittadina, che avverrà lunedì 18 novembre, allo scadere dei 20 giorni dalle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi, quando le stesse diventeranno definitive come da normativa.

La presidente ha inviato ieri una dettagliata risposta alla Giunta e ai consiglieri comunali, nella quale si informa in sostanza che tutte le valutazioni fatte dal segretario generale e dagli uffici competenti sulle condizioni che avrebbero giustificato la convocazione del consiglio straordinario urgente hanno dato esito negativo. Innanzitutto, come specificato nella lettera, il segretario generale ha comunicato che «non sussistono termini perentori di legge per approvazione atto di variante». Stesso esito poi per quanto riguarda la verifica della presenza di «cause di pregiudizio per il Comune o per la cittadinanza» che giustificherebbero la convocazione d”urgenza del Consiglio. Infine, Stefania Chiappe comunica di essersi «confrontata con la Prefettura di Bologna rispetto alla valutazione necessaria per il riconoscimento di una situazione urgente e indifferibile in base alla quale accogliere la richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale e si è convenuto che non si rileva nessun elemento che riconduca ad urgenza e/o indifferibilità».

In conseguenza delle verifiche svolte, la presidente conclude che la richiesta di convocazione deve essere accolta, ma «senza motivi d”urgenza». E poiché ai sensi della normativa vigente il termine di convocazione è di 20 giorni, la stessa Chiappe assicura l”impegno a portare all”attenzione del Commissario prefettizio che sarà nominato a partire dal 19 novembre «la richiesta di convocazione e auspicare che la delibera della variante 3 al Rue sia dallo stesso approvata entro il primo dicembre 2019, ossia entro i 20 giorni di cui sopra». (r.cr.)

Nella foto da sinistra il vicepresidente del Consiglio comunale Fabrizio Castellari e la presidente Stefania Chiappe durante l”ultimo consiglio comunale

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario
Cronaca 24 Ottobre 2019

Il segretario del Pd imolese Marco Panieri ribadisce il No alla collaborazione con la sindaca e la Giunta attuali

«Con questa sindaca e questa Giunta non potremo mai avere collaborazioni». Marco Panieri, il segretario del Partito democratico dell’imolese, chiude deciso ad ogni tentativo di ipotizzare che possa essere cambiato il rapporto con il M5s imolese. Le sollecitazioni interne in tal senso sono state ricondotte ad un documento approvato all’unanimità o quasi (una astensione) venerdì 18 ottobre. «L’obiettivo era proprio rilanciare il dialogo». L’occasione è stata l’analisi del passato e delle ragioni della sconfitta di un anno fa a Imola per ragionare su presente e futuro. «A fine novembre il Pd nazionale organizzerà una tre giorni programmatica a Bologna e noi delle iniziative a livello locale. Occorre pensare anche ad una nuova organizzazione del partito, dei circoli, alla luce dei nuovi assetti del governo e dell’uscita di Italia viva (il partito di Matteo Renzi, ndr)».

In verità un passo in avanti c’è stato rispetto a quanto già deciso l’estate scorsa, alla luce di un cambiamento di fase politica di cui occorre prendere atto. «Alla caduta di Imola c’era il governo gialloverde, ora quello giallorosso e si parla di una coalizione per le regionali del 26 gennaio – ammette Panieri -, seppur in un disegno più ampio e dopo aver visto cos’accadrà in Umbria. E tenendo presente il paletto per noi imprescindibile che il candidato presidente per l’Emilia Romagna è Stefano Bonaccini». Ma per quanto riguarda Imola la linea è tracciata: «Se questa Giunta un domani cadrà valuteremo un’eventuale apertura seguendo il modello nazionale ma solo se avremo una convergenza programmatica sui temi riguardanti il nostro territorio e una leadership diversa da quella attuale». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Il segretario del Pd imolese Marco Panieri ribadisce il No alla collaborazione con la sindaca e la Giunta attuali
Cronaca 11 Settembre 2019

Dopo la nascita del Governo giallo-rosso parlano i dirigenti locali delle tre forze che lo sostengono

Riguardo alla nascita del nuovo Governo giallo-rosso, oltre al senatore dem Daniele Manca, ex sindaco di Imola, il nostro settimanale ha interpellato anche altre personalità del territorio appartenenti alle tre forze politiche che hanno dato vita al nuovo esecutivo per avere una loro opinione, per capirne il livello di condivisione e, in prospettiva, le possibili ricadute sulle Amministrazioni locali.

Si tratta dell’ex sindaco di Imola ed ex deputato Massimo Marchignoli, per Liberi e uguali. Dei sindaci dei tre maggiori Comuni del Circondario imolese: Manuela Sangiorgi (M5S) per Imola, Fausto Tinti (Pd) per Castel San Pietro e Matteo Montanari (Pd) per Medicina. Dei capigruppo consiliari di Imola Simone Righini (M5S) e Roberto Visani (Pd), di Castel San Pietro Francesca Marchetti (Pd) ed Elisa Maurizzi (M5S), di Medicina Cristian Cavina (M5S), di Borgo Tossignano Sara Manzoni (M5S). Del consigliere regionale dem Roberto Poli, del segretario della Federazione Pd di viale Zappi Marco Panieri e degli esponenti dem Pierpaolo Mega, Selena Mascia e Raffaello De Brasi, questi ultimi rappresentanti locali di mozioni presentatesi in occasione dell’ultimo congresso nazionale del Partito democratico.

Abbiamo inviato tre domande uguali per tutti. Sul «sabato sera» di domani le risposte di chi ha raccolto l”invito del nostro settimanale.

L”appuntamento in edicola e nelle buchette degli abbonati!

Nella foto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in parlamento

Dopo la nascita del Governo giallo-rosso parlano i dirigenti locali delle tre forze che lo sostengono
Cronaca 4 Settembre 2019

Nuovo governo, il senatore Daniele Manca: «Soluzione che fa bene anche in vista delle elezioni regionali»

Da parlamentare di opposizione a parte della nuova maggioranza giallorossa (Partito Democratico-Movimento 5 Stelle-Leu) che stasera, con l’annuncio della lista dei ministri da parte del presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, sembra proprio cosa fatta. Cambia radicalmente prospettiva, dunque, l’esperienza in parlamento del senatore imolese Daniele Manca, che da Roma commenta a caldo la nascita del governo atteso domani mattina al Quirinale per il giuramento.

«Sono contento – esordisce – perché il Pd ha avuto ministeri chiave, come quello dell’Economia, fondamentale per far fronte all’eredità pesante che ci ritroviamo a gestire, le politiche da recessione del precedente governo, con la crescita zero e il calo della produzione industriale. E soprattutto si è riusciti, con il grande lavoro di tutti, a centrare l’obiettivo fondamentale: un programma condiviso, di legislatura, per garantire la svolta e ritrovare il ruolo che ci spetta in Europa, contro l’isolamento voluto da Salvini e senza più la logica di scambio del contratto di governo. Sono certo che, anche grazie al tecnico di valore nominato al ministero dell’Interno (Luciana Lamorgese, già prefetto di Venezia e di Milano, Ndr), avremo qualche clandestino in meno e qualche rimpatrio in più, ridando al Viminale il ruolo delicato che deve avere: pilastro della sicurezza pubblica e non clava finalizzata al consenso».

Manca non nasconde tuttavia le difficoltà della nuova situazione. «E’ una fase nuova, che farebbe tremare le gambe a chiunque – sottolinea -, ma ho vissuto bene questo cambio di prospettiva perché ho visto tutti predisposti a mettere davanti il bene dell’Italia. Devo dare atto a tanti per il lavoro fatto. In questo epilogo c’è molto di Renzi e della leadership naturale di chi ha governato per mille giorni, ma anche il segretario Zingaretti e i capigruppo hanno lavorato bene per arrivare alla soluzione della crisi».

Leggendo la svolta in chiave di ricadute locali, in particolare in vista delle elezioni regionali, il senatore Pd si dice convinto del fatto che «a livello regionale la nascita del governo non farà danni, perché l’avversario fondamentale è la Lega. Che poi si arrivi a batterla con un’alleanza organica con il Movimento anche in Emilia Romagna o in altro modo vedremo, comunque l’esperienza nazionale è importante anche per la Regione». E a Imola? L’ex sindaco su questo fronte è molto più cauto: «La situazione di Imola è molto diversa – risponde -. In questo momento è impossibile ragionarci sopra perché prima andrebbero chiarite alcune questioni: innanzitutto non sappiamo qual è la posizione del sindaco nel rapporto con il suo movimento. Ci sono solo ombre e incertezze. Come ha votato la Sangiorgi sulla piattaforma Rousseau, a favore o contro? E non sappiamo nemmeno quale sia il rapporto vero con la Lega. Infine, veniamo da un anno e mezzo in cui la giunta ha perso ben cinque assessori e non si capisce in quale direzione vada. Qualsiasi collaborazione – chiude – è preclusa fino alla soluzione di questi tre quesiti». (mi.ta.)

Nuovo governo, il senatore Daniele Manca: «Soluzione che fa bene anche in vista delle elezioni regionali»
Economia 27 Agosto 2019

Cimice asiatica, la Regione Emilia-Romagna convoca un tavolo con associazioni agricole e consorzi dei produttori

Si svolgerà domani mercoledì 28 agosto a Bologna il vertice convocato dalla Regione Emilia Romagna per studiare le misure più efficaci per combattere la cimice asiatica, al quale sono state invitate le associazioni agricole e le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli. L”assessore regionale all”Agricoltura, Simona Caselli, dichiara in proposito: «Siamo assolutamente consapevoli dell”impatto negativo sulle coltivazioni della cimice asiatica. Al vertice valuteremo e adotteremo le misure più efficaci per sostenere un comparto come quello agricolo, fondamentale per l”economia regionale».

Il tavolo era già stato convocato quando, nei giorni scorsi, è arrivato l”ennesimo allarme da parte di Coldiretti Emilia Romagna, che ha denunciato la situazione particolarmente difficile proprio nella nostra regione, dove i danni alle produzioni causati dal parassita, in particolare alle pere ma non solo, hanno compromesso dal 40 al 100% della produzioni. «Da un lato è necessario accelerare il più possibile i lanci degli insetti antagonisti – sostiene l”associazione -, ma dall”altro è importante che le istituzioni non facciano mancare il loro apporto con risorse economiche da mettere in campo a sostegno del mondo agricolo. Il settore frutticolo dell”Emilia Romagna è a rischio: chiediamo a tutte le istituzioni competenti di mettere subito in campo soluzioni che vadano a prevenire e risarcire i danni alle aziende agricole».

Alla Regione, Coldiretti chiede poi di attivare, come già avvenuto in passato per altre emergenze, «una serie di interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l”intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato  dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito».

La “cimice marmorata asiatica”, nota semplicemente come cimice asiatica, arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché depone le uova almeno due volte all”anno, con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. «La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega ancora la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è dunque importante proseguire a marcia spedita con la ricerca». (r.cr.) 

Sull”argomento leggi anche gli articoli del 23 luglio e del 30 luglio.

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Cimice asiatica, la Regione Emilia-Romagna convoca un tavolo con associazioni agricole e consorzi dei produttori
Cronaca 26 Agosto 2019

Ufficiali le dimissioni di Massimiliano Minorchio, la sindaca: «Già avviato l'iter per la sostituzione dell'assessore»

Ora è ufficiale: si è dimesso l”assessore Massimiliano Minorchio. Come anticipato qualche giorno fa anche da «sabatosera.it» (leggi qui), l”ormai ex membro della giunta imolese ha rimesso il corposo pacchetto di deleghe dello Sviluppo sostenibile del territorio (pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia, toponomastica, lavori pubblici, smart city, Osservanza, mobilità sostenibile, innovazione tecnologica, patrimonio) nelle mani della sindaca Manuela Sangiorgi. Complessivamente, da luglio 2018, ben cinque assessori hanno abbandonato la giunta imolese: Ezio Roi, Ina Dhimgjini, Maurizio Lelli, Rosa Lucente e ora Massimiliano Minorchio. 

«Motivi personali» è la spiegazione alla decisione presa addotta da Minorchio, che subito viene raggiunto dai ringraziamenti di rito della prima cittadina «per il tempo e la professionalità profusi a servizio del Comune di Imola». La stessa sindaca poi, precisando che fino alla nomina di un nuovo assessore le deleghe e le relative attività politico-amministrative faranno capo a lei, assicura di avere già «avviato l”iter di sostituzione dell”assessore uscente, nella ferma volontà di salvaguardare la continuità dell”operato tematico e di garantire le massime competenze ad un ruolo per il quale si stanno riscontrando, positivamente, numerose spontanee candidature di professionisti del settore».

Non si sono fatte attendere, naturalmente, le prime dichiarazioni politiche di commento alle dimissioni odierne. Il segretario del Partito Democratico Marco Panieri ironizza sull”operato di Minorchio che, scrive, «doveva essere il profilo delle competenze, il profilo tecnico per una giunta che mirava al cambiamento. Tantissime le scivolate: inventore della “bretellina”, poi accantonata; i lavori partiti oggi, tra l”imbarazzo, per spostare le righe per far posto ad una corsia in più almeno sulla carta; sostenitore di un regolamento edilizio che ha creato non pochi malumori nel mondo dei tecnici e dei professionisti; la famigerata variante 3 al Rue, tanto avversata in particolare sul limite delle cantine, tavernette e mansarde». Ma Panieri si preoccupa per il pieno di deleghe della sindaca definito «pura follia» e per Imola «mai come in questo momento sola, isolata dalle reti regionali e nazionali, senza un briciolo di prospettive certe. Crediamo che per il bene di tutta la nostra comunità e per dovere di trasparenza i nostri concittadini debbano avere il diritto di capire cosa sta succedendo in giunta». «Imola – aggiunge Panieri – non può rimanere stritolata tra dissidi politici interni ai 5 stelle». 

Dal canto suo il consigliere comunale della Lega, Daniele Marchetti, ritiene che, viste le importanti partite che l”ormai ex assessore Minorchio sta seguendo, dalla realizzazione della “bretella” al nuovo ponte sul Santerno, «la prima cittadina debba assolutamente dare qualche rassicurazione alla città». «Sia chiaro – prosegue Marchetti – non mi dispero per il suo addio, visto che, con o senza Minorchio, il mio giudizio su questa amministrazione era e resta negativo, è chiaro però che questa uscita di scena rischia di azzerare quel poco che è stato fatto sulle opere da realizzare o completare sul nostro territorio. La “bretella” e il nuovo ponte sul Santerno che fine faranno? La maggioranza a questo punto bloccherà tutto oppure no? Il sindaco rassicuri la città». 

Da sinistra (e da fuori Consiglio comunale) si fanno sentire con una nota congiunta anche Comitato Politikattiva, Rifondazione Comunista, Partito Comunista italiano e Demos 19. Questa in sintesi la posizione sull”argomento: «Il cambiamento tanto sbandierato in campagna elettorale si è tradotto solo nel puro cambiamento dei componenti della giunta. Così facendo non si riesce a dare alcuna continuità ai progetti per la città di Imola. Imola, dobbiamo saperlo e ribadirlo, merita decisamente di meglio. Chiediamo a tutti coloro che nutrono o hanno tradizioni e valori di sinistra di lavorare organicamente insieme per vigilare sull”operato della maggioranza grillina e tentare di promuovere la partecipazione delle cittadine e dei cittadini interessati ad un vero buon governo e alla crescita economica e sociale della città». (mi.ta.)

Nella foto un”immagine che sembra “preistorica” ma che risale al luglio 2018: la giunta appena nominata dalla neo sindaca Manuela Sangiorgi (nell”immagine manca Ezio Roi, il primo assessore dimessosi dopo cinque mesi)

Ufficiali le dimissioni di Massimiliano Minorchio, la sindaca: «Già avviato l'iter per la sostituzione dell'assessore»
Cronaca 6 Agosto 2019

L'omaggio del sindaco Franceschi al neo maresciallo Dario Greco che lascia Castel Guelfo dopo 23 anni

Ha lasciato dopo 23 anni la stazione dei carabinieri di Castel Guelfo il neo maresciallo Dario Greco, che ha assunto un nuovo incarico nella vicina stazione di Sesto Imolese. Entrambe le stazioni sono alle dipendenze della Compagnia dei carabinieri di Imola. Il sindaco di Castel Guelfo, Claudio Franceschi, ha voluto salutare e ringraziare di persona il militare per il lungo servizio nella stazione del paese e gli ha donato il libro “Castel Guelfo di Bologna – Dal Medioevo al Novecento”. All”incontro era presente anche il maresciallo Giuseppe Bellobuono della stazione di Castel Guelfo.

Greco, che aveva preso servizio a Castel Guelfo nell”agosto del 1996, ha ottenuto la promozione di grado superando un corso nella scuola “Marescialli e brigadieri dei carabinieri”. In occasione dell”incontro con il sindaco, il maresciallo Greco ha detto di essere «molto onorato di ricevere questo segno di riconoscenza da parte dell’amministrazione comunale di Castel Guelfo». «Questo momento rappresenta per me un bel traguardo professionale ma anche un distacco da colleghi e amici con i quali in questi anni avevo instaurato un rapporto di stima e fiducia – ha aggiunto Greco -. Le nostre strade comunque continueranno ad incrociarsi in quanto, tra le due caserme, e non solo, si porta avanti da tempo un lavoro di cooperazione e collaborazione eccellente». (r.cr.)

Nella foto il neo maresciallo Greco con il sindaco Franceschi

L'omaggio del sindaco Franceschi al neo maresciallo Dario Greco che lascia Castel Guelfo dopo 23 anni
Cronaca 21 Giugno 2019

Città metropolitana, il sindaco Virginio Merola riassegna le deleghe e aumenta il lavoro per Fausto Tinti e Luca Lelli

Si è tenuta a palazzo Malvezzi la prima riunione della Conferenza dei sindaci della Città metropolitana, in gran parte rinnovati dopo le elezioni amministrative. Su 55 comuni che compongono il territorio metropolitano ben 46 sono andati al voto il 26 maggio, di questi 18 sono stati confermati mentre 28 sono al primo mandato amministrativo. Virginio Merola, sindaco di Bologna e metropolitano, ha riassegnato anche alcune deleghe e inserito in Giunta la consigliera comunale bolognese Raffaella Ferri al posto di Elisabetta Scalambra (quest’ultima, già consigliera comunale a Castenaso, non si è candidata alle amministrative, uscendo così automaticamente dal governo metropolitano).

La riassegnazione ha visto aumentare il carico di lavoro soprattutto per due dei sindaci del nostro territorio, a partire dal castellano Fausto Tinti, già vicesindaco metropolitano, che dovrà occuparsi anche di Sviluppo economico, Politiche del lavoro, Tavoli di salvaguardia del patrimonio produttivo (prima affidata a Massimo Gnudi, consigliere comunale di Vergato) ed E-government (prima in capo al sindaco metropolitano), ovviamente oltre alla delega preesistente al Personale. Maggior carico di lavoro anche per l’ozzanese Luca Lelli, al quale è andata anche la delega ai Rapporti con il Consiglio metropolitano e con la Conferenza metropolitana, prima affidata alla Scalambra, che si affianca a Politiche per la casa, Affari istituzionali e Innovazione. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto il gruppo dei sindaci della Città metropolitana

Città metropolitana, il sindaco Virginio Merola riassegna le deleghe e aumenta il lavoro per Fausto Tinti e Luca Lelli
Cronaca 12 Giugno 2019

Matteo Montanari ha completato la sua Giunta con molte novità e la confermata Dilva Fava “promossa' vicesindaco

Il nuovo sindaco di Medicina, Matteo Montanari, ha nominato ufficialmente la sua Giunta e si prepara ad affrontare le priorità del mandato amministrativo 2018-2023. Dopo la “promozione” a vicesindaco della riconfermata Dilva Fava e la nomina del nuovo entrato Massimo Bonetti che si occuperà di Ambiente, Agricoltura e Urbanistica, Montanari ha completato la squadra di assessori con le seguenti nomine: Donatella Gherardi sarà assessore al Bilancio, Partecipate e Patrimonio, Attività produttive e Personale; Marco Brini, già presidente del Consiglio comunale nello scorso mandato, sarà delegato alla Polizia Municipale e Sicurezza, Protezione Civile, Sviluppo digitale, Partecipazione e Verifica del programma; Lorenzo Monti si occuperà di Volontariato, Turismo, Giovani, Legalità, Pro Loco e Gemellaggio.

Per sè il sindaco ha tenuto le deleghe alla Sanità, Lavori Pubblici, Piano Strategico Locale e Rigenerazione, Mobilità, Sport e Comunicazione, mentre alla sua vice ha assegnato Scuola, Politiche Sociali, Politiche Abitative e del Lavoro, Pari opportunità, come nel precedente mandato. Si tratta dunque di una Giunta in massima parte rinnovata nei suoi componenti, tutti attivamente impegnati in questi mesi di campagna elettorale nelle tre liste a sostegno della candidatura di Montanari e soprattutto tutti da sempre impegnati nella comunità medicinese nei loro ambiti di competenza.

Il nuovo sindaco ha rilasciato un”intervista al nostro settimanale in edicola da domani giovedì 13 giugno, nella quale anticipa i temi e le priorità del nuovo mandato amministrativo. Tra i progetti in corso e che saranno completati a breve c”è la riqualificazione dell”ex stazione ferroviaria di via Licurgo Fava. «La ciclabile è ormai completata – aggiorna Montanari -, manca l’asfaltatura. Parte dei lavori sull’edificio sono stati realizzati, in particolare la sistemazione del tetto. A breve si partirà con gli impianti e infine i lavori nel piazzale. L’obiettivo è completare il tutto entro settembre». (r.cr.)

L”intervista completa come anticipato è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto da sinistra a destra: Bonetti, Monti, Fava, Montanari, Gherardi e Brini

Matteo Montanari ha completato la sua Giunta con molte novità e la confermata Dilva Fava “promossa' vicesindaco

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