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Cultura e Spettacoli 7 Settembre 2018

I fiori in tavola e nell'arte sacra: mostra di maioliche e non solo a Sasso Morelli per la Festa del Contadino

Inaugura oggi alle 17.30 una mostra che sarà poi visitabile domani e domenica. Si terrà nella chiesa del Morelli a Sasso Morelli nell”ambito della Festa del Contadino organizzata dalla Clai e si intitola Giardini dell’anima. Simboli di fiori in tavola e nell’arte sacra. Come lo scorso anno, per quello che è un percorso di Segni e immagini della devozione popolare che dura da venticinque anni, sarà approfondito il tema della tavola mettendo in evidenza maioliche d’uso e di decorazione databili tra la prima metà del Settecento e l’ottavo decennio dell’Ottocento. La mostra, patrocinata dalla Diocesi e dell’Amministrazione comunale di Imola, raccoglie oltre cinquanta opere, tra le quali sono presenti diversi inediti, che provengono da chiese della Diocesi e del Museo diocesano, ma anche da importanti raccolte pubbliche quali il Mic di Faenza e il Museo delle Ceramiche di Forlì, oltre che da rinomate gallerie antiquarie e collezionisti privati.

Marco Violi, curatore della mostra, ha suddiviso il percorso espositivo in quattordici sezioni, ognuna dedicata a un fiore, raffigurato sulle maioliche esposte: fiordaliso, ranuncolo, rosa, giglio bianco, tulipano, garofano, anemone, aquilegia, margherita, peonia, papavero, fiore di loto, iperico, quercia. Ogni fiore trova un suo corrispondente nella simbologia religiosa. A ciascuno di essi coincide poi un’opera d’arte sacra della quale esso è il simbolo. Ogni sezione comprende infatti sia materiali ceramici che opere d’arte sacra – dipinti, oreficerie e stampe – tra cui diversi inediti. La mostra «offre indubbiamente la possibilità di poter ammirare tutti insieme, e per la prima volta, un cospicuo gruppo di materiali artistici di elevata qualità – spiega Violi. – Contestualmente consente di rileggere la storia spirituale attraverso leggende che si perdono nella notte dei tempi tra superstizione, paganesimo e devozione popolare. In ultima analisi, quindi, di recuperare per mezzo dei segni e dei simboli naturali, lo spirito e la forza di quella devozione millenaria, i cui fondamenti divulgativi hanno trovato una solida base nelle più semplici conoscenze del tempo, tempo in cui la natura, con il passare delle stagioni, il profumo e il colore dei fiori, ha svolto il ruolo di vero e proprio mezzo di comunicazione globale. Quattordici storie di fiori su cui si innestano altrettante storie sacre: i primi, per la loro effimera bellezza, ci rammentano la caducità della vita terrena; le seconde, poiché esemplari di Cristo, della Madonna e delle vite dei santi, spalancano una finestra sulla vita eterna».

«Dalle Madonne dei pilastrini partì venticinque anni fa il percorso espositivo Segni e immagini della devozione popolare, iniziativa di Clai per comprendere il patrimonio valoriale, storico e culturale della comunità a cui apparteniamo, del nostro territorio – dice Giovanni Bettini, presidente della Clai -. Negli ultimi anni la mostra ha portato in evidenza la centralità del Convivio per il valore “religioso” del cibo, nutrimento del corpo e dell’anima. In questa nuova edizione il tema raccoglie queste suggestioni e ci presenta un percorso originale attraverso la simbologia dei fiori: fiori nei decori di piatti, zuppiere, legumiere e apparati da tavola di grande pregio, fiori nella rappresentazione iconografica di Santi e di Madonne, oggetti di culto e di devozione popolare. Il tema Giardini dell”anima ci porta anche a una riflessione profonda sulla bellezza della diversità, diversità di forme, colori e profumi. Diversità nelle stagioni, di tempi di crescita, di fioriture e di frutti. Soffermandoci sulla bellezza delle opere esposte nella mostra curata con grande sensibilità da Marco Violi, ne trarremo un forte viatico personale per non omologarci al pensiero dominante».

L”inaugurazione, come detto, si terrà oggi alle ore 17.30. La mostra sarà poi visitabile sabato 8 e domenica 9 dalle 10 alle 20.

Nella foto due pezzi esposti in mostra

I fiori in tavola e nell'arte sacra: mostra di maioliche e non solo a Sasso Morelli per la Festa del Contadino
Cronaca 15 Giugno 2018

La mostra dedicata a Nicky Hayden prorogata fino a luglio. Il 10 ottobre il processo per la morte del pilota americano

La mostra fotografica «A million dollar smile», allestita negli spazi dell’hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, dedicata al pilota americano Nicky Hayden, ha attirato molti visitatori e si è deciso di farla proseguire fino a domenica 8 luglio, week-end della Superbike a Misano. La decisione è stata presa da «If Imola Faenza Tourism Company», in accordo con il fotografo Mirco Lazzari, autore degli scatti. La mostra propone immagini del campione scomparso non solo in pista, ma anche nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo è quello di raccontare la carriera del pilota, esaltandone la personalità e il lato umano. 

Nel frattempo, come si legge nella nota dell”Ansa, «sarà celebrato il 10 ottobre con rito abbreviato il processo per la morte del motociclista americano, avvenuta in un incidente stradale il 22 maggio 2017 a Misano Adriatico (Rimini). Hayden morì all”ospedale Bufalini di Cesena quattro giorni dopo aver impattato con la sua bici contro una Peugeot 206 guidata da un 30enne di Morciano. Davanti al giudice di Rimini la scelta del rito abbreviato da parte degli avv.Francesco Pisciotti e Pier Luigi Autunno, difensori dell”automobilista per il quale il pubblico ministero Paolo Gengarelli ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale. Un processo che è già tutto agli atti come le tre perizie depositate, quella della Procura, quella dei difensori e quella della parte civile, la famiglia del pilota Usa che non sarò presente in giudizio. La difesa infatti della parte civile, per cui si è costituita sola la sorella di Hayden, non ha accettato il rito abbreviato ed è quindi uscita dal processo probabilmente riservandosi un”azione civile».

r.s.

Nella foto: Mirco Lazzari

La mostra dedicata a Nicky Hayden prorogata fino a luglio. Il 10 ottobre il processo per la morte del pilota americano
Sport 16 Maggio 2018

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo

La bici di Marco Pantani del 1998, il programma ufficiale del primo Giro ciclistico d’Italia svoltosi dal 13 al 30 maggio 1909 e l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962. Sono solo alcuni dei cimeli che compongono In Giro nella Collezione Pezzi, mostra che resterà allestita un giorno solo, ovvero domani, nella sala convegni Ayrton Senna dell’autodromo «Enzo e Dino Ferrari» di Imola, in occasione dell’arrivo in città della 12ª tappa del Giro d’Italia. «Si potranno ammirare alcuni degli oggetti e dei cimeli storici legati al ciclismo raccolti nella collezione voluta dalla Fondazione Luciano Pezzi per salvaguardare una parte importante della storia di quello che é il più popolare sport italiano», spiega Fausto Pezzi, figlio del compianto Luciano Pezzi. Ad introdurre la mostra sarà proprio l’Alfa Romeo 1900 super del 1955, utilizzata come ammiraglia della squadra Ghigi dal 1958 al 1962, che fu usata anche da Luciano Pezzi come direttore sportivo della Ghigi nelle stagioni 1960, 1961 e 1962. Da segnalare anche una borraccia in alluminio, sponsorizzata dalla Liebig, usata nel Tour de France negli anni ’40, le biciclette Bianchi squadra corse 1958 appartenute a Diego Ronchini ed a Luciano Pezzi. Un viaggio fra corridori emiliano romagnoli, Giro d’Italia e altre meraviglie in una mostra che durerà un giorno ma vale una vita di racconti e ricordi.

r.s.

Nella foto: Luciano Pezzi

Giro d'Italia a Imola, con l’arrivo della tappa in mostra la storia del ciclismo
Cultura e Spettacoli 5 Maggio 2018

Antichi tabernacoli da viatico esposti al Museo diocesano di Imola

Un tabernacolo emiliano del XVIII secolo a due sportelli con apertura frontale, dipinto a olio, in cui il cornicione superiore e la zeppa inferiore sono gli stessi di tanti mobili prodotti in Emilia durante il Seicento e parte del Settecento. È uno dei pezzi della mostra Cibus viatorum – Tabernacoli da viatico tra XVI e XX secolo, curata da Paolo Roversi e Marco Violi, che inaugura oggi, sabato 5 maggio, alle 17.30 al Museo diocesano di Imola e che sarà allestita fino al 30 giugno. Nella Galleria Pio VII si potranno così ammirare una cinquantina di tabernacoli (contenitore in cui si tiene la pisside con le ostie consacrate) da viatico e loro accessori realizzati in materiali vari – perlopiù legno intagliato, ma anche metallo argentato e dorato, oltre che carta, seta, velluto, pelle impressa, avorio – generalmente di grande qualità esecutiva e indubbia rarità, provenienti sia da una collezione privata emiliana che da alcune chiese della diocesi imolese.

I pezzi in mostra, databili tra XVI e XX secolo, sono opera di botteghe attive in Emilia (Bologna, Reggio Emilia), Romagna, Veneto, Liguria, Toscana (Lucca), Marche, Lombardia, ma anche in Francia. La mostra comprende anche un grande altare portatile (di bottega lombarda, di metà Cinquecento), probabilmente un altare domestico ossia un pregadio utilizzato in una ricca dimora per le pratiche devozionali, e la scultura in osso raffigurante Sant”Andrea Avellino, raffinata rappresentazione molto dettagliata, ma estremamente calibrata datata tra Sette e Ottocento.

Una sezione della mostra vede poi curiose miniature di suppellettili che soltanto in parte si possono collegare al viatico: candelieri, vasi portapalma, croci da altare, reliquiari a busto, cartagloria, ostensorio, stauroteca, navicelle portaincenso e secchiello per l”acqua benedetta (fedelissime riproduzioni dei servizi composti di pezzi di dimensioni diverse). Complessivamente sarà possibile ammirare ben oltre settanta piccoli capolavori di artigianato devoto. (r.c.)

Orari di apertura: martedì e giovedì 9-12 e 14-17, mercoledì 9-12, sabato e domenica 15.30-18.30 (chiuso sabato 2 giugno).

Nella foto opere in mostra

Antichi tabernacoli da viatico esposti al Museo diocesano di Imola
Cultura e Spettacoli 4 Maggio 2018

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci

Due elementi naturali e un terzo… quasi. Si chiama Vino Acqua Terra la nuova mostra organizzata dall’artista e fotografo Ermes Ricci, in scena alla Rocca di Dozza dal 5 maggio al 17 giugno. Oltre all’imolese, presente con alcune ceramiche artistiche (Terra), saranno esposti i lavori di due altri artisti: Aurodeva Guerci, giovane che lavora in una cantina vinicola francese di Bordeaux e che utilizza il vino come materia espressiva delle sue opere pittoriche, avendo ideato una particolare tecnica per dipingere con il vino stesso, e suo padre Ireno Guerci, fotografo che mette in mostra un particolare progetto legato ai tradizionali trattamenti terapeutici all’acqua comuni in India, dove il fotografo vive.

La mostra inaugura sabato 5 maggio alle 11 all’interno della programmazione della Festa del vino di Dozza; alle 18.30 in piazza Zotti è anche prevista una performance artistica del pittore del vino Aurodeva Guerci. (mi.mo.)

Nella foto Ermes Ricci all”opera

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci
Cultura e Spettacoli 20 Aprile 2018

Off-lying, tra materia e digitale la mostra di Gianluca Gimini e del collettivo Trash.Been

Sono Gianluca Gimini e il collettivo Trash.Been i protagonisti della prossima mostra alla galleria Tales of Art di Imola, in via Emilia 221: domani alle 17 inaugura Off-lying (nella remota eventualità che ci togliessero internet). «Off-lying per definizione significa situato lontano dalla costa, in posizione remota – spiegano le note all’evento -. Remote, rispetto agli epicentri mondiali dell’arte contemporanea, sono le città di origine di tutti i partecipanti a questa mostra: tanto l’imolese Gianluca Gimini quanto i cinque membri del collettivo Trash. Been, originari del vicentino e del rodigino. Ma la ragione della scelta di questo titolo sta anche e soprattutto nell’assonanza con un’altra, ben più nota, espressione inglese: “off-line”. La mostra nasce infatti da un’idea del gallerista Marco Chiarini che ha chiesto a Gimini e ai Trash.Been di realizzare materialmente una serie di lavori nello stile abitualmente usato per i loro progetti di natura digitale».

Gianluca Gimini è un designer con diverse esperienze espositive: «il messaggio post-consumistico – si legge – è stato da lui assimilato orientando tutta quella parte del suo lavoro dedicata a progetti di ricerca, verso idee e sperimentazioni certamente molto più attinenti alla sfera del design che a quella dell’arte o della grafica, ma che non hanno mai avuto come fine ultimo quello di una realizzazione in serie e spesso nemmeno quello di una realizzazione materiale come prototipi. Con la partecipazione a Off-lying Gimini ritorna a cimentarsi con la realtà materiale (quella priva di “ctrl-z”) senza le consuete interfacce, solitamente quella del mouse in fase di progettazione e quella di un’azienda realizzatrice nell’eventuale produzione, che separano le sue idee dal prodotto finito».

Il collettivo Trash.Been, fondato nel 2016, è composto da Luca Filippi, Marco Franceschini, Alessio Gianella, Marcello Raffo e Nicolò Tromben, che sono stati studenti di Gimini a Ferrara, al corso di laurea in design industriale. «Con la partecipazione ad Off-lying i Trash.Been escono dal contesto di Instagram e per la prima volta non si limitano all’esposizione di elaborazioni grafiche stampate in digitale, ma si cimentano con la realizzazione materiale di alcuni progetti cross-mediali, forti delle abilità personali, estremamente diversificate all’interno del gruppo che comprende tra gli altri anche due writer e un illustratore».

La mostra rimarrà aperta fino al 3 giugno, e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Informazioni: info@talesofart.it

r.c.

Approfondimenti su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: il designer Gianluca Gimini

Off-lying, tra materia e digitale la mostra di Gianluca Gimini e del collettivo Trash.Been
Cultura e Spettacoli 19 Aprile 2018

Il Pinocchio degli artisti Bertozzi e Casoni in mostra da domani al Centro Gianni Isola

È una delle opere più intense di Bertozzi & Casoni: un Pinocchio stanco e pieno di rughe, seduto su una montagna di libri. Il titolo, Non ricordo, accentua e sottolinea la maestria dei due ceramisti di fama internazionale nel rappresentare le emozioni dell’uomo, la contemporaneità e i suoi dilemmi, la vita. E l’opera verrà messa in mostra dal Centro di documentazione arte moderna e contemporanea in Romagna (Doc) della Fondazione cassa di risparmio di Imola al Centro Gianni Isola in piazza Matteotti 4 a Imola da domani fino al 20 maggio (con inaugurazione alle ore 18.30).

Si tratta di una nuova acquisizione della Fondazione, che si aggiunge alle altre due opere degli artisti imolesi già di proprietà dell’ente di palazzo Sersanti. «A Bertozzi & Casoni abbiamo dedicato nel gennaio del 2017 – dice Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione – una bella esposizione presso il museo di Palazzo Poggi dell’Università di Bologna. Una mostra di grande successo nella quale vidi per la prima volta, assieme ai miei consiglieri, il vecchio Pinocchio seduto sui libri».

«Non ricordo» sarà quindi esposta fino al 20 maggio al centro Isola per poi essere collocata presso gli uffici della Fondazione ed essere pronta per alcune tappe espositive cittadine. «Il programma è ancora tutto da definire – conclude il presidente dell’ente – ma l’accordo con gli artisti, senza l’aiuto dei quali non avremmo potuto fare questo regalo alla città, prevede di esporre l’opera, se è possibile e se la sicurezza lo consente, anche al di fuori della Fondazione».

«Non ricordo» è visibile martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 (il 25 aprile e l’1 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19). Informazioni: www.arteromagna.it o 0542/26606.

r.c.

Nella foto: l”opera di Bertozzi & Casoni

Il Pinocchio degli artisti Bertozzi e Casoni in mostra da domani al Centro Gianni Isola
Cultura e Spettacoli 13 Aprile 2018

Le opere dell'artista Giuseppe Tampieri in mostra alla galleria Pontevecchio di Imola

La galleria Pontevecchio di Imola, in via Pisacane 31/a ad Imola, rende omaggio, a cent”anni dalla nascita, all’artista Giuseppe Tampieri mettendo in mostra numerose opere provenienti da una collezione privata. L’inaugurazione avrà luogo domani alle 18 e ma mostra sarà visitabile fino al 26 aprile, dal mercoledì al sabato dalle 16.30 alle 19.

Nato a Lugo il 9 marzo 1918, Tampieri ha frequentato la scuola Minardi di Faenza avendo come maestri Roberto Sella e Francesco Nonni, poi si trasferisce a Firenze per frequentare corsi di scultura e abilitarsi all’insegnamento. Nel 1941 torna a Faenza dove organizza manifestazioni culturali e, alla fine della guerra, si impegna nel recupero di opere d’arte danneggiate dai bombardamenti. La sua vita artistica è piena di soddisfazioni, con esposizioni in gallerie d’arte su tutto il territorio nazionale ed estero, alla Biennale di Venezia nel 1948, alla Quadriennale di Roma nel 1949. È attivo in diverse discipline, pittura e scultura ma anche disegno e incisione, partecipa a numerosi concorsi e mostre con successo, e trae ispirazione anche dai suoi lunghi soggiorni in Spagna e in altri luoghi del Mediterraneo. Riceve incarichi quale esperto grafico da varie aziende del settore siderurgico. Nel 2009 Faenza gli assegna l’ambìto riconoscimento di «Faentino sotto la torre» per i suoi meriti culturali e civili. Muore nella città manfreda nel giugno 2014 a 96 anni.

r.c.

Nella foto: un”opera dell”artista Giuseppe Tampieri

Le opere dell'artista Giuseppe Tampieri in mostra alla galleria Pontevecchio di Imola
Cultura e Spettacoli 11 Aprile 2018

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola

Luigi Castelli, Bruno Bergami, Rino Ramenghi, Ennio Rossi, Renato Spadoni, Antonio Maiolani e Emilio Zanardi. Sono loro che, il 24 settembre 1958, si riuniscono a Imola e fondano il Circolo filatelico imolese che poi diventerà Circolo culturale filatelico numismatico «G. Piani». Sessant’anni di storia che vengono festeggiati con una mostra filatelica numismatica in programma dal 12 al 15 aprile alla Salannunziata di Imola, in via Fratelli Bandiera 17/a, e intitolata opportunamente  Città di Imola – I primi 60 anni del Circolo «Guido Piani».

In esposizione ci saranno cartoline, inviti, depliant e tanto altro materiale prodotto dal circolo in questi sessant’anni, per ricordare la storia e l’attività dell’associazione. Si tratta della cinquantaduesima mostra organizzata dal circolo a partire dal 1967 quando inizia l’attività espositiva, legata sempre ad avvenimenti, personaggi, ricorrenze. «Nella mostra che andiamo ad allestire esporremo circa il venti per cento del materiale che abbiamo – spiega Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo da ben quarantacinque anni -, contando di farne presto un’altra. Abbiamo sempre operato per mettere in risalto la nostra storia, con grande attenzione alle donne che hanno lasciato segni importanti come Giuseppina Cattani (ricercatrice e medico di fine Ottocento le cui scoperte portano all’individuazione della cura per il tetano, Nda), la pittrice cinquecentesca Lavinia Fontana, la sindacalista Argentina Altobelli, al sociale, alla cooperazione, alla religione». E naturalmente allo sport, con cartoline, annulli, francobolli e medaglie legate al ciclismo, all’automobilismo, al motociclismo. Tra le mostre e le collaborazioni esterne del Circolo Piani si contano oltre cinquecentocinquanta iniziative e una ventina di mostre dedicate alla maximafilia. Alla mostra della Salannunziata saranno ricordati Nildo Breviglieri e Celso Anderlini, «due grandi amici del Circolo che hanno prestato le loro opere gratuitamente per realizzare il materiale promozionale delle iniziative», commenta il presidente.

E il circolo di amici ed estimatori ne ha parecchi: se tantissimi sono stati negli anni i visitatori che hanno ammirato le loro esposizioni, tanti sono anche i soci, un’ottantina al momento. «Stiamo anche lavorando con le scuole – continua Bernardi – per raccontare ed appassionare i giovani. Oggi assistiamo ad un certo “risveglio” di interesse nei ragazzini, che si concentrano su collezioni mirate, su temi che stanno loro a cuore». La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 12 al 15 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Non mancherà l’annullo filatelico che sarà utilizzato dall’ufficio di Poste italiane presso la sede della mostra sabato 14 aprile dalle 8.30 alle 12.30 e che raffigurerà il Grifo imolese.

r.c.

Nella foto: Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo

Circolo «Guido Piani», 60 anni di passione in mostra alla Salannunziata di Imola
Cultura e Spettacoli 6 Aprile 2018

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica

Appassionato di fotografia, assessore alla Cultura e alla Pace a Castel San Pietro dal 2004 al 2007, project manager presso Ima, Andrea Bugamelli muore nel settembre 2012 a soli 34 anni a causa di un incidente in moto. A lui oggi viene dedicata una mostra che lo vuole ricordare: In viaggio con Buga è una collettiva fotografica che si terrà a Castello dal 6 al 22 aprile, nella saletta espositiva in via Matteotti 79.

Nata da un’idea dei partecipanti ai corsi di fotografia che Bugamelli aveva tenuto nel 2010, è sostenuta dall’azienda Ima di Ozzano dell’Emilia e dal Comune di Castel San Pietro e riunisce gli scatti più significativi dei partecipanti ai corsi, raccolti in tre sezioni: Persone, Luoghi e Natura. «Uno degli aspetti che preferisco della fotografia è condividere le esperienze. Per questo ho deciso di organizzare corsi amatoriali e workshop di fotografia digitale»: sono le parole di Andrea Bugamelli che fanno da sottotitolo alla mostra, parole che sottolineano, prima ancora della passione per la fotografia, il desiderio di farne uno strumento di crescita sociale.

Dopo alcuni anni dalla forzata interruzione dell’esperienza, insieme alla volontà di riprendere il percorso formativo allargato a nuovi appassionati, è nato questo progetto per presentare alla città il nucleo dell’attività cui Andrea Bugamelli aveva dato vita. «Un’operazione culturale di grande valore non solo artistico – sottolinea l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi -, ma emblematica di un rapporto virtuoso fra individuo e comunità, che vuole testimoniare di come tutta una collettività abbia tratto beneficio dall’attività di un singolo, che ha lasciato affetti e seminato passioni che continuano a germogliare».

«In Andrea Bugamelli, il “Buga”, è facile ritrovare l’amico leale, il professionista serio, il politico appassionato, lo studioso, il marito e il padre affettuoso, lo sportivo impegnato, l’artista curioso, creativo e trascinatore» scrive nel catalogo della mostra Vincenzo Zacchiroli, sindaco quando Bugamelli fu assessore. E ancora: «E curiosando nel suo blog, tra le sue foto, quelle dei suoi workshop, Buga si rifà vivo e si svela come vero amico della città… quella dietro casa e quella nella quale amava curiosare per scoprire forme, colori, luci, ombre, sfumature, volti, tracce di vita, sempre più lontano alla ricerca del nuovo, di uno stupore che si fa più intenso ad ogni scoperta».

L’inaugurazione della mostra «In viaggio con Buga» si tiene venerdì 6 aprile alle ore 18. La mostra sarà aperta nei weekend del 7/8, 14/15 e 21/22 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Andrea Bugamelli in una foto che si trova nel catalogo della mostra

Castello ricorda Andrea Bugamelli con una mostra fotografica

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