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Cronaca 30 Aprile 2020

Hera conferma presidente e amministratore delegato, Fabio Bacchilega in Cda in rappresentanza di ConAmi

Tomaso Tommasi di Vignano resta presidente di Hera, Stefano Venier amministratore delegato. E nel Cda il nuovo rappresentante del territorio imolese è Fabio Bacchilega, che si è dimesso in questi giorni dalla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola in vista della nomina a presidente di ConAmi, secondo azionista della multiutility. Così ha deciso l”assemblea di soci, ordinaria e straordinaria, che si è svolta ieri mattina, 29 aprile. Oltre al rinnovo delle cariche sociali di Hera, è avvenuta anche l”approvazione del bilancio economico 2019 e il conseguente via alla distribuzione di un dividendo pari a 10 centesimi per azione.

Per quanto riguarda il rendiconto 2019, questo ha evidenziato un miglioramento rispetto al 2018 e si è chiuso con ricavi per 7.443,6 milioni di euro (+12,3%), un margine operativo lordo a 1.085,1 milioni (+5,2%) e un utile netto per gli Azionisti a 385,7 milioni (+36,8%). Il dividendo approvato dall”assemblea, come anticipato, è di 10 centesimi per azione, in linea con quanto annunciato nel piano industriale. Gli azionisti hanno ottenuto nel 2019 un ritorno del 50%, frutto del rendimento annuo del dividendo approvato e dell’aumento del titolo Hera nel corso del 2019, sostenuto dai risultati sopra le attese e dell’ingresso nell’indice Ftse Mib.

Passando invece al rinnovo del Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio, la lista di maggioranza, espressione dei soci pubblici di Hera, comprende Tomaso Tommasi di Vignano, Stefano Venier e i consiglieri indipendenti Gabriele Giacobazzi, Monica Mondardini, Fabio Bacchilega (che sostituisce l”uscente Stefano Manara), Danilo Manfredi, Lorenzo Minganti, Manuela Cecilia Rescazzi, Marina Vignola, Alessandro Melcarne, Federica Seganti, mentre per la lista di minoranza sono stati nominati i consiglieri indipendenti Erwin Paul Walter Rauhe, Paola Gina Maria Schwizer, Alice Vatta, Bruno Tani. 

Rinnovato anche il collegio sindacale, di cui fanno parte per la maggioranza Marianna Girolomini, Antonio Gaiani (sindaci effettivi), Valeria Bortolotti (sindaco supplente) e per la minoranza Myriam Amato (presidente) e Stefano Gnocchi (sindaco supplente). La nota di Hera precisa, a proposito degli organi sociali, che per la composizione è stata data attuazione alle norme di legge in merito alla presenza femminile, che deve essere pari a due quinti sia per il Cda che per il collegio sindacale. In dettaglio, la presenza femminile in Consiglio di amministrazione pesa per 6 membri su 15 e in Collegio Sindacale per 1 membro su 3 componenti effettivi.

Dopo l”assemblea, si è insediato il nuovo Cda, che ha riconfermato Tomaso Tommasi di Vignano alla presidenza (carica che mantiene dal 2002, anno di nascita di Hera) e Stefano Venier come amministratore delegato. (r.cr.)

Nella foto: i riconfermati Tomaso Tommasi di Vignano (presidente) e Stefano Venier (amministratore delegato)

Hera conferma presidente e amministratore delegato, Fabio Bacchilega in Cda in rappresentanza di ConAmi
Economia 5 Marzo 2020

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»

Stefano Manara si sta preparando a lasciare il Consiglio di amministrazione di Hera Spa, dove siede dal 2014 a rappresentare il ConAmi (di cui era presidente del Cda) e il territorio imolese. Le nuove nomine sono previste per il 29 aprile. Il colosso delle multiutility, nato quasi vent’anni fa dalla fusione di undici municipalizzate, compresa l’imolese Ami, si appresta nel frattempo ad approvare un bilancio con un valore della produzione (fatturato) di 6,5 miliardi. «Il gruppo Hera avrà 9.000 dipendenti nel 2023, quasi 17 mila con l’indotto e mi piacerebbe ci fosse orgoglio per questa azienda da parte dei cittadini e dei quasi 400 Comuni soci o clienti, perché lo merita» esordisce.

Il territorio imolese potrà indicare chi la sostituirà?
«Chiariamo. All’interno del Patto di sindacato che comprende gli azionisti pubblici di Hera, lo statuto prevede che il territorio romagnolo, a cui fa capo il ConAmi, proponga quattro consiglieri e il presidente del Cda. Bisogna mettersi d’accordo prima nel ConAmi e poi con gli altri Comuni (una sessantina in tutto), ad esempio Ravenna o Cesena».

Il Consorzio Ami detiene 108 milioni di azioni Hera, i rendimenti portano utili per attività e bilanci degli enti locali soci. Come vanno i dividendi?
«Il valore delle azioni è in crescita, nell’ultimo periodo siamo saliti a circa 4 euro. Nel 2019 i Comuni hanno avuto 10 centesimi per azione, che si prevede arrivino a 10,5 centesimi nel 2020 con una prospettiva di 12 centesimi per il 2023, superiore di un centesimo rispetto al piano industriale precedente».

Qualcuno sostiene che Hera dovrebbe pensare meno a remunerare le azioni e abbassare le bollette dei cittadini.
«E’ la supposta frattura tra la corretta remunerazione agli azionisti e le tariffe. Ma non c’è connessione diretta. Meno del 4% del valore della produzione va alla remunerazione dei soci azionisti, il 35% va all’indotto, aziende e servizi, l’8% per gli stipendi e la maggior parte per investimenti».

Quali sono le novità del patto industriale di Hera al 2023?
«In questi anni l’azienda ha fatto uno sforzo per delineare il suo impatto sociale e ambientale per tendere al 100% della sostenibilità e risulta che già ora il 36% del suo margine operativo, certificato da enti terzi, è su attività che migliorano l’uso dell’acqua, ottimizzano l’uso dell’energia e delle altre risorse, e l’obiettivo è salire al 42% nel 2023. La base sono i 17 goals dell’Onu sul global compact. Tutto questo mentre continua a fare il suo mestiere, con investimenti nelle reti per 3 miliardi nei prossimi quattro anni per migliorare la qualità dell’acqua, ridurre perdite e sprechi. Un beneficio vero e immediato per i cittadini».

Hera sta investendo molto sulla ricerca, si parla da tempo di biocarburanti dai rifiuti.
«Abbiamo realizzato a Sant’Agata un biodigestore per la produzione di biogas, stiamo guardando con grande attenzione ai biocarburanti e anche al riciclo chimico delle plastiche. Inoltre stiamo lavorando alla tecnologia power to gas per stoccare l’energia del fotovoltaico sotto forma di gas naturale, più facile da immagazzinare e utilizzare al bisogno. E per il momento su questo non posso dire altro». (l.a.)

L’intervista completa sul «sabato sera» del 20 febbraio 2020.

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»
Cronaca 25 Dicembre 2019

Anche la torre di Hera si adegua alle festività con un'illuminazione speciale per il periodo natalizio

Anche la centrale di cogenerazione di Hera di via Casalegno a Imola s”illumina per le feste. Durante il periodo natalizio, la caratteristica torre manterrà i tre colori che caratterizzano il logo dell”azienda: il rosso, il blu e il verde. L”effetto è reso possibile grazie all’inserimento di gelatine colorate all’interno dei corpi illuminanti già presenti. L’intervento è stato realizzato da Hera Luce, la società del Gruppo che si occupa di illuminazione pubblica.

Ogni sera l’illuminazione speciale della centrale resta accesa fino a mezzanotte per poi essere sostituita dalle luci del piazzale. Normalmente, infatti, la torre e l’edificio principale sono illuminati dal calar della sera fino a mezzanotte, cedendo poi il posto all’illuminazione fornita dai lampioni collocati nel piazzale della centrale. Questa “staffetta” è stabilita dal fatto che, per motivi di sicurezza, l”area della centrale deve essere sempre illuminata.

L’impianto di illuminazione della centrale di via Casalegno è formato da 172 lampade a ioduri da 150 watt. L’illuminazione notturna tradizionale, quindi quella che caratterizza la struttura tutto l”anno, è stata progettata con particolare attenzione ai consumi e all’efficienza, tenendo conto che le tecnologie e i materiali utilizzati nel rivestimento permettono una grande trasparenza e diffusione della luce, con una potenza complessiva utilizzata di soli 28 kW (equivalente a quella necessaria per alimentare 9 appartamenti).

L”esterno dell”edificio principale è fatto di lastre di policarbonato dotato di alveoli interni traslucidi e alveoli interni trasparenti: le lampade, che hanno caratteristiche ottiche speciali (lenti di Fresnel), sono collocate alla loro base e il riflesso e la diffusione dei raggi luminosi sulla facciata interna danno una luminescenza al policarbonato fino a oltre 20 metri di altezza. Un sistema simile, rivolto verso il basso per evitare inquinamento luminoso, interessa la torre, nella quale sono installate 32 lampade poste a 34 e 50 metri, con caratteristiche ottiche che creano getti di luce stretti, orientati in modo da generare riflessioni multiple sulle superfici interne delle lamelle per l’intera altezza della torre. (r.cr.)

Anche la torre di Hera si adegua alle festività con un'illuminazione speciale per il periodo natalizio

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