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Sport 23 Novembre 2020

La Nba in visita da Papa Francesco per dire no al razzismo, tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi

Oggi una delegazione di giocatori Nba hanno fatto visita a Roma a Papa Francesco per discutere, nella biblioteca del Palazzo Apostolico, di temi molto attuali come razzismo, ingiustizie sociali ed economiche e delle iniziative adottate in tal senso dall’importante campionato americano.

Presenti Sterling Brown (Houston Rockets), Kyle Korver (Milwaukee Bucks), Anthony Tolliver (Memphis Grizzlies) e Jonathan Isaac e Marco Belinelli (San Antonio Spurs), oltre a Michele Roberts, direttore esecutivo dell”Associazione, Sherrie Deans, direttore esecutivo della Fondazione Nbpa, e Matteo Zuretti, responsabile delle relazioni internazionali. Tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi che, ormai da anni, immortala con la sua macchina i grandi campioni del basket d’oltreoceano. Gli ospiti, durante l’incontro, hanno consegnato al Pontefice un pallone, magliette ed anche un libro. (da.be.)

Nella foto: primo da destra, Matteo Marchi oggi durante l’incontro con il Papa a Roma

La Nba in visita da Papa Francesco per dire no al razzismo, tra loro anche il fotografo imolese Matteo Marchi
Sport 29 Ottobre 2020

Il campione Nba Marco Belinelli torna ad allenarsi ad Ozzano. Il sindaco Lelli: «Ragazzo umile ed esempio per i giovani»

Questa mattina il campione Nba Marco Belinelli è tornato ad Ozzano per svolgere  una seduta di allenamento al Palareggiani, casa della Sinermatic. «Non e” la prima volta che ospitiamo Belinelli per un allenamento – racconta il sindaco di Ozzano, Luca Lelli da sempre appassionato della palla a spicchi – e speriamo proprio che questo feeling fra il campione italiano e il parquet del nostro palazzetto continui anche in futuro. Lo sportivo vincente e ammirato da tutti gli appassionati di basket umanamente è rimasto il ragazzo gentile, disponibile e pronto alla battuta. Un esempio per tutti i nostri ragazzi. Ringrazio davvero Belinelli per la disponibilità dimostrata questa mattina e ringrazio la dirigenza dei New Fliyng Balls per il regalo che mi hanno fatto, permettendomi di assistere all”allenamento di questo amato campione, orgoglio bolognese e della nostra Nazionale». (da.be.)

Nella foto: Marco Belinelli ed il sindaco Luca Lelli

Il campione Nba Marco Belinelli torna ad allenarsi ad Ozzano. Il sindaco Lelli: «Ragazzo umile ed esempio per i giovani»
Sport 5 Agosto 2018

Due giorni di allenamenti a Ozzano per il campione Nba Marco Belinelli

Nonostante il caldo torrido e la mancanza di area condizionata all”interno del palazzo, anche quest”anno (dopo la presenza nel giugno 2017) il campione Nba Marco Belinelli, fresco di ritorno ai San Antonio Spurs, ha svolto, tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina, una due giorni di allenamenti a porte chiuse ad Ozzano. 

Agli ordini, come di consueto in questo periodo della stagione, di coach Marco Sanguettoli, «Beli» è apparso molto determinato e motivato, svolgendo esercizi di tiro, trattamento palla e lavorando in maniera maniacale sui fondamentali. Chi era presente ha visto infatti un campione che, ancora una volta, ha dimostrato tutta la propria professionalità, non lasciando mai nulla al caso nemmeno in questi due mesi di vacanza dove avrebbe potuto essere tranquillamente altrove a riposare.

Insieme a lui, come sparring partner, erano presenti anche l”ex Virtus Bologna e Forlì Claudio Tommasini, l”ex Andrea Costa Lorenzo «Lollo» Penna e il play dei New Flying Balls Mario Chiusolo, oltre a qualche ragazzino del vivaio biancorosso e di San Lazzaro che hanno approfittato dell”occasione per vedere da vicino il talento originario di San Giovanni in Persiceto.

I prossimi appuntamenti per Belinelli saranno a settembre in Nazionale (il 14 a Bologna arriva la Polonia per le qualificazioni al Mondiale 2019), prima di tornare in America e rituffarsi nella sua nuova avventura Nba.

r.s.

Nella foto (dalla pagina facebook dei New Flying Balls): Marco Belinelli durante un allenamento nel palazzetto di Ozzano

Due giorni di allenamenti a Ozzano per il campione Nba Marco Belinelli
Cronaca 11 Luglio 2018

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood

Nove mesi a New York sono una promessa mantenuta, soprattutto a se stesso. Matteo Marchi in questo inizio luglio è tornato a casa, ma questa è la vacanza, il lavoro è altrove. Non è stato «scelto», come capita ai giocatori Nba durante il draft (guarda caso l’ultimo impegno prima del volo verso Imola), ma ha scelto di provare a farsi scegliere. Grazie alla qualità di bellissime e insolite fotografie e grazie a una forza di volontà che in pochi hanno. «Non ho incontrato altri come me, nessuno è così pazzo. Da quel che ho potuto constatare, sono l’unico fotografo al mondo che sta provando ad entrare nel circus del basket Nba in questa maniera».

Possiamo dire che il sogno si è realizzato?

«Assolutamente no. Sono solo all’inizio del percorso, anche se ho fatto dei passi avanti. Questi 9 mesi li posso riassumere così: tanta fatica e col piacere immenso di essere riuscito a tornare a casa, almeno per un po’. Anche perché New York è una città che ti divora. Il mio contatto principale è la stessa Nba, per la quale ho fatto tre partite più la serata dei Draft. Oltre a ciò, vado nelle arene per conto mio, avverto Getty e mando le foto che finiscono nel loro immenso database. Su queste prendo il 35% di royalties e… diciamo che riesco a pagarmi l’affitto».

Quel servizio a Filadelfia con «Beli» nei panni di Rocky, poi uscito su Sportweek, è stato una parentesi da ricordare.

«Molto divertente. Elisa Guarnieri, la p.r. di Belinelli, ha fatto il mio nome e ci siamo organizzati per un lavoro molto complicato, su 4 location nel giro di un chilometro, con un freddo pazzesco, mentre Marco indossava solo una tuta. Alla fine delle 4 ore mi ha detto che se il fotografo non fossi stato io, se ne sarebbe andato molto prima».

La somiglianza tra Belinelli e Stallone non è stato l’unico aggancio con la tua presenza a Filadelfia…

«Infatti mi è successa una cosa piuttosto incredibile. Visto che ero in città durante le riprese di Creed-2, sono stato contattato su Instagram da una agenzia che aveva bisogno di foto del set, per promuovere il nuovo film che uscirà in novembre. Ho immortalato gli attori sul ring e ho pure visto Dolph Lundgren. Devo dire che lavorare per Hollywood, oltre che essere una esperienza diversa da tutte le altre, a livello economico vale come 10 partite Nba».

E le avventure alternative al basket non finiscono qui. Sei stato mandato a seguire il Giro della California.

«Roberto Bettini, famoso fotografo italiano di ciclismo, mi ha chiesto un favore e gliel’ho fatto assai volentieri. Ho seguito i corridori in macchina da Los Angeles fino a Sacramento, dal 13 al 19 maggio e mi sono divertito molto, anche per la presenza di campioni come Peter Sagan».

E poi ad Ellis Island con Massimo Bottura, il famoso chef italiano.

«Mi hanno chiesto un servizio fotografico per una cena di beneficenza. Ad un certo punto si sarà reso conto che ammiravo il suo famoso bollito come un labrador e mi ha offerto un piatto. Quando gli ho detto che sono di Imola gli si sono illuminati gli occhi perché è un grande amico di Valentino Marcattilii e Max Mascia, tanto che ogni pranzo di Natale lo viene a fare al San Domenico».

p.z.

Due pagine con alcuni bellissimi scatti di Matteo Marchi e l”intervista completa su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: Matteo Marchi a Brooklyn davanti al Barclays Center

Il fotografo imolese Matteo Marchi racconta la sua America tra basket Nba, ciclismo, cucina e… Hollywood
Sport 1 Luglio 2018

Luka Doncic, dalla palestra «Ravaglia» fino al Draft Nba e alla terza scelta di Dallas

Nella notte fra giovedì e venerdì della passata settimana il Barclay Center di New York è stato teatro dei «Draft» 2018 della Nba, che hanno visto scegliere per primo Deandre Ayton (Arizona) andato a Phoenix, per secondo Marvin Bagley III (Duke) andato a Sacramento e per terzo lo sloveno Luka Doncic (Real Madrid) finito a Dallas, dopo lo scambio con Atlanta.

Doncic è il terzo europeo scelto tra i primi tre dopo Bargnani (con numero 1) e Pau Gasol (3) e arriva a questo riconoscimento prestigioso dopo le vittorie all’Europeo del settembre 2017 con la Slovenia e la recente Eurolega vinta col Real Madrid (dove è stato anche votato Mvp). Ma cosa c’entra questa notizia sulle colonne di «sabato sera»? C’entra eccome, perché il 19enne di Lubiana nel gennaio del 2011 e del 2012 fu protagonista di spicco del torneo giovanile Under 14 intitolato a «Chicco» Ravaglia e organizzato dall’International.

Giocando sempre sotto età (prima di due anni e poi di uno) Doncic fu gran protagonista del torneo imolese, venendo scelto in entrambe le stagioni nel miglior quintetto. «Restammo tutti folgorati – ammette il numero uno International, Fulvio Zavagli – dalle sue prestazioni e si capì subito che avrebbe fatto tanta strada. Allora era un bambino, dotato di una mano santa, ma dimostrò di essere un vincente, che si batteva su ogni palla. Oggi lui è l’emblema della bontà del nostro torneo che in questi anni ha messo in luce altri giocatori che hanno fatto carriera come Moretti, Landi, Mussini e Bonacini (quello che potrebbe arrivare all’Andrea Costa), o il pugliese Spagnolo che, ripercorrendo le orme di Doncic, dalla Stella Azzurra Roma finirà al Real Madrid, per una somma ingente».

p.p.

Nella foto: Luka Doncic alla Ravaglia con la numero 4

Luka Doncic, dalla palestra «Ravaglia» fino al Draft Nba e alla terza scelta di Dallas
Sport 14 Aprile 2018

Lo scatto del fotografo imolese Matteo Marchi sulla copertina di Sportweek

La città di Philadelphia e la statua di Rocky Balboa sullo sfondo. In primo piano Marco Belinelli, campione Nba alla sua prima stagione in maglia «Sixers». Questa la copertina di Sportweek, una delle riviste italiane sportive più conosciute al mondo che potete trovare da oggi in edicola. Artefice di questo scatto, e di tutte le immagini che fanno da contorno al suo interno alla bella intervista al giocatore bolognese, è Matteo Marchi, 35enne fotografo imolese che da sei mesi ha lasciato amici e famiglia e, armato dei suoi inseparabili strumenti di lavoro, è atterrato a New York per provare a realizzare il suo personale sogno americano, ovvero diventare un fotografo ufficiale del campionato di basket più famoso del pianeta. «Sono nella Grande Mela da ottobre – ha raccontato Matteo Marchi -. Qui è durissima perché la concorrenza è spietata e in questa città manca umanità, ma bisogna tenere botta se si vuole raggiungere un obiettivo. Non sono venuto in America certo per divertirmi».

Come è nato questo prestigioso progetto?

«È partito tutto direttamente da Sportweek e il mio nome è stato suggerito dalla Pr di Belinelli, Elisa Guarnieri. Marco lo conosco da tanto tempo, ma conosco da ancora più tempo il fratello Umberto che lo segue da quando è in Nba. Mi è stato vicino fin dal mio arrivo, interessandosi alla mia avventura e questo mi ha fatto molto piacere. In passato avevo già pubblicato foto su Sportweek, ma alla copertina non mi ero neanche mai avvicinato. Sono molto emozionato e aspetto solo che mia mamma mi spedisca una copia qua a New York».

Belinelli lo conosciamo per le sue qualità in campo, ma nella vita di tutti i giorni che persona è?

«Questo lavoro insieme ha confermato che è un uomo dal grande cuore e molto legato alle sue origini. È anche, soprattutto, un ragazzo semplice che non se la tira e che non nega mai una foto o un autografo ai suoi fans. Il servizio logisticamente è stato complicato, perché eravamo in esterna e in quattro location diverse, ma grazie alla sua disponibilità lo abbiamo realizzato senza particolari problemi».

Pensi di tornare a breve in Italia o hai già in mente qualche idea per un futuro sempre più a stelle e strisce?

«Al momento non è previsto un mio ritorno a casa. Seguirò nel limite del possibile i play-off di Philadelphia e poi a maggio andrò al Tour di California. Un assaggio di ciclismo dopo tanto basket mi farà bene».

Sui social e sulle riviste specializzate ormai spopolano le tue foto ai fenomeni Nba. Qual è lo scatto che ti ha entusiasmato più di tutti?

«Certamente la schiacciata di Lebron James contro i Brooklyn Nets qualche settimana fa. Sono gesti che se non li vedi dal vivo e da vicino non puoi capire. La televisione appiattisce e lui è potenza pura».

Non sarà la Lega americana, ma da noi la prossima settimana partiranno i play-off di C Gold e in finale potrebbero ritrovarsi la Vsv Imola e i Flying Ozzano, due squadre dove hai molti amici.

«Se accadesse per me sarebbe la partita del cuore. A Ozzano ci sono Aldo Martini, grande amico anche di Belinelli, e Nunzio Corcelli, mentre a Imola Samuel Dalfiume e il mio socio Daniele Casadei, entrambi miei ex compagni in maglia Andrea Costa ai tempi delle giovanili. Spero vadano alla bella e poi che vinca il migliore, senza che nessuno però sbrocchi modello Buffon».

d.b.

Nella foto: (tratte dalla pagina facebook Matteo Marchi Images): il fotografo imolese Matteo Marchi e la schiacciata di LeBron James contro i Brooklyn Nets. Presente anche la copertina di Sportweek in edicola da oggi (dal profilo Instagram matteomarchiph).

Lo scatto del fotografo imolese Matteo Marchi sulla copertina di Sportweek

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