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Cronaca 10 Dicembre 2020

Cimeli Pantani, la bici del Tour de France 2000 ad una cordata guidata dal Ct Davide Cassani

La bici che Marco Pantani ha usato nel Tour de France 2000, aggiudicata ieri all”asta alla cifra record di 66 mila euro dopo decine di rilanci, andrà allo Spazio Pantani di Cesenatico, con la consegna che dovrebbe avvenire il prossimo 13 gennaio, giorno del cinquantesimo compleanno del Pirata. Lo rende noto la casa d”aste Bolaffi, che rivela l”identità del numero 320 aggiudicatario del lotto 35. Si tratta, infatti, «della cordata guidata dalla DC’s Friends del Ct della Nazionale azzurra di ciclismo, Davide Cassani, al telefono durante l’asta insieme a un importante imprenditore italiano, che si è offerto di sostenere la causa».

Causa a cui ha aderito anche Aste Bolaffi, donando al gruppo l’equivalente delle commissioni, pari al 25% da aggiungere al prezzo di martello, come annunciato nei giorni scorsi in un comunicato. «Aste Bolaffi riconosce l”importanza dei cimeli del ciclismo di Marco Pantani e Mercatone Uno e l”opportunità che rimangano patrimonio collettivo, per questo ha deciso di rinunciare alle commissioni di vendita sui memorabilia, qualora vengano acquistati da un museo o da un altro soggetto (privato o associazione) che si impegni a garantirne il pubblico accesso mediante donazione a un museo o qualunque altro modo che ne permetta la pubblica fruizione».

«Siamo molto soddisfatti per questo risultato – ha poi commentato Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Aste Bolaffi – segna un record per il dipartimento di Sport Memorabilia e una vittoria sulla scommessa fatta cinque anni fa quando, con un catalogo di pochissimi lotti, organizzammo la prima asta. Segno che il collezionismo dei cimeli sportivi sta prendendo piede anche in Italia». (lo.mi.)

Nella foto: un momento dell”asta di ieri (immagine tratta dal sito www.astebolaffi.it)

Cimeli Pantani, la bici del Tour de France 2000 ad una cordata guidata dal Ct Davide Cassani
Economia 18 Novembre 2020

Mercatone Uno, all’asta i cimeli di Marco Pantani, per i dipendenti della sede imolese cassa integrazione per cessata attività

I cimeli del campione Marco Pantani, finora conservati al primo piano del centro direzionale Mercatone Uno a Imola, vanno all’asta. Lo annuncia Aste Bolaffi, la società del gruppo Bolaffi che allestisce vendite all’incanto di oggetti da collezione. Il pacchetto dei lotti da 1 a 37 comprende le due biciclette Bianchi preparate/usate da Pantani  in  occasione  del  Tour  de  France  e  delle Olimpiadi del 2000, maglie firmate dai campioni della squadra, trofei, materiale promozionale della squadra del pirata, sculture e quadri del pittore imolese Tonino dal Re, raffiguranti scene di ciclismo. Il tutto proveniente, precisa la casa d’aste, dalla  liquidazione Mercatone Uno. L’asta si terrà mercoledì 9 dicembre, con una diretta live alle ore 14.30.

Intanto sul fronte dell’amministrazione straordinaria delle società del gruppo Mercatone Uno, oggi è arrivato da Roma il via libera del ministero del Lavoro alla cassa integrazione straordinaria per cessata attività per i 278 dipendenti della società M Business Srl, di cui fanno parte anche i 43 lavoratori della sede amministrativa di Imola, che a inizio febbraio è stata trasferita dalla torre di via Molino Rosso a via Ugo La Malfa. Ieri sera si è svolto l’incontro in videoconferenza tra il Mise e le Regioni interessate territorialmente dalla crisi dei punti vendita ex Mercatone Uno.

«La Regione, tramite l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà in campo le misure necessarie – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla -, per la formazione e la ricollocazione dei lavoratori che sono ancora senza occupazione, affinché si possano aprire nuove opportunità e nessuno venga lasciato solo. Al contempo siamo impegnati ad agevolare le procedure di eventuali manifestazioni di interesse da parte di nuovi imprenditori, per l’acquisto dei punti vendita dismessi. Da tempo seguiamo da vicino la vicenda dell’ex Mercatone Uno, che anche nella nostra regione interessa numerosi lavoratori e coinvolge tante famiglie, cui oggi più che mai saremo vicini». (lo.mi.)

La Bianchi usata da Pantani al Tour de France del 2000, tra i cimeli che andranno all”asta il 9 dicembre

Mercatone Uno, all’asta i cimeli di Marco Pantani, per i dipendenti della sede imolese cassa integrazione per cessata attività
Cronaca 5 Febbraio 2020

Bancarotta Mercatone Uno, tutti assolti i sei imputati

Come riportato questa mattina dall’Ansa, sono stati tutti assolti, perché il fatto non sussiste, i sei imputati del processo in rito abbreviato per il crac Mercatone Uno, la cui sentenza era attesa per la giornata odierna. Il reato contestato era bancarotta fraudolenta per distrazione, ossia aver «spogliato» la struttura commerciale per 100 milioni di euro, attraverso una serie di sofisticate manovre finanziarie e societarie. A giudizio c”erano, oltre alle tre figlie del fondatore Romano Cenni, scomparso nel 2017, Elisabetta, Micaela e Susanna, anche l”ex amministratore Giovanni Beccari, l”ex consigliere Ilaro Ghiselli, e Gianluca Valentini, figlio di Luigi, altro fondatore. 

Un vero e proprio colpo di scena visto che, come raccontato sulle pagine di «sabato sera» del 30 gennaio scorso, il pubblico ministero Michele Martorelli chiese al gup Domenico Truppa la condanna per le tre figlie del fondatore Romano Cenni, ossia Elisabetta (2 anni e 8 mesi), Micaela e Susanna (chiesti per entrambe 4 anni e 4 mesi), ma anche per Giovanni Beccari (4 anni e 4 mesi), Ilaro Ghiselli (2 anni) e Gianluca Valentini (2 anni, 2 mesi e 20 giorni). (da.be.)

Nella foto: la sede della Mercatone Uno a Imola

Bancarotta Mercatone Uno, tutti assolti i sei imputati
Cronaca 12 Aprile 2019

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno

«C’è un filo rosso che lega Coppi, Gimondi e Pantani, a reggerlo è Luciano Pezzi, che tesse la sua tela di grande direttore sportivo con l’acume che aveva già in corsa e con la passione che gli proviene dal cuore. Verrebbe quasi voglia di dire che Luciano Pezzi i campioni li fa diventare leggenda, Re Mida di un ciclismo che ha percorso pedalando senza smettere mai».

Lo abbiamo raccontato nel 2009 in 128 pagine con il libro «La bicicletta sul Muro» (Bacchilega Editore), dedicato al ciclismo a Dozza. E sicuramente Luciano Pezzi e Romano Cenni di pagine, nella storia del ciclismo italiano e mondiale, ne hanno scritte molte di più. Nato nel 1921, Luciano Pezzi fu un ottimo ciclista professionista a partire dal 1948, a 27 anni: prima la bicicletta lo aveva riportato a casa dal fronte, l’8 settembre 1943, dopo essere stato partigiano al fianco di Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.

Fu poi il miglior gregario al servizio di Fausto Coppi, che si fidava ciecamente di lui, ma comunque capace di vittorie individuali (Pezzi trionfò in una tappa al Tour de France nel 1955). Empatico com’era, il futuro da direttore sportivo era scritto nel suo destino: e così accompagnò Felice Gimondi nei suoi trionfi in maglia Salvarani negli anni Sessanta, poi insieme a Romano Cenni, da presidente del team professionistico Mercatone Uno, fu l’artefice della rinascita sportiva di Pantani. A fine 1995 Marco da Cesenatico era un talento di 25 anni, già sul podio al Giro, al Tour e al Mondiale, ma scendendo dal Colle Superga alla Milano-Torino venne centrato da un’auto contromano: gambe massacrate e un anno di stop. Nessuno era mai tornato competitivo con così tante ossa rotte in carriera, ma Pezzi e Cenni erano certi che quel romagnolo potesse ancora vincere. Nel 1998 Pantani vinse il Giro d’Italia e, due mesi dopo, il Tour de France. Pezzi se ne andò a giugno, tra un trionfo e l’altro. Lo stesso anno nacque la Fondazione Luciano Pezzi, su iniziativa del figlio Fausto (proprio così, come Coppi) per mettere a disposizione di tutti gli appassionati di ciclismo una serie di cimeli conservati da Luciano nel corso di una carriera lunga esattamente 50 anni, dal ’48 al ’98.

«Nel 2002, poco dopo l’inaugurazione della nuova torre direzionale Mercatone Uno in via Molino Rosso – ricorda oggi Fausto Pezzi -, Romano Cenni mi fece la proposta di allestire una stanza, al primo piano della torre, con i ricordi conservati da mio padre. Qualcosa che ricordasse la figura di Luciano, legato a lui da una profonda amicizia, e che ripercorresse anche l’attività di Cenni nel ciclismo con i team Germanvox, attivo negli anni Sessanta con Vito Taccone e Ole Ritter, e Mercatone Uno negli anni Novanta con Cipollini, Bartoli e tanti altri, oltre a Pantani». La collezione di cimeli fu così affidata a titolo di comodato d’uso temporaneo dalla Fondazione Luciano Pezzi a Mercatone Uno. Un accordo sancito da una scrittura privata.

Quel documento è ancora in mano a Fausto, ma non è stato ritenuto sufficiente per attribuire la proprietà alla Fondazione Pezzi. E non è bastato nemmeno disporre della disponibilità degli atleti stessi a testimoniare il fatto di aver effettivamente donato i propri oggetti o trofei proprio a Pezzi e alla Fondazione. Così, oggi, i ricordi di Luciano sono stati acclusi tra quelli che potrebbero essere messi all’asta per pagare i creditori. (ma.ma.)

Altri particolari nell”articolo completo su “sabato sera” dell”11 aprile 2019.

Nella foto: Luciano Pezzi, scomparso nel giugno 1998, con Marco Pantani

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno
Economia 24 Luglio 2018

Mercatone Uno: sede troppo onerosa, la nuova proprietà vuole trasferire gli uffici nel Bolognese

E’ solo questione di tempo, forse qualche mese, e la torre del Mercatone Uno, che si trova a Imola in via Molino Rosso, si svuoterà. Shernon Holding, la società che ha presentato un’offerta per acquisire 55 punti vendita, le attività della sede amministrativa imolese e il marchio Mercatone Uno, ha infatti già annunciato ai sindacati l’intenzione di trasferire gli uffici altrove.

«Per la proprietà quella sede è onerosa – spiega Silvia Balestri, sincacalista della Fisascat-Cisl Area metropolitana bolognese -. Trascorso un periodo iniziale di qualche mese, ci è stato detto che gli uffici saranno spostati nel bolognese. Forse a San Giorgio di Piano, dove c’è la sede di Mercatone Uno Logistics. Ci è stato spiegato che l’obiettivo non è disperdere la forza lavoro, ma mantenere il bacino delle professionalità che si vogliono confermare. Per questo hanno espresso l’intenzione di rimanere in un raggio di circa venti chilometri, per permettere agli impiegati di coniugare esigenze lavorative e familiari».

L’immobile, così come la grande biglia dedicata al ciclista Marco Pantani e inaugurata nel 2005, è di proprietà della società Cve, una delle tante controllate dalla famiglia Cenni, ma non tra quelle finite in amministrazione straordinaria. A tutt’oggi Cve è sottoposta a sequestro cautelare, a seguito dell’indagine per bancarotta fraudolenta avviata dalla guardia di finanza a inizio 2017.

In via Molino Rosso lavora ancora un centinaio di addetti, meno della metà di quelli presenti prima che il gruppo entrasse in crisi. Sono gli impiegati delle società Mercatone Uno Service, M. Estate e M. Uno Trading, tutte in amministrazione straordinaria dall’aprile 2015 assieme a Mercatone Uno Logistics e M. Business, che gestiva direttamente i punti vendita a insegna Mercatone Uno, ma non quello di Toscanella rimasto in capo alla famiglia del fondatore, Romano Cenni.

Nel corso delle ultime trattative, i sindacati nazionali e territoriali di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) hanno cercato di salvaguardare più posti di lavoro possibili, rispetto al migliaio di esuberi ipotizzato in un primo tempo. Su un totale di circa 2.800 lavoratori, 2.019 passeranno alla società Shernon Holding e 285 al gruppo Cosmo, che ha acquisito 13 punti vendita, destinati a cambiare insegna (diventeranno Globo) e tipologia merceologica: dai mobili all’abbigliamento.

Per il segretario nazionale della Fisascat-Cisl, Vincenzo Dell’Orefice «l’intesa raggiunta con Shernon ha consentito di coinvolgere il maggior numero dei lavoratori dipendenti dei negozi oggetto di passaggio, preservando, in molti punti vendita, gli originali livelli occupazionali. Anche nella sede di Imola è stato rivisitato al rialzo il numero dei profili amministrativi trasferiti» dalla vecchia alla nuova proprietà.

In dettaglio, a Imola si tratta di 22 impiegati in più per Mercatone Uno Service e 2 per M. Estate. L’organico indicato nell’accordo raggiunto con i sindacati lo scorso 29 giugno prevede un totale di 94 addetti. Inoltre si precisa che Shernon Holding «per gestire la fase transitoria di messa a regime del proprio “headquarter”, procederà all’assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato di 22 lavoratori, in aggiunta ai rapporti di lavoro trasferiti»; questo «limitatamente ai soli lavoratori addetti alla sede di Imola dipendenti da Mercatone Uno Service o in distacco da M. Business, non ricompresi tra quelli rientranti nel perimetro di cessione». (lo.mi)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 luglio

Nella foto la torre del Mercatone Uno

Mercatone Uno: sede troppo onerosa, la nuova proprietà vuole trasferire gli uffici nel Bolognese

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