Posts by tag: Mostra

Oltre cento cartegloria in mostra al Museo diocesano

Un’esposizione di oltre cento cartegloria inedite, realizzate in materiali vari – prevalentemente legno intagliato dorato o argentato, come anche lamina metallica sbalzata, cesellata e argentata, sino all’argento cesellato – oltre che di dimensioni molto differenti, da poche decine di centimetri a quasi un metro di larghezza. Sarà inaugurata sabato 9 marzo alle ore 17.30 al Museo diocesano di Imola: a cura di Lorenzo Lorenzini e Marco Violi, si intitola Gloria in excelsis – Cartegloria dal XVII al XIX secolo in Diocesi di Imola e sarà allestita fino al 30 aprile nella Galleria Pio VII.

Le cartegloria sono tre tabelle da posizionare sull’altare che contengono il testo di alcune parti della Messa, quelle che non cambiano mai nelle diverse funzioni liturgiche: nella centrale il Gloria, nelle due laterali il Lavabo e In Principio. Sono le Istruzioni di San Carlo Borromeo che nel 1576 codificano l’utilizzo della sola carta contenente il Gloria e dal quale ne deriva il nome; precisa poi l’utilizzo di una cornice, maggiormente sontuosa per le funzioni solenni. Il servizio completo consta generalmente di tre elementi separati, ma non sono infrequenti casi in cui le tre tabelle confluiscono in un unico fluido disegno o sono circoscritte entro una partizione unitaria. La loro funzione era strettamente correlata alla celebrazione della Messa secondo il rito preconciliare, pertanto, con l’introduzione della moderna liturgia, l’uso di queste suppellettili è completamente decaduto.

In mostra manufatti generalmente di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti dalle raccolte del Museo diocesano di Imola (con pezzi in deposito da chiese cittadine quali Sant’Agostino e San Domenico), dei musei parrocchiali di Castel Bolognese e Bagnara di Romagna, dal capitolo della Cattedrale di Imola, dalla Collegiata di Lugo, dalle parrocchiali di Mordano, Massa Lombarda, San Prospero, Sant’Agata, Giovecca di Lugo, dalle chiese rettoriali di Santa Maria dei Servi di Imola e delle Stimmate di Lugo, infine dalle clarisse nel monastero di Santo Stefano di Imola. (r.c.)

Orari di apertura: martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato ore 10-13 e 15.30-18.30, domenica ore 15.30-18.30. Ogni sabato dal 16 marzo al 27 aprile compresi, alle ore 17, visita guidata alla mostra con ritrovo nella Sala grande del Museo diocesano.

Oltre cento cartegloria in mostra al Museo diocesano

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art

La stazione del treno, il mercato di piazza, la fermata dell’autobus, il distributore di benzina, il bar: non sono solo i soggetti che animano le opere, ma sono direttamente riconducibili a luoghi vissuti quotidianamente da Edoardo Mendez. Artista ferrarese che, dal 9 marzo al 14 aprile, esporrà alla galleria Tales of Art di Imola, in via Emilia 221, in una personale intitolata «Recur».«Il concept alla base della mostra Recur è strettamente collegato alla tecnica utilizzata per la produzione artistica, oltre che alla scelta dei soggetti dipinti – si legge nel comunicato stampa dell’evento -. La ricerca di Mendez parte da un’attenta osservazione del reale, studiando i diversi punti di vista e differenti modi di percepire la realtà circostante: i luoghi scelti vengono riprodotti e reinterpretati attraverso un accurato processo artistico che unisce diversi strumenti e tecniche di realizzazione. Mediante la fotografia Mendez cattura e immobilizza in uno scatto la frenesia del mondo reale. L’immagine viene rielaborata graficamente e suddivisa in vari livelli di colore e profondità, per poi riportarli su vari supporti di linoleum, che vengono incisi a mano ottenendo così le matrici necessarie per la stampa linoleografica. Una volta stampati i vari livelli su carta l’artista interviene pittoricamente, ottenendo diverse rielaborazioni dei vari soggetti, con dettagli e cromie differenti fra loro. Una volta terminata la stampa e la colorazione, le matrici di linoleum vengono distrutte, rendendo ogni opera unica ed irripetibile. La scelta di riprodurre situazioni e luoghi ben riconoscibili a tutti, ma allo stesso tempo non contestualizzate in uno spazio-tempo specifico, ha come scopo quello di porre l’osservatore nella condizione di riconoscersi in esse e ragionare su come vive tali luoghi e momenti quotidiani, rivalutando l’approccio personale alle occasioni che la vita ci offre. Ambienti analoghi e ripetuti nei quali ognuno di noi vive le proprie esperienze di vita, che si sviluppano e “colorano” in modo personale e senza uguali, così come il processo di stampa in serie viene arricchito da interventi pittorici e grafismi unici e originali».Nato nel 1994 in provincia di Ferrara, Mendez, dopo anni di sperimentazioni da graffiti writer, con lettering e scomposizione di immagini, ha continuato il proprio lavoro anche in studio, ricercando nuovi linguaggi espressivi e dinamici, che si caratterizzano da una impostazione artistica ed un tratto grafico identitario, miscelati a tecniche pittoriche miste. (r.c.)

La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 10 alle 13. Ingresso libero. Info www.talesofart.it

«Recur», personale di Edoardo Mendez alla galleria Tales of Art
Cronaca 2 Marzo 2019

Una mostra e un incontro a Tossignano nell'ambito delle iniziative per la Vena del Gesso patrimonio Unesco

Varie iniziative sono state messe in campo dal giugno 2018 per sostenere la candidatura delle aree carsiche nelle evaporiti della regione Emilia Romagna a World Heritage dell’Unesco (Patrimonio dell’u-manità Unesco), comprese anche nel parco regionale della Vena del Gesso romagnola. La candidatura di inserimento nella World Heritage List Unesco, oltre che dal punto di vista scientifico-naturalistico, è sostenuta anche da particolari condizioni internazionali favorevoli: nel complesso dei fenomeni carsici rappresentati negli attuali siti riconosciuti come World Heritage, quelli presenti nei gessi sono del tutto assenti.

Per questo la Regione Emilia Romagna si è fatta promotrice di un progetto in tal senso e ha presentato la candidatura al Consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco, il quale ha deciso di iscrivere in lista propositiva italiana il sito Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna, premessa indispensabile per la candidatura all’Unesco .È iniziato così un percorso condiviso tra gli enti interessati per giungere in breve alla presentazione ufficiale della richiesta di inserimento dei feno-meni carsici gessosi dell’Emilia Romagna nella World Heritage List dell’Unesco. In questo ambito, fino al 10 marzo, sarà possibile visitare la mostra itinerante composta da pannelli esplicativi con immagini e descrizioni dettagliate che sta toccando tutti i comuni della Comunità del Parco, allestita presso il Palazzo Baronale.

Inoltre, sabato 2 marzo, alle ore 16, sempre presso il Palazzo Baronale, si svolgerà il convegno ad essa collegato, I fenomeni carsici gessosi dell’Emilia Romagna candidati a patrimonio mondiale dell’umanità, con interventi del sindaco Clorinda Mortero, del presidente della Comunità del parco della Vena del Gesso Romagnola, Marina Lo Conte, di Veronica Chiarini, della fede-razione Speleologica regionale; il convegno sarà presieduto dal presidente della federazione Speleologica regionale, Massimo Ercolani. (r.cr.)

Nella foto un tratto della Vena del Gesso in inverno

Una mostra e un incontro a Tossignano nell'ambito delle iniziative per la Vena del Gesso patrimonio Unesco
Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2019

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta

C’è la gioia del colore, ma anche la velata malinconia della caducità delle cose, degli affetti, delle persone. Questa è la pittura di Vittoriana Benini, che sa restituirci quel momento di vita e lasciarlo continuare per sempre. Un attimo, che l’artista mordanese sa cogliere in modo ottimo. Attimi eterni, sguardi fermati per sempre in quel preciso istante in cui dialogano con altri sguardi, con altre figure, ciascuna nella medesima condizione di fragilità umana, che nella coralità della composizione trova la forza di sfidare il tempo. Una sfida che costituisce la missione dell’artista. Tutto questo emerge con palese evidenza nella mostra antologica di Vittoriana Benini dal titolo Io Vittoriana, allestita nella rocca di Dozza fino a domenica 3 febbraio (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 14.30-17, domenica e festivi 10-19.30).

Una mostra davvero antologica, con un centinaio di tele esposte, dagli anni ”90 ad oggi, con un cospicuo corpus proveniente da collezioni private; ricca e bella, perché ogni sala presenta opere capaci di accendere un faro, di attirare e catturare l’attenzione dello spettatore.Un’operazione culturale che consente davvero di cogliere la complessità e ricchezza artistica, riflesso di quella umana, della pittrice, da tempo protagonista di una ricerca figurativa del tutto personale, in grado di attirare l’attenzione, fra gli altri, di Vittorio Sgarbi e Carlo Lucarelli, oltre che riscuotere ampi consensi in tutta Italia e negli Stati Uniti. «Un’antologica in vita, perché voglio vederla anch’io, con tutte queste opere insieme, per la prima volta» scherza l’artista, con la disinvoltura di chi sa portare con lieta spensieratezza capelli color azzurro, leggeri come un soffio di primavera.

Ed in effetti i temi cari alla pittrice ci sono tutti: la figura femminile, i ritratti, i fiori e la musica, i clown e le bambole, il cavalluccio a dondolo, i burattini. Tutti elementi che rimandano al suo mondo da bambina. Echi del passato che portano oggi alla grande capacità compositiva ed al pieno equilibrio cromatico fra colore e composizione: e proprio questa è la forza suggestiva che dà dimensione scultorea, a tutto tondo, alle sue tele, dove il colore ad olio, i pizzi e la matericità di certe forme di collage sono elementi fondanti della sua cifra stilistica. In tutto questo, un ruolo fondante lo giocano gli sguardi ed i volti, sia che si tratti di figure umane, che di bambole o burattini. Sguardi e volti a volte definiti, talvolta indefiniti, proprio per far cogliere meglio l’attimo, per lasciare allo spettatore la possibilità di prendere quell’indefinito e farne base per la propria interpretazione. Come nel ritratto a carboncino di Umberto Folli, omaggio al proprio maestro, ed ancora nel quadro L’estasi della musicista, in cui la condizione della donna ritratta emerge con tutta la sua forza suggestiva proprio dal non finito, da quel suo volto che la pittrice lascia volutamente sfumato.Lo sguardo del ritratto di Carlo Lucarelli, che accoglie il visitatore all’entrata, va allora rivisto all’uscita della mostra, per coglierne appieno il senso. Uno sguardo che invita ad entrare nell’esposizione, come in un viaggio fra tutte le situazioni raffigurate dalla pittrice, ma avvertendo nel contempo di essere pronti a subirne le conseguenze, emotivamente parlando. Perché la gestione delle emozioni che scaturiscono dalla visione delle tele è una responsabilità tutta dello spettatore. Che deve essere attrezzato, per andare oltre a quanto appare a prima vista. Perché le tele di Vittoriana Benini sono ricche: di colori, di simboli, di particolari tutti da scoprire poco alla volta e da assaporare poi tutti insieme, in una visione complessiva del quadro. Lo testimoniano bene opere quali Fuori scena, dove la maschera della vita rimane sempre sul volto dell’attore, od ancora Artisti di strada, ispirato ai buskers a Ferrara o Carta sospetta, che ha suscitato grande interesse alla mostra allestita al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, nel 2013.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 24 gennaio

Nella foto (di Isolapress) Vittoriana Benini con alcuni suoi quadri in mostra a Dozza

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta
Cultura e Spettacoli 19 Gennaio 2019

A Tales of Art mostra di fotografie realizzate da metà anni ‘70 a metà anni ‘80 da Napoleone Calamelli

Visioni Immaginarie è la mostra curata da Gabriele Calamelli che inaugura oggi, sabato 19 gennaio, alle 18 a Tales of Art di Imola. Organizzata dalla galleria di via Emilia 221 in sinergia con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e con il patrocinio del Comune, la mostra presenta al pubblico dopo oltre trent’anni una selezione di fotografie scattate da Napoleone Calamelli (Imola, 1927–2001) da metà anni ‘70 a metà anni ‘80: le fotografie sono manipolazioni analogiche in un’epoca pre-digitale, con un fascino e un’estetica di forme e colori assolutamente moderna e contemporanea, destinata a conservarsi tale anche negli anni a venire.

Sarto a Imola e fotografo autodidatta, Napoleone, fin dai primi anni del dopoguerra ha unito il suo lavoro quotidiano con una passione innata per il cinema e la fotografia. Nel 1972 è tra i primi soci del Cinecircolo Fotografico Imolese contribuendo attivamente ad animarne la vita. «Dopo i primi lavori comincia a prendere coscienza che fotografare e semplicemente riportare la realtà non è per lui soddisfacente – si legge nelle note stampa all’evento -. La sua visione della fotografia è più fantasiosa ed astratta e così inizia a manipolare le sue immagini in bianco e nero colorandole, riproducendole e colorandole nuovamente. Il passaggio dal negativo bianco e nero alla diapositiva a colori a quel punto è d’obbligo. Si innamora della saturazione surreale della pellicola Kodacrome 25. L’esperienza maturata colorando le prime foto si consolida in una tecnica fotografica con la quale riesce a sviluppare il proprio linguaggio espressivo e a partire dalla metà degli anni 70, le fotografie si trasformano, si arricchiscono di particolari e colori vivaci. La realtà viene scomposta inserita in un contesto visionario, manipolata e restituita trasformata. Le immagini proposte al mondo dei concorsi fotografici ottengono successi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale e sono uno stimolo importante per continuare a dare libero sfogo alla fantasia, affinando sempre più la sua anima artistica. Nascono così paesaggi e situazioni non realmente esistenti, ma creati con grande pazienza e meticolosità nel laboratorio di sartoria che quasi tutte le sere, dopo cena, si trasforma in studio fotografico. Esaminando nel contesto la produzione delle sue foto si può avere la sensazione che l’obbiettivo fosse attratto da paesaggi e forme architettoniche con scarsa presenza dell’uomo e che tra una immagine e l’altra non vi sia un vero filo conduttore. È solo a seguito di una visione più attenta che è possibile percepire che l’intero lavoro è una continua ricerca di un sottile equilibrio estetico tra forme e colori e che la fotografia si è trasformata nello strumento necessario ad ottenerlo».

In un periodo di circa quindici anni Napoleone Calamelli ha partecipato a circa 700 concorsi fotografici nazionali ed internazionali ed è ancora inserito nella graduatoria «Fotografi TOP 250 (1957 – 2017)»  della  Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Tra I riconoscimenti da lui ottenuti, si possono citare il riconoscimento della Fiap (Fédération Internationale de l’Art Photographique) nel 1982 per Artiste Federation Internationale de l’Art Photographique e nel 1989 per Excellence Federation Internationale de l’Art Photographique, la Grolla d’oro 1973, l’«honorable mention» al Nikon Photo Contest International 1982/1983 e il secondo premio allo stesso concorso nel 1985/1986.

L’ingresso alla mostra a Tales of Art è libero. Orari: dal martedì al sabato 10–13 e 15-18, domenica 10-13. Info 329/9520887.

La foto, di Napoleone Calamelli, è «Canyon» (1985, 50x70cm, stampa inkjet su carta fineart Baryta, applicata su alluminio d-bond), vincitrice del secondo premio al Nikon Photo Contest International 1985/1986

A Tales of Art mostra di fotografie realizzate da metà anni ‘70 a metà anni ‘80 da Napoleone Calamelli
Cultura e Spettacoli 18 Gennaio 2019

Una mostra e la presentazione di un libro, CooperAttivaMente celebra il Giorno della Memoria con due appuntamenti

In vista del Giorno della Memoria del 27 gennaio anche la rassegna CooperAttivaMente propone due appuntamenti per non dimenticare alcune fra le pagine più buie della storia del Novecento.

Sabato 19 gennaio, alle ore 10.30, nella galleria del centro commerciale Leonardo, sarà inaugurata la mostra “Le leggi razziali fasciste”,  alla presenza di Anpi Imola e del Consiglio di Zona soci di Coop Alleanza 3.0. La mostra racconta, con immagini e testi, la nascita delle leggi razziali del governo Mussolini e la propaganda della rivista “La difesa della razza”. L”obiettivo dell”iniziativa è evidenziare le conseguenze, le proibizioni e la restrizione delle libertà individuali soprattutto per gli ebrei, raccontando anche l’Olocausto italiano e gli ebrei italiani mandati nei campi di concentramento tedeschi con l’aiuto dei fascisti. La mostra sarà visitabile da sabato 19 gennaio a domenica 3 febbraio 2019. Per maggiori informazioni rivolgersi ad Anpi Imola (imola@anpi.it).

Mercoledì 23 gennaio, alle ore 17.30, avrà luogo la presentazione, all”interno della libreria Coop del Centro Leonardo, il libro di Roberta Mira “Stragi naziste e fasciste nell’imolese 1943-1945” (Bacchilega editore), sviluppato a seguito di un’approfondita analisi dei fatti di sangue riguardanti il circondario imolese basata sulle singole schede di ogni avvenimento realizzate dall’autrice e da altri studiosi per l’Atlante delle stragi naziste e fasciste compiute tra l’estate del 1943 e la primavera del 1945 in Italia (il censimento è interamente consultabile online all’indirizzo www.straginazifasciste.it). 

CooperAttivaMente è il calendario di eventi ideato dal consiglio di Zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie.coop, per promuovere la cooperazione, la legalità e i corretti stili di vita e di consumo, obiettivi di volta in volta declinati attraverso appuntamenti per tutti i gusti e tutte le esigenze, per grandi e bambini, che potranno partecipare a presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti. (red.cu)

Una mostra e la presentazione di un libro, CooperAttivaMente celebra il Giorno della Memoria con due appuntamenti
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Una mostra sulla Grande guerra nelle terre dell’Emilia Romagna

L’Istituto comprensivo 7, in collaborazione con l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, domani venerdì 18 gennaio, alle ore 18, presso la scuola media Luigi Orsini in via Vivaldi 76, inaugura negli spazi espositivi della scuola la mostra #grandeguERra – L’Emilia Romagna tra fronte e retrovia, a cura di Mirco Carrattieri, Carlo De Maria, Luca Gorgolini e Fabio Montella. Terminate le celebrazioni degli anni del primo conflitto mondiale, l’Istituto ha deciso di aprire al pubblico l’esposizione proprio in corrispondenza del centenario dell’apertura dei negoziati di pace a Parigi.

La mostra ricorda i 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia e dal suo decorso, con particolare riferimento agli eventi emiliano-romagnoli. Durante la Prima guerra mondiale infatti la nostra regione fu, anche se in maniera limitata, teatro di guerra. Alcuni bombardamenti aerei e navali colpirono la costa adriatica fin dalla primavera 1915. L’Emilia Romagna, tuttavia, rappresentò soprattutto una grande retrovia rispetto al fronte principale della guerra italo-austriaca, cioè il fronte alpino. I ragazzi delle classi terze condurranno i visitatori nel percorso di visita, allietati dalle musiche originali a tema dell’Orchestra Orsini.

Durante la visita verranno letti brani dal libro La Grande guerra negli occhi di un bambino, di Giuseppe Boschet. Interverranno esponenti del mondo culturale imolese. La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2019 e sarà visitabile dal pubblico e dalle classi interessate dal lunedì al sabato, ore 8-12, previo appuntamento al numero 0542 685100. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Auser. (re.cul)

Nella foto: la locandina dell”evento

Una mostra sulla Grande guerra nelle terre dell’Emilia Romagna
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Prorogata fino al 25 gennaio la mostra di artisti italiani della seconda metà del Novecento allestita a palazzo Machirelli

La mostra M”illumino d”arte, che presenta a palazzo Machirelli a Imola, in via Emilia 25, ventidue opere di artisti italiani del ”900 dalla Collezione Corelli Grappadelli sta riscuotendo una partecipazione tale che gli organizzatori hanno deciso di prolungarne l”apertura fino al 25 gennaio, giornata in cui, alle 18 alla Sala delle Stagioni, verrà anche presentato in anteprima il catalogo completo curato da Beatrice Buscaroli della Collezione Corelli Grappadelli. Promossa da Alba Progetti e da Ace Services in collaborazione con l”Alleanza delle Cooperative di Imola e il Comune, la mostra allestita al primo piano di palazzo Machirelli, sia nei locali dello Studio Alba Progetti che nelle sale dell’Alleanza delle Cooperative, ospita opere di noti artisti della seconda metà del Novecento quali Valerio Adami, Agostino Bonalumi, Massimo Campigli, Lucio Fontana, Renato Guttuso.

«Siamo onorati di aver offerto nuovamente il nostro contributo, attraverso questo evento, al programma di “Imola a Natale” coordinato dal Comune di Imola – dicono gli organizzatori della mostra -. Siamo giunti al quarto anno consecutivo di un progetto che vuole portare l’arte fuori dagli spazi ad essa tradizionalmente dedicati. La sfida è quella di convivere e dialogare con ambienti destinati per tutto l’anno ad altre funzioni, ambienti di lavoro e sale riunioni. E” stato così con Vanni Spazzoli (2015), Pier Giovanni Bubani (2016) ed Ermes Ricci (2017), e le mostre a loro dedicate hanno visto grande interesse e partecipazione. Dopo tre edizioni che hanno raccontato altrettanti artisti, abbiamo deciso quest”anno di raccontare la passione di un collezionista, attraverso le opere da lui raccolte per decenni. I collezionisti, gli appassionati, i sostenitori sono linfa vitale per l”arte. L”avvocato Giovanni Corelli Grappadelli unisce da sempre alla sua attività professionale una passione colta e competente per l”arte, particolarmente rivolta verso i protagonisti del Novecento e verso gli artisti contemporanei. E” un personaggio davvero straordinario e molto noto, in primis nella sua città di Lugo, per la quale si è fatto promotore di numerose e qualificate iniziative in ambito sociale, artistico e culturale. Alcune portano il nome della figlia Benedetta, prematuramente scomparsa alcuni anni fa».

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (sabato e domenica su appuntamento, rivolgendosi allo 0542/24348).

Nella foto opera di Massimo Campigli, «Figura su sfondo scuro», 1964

Prorogata fino al 25 gennaio la mostra di artisti italiani della seconda metà del Novecento allestita a palazzo Machirelli
Cultura e Spettacoli 12 Gennaio 2019

Prorogata la mostra «Nobili custodie» al Museo diocesano di Imola

Visto il successo di pubblico e critica ottenuto, la mostra «Nobili custodie. Scrigni e cofanetti tra sacro e profano» allestita al Museo diocesano di Imola allunga la sua possibilità di essere vista. Inaugurata il 28 ottobre e con un’apertura prevista fino al dopo le feste, viene invece prorogata al 3 febbraio. Curata da Paolo Roversi e Marco Violi, propone trentatré pezzi inediti – tra cofanetti dotali, cassettine, forzieri e monetieri – provenienti da collezioni private, realizzati realizzati in materiali vari (legni, fra i quali molte essenze preziose quali mogano e palissandro, ma anche avorio, seta, vetro, carta, pietre dure, pastiglia, madreperla, osso e corno).

I pezzi esposti sono databili tra XI e XX secolo e sono opera di botteghe fiorentine, emiliane e romagnole, genovesi, napoletane e sorrentine, marchigiane, lombarde, siciliane, francesi e provenzali, olandesi. In occasione del prolungamento dell’apertura, giungeranno in mostra altri cinque pregevoli esemplari cinque/ seicenteschi.

La mostra è visitabile martedì e giovedì ore 9-12 e 14-17, mercoledì ore 9-12, sabato e domenica ore 15.30-18.30. (re.cul.)

Nella foto: uno dei pezzi in mostra

Prorogata la mostra «Nobili custodie» al Museo diocesano di Imola
Cronaca 9 Gennaio 2019

«Ricordo di un amico», serata speciale al Cassero in occasione della mostra su Ayrton Senna

«Ricordo di un amico». E” questo il titolo dell”evento che questa sera, a partire dalle 20.30, in programma sul palco del Cassero di Castel San Pietro come approfondimento della mostra fotografica «Simply the Best» dedicata ad Ayrton Senna e organizzata da Mirco Lazzari e Angelo Orsi.

L”appuntamento vuole raccontare la storia dell’amicizia autentica fra lo stesso Orsi, fotografo bolognese di Autosprint, e il pilota brasiliano che soggiornava spesso nella città termale durante i viaggi in Italia. Insieme a loro il sindaco Fausto Tinti, l’assessore regionale Andrea Corsini e i consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli. Saranno presenti anche tanti ospiti e amici che negli anni ‘80 e ‘90 hanno seguito da vicino Ayrton Senna come Giancarlo Minardi, Pierluigi Martini, Emanuele Pirro e Franco Nugnes. Presenterà la serata Roberto Boccafogli, inviato di Autosprint in quegli anni e oggi direttore della comunicazione della Pirelli. Per l”occasione la mostra rimarrà aperta fino a mezzanotte. (d.b.)

Nella foto: il sindaco Fausto Tinti insieme a Mirco Lazzari e Angelo Orsi

«Ricordo di un amico», serata speciale al Cassero in occasione della mostra su Ayrton Senna

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast