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Cronaca 5 Aprile 2020

L'imolese Marco Barbera ha partecipato ad una missione in Kenya per aiutare donne e bambini

Le mutilazioni genitali femminili (mgf in sigla) sono purtroppo ancora molto diffuse in ben 29 paesi africani, in alcune zone dell’Asia e, complice l’immigrazione, in alcuni casi anche negli altri continenti. Secondo dati Unicef ogni anno 3 milioni di bambine subiscono queste pratiche, con gravi danni fisici e psicologici, quando non subentra la morte per infezione a causa dell’inosservanza delle più elementari norme igienico-sanitarie. L’associazione bolognese di volontariato La nostra Africa onlus opera in Kenya da una decina d’anni, nella zona abitata dal popolo Masai, operando per la diffusione dell’istruzione tra bambine e ragazze e per la prevenzione di queste odiose pratiche. Durante le festività natalizie un gruppo di sei volontari ha trascorso due settimane nella comunità Masai di Iloshion, nel distretto di Kajiado, a sud della capitale Nairobi.

Della spedizione ha fatto parte il fotografo imolese Marco Barbera, che già nel 2019 aveva partecipato ad una missione nella città turca di Kilis, al confine con la Siria, per documentare la vita dei bambini di un campo profughi, da cui è nata poi una mostra, allestita nel chiostro dell’Osservanza durante «Imola in Musica». Durante la missione, i volontari hanno svolto diverse attività con le donne e i bambini. «Coni più piccoli – prosegue Barbera- abbiamo fatto dei giochi e operazioni igieniche come il lavaggio dei capelli oppure la pulizia del bulbo oculare con acqua e sale». Un’attività che si può riassumere nell’aiutare le donne a conoscere il proprio corpo per poi imparare a prendersene cura, a vantaggio di loro stesse, ma anche delle loro figlie.  (mi.ta.)

L”intervista integrale è su «sabato sera» del 2 aprile

L'imolese Marco Barbera ha partecipato ad una missione in Kenya per aiutare donne e bambini
Cronaca 18 Agosto 2019

«Mercatino del riuso» aperto da domani, per due settimane

Torna il mercatino del riuso, meglio conosciuto come “Mercatino dei cappuccini”, appuntamento che si ripete puntualmente ogni anno dal 1986 nella seconda metà di agosto.
Ed anche per questa edizione sono attesi volontari provenienti, oltre che dall’Italia, anche dall’estero (Messico, Russia e Germania) grazie alla collaborazione con il Servizio civile internazionale.

Scopo del campo missionario è di sostenere le comunità del Dawro Konta, la regione dell’Etiopia in cui operano i missionari cappuccini dell’Emilia Romagna.
Obiettivo di quest’anno è raccogliere fondi per sostenere la clinica di Duga, gestita da padre Raffaello Del Debole, una struttura piccolissima (un porticato che fa da sala d’aspetto e quattro stanze, di cui due per i malati, una per il medico e una per il laboratorio analisi) ma capace di grandi numeri: solo lo scorso anno vi sono state effettuate 6.000 visite e 3.000 prestazioni di laboratorio.
I fondi raccolti col mercatino serviranno per migliorare e ampliare la struttura, assicurare la formazione di infermieri e medici, fornire strumentazioni e medicine.

Il mercatino del riuso, allestito presso il convento dei frati cappuccini, in via Villa Clelia 10, aprirà i battenti domani alle ore 15, per poi rimanere aperto per due settimane (tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle 15 alle 18.30, il sabato anche la mattina dalle 10 alle 12), fino a sabato 31 agosto.
Giovedì 29 agosto ci sarà poi “Mercatino in musica”, con apertura serale dalle 17, cibo dalle 19 e musica dalle ore 21. (r.cr.)

«Mercatino del riuso» aperto da domani, per due settimane

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