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Cultura e Spettacoli 29 Aprile 2020

Il libro «Il sogno di Ditino» di Bacchilega Junior parla anche in cinese

È scritto, anche in cinese semplificato, il titolo del libro pubblicato dall’editore imolese Bacchilega Junior nel 2018, Il sogno di Ditino (per saperne di più), i cui diritti esteri sono da poco stati acquistati in Cina. Un segnale concreto di speranza, pur fatta di carta, per un futuro imminente più roseo del presente difficile che stiamo vivendo.

Ma anche un segnale culturalmente positivo che mostra come le storie e i libri viaggino in lungo e in largo per il mondo senza confini. A compiere questo viaggio, stavolta, è Ditino, protagonista del libro per piccolissimi lettori da 0 a 3 anni scritto in rima da Elisa Mazzoli e illustrato da Marianna Balducci con la particolare tecnica della foto-illustrazione che già nel precedente Il viaggio di Piedino aveva assicurato alla coppia e all’editore il prestigioso premio nazionale NatiPerLeggere.

Il ditino ritratto in fotografia appartiene allo stesso bambino di Piedino, Marco, un anno dopo. Anche i diritti di Piedino sono stati venduti all’estero. Il sogno di Ditino racconta le prime autonomie dei bambini a partire dall’anno e mezzo di età, quando il camminare si fa sicuro e la voglia di esplorare è ancora più grande. Quell’età in cui i bambini mettono i loro ditini proprio dappertutto: così, nel libro, Ditino vola, tocca, esplora, colora, segna, legge, fa il bagnetto, mangia. «È sempre emozionante che un proprio libro sia di interesse per persone di un Paese diverso da quello in cui la storia è nata – racconta l’autrice -. In un momento storico come questo che stiamo vivendo, poi, ricordarci di essere tutti cittadini del mondo, collegati gli uni agli altri come fossimo sulla stessa barca, è più che mai importante. La letteratura è da sempre un ponte fra le diversità, le storie viaggiano in tutte le direzioni, ed è bello sapere che bambini italiani e cinesi potranno avere in comune, fra tante cose simili e tante altre diverse, la storia di Ditino». (mi.mo.)

Nella foto: da sinistra, la copertina del libero in cinese ed in italiano

Il libro «Il sogno di Ditino» di Bacchilega Junior parla anche in cinese
Cronaca 21 Aprile 2020

Coronavirus, a Castel Guelfo attivato il servizio di biblioteca a domicilio

In questo periodo di emergenza molti hanno riscoperto il piacere della lettura. Proprio per questo motivo la biblioteca di Castel Guelfo ha pensato di portare i libri… direttamente a casa.

Questo grazie alla preziosa collaborazione dei volontari della protezione civile chiunque può richiedere i libri tramite mail e gli saranno consegnati a casa il giovedì mattina a partire dal prossimo 23 aprile, giornata mondiale del libro. Con tutte le precauzioni possibili il volontario, munito di guanti e mascherina, suonerà il campanello e lascerà i volumi senza entrare in casa o nel palazzo. Se uno poi ha ancora prestiti scaduti potrà riconsegnarli alla riapertura della biblioteca, oppure in caso di richiesta di libri nuovi si potrà accordare per uno scambio il giorno della consegna.

Per tutte le informazioni: biblioteca@castelguelfo.bo.it oppure consultate il sito del Comune o la pagina Facebook ufficiale.

Nella foto: il volantino dell’iniziativa

Coronavirus, a Castel Guelfo attivato il servizio di biblioteca a domicilio
Cronaca 21 Aprile 2020

A Castel San Pietro la Protezione civile consegna i libri della biblioteca a domicilio

Parte questa settimana il servizio di consegna a domicilio dei libri della biblioteca di Castel San Pietro.

Il servizio è rivolto ai cittadini già iscritti, che potranno richiederlo inviando una e-mail all’indirizzo biblioteca@cspietro.it entro le ore 13 di ogni giovedì, indicando i propri dati per essere contattati.
Il personale del Servizio biblioteche preparerà i pacchi con i materiali richiesti dagli utenti il giovedì pomeriggio, e i volontari della Protezione civile li consegneranno il venerdì (o il giovedì stesso in caso di festività).
In questa prima fase si possono prenotare fino a un numero massimo di quattro libri o altri materiali, scelti fra quelli presenti nel catalogo consultabile online (qui il link).

«Ora che la fase più critica ed emergenziale è alle spalle, abbiamo pensato che sarebbe stato utile, in attesa della riapertura della Biblioteca comunale, dare una possibilità in più ai cittadini che amano leggere o che hanno in questo momento più tempo per farlo – spiega Andrea Bondi, vicesindaco e coordinatore del Coc assieme al primo cittadino Fausto Tinti–. Ai volontari e ai dipendenti della Biblioteca comunale che rendono possibile questo servizio alla cittadinanza va tutta la nostra gratitudine». (r.cr.)

A Castel San Pietro la Protezione civile consegna i libri della biblioteca a domicilio
Cronaca 21 Aprile 2020

Lisa Laffi: «Due anni di vacanze» all’avventura con Verne

Io ho imparato l’incantesimo a otto anni: mi bastava leggere un romanzo per immedesimarmi in un personaggio e trasformarmi in ciò che non ero nella vita reale. Ho sempre adorato i libri che mi portavano in posti lontani e mi permettevano di vestire panni avventurosi.
Dagli otto ai dieci anni ho letto tutti i libri di Salgari e sono diventata via via un corsaro, un «tigrotto» e un cowboy, ma forse il libro che ho utilizzato più spesso per dar vita alla magia è stato Due anni di vacanze di Jules Verne.

È la storia di quindici ragazzi che, per uno sfortunato evento all’inizio non ben precisato, naufragano su un’isola deserta. Si stabiliscono in una grotta e organizzano una quotidianità fatta di scuola (i grandi fanno lezione ai piccoli), elezioni (viene scelto un presidente) ed esplorazioni alla ricerca di cibo.
Si creano gruppi, che dopo due anni vengono però forzati a riunirsi per affrontare un’improvvisa minaccia esterna sopraggiunta. Infatti anche dei pericolosi criminali rimangono bloccati sull’isola; questi avevano ucciso l’intero equipaggio di una nave mercantile divenendo così a tutti gli effetti dei pirati: solo due persone erano riuscite a sfuggire alla carneficina, l’esattore delle tasse, Evans, e una donna di nome Kate. Alleatisi con i due adulti, i ragazzi si mettono a combattere contro i criminali; poi, riparata una barca riescono a tornare a casa.
Nel frattempo, la loro storia aveva già fatto il giro del mondo e si ritrovano così da un giorno all’altro famosi: il diario delle loro esperienze viene stampato e tradotto nelle maggiori lingue.

Due anni di vacanze è un libro intriso di avventura, di amicizia e di ideali. Una «perla» sconosciuta firmata Jules Verne, che consiglio a tutti i ragazzi pronti a «due anni di vacanze» in un’isoletta del Pacifico.
In questo periodo non si può viaggiare con il corpo, ma i libri ci permettono di farlo con la mente.

Lisa Laffi: «Due anni di vacanze» all’avventura con Verne
Cronaca 20 Aprile 2020

Medicina riparte anche dalla cultura. Ogni giorno una proposta social per tutti i gusti

Medicina riparte anche dalla cultura. E per tenere compagnia ai propri cittadini la pagina Facebook “Medicina cultura” si organizza con una programmazione quotidiana per tutti i gusti.

La settimana comincia con la rubrica Medicina in musica: brani musicali eseguiti dalle scuole di musica del territorio (in collaborazione con la scuola di musica classica Medardo Mascagni, la scuola di musica moderna “Enrico Larry Buttazzi e la Banda municipale).
Il martedì è la volta di Medicina nel cassetto: curiosità per grandi e piccini, aneddoti, storie e leggende della città del Barbarossa (in collaborazione con il Museo civico del Risorgimento di Bologna).
Il mercoledì è dedicato Alla scoperta del Museo civico di Medicina: visite virtuali alla sezione archeologica, al laboratorio di liuteria di Ansaldo Poggi, agli erbari seicenteschi dei Padri carmelitani, alla ricostruzione dell’antica Farmacia dell’Ospedale e alla Pinacoteca Aldo Borgonzoni, ma anche un laboratorio o un’attività didattica (in collaborazione con l’archeologa Serena Sarti, volontaria del gruppo Acrasma.
Il giovedì arriva Medicina racconta: storie per i più piccoli lette dalle volontarie del progetto “Nati per leggere” della biblioteca comunale.
Il venerdì c’è Ragazzi, si legge!: consigli di lettura per ragazzi a cura delle insegnanti Sarah Giordano e Francesca Boschi.
Il sabato sera, infine, Medicina va a teatro: schetch comici o piece teatrali sotto la direzione artistica di Dario Criserà dell’associazione Eclissidilana.

«La cultura può essere un importante aiuto per affrontare questa periodo straordinariamente difficile della nostra storia – commenta Enrico Caprara, presidente del Consiglio comunale di Medicina con delega alla Cultura –. Siamo da sempre le città della musica, dell”arte, del teatro e della storia. Dimostriamo insieme il nostro valore». (r.cr.)

Medicina riparte anche dalla cultura. Ogni giorno una proposta social per tutti i gusti
Cronaca 20 Aprile 2020

Luca Occhi: pirata da bambino, un pirata per sempre

Mi chiamo Luca Occhi, ho passato, ahimè, da un po’ la cinquantina, lavoro in banca e scrivo per passione. Dall’età di nove anni faccio il pirata.

La prima volta mi sono imbarcato su di un praho malese assieme a Le tigri di Mompracem. A fianco di Sandokan e Yanez de Gomera ho vissuto tutte le loro incredibili avventure, sino all’epilogo ne La rivincita di Yanez. Così, a neanche undici anni, ero un pirata già bello che fatto.

Ho abbandonato allora la Malesia e il golfo del Bengala, per i Caraibi, in cerca di altri mari da solcare, nuove storie da vivere. È lì che mi sono imbattuto ne Il Corsaro Nero e mi sono imbarcato sotto il suo comando sulla Folgore. Navigare con lui è stato bello anche se poi, agli ordini di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero e de Il figlio del Corsaro Rosso, lo confesso, un po’ ho iniziato ad annoiarmi. Capita, a volte, che i figli non siano all’altezza dei padri.

Avevo anche pensato di lasciar perdere, e di diventare un calciatore. Ma in una taverna, o in una libreria di Tortuga, non ricordo bene, mi sono imbattuto in quei due: il capitano Flint, Josuah Flint, e Long John Silver, il suo quartiermastro. Ed è così che ho navigato prima sulla Walrus, al comando di Flint, e poi con Long John sull’Hispaniola, alla ricerca de L’Isola del Tesoro. Ne avrei da raccontare su di loro, ma meglio sarebbe leggere i due resoconti La vera storia del pirata Long John Silver e L’ultima avventura del pirata Long John Silver. Lì c’è tutto quel che serve sapere per diventare degli autentici Fratelli della Costa.

Gli anni, però, intanto passavano, diventavo «grande», e sempre più di rado mi capitava di prendere il mare per qualche nuova avventura. Mi ero quasi rassegnato a vivere di bei ricordi, e tanto rum, quando su Tortuga ho incrociato la rotta di Rogério de Campos, nostromo portoghese ed ex gesuita, imbarcato sul brigantino Neptune dal capitano pirata Laurens De Graaf, detto Lorencillo. E da quel momento, anche se ero un po’ troppo vecchio per quella vita, le avventure sono ripartite, passando da Veracruz per giungere sino a Cartagena, gli ultimi giorni della Tortuga.

Perché, in fondo, chi è stato pirata da bambino, lo rimane per sempre.

Luca Occhi: pirata da bambino, un pirata per sempre
Cultura e Spettacoli 21 Marzo 2020

Torna in libreria la scrittrice medicinese Caterina Cavina con l'ultimo romanzo «Le radici dei fiori»

Sono passati sette anni dall’ultima fatica letteraria di Caterina Cavina, autrice medicinese di alcuni romanzi di grande successo, tra i quali il bestseller «Le ciccione lo fanno meglio» (Baldini e Castoldi). In questi giorni troviamo in libreria, per la casa editrice Pendragon, «Le radici dei fiori», il suo ultimo romanzo. Arianna è una fragile ragazza e albina, vive assieme ad un esercito di gatti e brucia nell’alcol la sua esistenza. Un giorno decide di entrare in una clinica per disintossicarsi e lì inizia un viaggio tra una serie di personaggi che sono ai margini della società, ma che diventeranno il suo mondo: un mondo crudo e doloroso, ma anche pieno di amore e di gioia, perché in fondo, chi sta dentro la clinica, non è così diverso da chi sta fuori.

Caterina, ti abbiamo atteso tanti anni, cosa ti ha bloccato in questo lungo periodo?
«Molte cose, diciamo che quando cominci a scrivere una storia così, basata su fatti veri, sia tuoi che di altri, entri in un labirinto infinito, quasi senza uscita, come succede ad Arianna, la protagonista, quando varca la soglia della clinica psichiatrica, solo che lei non ha il filo di lana per uscirne fuori, ma solo la sua umanità. Scrivere di cose personali è difficilissimo perché c’è la tua vita che scorre, e quella è sempre ingovernabile. Avrò fatto almeno dieci stesure, se non di più, scritto e tagliato, molte storie per esempio alla fine sono rimaste fuori, erano belle secondo me, ma affondavano la trama… finivi di leggere e ti ritrovavi in un mare colloso di sofferenza umana». (co.pe.)

Leggi l”intervista completa su «sabato sera» del 19 marzo

Nelle foto Caterina Cavina e la copertina del suo ultimo libro

Torna in libreria la scrittrice medicinese Caterina Cavina con l'ultimo romanzo «Le radici dei fiori»
Cultura e Spettacoli 12 Marzo 2020

Al noir edito da Bacchilega «Occhi viola» di Fabio Mundadori il premio nazionale Nabokov

«Occhi Viola», il libro pubblicato nella collana di storie noir Zero (Bacchilega Editore) e scritto da Fabio Mundadori, si è aggiudicato il premio nazionale Nabokov nella sezione romanzi editi. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso sabato 29 febbraio al teatro comunale di Novoli, in provincia di Lecce, alla presenza della giuria di qualità presieduta dal giornalista Rai Pino Scaccia e coordinata dagli editori Piergiorgio Leaci e Andrea Giannasi.

«Vincere questo premio è una grande emozione, in primis per la soddisfazione personale – commenta l’autore,Fabio Mundadori -, ma anche e soprattutto perchè a vincerlo è stato un libro giallo nonostante si tratti di un riconoscimento letterario non di genere, il che ha ancora più valore». Fabio Mundadori e il suo giallo si sono aggiudicati il premio Nabokov fra decine di autori e scritti arrivati da tutta Italia. «Occhi Viola» (seconda pubblicazione della collana Zero che Bacchilega Editore dedica a noir, gialli e thriller italiani )racconta la prima indagine del commissario Sammarchi, personaggio nato dalla penna di Fabio Mundadori. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 marzo

Nella foto Fabio Mundadori, terzo da sinistra, mentre ritira il premio. A destra la copertina del libro

Al noir edito da Bacchilega «Occhi viola» di Fabio Mundadori il premio nazionale Nabokov
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2020

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO

Sala delle Stagioni gremita ieri pomeriggio per la premiazione di «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire da un incipit di Carlo Lucarelli. L’undicesima edizione del concorso, che si è tenuto come da tradizione in una notte di mezza estate, ha visto oltre cento partecipanti e ventun racconti selezionati e pubblicati da Bacchilega editore (marchio della Coop Bacchilega che edita anche il settimanale “sabato sera”) nella sua collana «Zero» in un”antologia in vendita e dal titolo «Paura». (r.cr.)

Nella foto e nel video le immagini della premiazione (Isolapress)

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO
Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

«Turno di Notte», è tempo di premiazioni per il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli

«Erano due, e un attimo dopo tre. Ma all’occhiata successiva, giusto il tempo di abbassare lo sguardo, non c’erano più.»
«E perché?»
«Non lo so. Non era la domanda più importante, in quel momento. Avevo una strana sensazione.»
«Preoccupazione? Inquietudine? Paura?»
«No. Direi sollievo. Di più… felicità. Gioia.»

È questo l’incipit che Carlo Lucarelli ha regalato all’undicesima edizione di «Turno di Notte», il concorso che si è tenuto in una notte di mezza estate e che ora arriva alla premiazione dei suoi vincitori. Gli appassionati di scrittura che si sono cimentati con la creazione di un racconto partendo, appunto, dalle battute del noto autore scopriranno chi ha vinto il concorso domani, sabato 25 gennaio alle 17.30 quando, nella Sala delle Stagioni di via Emilia 25 a Imola, sit errà la premiazione.

Storie ad ampio raggio che hanno coinvolto la giuria e sono anche parzialmente confluite in un’antologia: ventun racconti selezionati sugli oltre cento partecipanti sono, infatti, stati pubblicati da Bacchilega editore nella sua collana «Zero» con il titolo «Paura». Ma è più difficile iniziare o terminare un racconto (o un romanzo)? «L’incipit e la conclusione sono due momenti completamente diversi – commenta Carlo Lucarelli -. L’inizio è particolare perché è qualcosa che già c’è da un po’ nella testa dello scrittore, con le parole che piano piano gocciolano nella testa. Fa parte di un processo ed è come se arrivasse da solo al momento giusto… Il finale, invece, nons o mai qual è. È una scoperta che arriva un po’ alla volta. Poi l’ultima parola di una storia deve essere bella, deve lasciare nel lettore una sensazione di mancanza, ma non si può decidere prima». (s.fr.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 gennaio

Nella foto Carlo Lucarelli

«Turno di Notte», è tempo di premiazioni per il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli

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