Economia

Sulla prima pietra della nuova sede Teapak in costruzione in via Gambellara l'immagine del maestro Yogi Bhajan

Sulla prima pietra della nuova sede Teapak in costruzione in via Gambellara l'immagine del maestro Yogi Bhajan

Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice un proverbio. La prima pietra della nuova sede di TeaPak è stata posata lo scorso 5 luglio nel cantiere che costeggia via Gambellara e via Bicocca. Un gesto simbolico, per il quale è stata organizzata una cerimonia a cui ha partecipato anche una delegazione di 19 rappresentanti della casa madre, il gruppo americano produttore di tisane biologiche e ayurvediche Yogi Tea, arrivati in abiti orientali e turbante tipico dei fedeli di religione Sikh. Di origine indiana era anche il fondatore del gruppo, Yogi Bhajan, maestro di yoga che nel 1968 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha dato vita a un gruppo di aziende creando posti di lavoro per gli immigrati dall’India. Sue, non a caso, l’immagine e la citazione impresse sulla prima pietra: «Servire e ispirare attraverso i nostri prodotti e facendo il bene nel mondo». Un messaggio che racchiude la filosofia del gruppo, di cui Tea-Pak fa parte da vent’anni esatti. E una cerimonia connotata anche da aspetti interreligiosi: all’augurio in forma di preghiera della presidente del Consiglio di amministrazione di Yogi Tea, Sat Bachan, ha fatto seguito la benedizione del vescovo Tommaso Ghirelli.

A essere pignoli, non si trattava proprio della prima pietra. Sullo sfondo, infatti, si intuisce già la struttura del nuovo capannone da 12 mila metri quadri per il quale sono già stati posati nei giorni scorsi i pilastri portanti e una parete prefabbricata. I tempi infatti stringono: tutto dovrà essere ultimato entro il 10 febbraio 2020 e il conto alla rovescia è già partito. «Oggi festeggiamo uno storico traguardo – ha esordito Andrea Costa, fondatore e managing director di TeaPak -: TeaPak insieme a Yogi Tea hanno messo definitivamente radici a Imola». Se l’azienda è rimasta a Imola è anche grazie al progetto Manufacturing zone restart, voluto dall’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini, presente alla cerimonia: «Con TeaPak – ha commentato con soddisfazione – abbiamo raggiunto l’obiettivo comune che poi era l’obiettivo della città: portare nuove imprese e consentire alle imprese esistenti diampliarsi, creando nuova occupazione. Tra l’altro TeaPak ha una “social responsability” elevatissima (tante le iniziative di solidarietà promosse dall’a-zienda in collaborazione con le associazioni di volontariato del territorio, Ndr) e circa il 75 per cento degli occupati sono donne».

L’attuale assessore, Patrik Cavina, non ha mancato di ringraziare la precedente Amministrazione comunale. «Il progetto che abbiamo ereditato prosegue – ha affermato – e abbiamo intenzione di aggiungere anche il tutor d’impresa. Inoltre, a settembre, saremo pronti a presentare al Tavolo delle imprese il nostro progetto Made in Imola, pensato per incentivare, promuovere e proteggere le aziende già insediate a Imola. Sarà una sorta di certificazione comunale da rinnovare nel tempo – anticipa – riservata alle aziende con determinati requisiti, un brand attraverso cui promuovere l’attività anche all’estero». La nuova sede comporterà un investimento di oltre 25 milioni di euro. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nella foto la cerimonia di posa della prima pietra

Imola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast