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Cultura e Spettacoli 11 Aprile 2018

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola

Luigi Castelli, Bruno Bergami, Rino Ramenghi, Ennio Rossi, Renato Spadoni, Antonio Maiolani e Emilio Zanardi. Sono loro che, il 24 settembre 1958, si riuniscono a Imola e fondano il Circolo filatelico imolese che poi diventerà Circolo culturale filatelico numismatico «G. Piani». Sessant’anni di storia che vengono festeggiati con una mostra filatelica numismatica in programma dal 12 al 15 aprile alla Salannunziata di Imola, in via Fratelli Bandiera 17/a, e intitolata opportunamente  Città di Imola – I primi 60 anni del Circolo «Guido Piani».

In esposizione ci saranno cartoline, inviti, depliant e tanto altro materiale prodotto dal circolo in questi sessant’anni, per ricordare la storia e l’attività dell’associazione. Si tratta della cinquantaduesima mostra organizzata dal circolo a partire dal 1967 quando inizia l’attività espositiva, legata sempre ad avvenimenti, personaggi, ricorrenze. «Nella mostra che andiamo ad allestire esporremo circa il venti per cento del materiale che abbiamo – spiega Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo da ben quarantacinque anni -, contando di farne presto un’altra. Abbiamo sempre operato per mettere in risalto la nostra storia, con grande attenzione alle donne che hanno lasciato segni importanti come Giuseppina Cattani (ricercatrice e medico di fine Ottocento le cui scoperte portano all’individuazione della cura per il tetano, Nda), la pittrice cinquecentesca Lavinia Fontana, la sindacalista Argentina Altobelli, al sociale, alla cooperazione, alla religione». E naturalmente allo sport, con cartoline, annulli, francobolli e medaglie legate al ciclismo, all’automobilismo, al motociclismo. Tra le mostre e le collaborazioni esterne del Circolo Piani si contano oltre cinquecentocinquanta iniziative e una ventina di mostre dedicate alla maximafilia. Alla mostra della Salannunziata saranno ricordati Nildo Breviglieri e Celso Anderlini, «due grandi amici del Circolo che hanno prestato le loro opere gratuitamente per realizzare il materiale promozionale delle iniziative», commenta il presidente.

E il circolo di amici ed estimatori ne ha parecchi: se tantissimi sono stati negli anni i visitatori che hanno ammirato le loro esposizioni, tanti sono anche i soci, un’ottantina al momento. «Stiamo anche lavorando con le scuole – continua Bernardi – per raccontare ed appassionare i giovani. Oggi assistiamo ad un certo “risveglio” di interesse nei ragazzini, che si concentrano su collezioni mirate, su temi che stanno loro a cuore». La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 12 al 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Non mancherà l’annullo filatelico che sarà utilizzato dall’ufficio di Poste italiane presso la sede della mostra sabato 14 aprile dalle 8.30 alle 12.30 e che raffigurerà il Grifo imolese.

r.c.

Nella foto: Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola
Cultura e Spettacoli 6 Aprile 2018

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica

Appassionato di fotografia, assessore alla Cultura e alla Pace a Castel San Pietro dal 2004 al 2007, project manager presso Ima, Andrea Bugamelli muore nel settembre 2012 a soli 34 anni a causa di un incidente in moto. A lui oggi viene dedicata una mostra che lo vuole ricordare: In viaggio con Buga è una collettiva fotografica che si terrà a Castello dal 6 al 22 aprile, nella saletta espositiva in via Matteotti 79.

Nata da un’idea dei partecipanti ai corsi di fotografia che Bugamelli aveva tenuto nel 2010, è sostenuta dall’azienda Ima di Ozzano dell’Emilia e dal Comune di Castel San Pietro e riunisce gli scatti più significativi dei partecipanti ai corsi, raccolti in tre sezioni: Persone, Luoghi e Natura. «Uno degli aspetti che preferisco della fotografia è condividere le esperienze. Per questo ho deciso di organizzare corsi amatoriali e workshop di fotografia digitale»: sono le parole di Andrea Bugamelli che fanno da sottotitolo alla mostra, parole che sottolineano, prima ancora della passione per la fotografia, il desiderio di farne uno strumento di crescita sociale.

Dopo alcuni anni dalla forzata interruzione dell’esperienza, insieme alla volontà di riprendere il percorso formativo allargato a nuovi appassionati, è nato questo progetto per presentare alla città il nucleo dell’attività cui Andrea Bugamelli aveva dato vita. «Un’operazione culturale di grande valore non solo artistico – sottolinea l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi -, ma emblematica di un rapporto virtuoso fra individuo e comunità, che vuole testimoniare di come tutta una collettività abbia tratto beneficio dall’attività di un singolo, che ha lasciato affetti e seminato passioni che continuano a germogliare».

«In Andrea Bugamelli, il “Buga”, è facile ritrovare l’amico leale, il professionista serio, il politico appassionato, lo studioso, il marito e il padre affettuoso, lo sportivo impegnato, l’artista curioso, creativo e trascinatore» scrive nel catalogo della mostra Vincenzo Zacchiroli, sindaco quando Bugamelli fu assessore. E ancora: «E curiosando nel suo blog, tra le sue foto, quelle dei suoi workshop, Buga si rifà vivo e si svela come vero amico della città… quella dietro casa e quella nella quale amava curiosare per scoprire forme, colori, luci, ombre, sfumature, volti, tracce di vita, sempre più lontano alla ricerca del nuovo, di uno stupore che si fa più intenso ad ogni scoperta».

L’inaugurazione della mostra «In viaggio con Buga» si tiene venerdì 6 aprile alle ore 18. La mostra sarà aperta nei weekend del 7/8, 14/15 e 21/22 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Andrea Bugamelli in una foto che si trova nel catalogo della mostra

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica
Cultura e Spettacoli 17 Marzo 2018

Glitch art, gli artisti dell'«errore» in mostra alla galleria Tales of Art

Usare errori analogici o digitali, come artefatti, scomposizioni e distorsioni grafiche, con fini estetici. Lo fa la glitch art, e chi vuol saperne di più può visitare la mostra che la galleria Tales of Art di Marco Chiarini, in via Emilia 221 a Imola, allestisce fino al 15 aprile «Postdigital vuole mettere in mostra diverse forme di glitch art, attraverso le opere di quattro artisti che incorporano tali elementi nella loro produzione, seppur utilizzando tecniche, soggetti e approcci diversi alla pittura», spiega il comunicato stampa della mostra. In mostra quattro artisti (German Tellez, Milo Hartnoll, Paolo Psiko e Seppe De Meyere) con le loro opere, tra cui una reinterpretazione del Ritratto di gentiluomo venticinquenne di Bartolomeo Cesi, opera di fine Cinquecento che si trova al Museo di San Domenico di Imola e il cui studio è stato possibile grazie a una collaborazione con i Musei civici.

German Tellez, nato a Bogotà nel 1986, basa la maggior parte dei suoi lavori «sullo studio della condizione umana – si legge nelle note stampa -, analizzando ciò che fa scaturire violenza e crudeltà nella società, partendo dagli aspetti psicologici che influenzano il modo di vivere e relazionarsi delle persone, attraverso cultura, religione, problemi di vita. Nonostante i suoi lavori possano sembrare pessimisti, per l’artista sono una porta d’accesso che ci separa e distanzia dalla parte più negativa della nostra natura e ci permette di capire quanto potenti siano la nostra coscienza e i nostri istinti se usati come strumenti per affrontare la vita». Milo Hartnoll, nato a Londra nel 1990, «esplora la condizione umana e basa i suoi lavori sulla celebrazione di ciò che all’apparenza sembra “rotto” e imperfetto. Attraverso un vasto spettro di tecniche e processi pittorici, Milo ricerca un linguaggio visivo che possa incapsulare la vera bellezza e onesta dell’umanità, con una ribellione verso ciò che la società moderna considera perfetto e impeccabile». Paolo Psiko, nato a Torino nel 1982, è specializzato in dipinti e opere murali, e negli ultimi anni ha affinato la tecnica con particolare interesse per la pixel art, la glitch art e l’idea artistica di «scissione» delle immagini. Infine Seppe De Meyere, nato a Bruges in Belgio nel 1994, crea lavori caratterizzati dalla deformazione delle immagini, trovando ispirazione in opere pittoriche di grandi maestri del passato: «la sua produzione artistica è spesso innescata da atmosfere tragiche, inquietanti, il sublime antico, alimentate dal sentimento di corruzione e deterioramento della società contemporanea. L’artista vuole iniettare il virus dei giorni nostri in forme artistiche più antiche, che per anni sono state fossilizzate nella nostra mente, culminando nell’ossimoro della arcaica moderna realtà».

La mostra ha anche un ulteriore aspetto di sostegno all”arte, oltre quello più immediato insito nella sua natura: «Nel caso le opere “Afterlife” di Milo Hartnoll e “Aetatis Suae” di Seppe De Meyere venissero vendute, è nostra intenzione devolvere il 60% del ricavato ai Musei civici – fa sapere Marco Chiarini -. “Afterlife” avrà un prezzo di vendita di 1200 euro mentre “Aetatis Suae” di 1000 euro».

La mostra rimarrà aperta fino al 15 aprile ed è visitabile da martedì a domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Informazioni: info@talesofart.it

r.c.

Nella foto: The Gentleman di Paolo Psiko

Glitch art, gli artisti dell'«errore» in mostra alla galleria Tales of Art

«Anne Frank: una storia attuale» in mostra alla scuola Orsini di Imola

L’Istituto comprensivo 7 (scuola Orsini, via Vivaldi 76) di Imola, grazie al contributo del Comitato genitori IC7, Aned e Anpi locali ospita, dal 26 febbraio al 31 marzola mostra documentaria «Anne Frank: una storia attuale».

L’allestimento, a cura di Pro Forma Memoria, è stato possibile grazie alla collaborazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna nell’ambito di una convenzione stipulata con la Anne Frank House di Amsterdam. Il tema della mostra è la storia della Shoah raccontata attraverso un’angolazione essenzialmente biografica. Fotografie, molte della quali inedite, immagini, citazioni delle pagine del diario di Anne raccontano della condizione di una famiglia ebrea nel periodo nazista. Le significative riproduzioni documentarie pongono l’attenzione sul contesto storico del tempo e alla tutela dei diritti umani: partendo dalla conoscenza del passato,  il pubblico  prende parte attiva nei problemi del presente con il  percorso Free2Choose che ne diventa parte integrante.

Visita su prenotazione. Info: 0542 685100 (in orario scolastico). 

r.c.

Nella foto: Anne Frank

«Anne Frank: una storia attuale» in mostra alla scuola Orsini di Imola

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