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Cultura e Spettacoli 17 Maggio 2019

Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola nel 1502: una mostra racconta la storia

Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli e Cesare Borgia. Tre uomini che hanno segnato il Rinascimento e che, per un breve periodo della loro vita, si ritrovarono insieme in una cittadina come tante, all’ombra di quel castello reso celebre da Caterina Sforza. Nell’autunno 1502 lo scienziato e artista, il filosofo e politico, e il condottiero figlio di papa Alessandro VI calpestarono le strade di Imola, ognuno con un diverso fine: il Valentino stava ampliando e rafforzando i suoi possedimenti, il vinciano era stato mandato da quest’ultimo in tutta la Romagna per studiare le fortificazioni e le terre, e l’autore de Il principe era inviato in città per conto della Repubblica fiorentina che voleva tenere sotto controllo le mosse dei primi due. Se non Imola caput mundi quindi, certo però un momento di intreccio politico e militare di importanza strategica per il mondo di allora che vide la nostra città al centro della scena. A quel periodo è dedicata la mostra 1502 Il viaggio di Leonardo in Romagna. Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola che inaugura oggi, venerdì 17 maggio, alle 18 al centro polivalente Gianni Isola in piazza Matteotti 4 a Imola. Promossa dal Club di territorio di Imola del Touring club italiano e dall’associazione turistica Pro Loco imolese, con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola e il patrocinio del Comune di Imola, la mostra sarà presentata da Learco Andalò, che l’ha ideata e curata, e da Fabrizia Fiumi, console del Tci imolese.

«La mostra è nata nel 2003, ideata e curata da Learco Andalò con l’associazione Erasmo – spiega la Fiumi -, in occasione dell’esposizione su Leonardo in Romagna a Castel Sismondo a Rimini. Con il patrocinio dell’Emilia Romagna, ha compiuto un lungo percorso attraverso gli Istituti di cultura italiani in tutto il mondo, ed è stata anche protagonista della Festa della Storia a Bologna nel 2012 e delle celebrazioni avvenute nel 2013 per i cinquecento anni de Il principe di Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina e a San Casciano Val di Pesa. Come Touring club e Pro Loco la portiamo per la prima volta a Imola, volendo dar modo agli imolesi di apprezzarne il taglio fortemente didattico e didascalico. Si focalizza sul viaggio in Romagna di Leonardo del 1502, di cui lasciò traccia nel Taccuino L conservato all’Istituto di Francia a Parigi e durante il quale disegnò la famosa mappa di Imola. Poche città hanno avuto la compresenza di tre figure quali Leonardo, Niccolò Machiavelli e Cesare Borgia nello stesso periodo: a Imola questo accadde nell’autunno del 1502. Credo che sia un orgoglio per la città. La mostra che proponiamo è un modo per conoscere e raccontare la nostra storia, promuovendo in città diffusione di conoscenza e consapevolezza».

La mostra si compone di ventiquattro pannelli (70×100), un pannello con il viaggio in Romagna disegnato su pianta del 1500 (50×70) e sei quadretti (40×60) con frasi di Leonardo, Machiavelli e Borgia. Ci si concentrerà sulle varie città visitate da Leonardo, ma anche sulla cronologia della loro vita, sulla situazione geopolitica dell’epoca, e si approfondiranno aspetti dei tre protagonisti (ad esempio, sulle carte geografiche disegnate dal vinciano o sul suo rapporto con la matematica). (s.f.)

Dopo l’inaugurazione di venerdì 17 maggio alle ore 18, la mostra sarà visitabile sabato 18 e domenica 19 (ore 10-12 e 16-19), venerdì 24 (ore 16-19), sabato 25 e domenica 26 (ore 10-12 e 16-19), venerdì 31 maggio (ore 16-19), sabato 1 e domenica 2 giugno (ore 10-12 e 16-19), sabato 8 e domenica 9 (ore 10-12 e 16-19), mercoledì 19 giugno (ore 19-23). Ingresso gratuito. Visite guidate per gruppi non superiori alle 15 persone nei giorni 19 e 26 maggio, 2 e 9 giugno alle 17 (solo su prenotazione al 335/5856303).

L”articolo completo e ulteriori curiosità sono sul «sabato sera» in edicola da giovedì 16 maggio

Nella foto un pannello in mostra con l’itinerario di Leonardo in Romagna

Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola nel 1502: una mostra racconta la storia
Sport 20 Aprile 2019

Fino al 28 aprile ingresso gratis nella conference room dell'autodromo per la mostra «Schumacher 50»

Prima delle celebrazioni per il 25° della scomparsa di Ayrton Senna, negli spazi dell’Hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, dal 10 aprile scorso, c”è spazio per un altro mito della storia della Formula 1, il sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

Fino al 28 aprile, nella conference room Ayrton Senna è infatti allestita la mostra «Schumacher 50», con le immagini di 50 momenti straordinari della carriera in Ferrari del campione tedesco, a cura del fotografo Filippo Di Mario. La mostra sarà visitabile gratuitamente in questi orari: dal lunedì al venerdì 9.30-13 e 14.30-18, sabato e domenica 10-17. (r.s.)

Nella foto: Michael Schumacher

Fino al 28 aprile ingresso gratis nella conference room dell'autodromo per la mostra  «Schumacher 50»
Cronaca 10 Aprile 2019

Inaugurata all'autodromo di Imola la mostra su Ayrton Senna. IL VIDEO

Una mostra del genere non si era mai vista. Ma per ricordare un pilota unico, inimitabile e di fatto adottato dalla città come Ayrton Senna, non poteva che essere studiata in maniera così creativa e geniale, per dar modo ai visitatori di catapultarsi nel mondo del fuoriclasse brasiliano, e ripercorrerne attraverso il susseguirsi di suoni e immagini dell’archivio storico della Rai proiettate su schermi giganti, installati all’interno del Museo multimediale Checco Costa, le fasi più entusiasmanti della sua carriera (dagli esordi nei kart all’ultima corsa) accompagnate dalle parole più significative ed emozionanti pronunciate negli anni della F.1. Una storia da vivere in modo esclusivo grazie alle apposite cuffie messe a disposizione dagli organizzatori della mostra, che esaltano l’intimità di ogni momento, trasformandolo in un viaggio alla scoperta del campione brasiliano. «Il primo obiettivo della mostra (inaugurata mercoledì e che resterà aperta fino al 30 novembre 2019, nda) era quello di far respirare al pubblico quella magia inconfondibile che contraddistingueva lo sguardo profondissimo di Ayrton – ha spiegato l’imolese Matteo Brusa, curatore della mostra intitolata: Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti -. Il secondo obiettivo di raccontare Senna attraverso Imola, perché sono certo che questo è l’unico luogo capace di generare poesia ogni volta che si parla di lui. Ed è stato divertente scoprire che, man mano che prendeva corpo il testo narrativo, che c’era sempre uno strano legame fra quelli che erano i temi centrali della vita di Senna e Imola, come se tutte fosse già scritto e come se a legarlo al nostro circuito esistesse da sempre un filo sottilissimo».

La mostra, allestita dai tre nuovi gestori Area Gare Space, Tbs Group e Ett Spa, per l’occasione rappresentati rispettivamente da Paolo Alongi, Gian Giacomo Cara e Adele Magnelli, si struttura per 5 grandi nuclei tematici sviluppati in quattro ambienti. «Tutto il racconto ha la precisa volontà di trascendere la morte di Ayrton – ha aggiunto Brusa – E lo fa simbolicamente con la presenza all’interno della mostra della sua ultima macchina, la Williams, e del suo primo kart, costruendo una circolarità temporale, come ad azzardare una sorta di eterno ritorno e facendo in modo che tutto il tempo narrativo si fermi alle ore 14, 16 minuti e 59 secondi di quel 1º maggio, cioè un attimo prima dell’impatto contro il muro del Tamburello. In questa mostra si dà spazio solo al sogno, al nostro desiderio e al mito del campione».

Ad impreziosire l’inaugurazione con interventi a tratti anche molto toccanti c’erano, oltre ai fratelli Carlo (nel ruolo di moderatore) e Claudio Costa, il giornalista Leo Turrini, l’ex team manager di F.1 Giancarlo Minardi, il presidente di Formula Imola Selvatico Estense, il direttore dell’autodromo Roberto Marazzi e la sindaca Manuela Sangiorgi, che in veste ufficiale ha tagliato il nastro inaugurale. «Siamo tutti molto felici di avere una nuova gestione per il nostro museo – ha detto la prima cittadina imolese – Li accogliamo volentieri nella nostra famiglia, perché c’è bisogno di ridare vita a questa struttura intitolata a Checco Costa, che vogliamo vedere sempre più viva e ricca di iniziative e progetti che possano attrarre anche un pubblico internazionale. L’auspicio è quello di condividere un percorso insieme a Formula Imola e a tutta la realtà che ruota intorno al nostro bellissimo autodromo». (a.d.p.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”11 aprile.

Nella foto (Isolapress): la mostra su Ayrton Senna all”interno dell”autodromo

Inaugurata all'autodromo di Imola la mostra su Ayrton Senna. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 10 Aprile 2019

Mostra filatelica dedicata a Leonardo organizzata dal Circolo Piani

Non poteva mancare, nella lunga attività del Circolo culturale filatelico numismatico «G. Piani», un evento dedicato a Leonardo Da Vinci. Ed infatti, arriva, nell’anno in cui si celebra il cinquecentenario dalla sua morte:  da giovedì 11 a domenica 14 aprile la Salannunziata di via Fratelli Bandiera 17/a ospita la cinquantatreesima Mostra filatelica numismatica «Città di Imola» organizzata dal circolo stesso che è, appunto, un «Omaggio a Leonardo Da Vinci nel 500 anniversario della morte (1519-2019)».

«La mostra sarà una galleria d’arte – spiega Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo Piani -, con milleduecento cartoline che riproducono la pittura italiana del 1400 e del 1500, ma anche esteri, come i grandi pittori spagnoli. Abbiamo anche fatto due cartoline apposite, una con la mappa di Imola disegnata da Leonardo, e l’altra con la pianta dei quattro quartieri della città sempre del genio vinciano. Il nostro scopo è da sempre mettere in risalto i personaggi che hanno reso grande Imola, perché vogliamo bene alla nostra città».

«Leonardo è stato a Imola nell’autunno del 1502 – spiega Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici -, in quanto ingegnere militare, e quindi inviato da Cesare Borgia che aveva appena conquistato la città, per valutarne le fortificazioni. In questo anno in cui tutto il mondo lo ricorda, Imola ha quindi un particolare interesse e un particolare diritto a proporre iniziative centrate sulla sua figura. Il Circolo Piani, che ha una lunga tradizione di attenzione e amore per le vicende imolesi, non fa quindi mancare il ricordo di Leonardo tra le sue attività».

La mostra alla Salannunziata ospiterà anche la collezione dell’imolese Pier Paolo Mazzini intitolata «Leonardo da Vinci in Romagna», con francobolli, buste e annulli. E proprio l’annullo sarà un momento importante dell’iniziativa. Sabato 13 aprile nella sede della mostra sarà attivato un ufficio postale dotato di annullo figurato, dalle ore 8.30 alle 12.30. «L’immagine scelta è un particolare della Rocca tratto da un dipinto di Lavinia Fontana  che si trova al Museo di San Domenico», commenta la Pedrini. «È un omaggio a un’altra grande artista legata ad Imola – conclude Bernardi -. E, sempre in occasione della mostra, realizzeremo un depliant con la storia della Romagna ai tempi di Leonardo. Tutto questo mentre siamo già al lavoro per la mostra di novembre con cui completeremo il ciclo dedicato alla prima guerra mondiale: avrà come tema “I prigionieri italiani”». (s.f.)

La mostra sarà visitabile dall’11 al 14 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

Nella foto di Isolapress, al centro Claudia Pedrini e Gianfranco Bernardi con due soci del Circolo Piani

Mostra filatelica dedicata a Leonardo organizzata dal Circolo Piani
Cultura e Spettacoli 6 Aprile 2019

I draghi di Luigi Rimondini, creazioni di cartapesta in mostra a «Fantasticar…ta»

Fantasticar…ta è la mostra che darà modo di ammirare le incredibili creazioni in cartapesta di Luigi Rimondini. Allestita nella sala Auditorium di Medicina, in via Pillio 1, inaugurerà oggi, sabato 6 aprile, alle 17 e sarà visibile fino al 14 insieme ai quadri delle serie Farfalle e Ritratti della pittrice Margaret Capaccio.

Sul numero 16 di Brodo di Serpe, Luigi Samoggia scrive a proposito di Rimondini: «Non finisce di sorprendere la versatilità spontanea che Luigi Rimondini manifesta in diversi campi dei suoi interessi. Luigi, medicinese, a tutti noto per vivacità e simpatia, accanto alla sua iniziale attività commerciale si è dedicato con passione al volo aereo sportivo, spesso compiendo evoluzioni su Medicina. Forse la suggestiva visione dall’alto del suo paese, negli anni ‘70-‘80, ha poi spinto Luigi a proporre in disegni i più notevoli monumenti e i meno noti scorci caratteristici di Medicina. Grazie alla freschezza del sicuro segno a china, questi lavori ebbero un’immediata generale accoglienza tanto da divenire oggetto di collezione fin dai primi esemplari presto tradotti a stampa. Quasi a indicare il carattere di semplici personali omaggi non accademici, solitamente Luigi in diversi disegni poneva, come sua firma, un piccolo simpatico schizzo della sua inconfondibile figura con il figlioletto. Una svolta importante negli interessi artistici e nell’attività di Rimondini avviene intorno agli anni 2004-2005 a contatto con il mondo del teatro: è la Compagnia delle Feste di Faenza che lo attrae e dove non solo entra come brillante attore, ma gradualmente prende forma la sua spiccata creatività nel modellare, in una sua inedita cartapesta, una serie di maschere che vanno decisamente ad arricchire la qualità scenica delle recite. Anche a Medicina la Compagnia della Forca si è avvalsa con successo delle maschere di Luigi Rimondini soprattutto nella memorabile recita del celebre testo II Rinoceronte di Ionesco. II successo maggiore, ottenuto anche grazie alle sue creazioni, resterà “l’Oscar 2013 per i migliori costumi” nella rappresentazione dell’Opera Medea a Tokio. E’ tuttavia nelle creazioni spontanee che questo nostro artista esprime tutte le sue doti di straordinaria e sbrigliata fantasia creativa, e manifesta la elevata abilità nel modellare anche i più minuti particolari dei fiabeschi draghi oggetto della sua attuale produzione». (r.c.)

La mostra è visitabile domenica 7 aprile (ore 10–13 e 14.30–18), lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 (ore 15–18), giovedì 11 (ore 10–12), sabato 13 (ore 10–12 e 15–18), domenica 14 (10–12 e 14.30–18).

Nella foto un drago realizzato da Luigi Rimondini

I draghi di Luigi Rimondini, creazioni di cartapesta in mostra a «Fantasticar…ta»
Cronaca 1 Aprile 2019

Inaugurato a Ozzano Emilia il museo “Città di Claterna', dedicato agli scavi dell'insediamento di epoca romana

Il museo “Città romana di Claterna” di Ozzano Emilia è realtà. Il taglio del nastro è avvenuto sabato 30 marzo, alla presenza del sindaco Luca Lelli, dell”assessore alla Cultura Marika Cavina, della soprintendente Cristina Ambrosini, della responsabile dell”Ibc della Regione Emilia-Romagna Fiamma Lenzi e del vicesindaco della Città metropolitana Fausto Tinti.

Ricordiamo che già a partire dal 2006 era stato realizzato, al secondo piano del Palazzo della Cultura, uno spazio espositivo con in mostra alcuni reperti trovati nella località di Maggio, a fianco della via Emilia. Ora però la mostra, che fa parte del progetto “Civitas Claterna”, diventa stabile grazie al nuovo museo, più ampio e riallestito rispetto alla precedente esposizione, in stretta collaborazione con gli enti scientifici e culturali di riferimento e le associazioni culturali territoriali attive nel settore.

«Da oggi anche Ozzano ha il suo museo – ha sottolineato il sindaco Lelli – siamo davvero molto soddisfatti di questo importante traguardo raggiunto, al quale  abbiamo lavorato fin dall”inizio del mandato. Riuscire ad inaugurarlo prima della fine del mandato è la giusta chiusura del cerchio. Ora e” a disposizione di tutti e mi auguro che anche tanti ozzanesi abbiano voglia e curiosità per visitarlo. Intanto già dalla prossima settimana verranno in visita alcune scolaresche da Cesena, l”auspicio è che siano le prime di tante altre». «L”obiettivo del museo -aggiunge l”assessore Cavina – è quello di raccontare le vicende che caratterizzano la storia della Città di Claterna e del territorio di Ozzano sviluppando, attraverso l’esposizione di reperti e di alcuni materiali particolarmente significativi ed evocativi, un racconto storico completo ed attrattivo che illustrerà le origini dell’antica città e la sua riscoperta».  

All”inaugurazione è intervenuta anche la soprintendente Cristina Ambrosini la quale, nel ricordando quanto sancito dall”art. 9  della Costituzione Italiana, vale a dire che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ha messo in rilievo che il museo “Città di Claterna” è stato fortemente voluto dal Comune e lo Stato ha collaborato attraverso la Soprintendenza e l”Istituto regionale Ibc, insieme a tanti volontari e associazioni che dedicano agli scavi gran parte del loro tempo libero e agli sponsor grazie ai quali viene garantita l”attrezzatura necessaria per i lavori. «E” per i ragazzi, per ricordare loro il nostro passato e la storia di questi luoghi che gli archeologi continuano a portare alla luce importanti pezzi della nostra storia, ha concluso Ambrosini. (r.cr.)

Nella foto il taglio del nastro del museo “Città di Claterna”

Inaugurato a Ozzano Emilia il museo “Città di Claterna', dedicato agli scavi dell'insediamento di epoca romana
Cronaca 21 Marzo 2019

La nuova vita del Museo Checco Costa, il 14 aprile l'inaugurazione con una mostra-evento dedicata a Senna

Segnatevi questa data sul calendario. Per tutti gli appassionati di motori e non solo, il 10 aprile 2019, infatti, si apriranno le porte del MAICC – Museo Multimediale Autodromo di Imola Checco Costa, uno spazioinnovativo e tecnologico all”interno dell” «Enzo e Dino Ferrari». Questo è stato reso possibile grazie ad un pool di tre aziende: Space S.p.A., che si occupa di innovazione tecnologica e progettuale dedicata alla valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale; TBS Group, azienda specializzata nello studio, nella progettazione museale e scenografica e nella realizzazione di mostre, festival, eventi e architetture per la comunicazione, ed ETT S.p.A., industria digitale e creativa internazionale specializzata in innovazione tecnologia ed experience design.

L’ambizioso progetto, affidato per la volontà di ConAmi di incrementare l’attrattività del circuito imolese, si svilupperà nei prossimi 5 anni e si presenta con una mostra unica dedicata al mito di Ayrton Senna. La mostra sarà curata da Matteo Brusa e intilotata «Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti». Lo spettatore sarà, così, catapultato in uno spazio metafisico e atemporale, dove si racconterà attraverso una complessa e innovativa rete di supporti digitali la vita del pilota brasiliano a 25 anni dalla morte. Il percorso espositivo, suddiviso in 5 macro-temi, sarà un susseguirsi di immagini, audio e filmati concessi dagli archivi RAI, che permetteranno allo spettatore di accompagnare Senna nei momenti topici della sua carriera. È qui che lo spettatore diventa Ayrton, salendo metaforicamente sulla sua monoposto dove finzione e realtà si mescolano, fino a creare un ambiente espositivo sospeso nel tempo e facendo vivere allo spettatore qualcosa di assolutamente inaspettato. (d.b.)

Nella foto: il Museo Checco Costa

La nuova vita del Museo Checco Costa, il 14 aprile l'inaugurazione con una mostra-evento dedicata a Senna
Cultura e Spettacoli 21 Marzo 2019

«Uno swing al volante», al Golf Club «Le Fonti» di Castello un incontro coi fotografi di Senna

Dopo il grande successo della mostra fotografica «Simply The Best», con le immagini di Angelo Orsi e Mirco Lazzari dedicate all’amico Ayrton Senna, una selezione speciale di foto è attualmente in mostra presso il Golf Club Le Fonti di viale Terme (tutti i giorni fino al 14 aprile, dalle 9 alle 18.30, ingresso libero).

Una speciale serata è inoltre in programma per questa sera, giovedì 21 marzo, alle 20.30, alla presenza dei fotografi. «Uno swing al volante», questo il titolo della serata, che racconterà non solo le immagini in mostra ma l’intero rapporto personale coltivato nel tempo fra i fotografi e lo sportivo. Ingresso libero. (r.s.)

Nella foto: Ayrton Senna

«Uno swing al volante», al Golf Club «Le Fonti» di Castello un incontro coi fotografi di Senna

Oltre cento cartegloria in mostra al Museo diocesano

Un’esposizione di oltre cento cartegloria inedite, realizzate in materiali vari – prevalentemente legno intagliato dorato o argentato, come anche lamina metallica sbalzata, cesellata e argentata, sino all’argento cesellato – oltre che di dimensioni molto differenti, da poche decine di centimetri a quasi un metro di larghezza. Sarà inaugurata sabato 9 marzo alle ore 17.30 al Museo diocesano di Imola: a cura di Lorenzo Lorenzini e Marco Violi, si intitola Gloria in excelsis – Cartegloria dal XVII al XIX secolo in Diocesi di Imola e sarà allestita fino al 30 aprile nella Galleria Pio VII.

Le cartegloria sono tre tabelle da posizionare sull’altare che contengono il testo di alcune parti della Messa, quelle che non cambiano mai nelle diverse funzioni liturgiche: nella centrale il Gloria, nelle due laterali il Lavabo e In Principio. Sono le Istruzioni di San Carlo Borromeo che nel 1576 codificano l’utilizzo della sola carta contenente il Gloria e dal quale ne deriva il nome; precisa poi l’utilizzo di una cornice, maggiormente sontuosa per le funzioni solenni. Il servizio completo consta generalmente di tre elementi separati, ma non sono infrequenti casi in cui le tre tabelle confluiscono in un unico fluido disegno o sono circoscritte entro una partizione unitaria. La loro funzione era strettamente correlata alla celebrazione della Messa secondo il rito preconciliare, pertanto, con l’introduzione della moderna liturgia, l’uso di queste suppellettili è completamente decaduto.

In mostra manufatti generalmente di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti dalle raccolte del Museo diocesano di Imola (con pezzi in deposito da chiese cittadine quali Sant’Agostino e San Domenico), dei musei parrocchiali di Castel Bolognese e Bagnara di Romagna, dal capitolo della Cattedrale di Imola, dalla Collegiata di Lugo, dalle parrocchiali di Mordano, Massa Lombarda, San Prospero, Sant’Agata, Giovecca di Lugo, dalle chiese rettoriali di Santa Maria dei Servi di Imola e delle Stimmate di Lugo, infine dalle clarisse nel monastero di Santo Stefano di Imola. (r.c.)

Orari di apertura: martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato ore 10-13 e 15.30-18.30, domenica ore 15.30-18.30. Ogni sabato dal 16 marzo al 27 aprile compresi, alle ore 17, visita guidata alla mostra con ritrovo nella Sala grande del Museo diocesano.

Oltre cento cartegloria in mostra al Museo diocesano

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art

La stazione del treno, il mercato di piazza, la fermata dell’autobus, il distributore di benzina, il bar: non sono solo i soggetti che animano le opere, ma sono direttamente riconducibili a luoghi vissuti quotidianamente da Edoardo Mendez. Artista ferrarese che, dal 9 marzo al 14 aprile, esporrà alla galleria Tales of Art di Imola, in via Emilia 221, in una personale intitolata «Recur».«Il concept alla base della mostra Recur è strettamente collegato alla tecnica utilizzata per la produzione artistica, oltre che alla scelta dei soggetti dipinti – si legge nel comunicato stampa dell’evento -. La ricerca di Mendez parte da un’attenta osservazione del reale, studiando i diversi punti di vista e differenti modi di percepire la realtà circostante: i luoghi scelti vengono riprodotti e reinterpretati attraverso un accurato processo artistico che unisce diversi strumenti e tecniche di realizzazione. Mediante la fotografia Mendez cattura e immobilizza in uno scatto la frenesia del mondo reale. L’immagine viene rielaborata graficamente e suddivisa in vari livelli di colore e profondità, per poi riportarli su vari supporti di linoleum, che vengono incisi a mano ottenendo così le matrici necessarie per la stampa linoleografica. Una volta stampati i vari livelli su carta l’artista interviene pittoricamente, ottenendo diverse rielaborazioni dei vari soggetti, con dettagli e cromie differenti fra loro. Una volta terminata la stampa e la colorazione, le matrici di linoleum vengono distrutte, rendendo ogni opera unica ed irripetibile. La scelta di riprodurre situazioni e luoghi ben riconoscibili a tutti, ma allo stesso tempo non contestualizzate in uno spazio-tempo specifico, ha come scopo quello di porre l’osservatore nella condizione di riconoscersi in esse e ragionare su come vive tali luoghi e momenti quotidiani, rivalutando l’approccio personale alle occasioni che la vita ci offre. Ambienti analoghi e ripetuti nei quali ognuno di noi vive le proprie esperienze di vita, che si sviluppano e “colorano” in modo personale e senza uguali, così come il processo di stampa in serie viene arricchito da interventi pittorici e grafismi unici e originali».Nato nel 1994 in provincia di Ferrara, Mendez, dopo anni di sperimentazioni da graffiti writer, con lettering e scomposizione di immagini, ha continuato il proprio lavoro anche in studio, ricercando nuovi linguaggi espressivi e dinamici, che si caratterizzano da una impostazione artistica ed un tratto grafico identitario, miscelati a tecniche pittoriche miste. (r.c.)

La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 10 alle 13. Ingresso libero. Info www.talesofart.it

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art

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