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Cronaca 20 Aprile 2020

Luca Occhi: pirata da bambino, un pirata per sempre

Mi chiamo Luca Occhi, ho passato, ahimè, da un po’ la cinquantina, lavoro in banca e scrivo per passione. Dall’età di nove anni faccio il pirata.

La prima volta mi sono imbarcato su di un praho malese assieme a Le tigri di Mompracem. A fianco di Sandokan e Yanez de Gomera ho vissuto tutte le loro incredibili avventure, sino all’epilogo ne La rivincita di Yanez. Così, a neanche undici anni, ero un pirata già bello che fatto.

Ho abbandonato allora la Malesia e il golfo del Bengala, per i Caraibi, in cerca di altri mari da solcare, nuove storie da vivere. È lì che mi sono imbattuto ne Il Corsaro Nero e mi sono imbarcato sotto il suo comando sulla Folgore. Navigare con lui è stato bello anche se poi, agli ordini di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero e de Il figlio del Corsaro Rosso, lo confesso, un po’ ho iniziato ad annoiarmi. Capita, a volte, che i figli non siano all’altezza dei padri.

Avevo anche pensato di lasciar perdere, e di diventare un calciatore. Ma in una taverna, o in una libreria di Tortuga, non ricordo bene, mi sono imbattuto in quei due: il capitano Flint, Josuah Flint, e Long John Silver, il suo quartiermastro. Ed è così che ho navigato prima sulla Walrus, al comando di Flint, e poi con Long John sull’Hispaniola, alla ricerca de L’Isola del Tesoro. Ne avrei da raccontare su di loro, ma meglio sarebbe leggere i due resoconti La vera storia del pirata Long John Silver e L’ultima avventura del pirata Long John Silver. Lì c’è tutto quel che serve sapere per diventare degli autentici Fratelli della Costa.

Gli anni, però, intanto passavano, diventavo «grande», e sempre più di rado mi capitava di prendere il mare per qualche nuova avventura. Mi ero quasi rassegnato a vivere di bei ricordi, e tanto rum, quando su Tortuga ho incrociato la rotta di Rogério de Campos, nostromo portoghese ed ex gesuita, imbarcato sul brigantino Neptune dal capitano pirata Laurens De Graaf, detto Lorencillo. E da quel momento, anche se ero un po’ troppo vecchio per quella vita, le avventure sono ripartite, passando da Veracruz per giungere sino a Cartagena, gli ultimi giorni della Tortuga.

Perché, in fondo, chi è stato pirata da bambino, lo rimane per sempre.

Luca Occhi: pirata da bambino, un pirata per sempre
Cultura e Spettacoli 21 Agosto 2019

Scrittori consigliano scrittori – Luca Occhi

Luca Occhi, imolese d’adozione, ha riscoperto l’amore per la scrittura proprio a Imola. Da allora non si è più fermato e l’ultima sua fatica è il noir Della stessa sostanza del buio uscito per la nuova collana Zero di Bacchilega Editore ad aprile di quest’anno.

Che libri leggeva da bambino?

«Leggevo e rileggevo L’isola del tesoro di Stevenson, è uno di quei grandi romanzi che ha la capacità di portarti altrove. Ancora adesso è uno dei miei libri preferiti, lo rileggo ogni due o tre anni e sono sempre a caccia di nuove edizioni e nuove traduzioni».

E adesso che cosa sta leggendo?

«Al momento sto leggendo un noir: La strategia della clarissa che mi è stato consigliato da un amico. L’autore, Cristiano Governa, è di Bologna e il suo libro è stato una piacevole scoperta».

Quali libri consiglia a tutti di leggere?

«Dato che è estate ne approfitto per dare due tipi di consigli. Se siete in vacanza e volete provare un po’ di brividi un’ottima lettura è Stephen King, molti lo conoscono per i film ma magari non lo hanno mai letto. Chi lo conosce già potrebbe provare con la sua produzione “nascosta” sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, in particolare il libro La lunga marcia. Per chi si trova a casa invece consiglio due scrittori sud-americani: Luis Sepùlveda e Francisco Coloane». (re.co.)

Nella foto: Luca Occhi

Scrittori consigliano scrittori – Luca Occhi

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