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Cultura e Spettacoli 13 Giugno 2020

Emozioni tra storia, realtà e immaginazione: piccola guida per scoprire alcune mostre allestite a Bologna e in Romagna

Arte, cultura, storia, realtà e immaginazione, emozioni. Dopo che i luoghi d’arte hanno dovuto chiudere le loro porte per alcuni mesi a causa dell’emergenza Coronavirus, è ora possibile tornare ad ammirare una mostra dal vivo. In questa e nelle pagine che seguono ne segnaliamo alcune.

A palazzo Pallavicini a Bologna, fino al 21 luglio, è allestita l’esposizione a cura dell’Atelier Robert Doisneau (Montrouge, Francia) che, attraverso le immagini di Ro- bert Doisneau, narra la storia autobiografica del fotografo e artista che ha raccontato l’uomo e la vita. Sempre a Bologna, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini ospita, fino al 6 settembre, il progetto espositivo Il Ca- mino dei Fenicotteri. I disegni dei Casanova dall’Æmilia Ars alla Rocchetta Mattei, con diciassette disegni realizzati dai fratelli Achille e Giulio Casanova e da Giuseppe De Col e undici ferri battuti pro- dotti dalle officine di Pietro Maccaferri e Sante Mingazzi, appartenenti alla collezione permanente del Museo Davia Bargellini.

Ancora nella città felsinea, il Museo Civico Archeologico dedica un grande evento agli Etruschi, con mille- quattrocento oggetti su una superficie espositiva di oltre mille metri quadrati: un affascinante viaggio nelle terre e nella cultura dei Rasna inaugurato a fine 2019 (la mostra è poi stata chiusa durante il lockdown, quindi riaperta e prolungata di diversi mesi). Ci spostiamo poi in Romagna, per andare a Forlì e a Bagnacavallo. Nella prima città, ai Musei di San Domenico si possono ripercorrere e indagare il viaggio di Ulisse e il suo mito grazie a una grande esposizione che, inaugurata a metà febbraio, e poi ovviamente chiusa per alcuni mesi, ha riaperto dal 19 maggio e posticipato la chiusura dal 21 giugno al 31 ottobre per ampliare la possibilità di godere di oltre duecento opere dall’antichità al Novecento.

Al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo è invece allestita fino al 12 luglio un’esposizione che ha al centro la collezione, recentemente acquisita dal museo, di opere grafiche dell’urbinate Renato Bruscaglia, esponente del paesaggio del secondo Novecento.Senza dimenticare che di occasioni per fare un tuffo nell’arte ce ne sono ovvia- mente tantissime altre, vicine e lontane, e anche i musei attorno a noi hanno riaperto e offrono interessanti occasioni di visita. (r.c.)

Nella foto: Le baiser de l’hôtel de ville, Paris 1950. Scatto dell’artista e fotografo francese Robert Doisneau presente nella mostra a lui dedicata a  Bologna, all’interno di palazzo Pallavicini

Emozioni tra storia, realtà e immaginazione: piccola guida per scoprire alcune mostre allestite a Bologna e in Romagna
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2020

Alla galleria Pontevecchio di Imola le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani

Due personali che abbracciano sia il campo della pittura che della scultura. Il 18 gennaio nei locali della galleria Pontevecchio in via Pisacane31/a a Imola sono state inaugurate le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani. Anna Giargoni, imolese,«predilige in modo particolare realizzare la scultura in ceramica e bronzo eseguita con precisa tecnica, in modo classico e con delicate espressioni, rivolte soprattutto a rappresentare il mondo femminile e umano», si legge nelle note alla mostra. Si dedica alla propria attività artistica dal 2000, «con una vita trascorsa all’interno di scuole artistiche a Faenza, Pisa e Ravenna che le hanno permesso di acquisire esperienze nel campo della ceramica, del vetro e del mosaico». Dal 2011 possiede e gestisce una propria galleria d’arte in città, la galleria Pontevecchio, che è anche sede dell’associazione artistica «Arte&Arte in Imola».

Giampaolo Stefani dipinge fin dall’adolescenza: allievo di Walter Dall’Oppio e Giovanni Cappelli, dai quali ha tratto molte espressioni della sua attuale arte, rappresenta preferibilmente paesaggi montani e lacustri tramite colori vivi, intensi. «La ricerca nella tecnica espressiva è continua – si legge nelle note stampa alla mostra -, la sperimentazione pittorica è graduale e la si nota osservando attentamente la sequenza delle sue opere. Nell’ultima produzione emerge l’uso dei toni di colore meno forti e più sfumati di quelli usati negli anni precedenti, pur rappresentando sempre il mondo naturale del paesaggio lacustre». Numerose sono le sue partecipazioni a mostre collettive e personali. Le personali di Stefani e Giargoni resteranno aperte al pubblico sino al 2 febbraio con ingresso libero dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 19. (r.c.)

Alla galleria Pontevecchio di Imola le mostre della scultrice Anna Giargoni e del pittore Giampaolo Stefani
Cultura e Spettacoli 4 Settembre 2019

A Sesto Imolese al via la 25ª Festa dell'agricoltura, quattro giorni di eventi che coinvolgono tutto il paese

Giunge alla venticinquesima edizione la Festa dell’agricoltura di Sesto Imolese che l’associazione Festagri Sesto Imolese organizza da giovedì 5 a domenica 8 settembre, coinvolgendo tutto il paese, dal centro civico alla parrocchia al parco che ospiterà un chiosco ristoro, stand espositivi, una mostra pomologica ed enologica, bancarelle e mercatino, un’esposizione di macchine agricole d’epoca e innovative (domenica ci saranno anche animazioni e possibilità di vedere gli animali da cortile).

Si parte giovedì 5 alle 20.30 con l’inaugurazione, nel centro civico, della mostra pittorica «Tonino Dal Re e la campagna» e della mostra tematica «Nascita e sviluppo delle macchine vendemmiatrici», seguite da un brindisi e un buffet offerto dall’associazione Palinsesto sulle note musicali del pianista Davide Gramantieri. L’inaugurazione vera e propria avverrà la sera dopo alle 20, sempre al centro civico, quandosi terrà anche un convegno sull’agricoltura, mentre alle 21 nel chiosco ristoro si esibiranno i Figli dell’Oblio, tribute band dei Nomadi. Tanti gli eventi di sabato 7: sport nel parco e al centro sociale, esibizione di fast pulling dalle 19 nell’area campestre e apertura dello stand gastronomico dalle 18.30 in parrocchia.

Domenica dal parco alle 10 parte la sfilata per le vie del paese delle macchine agricole d’epoca, del corteo storico preceduto dalla Banda Città di Imola e dei cavalieri celtico romagnoli. Alle 11 ci sarà la celebrazione della Messa all’aperto, mentre nello stand in parrocchia alle 12.30 si potrà pranzare con menù fisso con prenotazione (tel. 347/9869806). Nel pomeriggio al campo Le Cannarelle lungo il fiume, dalle 14.30 ci sarà il carosello equestre organizzato dal gruppo Cavalieri di Sesto Imolese, mentre alle 15 nel parco sarà protagonista la mountain bike. Alle 16.30 si terrà una cerimonia commemorativa a ricordo del 14 settembre 1944, a cura dell’Anpi, con musica popolare dei Canterini romagnoli. Ancora cena dalle 18.30 allo stand. Poi la festa termina alle 21 nel chiosco ristoro con la musica dell’Orchestra Anna Maria Allegretti, seguita alle 23 dai fuochi pirotecnici e a mezzanotte dall’accensione dei vecchi trattori. (r.c.)

Nella foto cavalli e cavalieri durante una passata edizione della festa

A Sesto Imolese al via la 25ª Festa dell'agricoltura, quattro giorni di eventi che coinvolgono tutto il paese
Cultura e Spettacoli 1 Luglio 2019

Alla Festa del Partito democratico di Imola due mostre per ricordare la storia dell'Osservanza

Due iniziative culturali dal forte impatto emotivo alla Festa del Partito democratico in corso al parco dell’Osservanza fino a domenica 7 luglio. Nel Padiglione 5 l’associazione “Aria-Per la ricerca interartistica” ha allestito le due esposizioni “Osservanti e osservati” e “Macerie”, dedicate rispettivamente all’ex ospedale psichiatrico, che sorgeva per l”appunto all’interno del complesso dove si svolge la festa, e alla demolizione della Villa dei Fiori.

«La storia dell’ex manicomio e dell’ex clinica psichiatrica Villa dei Fiori viene proposta al pubblico facendo leva sul coinvolgimento emotivo, più che sulla comunicazione documentale – spiegano gli organizzatori nel numero del “Sabato sera” in edicola –, offrendo stimoli di riflessione e facendo rivivere i sentimenti e la sofferenza delle persone che li hanno abitati».

Per l’intera durata della Festa sarà disponibile, a offerta libera, il libro + dvd “Osservanti osservati”, pubblicato da Bacchilega editore. (r.c.)

Nella fotografia, quattro installazioni dell”esposizione “Osservanti e osservati” del 2006

Alla Festa del Partito democratico di Imola due mostre per ricordare la storia dell'Osservanza
Cultura e Spettacoli 29 Giugno 2019

Sagra del vino e della ciambella, musica ed esibizioni a Castel Guelfo

Sagra del vino e della ciambella. O meglio, «Sagra de vêin e d’la brazadêla». La trentanovesima edizione della tradizionale iniziativa organizzata dalla Pro Loco è in corso a Castel Guelfo fino al 30 giugno, con stand gastronomici, mercatino artigianale, giostre e iniziative. La ciambella viene offerta gratuitamente a tutti i visitatori, che sono invitati a degustarla con ottimi vini locali: la ricetta è nata a Castel Guelfo settecento anni fa ed è tutt’ora un’eccellenza del territorio.

Tra gli appuntamenti spettacolari in vari punti del paese, oggi si esibiscono Nearco e la sua band alle 19, i Due per Uno (alle 19), Gary Baldi Bros (alle 22) e la scuola di danza Studio del Movimento (alle 21.30). Ci saranno poi i Whiteware in concerto (alle 22, a cura di Sorsi di rock) e un dj set a cura di Nearco (alle 23.30). Domenica saliranno sul palco gli Allen Coast (alle 19), Ladies Zeppelin (alle 21.30, a cura di Sorsi di rock), i ballerini della BB Group Studio’s (alle 21.30) e ci sarà un tributo ai Queen con Queen mania (alle 21.30).

Durante la sagra i più piccoli possono divertirsi con Avislandia, la terra dei giochi, un luogo pensato a misura di bimbi e ragazzi, curato dall’Avis Castel Guelfo, che accoglierà nelle tre giornate di festa laboratori, corsi e giochi studiati apposta per loro. Tutte le sere dalle ore 20, nel giardino antistante la biblioteca comunale di via Gramsci, il motoclub FaithFull organizza invece una piccola pista di quad per i più piccoli oltre ad una mostra di moto e auto d’epoca e attrezzi agricoli.

La prima esibizione di body painting è una novità di questa edizione: sabato dalle 15 il pubblico potrà iniziare ad aggirarsi nel backstage dove gli artisti, al lavoro già dal mattino, si troveranno ai ritocchi finali prima di far sfilare le modelle alle ore 20 (a seguire votazione e premiazione).

Per gli appassionati di storia medievale da non perdere è la visita guidata di domenica 30 alle ore 18, che si articolerà attorno alle mura perimetrali per le vie del borgo, seguendo i torrioni. per concludersi a palazzo Hercolani Malvezzi, dove si potranno vedere due mostre fotografiche (scatti del fotografo Gabriele Aniceti sulla Castel Guelfo degli anni ’80, e un reportage che ha coinvolto don Antonio Villa e un gruppo di volontari nelle fasi subito dopo il terremoto in Friuli del 1976). (r.c.)

Sagra del vino e della ciambella, musica ed esibizioni a Castel Guelfo
Cronaca 11 Giugno 2019

E' tempo di Fiera agricola del Santerno, da venerdì 14 a domenica 16 giugno la nona edizione al Sante Zennaro

E’ conto alla rovescia per la 9ª edizione della Fiera agricola del Santerno, la rassegna organizzata dal Comune di Imola e dal Consorzio utenti Canale dei molini in collaborazione con le associazioni agricole locali. Com’è ormai tradizione, la rassegna di mostre ed eventi si svolgerà nel complesso del Sante Zennaro, in via Pirandello 12. Aprirà i battenti venerdì 14 giugno, alle ore 18.30, con il taglio del nastro da parte della sindaca Manuela Sangiorgi, a cui seguiranno la benedizione del vescovo Tommaso Ghirelli e l’esibizione della banda musicale, per terminare la domenica successiva, 16 giugno.

Il format della Fiera agricola del Santerno è pensato a misura di famiglia. I visitatori, infatti, avranno modo di degustare e acquistare prodotti agricoli ed agroalimentari; e poi mostra-mercato del floro-vivaismo, di macchine ed attrezzature per l’agricoltura, di prodotti per il giardinaggio e la zootecnia. «L’edizione precedente ha visto 40 mila visitatori, un traguardo che quest’anno speriamo di superare grazie alla presenza di 130 espositori e 80 allevatori, a 8 mostre e 21 laboratori e ad una novità molto importante: l’82ª Mostra nazionale del cavallo agricolo ita-liano tiro pesante rapido. Inoltre, si è puntato molto su convegni e incontri, con un ampio spazio dedicato alla coltivazione della canapa industriale», ha spiegato Patrik Cavina, assessore allo Sviluppo economico con delega all’Agricoltura, durante la conferenza stampa di presentazione.

La Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano tiro pesante rapido andrà in scena (con valutazioni morfologiche, gara di attacchi e caroselli equestri) da venerdì 14 giugno fino a domenica 16 giugno, dando la possibilità ai visitatori di ammirare circa 70 esemplari iscritti al libro genealogico. Nell’area del Sante Zennaro si svolgeranno inoltre la 9ª Rassegna interregionale dell’asino romagnolo (sabato e domenica), la rassegna del cavallo maremmano, la rassegna del pollo romagnolo, la rassegna delle razze cunicole italiane, l’esposizione di bovini di razza romagnola ed esibizioni dei cani da lavoro. Senza dimenticare la sfilata di carri e carrozze, la tosatura delle pecore (sia sabato alle ore 10 che domenica alle ore 9.30) e la lavorazione del latte ovino e caprino (sabato ore 16.30 e domenica ore 10.30). (r.cr.)

Maggiori dettagli sono sul «sabato sera» del 6 giugno

Il vicesindaco di Imola e assessore allo Sviluppo economico con delega all”agricoltura Patrik Cavina durante la presentazione della Fiera agricola (Isolapress)

E' tempo di Fiera agricola del Santerno, da venerdì 14 a domenica 16 giugno la nona edizione al Sante Zennaro
Cultura e Spettacoli 31 Maggio 2019

Pissidi sacre in mostra al Museo diocesano di Imola

Alle pissidi, contenitori delle ostie consacrate, è dedicata la nuova mostra promossa dal Museo diocesano di Imola: realizzata in collaborazione con il Museo diocesano di Genova, inaugurerà oggi, venerdì 31 maggio, alle ore 18 nella Galleria Pio VII del vescovado. Curata da Paola Martini e Marco Violi, e intitolata «Panis Angelicus. Pissidi dal XVII al XIX secolo in Diocesi di Imola», propone oltre cinquanta pezzi inediti, realizzati in materiali vari – prevalentemente in argento sbalzato, cesellato e dorato, come anche in rame ed ottone argentati e dorati, per quanto riguarda in particolare gli esemplari seicenteschi – oltre che di dimensioni molto differenti, dai dieci centimetri (le pissidi da viatico) agli oltre trenta di altezza.

«Ci sarà un bellissimo pezzo di oreficeria veneziana del 1591 – spiega Violi, vicedirettore del museo imolese – e pissidi realizzate tra il XVII e il XIX secolo dalle più importanti oreficerie bolognesi, romagnole, veneziane, romane. Metteremo nuovamente in mostra anche la cassa da viaggio, completa degli accessori per la celebrazione della Messa, appartenuta al cardinale imolese Anton Domenico Gamberini: il contenuto originario della cassa – compresa una pisside in vermeil di sobria ornamentazione neoclassica, uscita dalla bottega romana di Antonio Giannotti –  è giunto sino a noi pressoché intatto, oltre che in uno stato di conservazione particolarmente buono».

Dal Museo diocesano di Genova arrivano due preziosi e raffinati vasi sacri, che permetteranno di ammirare il marchio Torretta, punzone genovese famosissimo attraverso i secoli che rappresenta un castello stilizzato con due torri laterali, forse l’antico Castrum Romanum sull’altura di Garzano, a Genova. Tale marchio fu uno dei simboli più prestigiosi della Repubblica di Genova. Gli argenti genovesi barocchi e barocchetti (quelli ad uso liturgico, come gli altri ad uso solo decorativo) da sempre costituiscono quanto di più ambito nel vasto e variegato panorama dell’oreficeria italiana. (s.f.)

La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio. Orari: martedì, mercoledì e giovedì 9-12, martedì e giovedì 14-17, sabato 10-13 e 15.30-18.30 (possibilità di visita guidata gratuita alle ore 17), domenica 15.30-18.30 (escluso luglio). Apertura straordinaria martedì 13 agosto ore 16-19.

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 maggio 2019

Nella foto tre esemplari di pissidi

Pissidi sacre in mostra al Museo diocesano di Imola
Ciucci (ri)belli 28 Maggio 2019

A San Lazzaro sono arrivati i dinosauri!

A San Lazzaro sono arrivati i dinosauri! E’ la mostra Dinosauri in carne e ossa, che nei weekend fino a fine dicembre, al parco della Resistenza in via della Repubblica, permetterà di vedere da vicino trenta modelli di dinosauri e animali preistorici, tutti ricostruiti a grandezza naturale, dunque di dimensioni anche gigantesche.
La mostra, promossa dal Comune di San Lazzaro di Savena in collaborazione con il Museo della Preistoria Luigi Donini, è realizzata dall’azienda veneta GeoModel di Mauro Scaggiante e curata dal paleontologo Simone Maganuco.

La mostra è aperta il venerdì (ore 15-19), sabato, domenica e festivi (ore 10-19). La biglietteria chiude un’ora prima. In caso di pioggia o forte vento il parco rimarrà chiuso.

Tariffe: intero adulti, 10 euro; ridotto (over 65, minorenni da 4 a 18 anni, studenti, convenzionati) 7 euro; gratuito bambini 0-3 anni, disabili e loro primo accompagnatore. Biglietto famiglia: ridotto 7 euro per ciascun componente della famiglia. Chi si presenta alla biglietteria del Parco con il biglietto di ingresso del Museo Donini, avrà una riduzione di tariffa.

Per info: tel. 351/9127808, martedì, giovedì, venerdì, ore 15-19 (anche whatsapp – no Sms).
A San Lazzaro sono arrivati i dinosauri!
Cultura e Spettacoli 21 Marzo 2019

Imola è pronta per le celebrazioni leonardiane con convegni, mostre, visite guidate, eventi per bambini

Dal 10 settembre 1502 alla fine dello stesso anno, Leonardo da Vinci visse a Imola: Cesare Borgia, detto il Valentino, che aveva conquistato tutti i territori della Romagna, gli aveva affidato il compito di studiare il potenziamento delle sue piazzeforti in Romagna, risolvendo ad esempio problemi di fortificazione della Rocca di Imola o studiando la predisposizione degli spostamenti dell’esercito e quindi la viabilità e l’organizzazione degli spazi urbani disponibili. Cinquecentodiciassette anni dopo, vi torna, quantomeno come protagonista di numerose iniziative. In realtà in questo 2019 il genio vinciano è protagonista in tutto il mondo, perché tutto il mondo è pronto a ricordare i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise, dove era approdato alla corte di Francesco I di Francia. La città di Imola, che sente forte il legame con l’artista ed inventore grazie anche alla mappa che disegnò nel 1502 e che ora si fa parte della Royal Collection inglese, gli dedica una serie di iniziative che riuniscono un ampio ventaglio di soggetti: innanzitutto il Comune di Imola, che organizzerà attività dedicate e curate dai servizi del settore Cultura del Comune di Imola ovvero i Musei civici e la Biblioteca comunale, poi l’Associazione per Imola Storico Artistica, che ha elaborato un progetto sui temi leonardiani promuovendo inoltre contatti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna al fine di giungere ad un programma di iniziative condiviso e strutturato anche con il Comune di Imola, quindi l’Università di Bologna, e ancora il Touring Club di Imola che ha predisposto un ampio pacchetto di eventi centrato sul genio toscano, ed infine If – Imola Faenza Tourism Company che darà vita a visite guidate e si occuperà della promozione.

A palazzo Sersanti, sarà ospitato il primo evento che la città dedica a Leonardo: nella mattinata dell’11 maggio l’Associazione per Imola Storico Artistica organizzerà il convegno «Da Leonardo a Google maps. Il profilo urbanistico di Imola in cinque secoli di cartografia», che vedrà interventi di studiosi e docenti universitari, tra cui Franco Farinelli che parlerà proprio della mappa. Il convegno prende spunto dalla presentazione pubblica del progetto di inserimento nel web della base dati sulla cartografia storica imolese elaborata su dvd dall’Aisa nel 2006 e che ora approda sul web tramite un progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Aisa punta poi a creare, partendo dal Taccuino di viaggio in Romagna di Leonardo da Vinci (Codice L), un percorso all’interno della città di Imola attraverso il quale vedere alcune caratteristiche urbane e storiche della Imola del periodo utilizzando strumenti di realtà aumentata.

Subito dopo, il 17 maggio, il Touring Club di Imola inaugurerà la mostra «1502 Il viaggio di Leonardo nelle Romagne» ospitata nella sala Gianni Isola: è formata da ventitré pannelli (70×100 cm) e sei quadretti (35×50 cm) con didascalie in italiano ed inglese, e quindi con un taglio didattico e divulgativo, ed è arricchita da numerose immagini. Tante, poi, le iniziative che organizzerà il Touring Club imolese nel corso dell’anno: un ciclo di incontri autunnali con autori che hanno scritto di Leonardo da romanzieri e non da storici (Marco Malvaldi, Danila Comastri Montanari, Monaldi e Storti, Pierluigi Panza…), momenti conviviali, visite e viaggi (ad esempio, la visita al Museo Leonardiano di Vinci e alla mostra alla Fondazione Carlo e Rosanna Pedretti a Lamporecchio, al Museo Leonardo da Vinci in Romagna di Sogliano), e un concorso per l’ideazione di un’immagine per legare Leonardo ad Imola, indirizzato agli studenti delle scuole imolesi.

I Musei civici, in giugno, organizzeranno «Viaggio in Romagna. Leonardo a Imola», una conversazione-spettacolo che punta l’attenzione sull’autunno del 1502, quando ad Imola si trovavano contemporaneamente Leonardo da Vinci, Machiavelli e Cesare Borgia: protagonisti gli autori-studiosi-attori Mario Neve e Maurizio Iacono, che si avvarranno anche di suoni, immagini e brevi filmati per ricreare il clima dell’epoca. Ci saranno poi laboratori per i più piccoli e incontri e conferenze in biblioteca in autunno sul viaggio di Leonardo in Romagna nel 1502. Le iniziative del Comune, infatti, prevedono sia l’evento a cura dei Musei intitolato «Messer Leonardo va in città. Il viaggio di Leonardo a Imola», dedicato ai più piccoli durante i quindici giorni del campo estivo rivolto a bambine e bambini dai sei ai dodici anni che esploreranno la città con gli occhi di Leonardo, che le conversazioni organizzate dalla biblioteca nell’autunno 2019 per ripercorrere le tappe del viaggio di Leonardo in Romagna nel 1502. Non mancheranno, poi, visite guidate e percorsi tematici sulle orme di Leonardo a Imola: il progetto vede il contributo dei Musei per quanto riguarda i contenuti scientifici e l’organizzazione e la promozione a cura di Imola Faenza Tourism Company. (s.f.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 21 marzo

Nella foto di Isolapress: da sinistra Erik Lanzoni, direttore di If, Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici, Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Andrea Ferri, presidente dell’Associazione per Imola Storico Artistica, Fabrizia Fiumi, console del Club di territorio imolese del Touring Club, Patrizia Tassinari, referente accademico della sede di Imola dell’Università di Bologna

Imola è pronta per le celebrazioni leonardiane con convegni, mostre, visite guidate, eventi per bambini
Cultura e Spettacoli 16 Marzo 2019

Lo scultore imolese Giovanni Bellettini in mostra a Matera, Capitale della cultura 2019

Quando Matera chiama, Bellettini risponde. Da oggi, 16 marzo, fino al 31, lo scultore Giovanni Bellettini esporrà alla Arti Visive Gallery di Matera, con una personale dal titolo Dialogo con l’Assoluto, all’interno del programma ufficiale di Matera 2019. La personale nasce nell’ambito della collaborazione in campo culturale fra i Comuni di Modena e Fanano, in cui l’artista è nato, e l’associazione Urban Store Sculpture Park di Fanano con Matera, Capitale europea della cultura 2019. Sempre in questo contesto, domenica 17 marzo Bellettini donerà alla città di Matera una scultura alta quattro metri, in acciaio inox, appositamente realizzata, che sarà posta in via Dante Alighieri.

«Per me è una grande soddisfazione sia per il contesto in cui avviene la mostra sia perché mi hanno cercato direttamente i promotori. Vuol dire che qualcuno si è ricordato del mio lavoro» commenta. Saranno una quarantina le opere esposte a Matera: una ventina quelle in marmo, sette o otto quelle in legno, altrettante in acciaio e due in vetro, selezionate anche in base alle esigenze di trasporto. «Ci sono sculture troppo grandi per essere spedite ed altre troppo fragili, come alcune in vetro» spiega lo scultore, attivo da decenni sulla scena nazionale.

Imolese d’adozione, Bellettini ha, fra l’altro, insegnato a intere generazioni disegno e storia dell’arte al liceo scientifico Luigi Valeriani. La mostra personale a Matera ripercorre gli ultimi venticinque anni di attività e proprio per questa estensione temporale e per l’ampiezza delle soluzioni artistiche proposte è molto significativa, quasi un compendio espositivo della sua attività artistica, che bene si abbina, per completezza, alla bellissima mostra allestita nel 2016 al Museo diocesano di Imola, a cura di Marco Violi.

Ma Bellettini non è artista che si ferma sugli allori. Nel suo laboratorio in centro ad Imola, a pochi passi dalla Rocca  sforzesca, continua tuttora freneticamente a lavorare, disegnare, scolpire come se fosse nell’antro di Vulcano. Nel suo atelier non c’è fuoco di brace, ma il calore delle idee è lo stesso. Prometeo contemporaneo, homo faber nell’arte, spiega: «La cosa importante è lavorare con dignità, non fermarsi mai, avere idee e voglia di concretizzarle. Le opere nascono prima di tutto per me, per un mio bisogno di esprimermi. Poi se qualcuno si accorge del loro valore, se ho opere che mi soddisfano, allora si può pensare anche ad esporre, ma non sono malato di mostre». Il suo cammino è iniziato con un segno su carta che presagiva già la forma scultorea. Poi, come naturale evoluzione, è arrivata la scultura, declinata in differenti materiali che delineano un percorso mirato a ricercare leggerezza, a togliere peso alla materia, ad evidenziare la necessità del vuoto, fino ad arrivare alla luce, per dialogare con l’assoluto. Passando, nel corso dei decenni, dal legno al marmo, per approdare all’acciaio inox, al bronzo e infine al vetro. «Il vetro ti dà potenzialità uniche di “entrare dentro l’oggetto” e sbirciare le varie angolazioni a seconda di come è orientata l’opera, per questo mi incuriosisce e mi appassiona molto», aggiunge Bellettini, che al momento ha già una decina di progetti di sculture in vetro, pronti per essere realizzati.

Nella foto (di Isolapress) Giovanni Bellettini

Lo scultore imolese Giovanni Bellettini in mostra a Matera, Capitale della cultura 2019

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