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Cronaca 19 Febbraio 2021

Lupo nella neve immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca

Immortalato in mezzo alla neve, nelle campagne di Medicina nei pressi di Villa Fontana. Dopo oltre un anno di appostamenti, sabato 13 febbraio il fotografo medicinese Paolo Maresca è finalmente riuscito a fotografare un lupo in pianura e non, come accade di solito, in collina. Un episodio raro ma che non sorprende del tutto, se si pensa che anche nella non lontana Campotto una coppia di lupi si è proprio stabilita e lì ha pure avuto i cuccioli.

«In questo ultimo anno, a causa anche del Covid-19, mi sono dedicato prettamente alla natura che mi circonda – racconta Maresca che ha contattato la redazione di “sabato sera” –. Cosa ho provato quando mi sono trovato a pochi metri dal lupo? Emozione, curiosità e tanto rispetto, sì impara che quello che ti circonda non lo puoi controllare; se la natura decide di darti un’opportunità io devo essere pronto a coglierla».

Maresca, che fa parte anche dell’Afni (associazione fotografi naturalisti italiani) sezione Emilia Romagna tiene a precisare: «È importante che passi il messaggio che il lupo è un regalo che la natura ci offre e non un pericolo». (r.cr.)

Ulteriori approfondimenti e foto su «sabato sera» in edicola il 25 febbraio

Nella foto: il lupo fotografato nelle campagne di Medicina (foto concessa da Paolo Maresca)

Lupo nella neve immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca
Cronaca 5 Luglio 2020

Dopo l’incidente sulla Montanara il lupo Alfa Leon ha percorso 500 chilometri fino a Piacenza

Vi ricordate di Alfa Leon? «sabato sera» scrisse la sua storia nel dicembre 2015, quando l’allora giovane lupo venne investito lungo la via Montanara, all’altezza di Ponticelli, nei pressi del cimitero. Nel circondario imolese è stato il primo lupo selvatico ad essere stato recuperato dopo un incidente.

Leon, dopo essere stato trovato e curato da veterinari e dagli operatori del Centro di Monte Adone (che si occupa di tutela e ricerca sulla fauna esotica e selvatica sulle colline di Sasso Marconi), era tornato in libertà, con tanto di radiocollare Gps. Un localizzatore che ha permesso agli zoologi del Wac (Wolf Apennine Center) di monitorare i suoi spostamenti. «Poco dopo la liberazione, Leon si è comportato in maniera piuttosto simile agli altri giovani lupi, allontanandosi dal branco e scegliendo di vivere in maniera solitaria – spiega Luigi Molinari, zoologo tecnico del Wac -. Meno ordinari sono stati i suoi spostamenti: in pochi mesi Leon ha infatti percorso circa 4-500 chilometri, attraversando la media collina di Bologna, Mode- na, Reggio Emilia e Parma, fino ad arrivare alla provincia di Piacenza, dove si è avventurato anche in pianura e addirittura potrebbe aver messo piede su alcune isolette del Po. Purtroppo, però, dopo circa 7 mesi vissuti a nord della provincia di Piacenza, il suo radiocollare ha smesso di funzionare e noi ne abbiamo perso le tracce». (an.cas.)

Nella foto (di Paolo Taranto): il lupo Alfa Leon

Dopo l’incidente sulla Montanara il lupo Alfa Leon ha percorso 500 chilometri fino a Piacenza
Cronaca 14 Agosto 2019

Presenza del lupo stabile nel territorio. E calano gli attacchi al bestiame più dannosi

Presenza del lupo stabile nel territorio, con circa venti esemplari divisi fra i due versanti della vallata del Santerno. A segnalarlo è l’associazione “Enduro Motor Valley”, sottolineando anche come «il dato più evidente dell”ultimo anno è che da luglio 2018 non risultano più attacchi di lupo a bestiame d”allevamento con danni di una certa rilevanza».

Tuttavia, «i veterinari dell”Azienda sanitaria locale di Imola segnalano il persistere di predazioni puntiformi nel territorio di loro competenza – specifica Alessandro Magnani, portavoce del gruppo di volontari –. È evidente quindi che gli allevatori si sono organizzati con metodi di prevenzione sempre più efficaci, recinzioni adeguate, cani da guardia e dissuasori elettronici messi a disposizione dalla Regione utili a tenere lontano i lupi dagli allevamenti».

Tornando ai numeri, «è continuo e notevole il ricambio di individui – aggiunge Matteo Papa, veterinario responsabile del nucleo ambientale dell’associazione –. Molti soggetti spariscono, arrivano esemplari adulti da altre zone, risultano stabili le nascite, ma, come al solito, pochi lupacchiotti raggiungono l”età riproduttiva».
Inoltre , «il cinghiale rimane la principale fonte alimentare per il lupo, almeno il 70% delle marcature rinvenute contiene peli di questo suide – continua Papa –, mentre per la prima volta nella nostra zona si è constatata la predazione di nutrie i cui resti sono stati rinvenuti nello stomaco di un lupo investito da un”auto».

Ancora, «le immagini raccolte dal 2009 ad oggi con le videotrappole hanno sempre mostrato esemplari di lupo appenninico puro – prosegue Magnani – quindi non risultano ibridazioni con cani». E «monitorando il lupo ci si rende conto che il resto della fauna selvatica della vallata gode di ottima salute, dagli ungulati ai rapaci – conclude –, con avvistamenti sempre più regolari di aquila reale che spesso sorvola le aride zone calanchive in cerca di prede». (r.cr.)

Fotografia dell”associazione “Enduro Motor Valley”

Presenza del lupo stabile nel territorio. E calano gli attacchi al bestiame più dannosi

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