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Economia 16 Luglio 2019

Sulla prima pietra della nuova sede Teapak in costruzione in via Gambellara l'immagine del maestro Yogi Bhajan

Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice un proverbio. La prima pietra della nuova sede di TeaPak è stata posata lo scorso 5 luglio nel cantiere che costeggia via Gambellara e via Bicocca. Un gesto simbolico, per il quale è stata organizzata una cerimonia a cui ha partecipato anche una delegazione di 19 rappresentanti della casa madre, il gruppo americano produttore di tisane biologiche e ayurvediche Yogi Tea, arrivati in abiti orientali e turbante tipico dei fedeli di religione Sikh. Di origine indiana era anche il fondatore del gruppo, Yogi Bhajan, maestro di yoga che nel 1968 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha dato vita a un gruppo di aziende creando posti di lavoro per gli immigrati dall’India. Sue, non a caso, l’immagine e la citazione impresse sulla prima pietra: «Servire e ispirare attraverso i nostri prodotti e facendo il bene nel mondo». Un messaggio che racchiude la filosofia del gruppo, di cui Tea-Pak fa parte da vent’anni esatti. E una cerimonia connotata anche da aspetti interreligiosi: all’augurio in forma di preghiera della presidente del Consiglio di amministrazione di Yogi Tea, Sat Bachan, ha fatto seguito la benedizione del vescovo Tommaso Ghirelli.

A essere pignoli, non si trattava proprio della prima pietra. Sullo sfondo, infatti, si intuisce già la struttura del nuovo capannone da 12 mila metri quadri per il quale sono già stati posati nei giorni scorsi i pilastri portanti e una parete prefabbricata. I tempi infatti stringono: tutto dovrà essere ultimato entro il 10 febbraio 2020 e il conto alla rovescia è già partito. «Oggi festeggiamo uno storico traguardo – ha esordito Andrea Costa, fondatore e managing director di TeaPak -: TeaPak insieme a Yogi Tea hanno messo definitivamente radici a Imola». Se l’azienda è rimasta a Imola è anche grazie al progetto Manufacturing zone restart, voluto dall’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini, presente alla cerimonia: «Con TeaPak – ha commentato con soddisfazione – abbiamo raggiunto l’obiettivo comune che poi era l’obiettivo della città: portare nuove imprese e consentire alle imprese esistenti diampliarsi, creando nuova occupazione. Tra l’altro TeaPak ha una “social responsability” elevatissima (tante le iniziative di solidarietà promosse dall’a-zienda in collaborazione con le associazioni di volontariato del territorio, Ndr) e circa il 75 per cento degli occupati sono donne».

L’attuale assessore, Patrik Cavina, non ha mancato di ringraziare la precedente Amministrazione comunale. «Il progetto che abbiamo ereditato prosegue – ha affermato – e abbiamo intenzione di aggiungere anche il tutor d’impresa. Inoltre, a settembre, saremo pronti a presentare al Tavolo delle imprese il nostro progetto Made in Imola, pensato per incentivare, promuovere e proteggere le aziende già insediate a Imola. Sarà una sorta di certificazione comunale da rinnovare nel tempo – anticipa – riservata alle aziende con determinati requisiti, un brand attraverso cui promuovere l’attività anche all’estero». La nuova sede comporterà un investimento di oltre 25 milioni di euro. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nella foto la cerimonia di posa della prima pietra

Imola

Sulla prima pietra della nuova sede Teapak in costruzione in via Gambellara l'immagine del maestro Yogi Bhajan
Cronaca 27 Luglio 2018

Lavori a Medicina: pavimentazione quasi terminata, in agosto riaprirà via Libertà

Stanno per concludersi i lavori lungo via Libertà a Medicina. Si tratta del cantiere di Hera per il rinnovo di reti gas in bassa pressione, acquedotto e fognatura, nel tratto compreso tra via Felice Cavallotti e piazza Andrea Costa, un intervento cominciato nel marzo scorso.

«L’ultima ditta sta ultimando in questi giorni la nuova pavimentazione in cubetti di porfido aggiorna il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari – La posa terminerà tra fine luglio e inizio agosto, poi la strada potrà essere riaperta al traffico».

Nel corso degli scavi, tuttavia, sono emerse alcune problematiche tecniche. «Si è reso necessario l’abbassamento della profondità di scavo per il collettore fognario di circa un metro, in quanto sono stati rinvenuti alcuni scarichi di acque miste non presenti nel censimento ufficiale – dettaglia Montanari -. Inoltre, vista la vetustà degli allacciamenti gas esistenti, i tecnici hanno richiesto e provveduto alla loro completa sostituzione per motivi di sicurezza».

A questo si aggiungono i ritrovamente archeologici non preventivati. «In prossimità dell’incrocio fra via libertà e piazza Andrea Costa sono venuti alla luce reperti archeologici di età medioevale, in particolare dei tratti di vecchie mura e una cisterna, che hanno reso necessario l’intervento della sorveglianza archeologica e della Soprintendenza – aggiunge il vicesindaco -. Ora sono state ricoperte con la nuova soletta dove in questi giorni viene posata la nuova pavimentazione in porfido. Questo ritrovamento ha fatto slittare alcuni lavori di una decina di giorni, ma il ritardo è stato compensato da altre lavorazioni successive che hanno richiesto al contrario meno tempo».

Il riferimento è ad alcuni commercianti che, nelle scorse settimane, avevano fatto una raccolta firme per protestare contro il perdurare del cantiere. «C’era un cartello che indicava fine maggio come termine dei lavori, ma si riferiva solo ad alcune opere. L’intervento si chiuderà nei tempi previsti da cronoprogramma» afferma Montanari.

Complessivamente, l’opera ha un costo di circa 360 mila euro. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto via Libertà durante i lavori

Lavori a Medicina: pavimentazione quasi terminata, in agosto riaprirà via Libertà
Cronaca 29 Maggio 2018

Osservanza, il ristorante nell’ex L’Altro Caffè vuole aprire a fine giugno

Il cantiere è ormai agli sgoccioli e, a breve, potrà aprire il ristorante. L’immobile dell’ex L’Altro Caffè sarà il primo tra quelli che fanno parte del complesso dell’Osservanza ad avere una nuova vita. Nel settembre del 2016 il fabbricato e l’area cortiliva annessa sono stati aggiudicati per venti anni allo chef Michele Quitadamo, 35 anni, già cuoco dell’Opera Dulcis di piazza Matteotti.

In febbraio, finalmente, sono cominciati i lavori a carico di Osservanza Srl. Si tratta di un restauro conservativo, che include il rinnovamento dell’impianto idrico, fognario e degli impianti elettrici, infissi, nuovi servizi igienici, manutenzione della copertura con smontaggio e rimontaggio degli architravi, l’allacciamento al teleriscaldamento. Il costo è di 500 mila euro e gli operai della cooperativa borghigiana Cims dovrebbero ultimare l’opera entro metà giugno.

Lo chef Quitadamo dovrà eseguire a sue spese i lavori dell’impiantistica dedicata all’attività vera e propria e provvedere all’arredo e all’allestimento di sala e cucina. L’idea è trasformarlo in un ristorante con una cinquantina di coperti e un’area bar, con annesso dehor per sfruttare gli spazi esterni nel periodo estivo. «I lavori stanno procedendo – aggiorna lo chef Quitadamo  -. Contiamo di ultimare l’allestimento entro fine giugno e inaugurare».Nel momento in cui gli verranno consegnati i locali ristrutturati, lo chef si è impegnato a pagare un affitto che, come da base d’asta, sarà di 24 mila euro per i primi due anni, che salgono a 30 mila euro nel terzo e quarto anno e poi a 36 mila euro per i restanti sedici anni.

Quitadamo a suo tempo è stato l’unico a presentare un’offerta (un’altra società fu esclusa perché la domanda era incompleta) e ha proposto un rialzo del 2,5 per cento. L’Altro Caffè, raccontò, l’aveva colpito per la posizione: «All’interno di un bel parco, vicino al centro storico e con un parcheggio vicino». (gi.gi.) 

Nella foto lo chef Michele Quitadamo controlla il cantiere

Osservanza, il ristorante nell’ex L’Altro Caffè vuole aprire a fine giugno
Cronaca 29 Maggio 2018

Nuove fogne e impianto di trattamento potenziato per la frazione di Molino Nuovo

Da lunedì 4 giugno cominceranno i lavori per l’ammodernamento e potenziamento del sistema di trattamento delle acque reflue di Molino Nuovo. Un intervento atteso da anni della frazione castellana, in particolare dopo le nuove lottizzazioni che hanno portato ad un conseguente incremento del numero di residenti. «Già nello scorso mandato amministrativo era emersa la necessità di intervenire sull’impianto fognario di Molino Nuovo in quanto venne ritenuto non più in linea con le politiche ambientali e di salute pubblica e con le norme vigenti» conferma il presidente del Consiglio Comunale di Castel San Pietro Stefano Trazzi che ha seguito l’intervento sin dall’inizio.

In sostanza sarà realizzata una nuova vasca Imhoff con una capienza maggiore dell’attuale, in grado di trattare volumi d’acqua più grandi. La vasca sarà dotata anche di un pozzetto in uscita per il campionamento delle acque trattate. Anche la rete fognaria che convoglia i reflui alla fossa Imhoff sarà ristrutturata, con la posa di 220 metri di nuova condotta e un piccolo impianto di sollevamento. Al termine dei lavori le due vasche di trattamento esistenti saranno dismesse, bonificate e rimosse, ripristinando l’area ora occupata. Tutti i reflui fognari provenienti dalle abitazioni saranno convogliati nella nuova fossa.

A completamento dei lavori è prevista anche la sistemazione delle sponde del torrente Sillaro nel punto in cui si trova l’uscita della condotta delle acque depurate.

«La progettazione dell’opera è stata rivista in base alle nuove normative regionali all’inizio del 2016 – dettaglia Trazzi -. A quel punto ci si rivolse allora a Conami, per verificare la possibilità di inserire l’intervento nel piano di investimenti del Consorzio stesso, coinvolgendo contestualmente Hera e l’agenzia territoriale Ato, divenuta in seguito Atersir, che si trovarono d’accordo sulla necessità dell’intervento, vista anche la disponibilità della totale copertura finanziaria, poi esplicitata nella programmazione 2015-2019 degli interventi territoriali».

Tutti i lavori saranno svolti da Hera e la durata prevista è in 120  giorni, il costo complessivo dell’intervento sarà di circa 300.000 euro.

Nuove fogne e impianto di trattamento potenziato per la frazione di Molino Nuovo

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