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Economia 17 Settembre 2021

Annata amara per il miele, produzione a picco soprattutto per acacia e millefiori

Quest’anno la produzione di miele sarà probabilmente tra le più basse degli ultimi decenni. La previsione di Coldiretti è confermata anche dall’Osservatorio nazionale miele, con sede a Castel San Pietro. «Una perdita produttiva senza precedenti – sottolinea il direttore, Giancarlo Naldi -. Se in Emilia Romagna la produzione media annuale si attesta sui 20/25 chili, quest’anno per molti è stata zero, talvolta 2 o 3 chili e, solo in rarissimi casi, si è arrivati a 5. Le intense gelate che si sono verificate all’inizio del mese di aprile e l’andamento meteorologico sfavorevole che ha caratterizzato il mese di maggio, con basse temperature notturne e vento persistente, hanno compromesso irrimediabilmente le principali produzioni primaverili».

Intanto nel weekend del 18 e 19 settembre a Castel San Pietro torna l’appuntamento con il concorso Tre Gocce d’Oro-Grandi Mieli d’Italia, che ha registrato l’arrivo di 1.100 campioni di mieli da analizzare, un risultato straordinario considerando la pessima annata. In centro città, la Fiera del miele, convegni e incontri. (r.cr.)

Ulteriori approfondimenti sul «sabato sera» del 9 settembre

Annata amara per il miele, produzione a picco soprattutto per acacia e millefiori
Cronaca 30 Dicembre 2020

Bambini del ’44, la storia dei fratelli Naldi finisce anche sul New York Times. Il racconto inedito del medicinese Andrea Brini

La storia ormai la conoscono tutti, nelle ultime settimane ha fatto il giro del web finendo anche su giornali, come il New York Times, radio e televisioni. Il 96enne Martin Adler desiderava rivedere tre bambini con i quali si era fatto una foto nel ’44, quando da soldato aveva combattuto lungo la Linea Gotica. Grazie alla figlia che aveva postato quella foto sui social e alle ricerche e al passaparola che ne sono scaturiti, Adler ha potuto rivedere in collegamento video Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, che oggi hanno rispettivamente 83, 82 e 79 anni e vivono proprio a Castel San Pietro Terme.

Per ben due volte nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha ospitato i tre castellani, che sono stati intervistati nella sala del Consiglio comunale per due diverse trasmissioni Rai, “Che succ3de?”con Geppi Cucciari e “I fatti vostri” con Giancarlo Magalli.

Ma c’è una parte della storia che non è stata ancora pubblicamente raccontata. Nei giorni scorsi Andrea Brini, medicinese appassionato di storia locale trasferitosi quest’anno a Bologna, ha contattato il Comune di Castel San Pietro sulla pagina facebook istituzionale, offrendo di spiegare come aveva contribuito a far ritrovare i tre fratelli castellani, riuscendo a datare e a localizzare correttamente la foto scattata 76 anni fa.  Dopo un attento studio dei ruolini di marcia e dei documenti, insieme al giornalista Matteo Incerti che gli aveva chiesto aiuto, è giunto alla soluzione grazie a un’informazione che gli aveva dato anni fa suo nonno materno. «Considerato che la foto era stata scattata fra fine settembre e ottobre ’44 – spiega Andrea Brini -, attraverso lo studio delle cartine e degli articoli abbiamo ricostruito tutta l’avanzata del Battaglione 339 che andava verso la Valle dell’Idice e, giunto a Monterenzio, avanzò fino a Monte Iano, Ca’ del Vento e Montecuccoli, dove c’è il Farneto. A fine ottobre ‘44 il Battaglione era dunque a Montecalderaro e vi rimase fino a novembre. Mio nonno, che accompagnavo sempre nei boschi alla ricerca di reperti della Seconda Guerra Mondiale, mi diceva sempre che i soldati americani arrivavano tutti infangati, invece nella foto Adler era pulito, quindi si doveva trovare molto prima di Monte Grande, fra Monterenzio e Montecalderaro, e la fotografia doveva essere stata scattata verso il 15 ottobre». (da.be.)

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