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Cronaca 6 Novembre 2020

Il Comune «premia» i cittadini che comprano nei negozi di Ozzano

Il Comune di Ozzano Emilia ha attivato il progetto Io compro a Ozzano con il quale ha creato un fondo di 25 mila euro che verrà utilizzato per erogare ai cittadini un contributo economico da spendere nelle attività economiche del territorio.

Fra i requisiti richiesti vi sono l’essere residenti a Ozzano e almeno uno tra: Isee fino a 35 mila euro, avere almeno un componente del nucleo familiare in situazione di disabilità oppure ultrasettantenne, presenza di due figli senza reddito, nucleo familiare che ha perso l’unica fonte di reddito a seguito dell’emergenza Coronavirus oppure nel quale almeno un componente riceve misure di sostegno economico o ammortizzatori sociali.

In base agli acquisti effettuati dal 1° novembre al 6 gennaio 2021, le famiglie riceveranno buoni pari al 10% del totale. Per ottenere i buoni bisogna raggiungere un importo da 400 euro fino a 1.200 euro. L’importo di ogni singolo scontrino non potrà essere superiore a 150 euro. Le richieste di contributo potranno essere presentate dal 7 al 22 gennaio 2021 direttamente all’Urp. I beneficiari dei buoni potranno spenderli presso i negozi aderenti entro il 3 aprile 2021. L’elenco è sul sito del Comune di Ozzano ed esporranno un’apposita vetrofania.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’assessore alle Attività produttive e Commercio, Claudio Garagnani scrivendo all’email claudio.garagnani@comune.ozzano.bo.it. (r.cr.)

Nella foto: la vetrofania presente sui negozi che aderiscono all’iniziativa

Il Comune «premia» i cittadini che comprano nei negozi di Ozzano
Cronaca 14 Maggio 2020

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi

Il 18 maggio si avvicina e con esso anche la riapertura in Emilia-Romagna di molti esercizi pubblici ed attività commerciali. Per questo la Regione ha già diramato alcune linee guida (che troverete facilmente in questo articolo cliccando sui vari link) insieme a associazioni di categoria, sindacati e rappresentanti degli enti locali, per far sì che tutto ciò avvenga in completa sicurezza.

Per quanto riguarda ristoranti, bar, pizzerie e altri esercizi di alimenti e bevande (clicca qui per saperne di più) no all’assembramento dei clienti all’ingresso dei locali, promuovendo l’utilizzo di sistemi di prenotazione telefonica e digitale. Installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, anche in lingua inglese. Distribuzione dei tavoli in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone sedute, fatte salve le eccezioni alle regole sui distanziamenti previste dalle norme vigenti (stesso nucleo familiare, ecc.), dando la preferenza, se possibile, alla sistemazione all’aperto (dehors). E stop ai buffet a self-service. Il personale dovrà esser dotato di specifici dispositivi di protezione individuale, mascherine in primis. È poi necessaria una costante igiene delle mani mediante appositi prodotti, mentre mascherine, guanti monouso e disinfettanti per superfici dovrebbero essere messi a disposizione, anche a pagamento, agli ospiti che ne facciano richiesta. Nei ristoranti assolutamente sconsigliato l’uso di appendiabiti in comune. L’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti e per saldare il conto è preferibile usare sistemi di pagamento digitali (carte di credito, bancomat, ecc.). In ogni caso davanti alla cassa potranno essere collocate barriere di protezione in plexiglass. Nei bar tassativamente escluso il fai-da-te, i prodotti in vendita dovranno essere serviti dal personale, possibilmente con servizio ai tavoli che vanno puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente.

Per quanto riguarda, invece, i negozi al dettaglio, mercati e i centri commerciali (tutte le informazioni qui) si è pensato ad un numero di clienti limitato in base alle dimensioni del negozio per garantire la distanza di almeno un metro; percorsi differenziati di entrata e uscita dai locali; ingressi scaglionati per evitare assembramenti garantiti eventualmente anche dall’estensione dell’orario di apertura; ampia disponibilità di dispenser per disinfettare le mani soprattutto vicino a tastiere, touch screen e casse; obbligo di guanti e mascherine per addetti e clienti, ove non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale; pulizia e igienizzazione quotidiana degli ambienti e dei banchi di vendita; organizzazione degli spazi in negozi, centri commerciali e aree all’aperto per assicurare  il distanziamento tra le persone. E per la vendita di vestiti e calzature, per toccare gli articoli sono obbligatori i guanti “usa e getta” per i clienti. 

Infine, per gli alberghi e le strutture ricettive (per scoprire di più), a partire dall’arrivo, gli ospiti dovranno trovare depliants informativi o cartelloni con le indicazioni in italiano e in inglese. Il distanziamento interpersonale di almeno un metro va sempre garantito in tutte le fasi, dal check-in al check-out prevedendo anche modalità di prenotazione e pagamento online l’invio telematico delle informazioni necessarie per la registrazione prima dell’arrivo. Il tutto sempre per evitare code e assembramenti di ogni tipo. Distanziamento che vale, ovviamente, anche per il personale della reception e per tutti i lavoratori della struttura. La capienza degli ascensori negli alberghi deve essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale che può essere derogata in caso di persone che facciano parte dello stesso nucleo familiare o che condividano la camera.  Vietati happy hours, degustazioni, buffet e le consumazioni vanno fatte ai tavoli con menu preferibilmente digitali e su dispositivo del cliente o, in caso di menu cartacei, disinfettati dopo ogni uso. Vietati anche gli intrattenimenti danzanti e gli eventi musicali di qualsiasi genere, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale. (da.be.)

 

 

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi
Cronaca 6 Febbraio 2020

Il Comune di Medicina stanzia 90 mila euro per due bandi a sostegno delle attività commerciali

«Il problema delle serrande chiuse non è un fenomeno circoscritto a Medicina. Le vendite on line e la grande distribuzione hanno modificato le abitudini di consumo delle persone e le conseguenze non sono solo economiche, ma anche sociali e urbanistiche: i negozi sono la luce delle nostre città e non possiamo lasciare che si spengano. Occorre considerare il commercio come una risorsa e fin da subito fare il possibile per tamponare la crisi delle attività commerciali, sia nel centro che nelle frazioni».

L’assessore alle Attività produttive, Donatella Gherardi, non ha perso tempo e la Giunta ha deciso di destinare 30 mila euro all’anno per tre anni per sostenere l’avvio di nuove attività (10 mila euro) e ridurre la Tari (20 mila euro). Per farlo, sono stati pubblicati due distinti bandi per le attività (esercizi di vicinato, laboratori artigianali, barbieri, acconciatori,estetisti, tatuatori, attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, strutture ricettive, edicole e tabaccherie), sia del centro storico (vie Libertà, Cuscini, Canedi, Cavallotti, Saffi, Fornasini e Pillio), piazze Garibaldi e Andrea Costa) che delle frazioni. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 febbraio

Il Comune di Medicina stanzia 90 mila euro per due bandi a sostegno delle attività commerciali
Cronaca 4 Novembre 2019

Cooperativa ceramica fa spazio ai nuovi negozi

Lavori in corso nella sede principale della Cooperativa ceramica d’Imola, dove nelle scorse settimane le ruspe hanno cominciato a liberare l’area su cui in futuro sorgeranno negozi e uffici. I lavori riguardano la bonifica delle coperture in cemento-amianto e la demolizione completa di un capannone, un tempo utilizzato per il reparto bicottura e in disuso ormai da una decina d’anni.

Questa prima tranche di lavori, dall’importo complessivo di circa 440 mila euro, saranno ultimati entro fine dicembre. Questo, almeno, quanto riporta il cartello di cantiere. Si tratta infatti dei lavori preliminari alla riqualificazione dell’intera area, identificata sulle mappe con la dicitura «Ambito Ar.11».

Un progetto che parte da lontano: cinque anni fa. Era infatti il 2014 quando l’azienda di via Vittorio Veneto ha concordato la cessione gratuita al Comune dell’ex scalo merci, circa 6.300 metri quadri con relativi fabbricati e una tettoia, limitrofi al piazzale Marabini. L’azienda l’aveva acquistato a fine 2011 per quasi 2 milioni e mezzo di euro da Ferservizi, la società che gestisce il patrimonio immobiliare del gruppo Ferrovie dello Stato.
Sull’ex scalo merci è stato poi realizzato un parcheggio per biciclette e moto. In cambio Cooperativa ceramica ha concordato la possibilità di realizzare all’interno del proprio sito, dove sono presenti il centro direzionale, gli showroom aziendali e il punto vendita al pubblico, una trasformazione urbanistica, finalizzata alla nascita di attività non direttamente correlate al proprio business, ma commerciali, ricreative e alberghiere, su una superficie complessiva di 16mila metri quadri.

(…) La scorsa primavera, sul filo di lana, il Comune ha tenuto fede all’accordo, ma ponendo delle limitazioni al progetto originario, sulla base delle osservazioni formulate dalla Città metropolitana.
Il carico urbanistico è stato dimezzato: da 16 mila metri quadri di superficie utile complessiva si è passati a 8 mila metri quadri, di cui massimo 3.500 da destinare a superficie di vendita (in origine erano 5 mila metri quadri).Usi ammessi: commercio al dettaglio di tipo alimentare (massimo 2.500 metri quadri), commercio al dettaglio di tiponon alimentare (massimo 1.000 metri quadri), pubblici esercizi e attività di ristorazione, attività direzionali, assicurative e finanziarie, alberghi e strutture ricettive extraalberghiere. (lo. mi.)

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 31 ottobre

Cooperativa ceramica fa spazio ai nuovi negozi
Cronaca 5 Novembre 2018

Shopping 2.0 a Borgo Tossignano: cinque giovani donne raccontano come è nata la loro collaborazione

Il nuovo volto del commercio 2.0 ha il sorriso e la grinta di cinque giovani donne che hanno scelto di aprire le loro attività nel centro di Borgo Tossignano. Una scelta coraggiosa, ma non incosciente, perché tutte hanno ben chiaro che lavorare in una piccola realtà può avere anche dei vantaggi. Se poi, come loro, si sanno padroneggiare le nuove tecnologie e i social, ecco che diventare un punto di riferimento per gli abitanti del posto e nello stesso tempo «richiamare» in vallata anche la clientela da fuori zona diventa un’impresa del tutto possibile.

Hanno anche capito che collaborando le une con le altre possono fare molto, non solo per promuovere le rispettive attività, ma anche per animare e migliorare l’area di Borgo in cui lavorano. Le incontriamo nei loro negozi tra via Roma e viale Marconi e l’atmosfera è la stessa che si respirerebbe tra un gruppo di amiche di vecchia data, anche se in realtà alcune di loro si conoscevano solo di vista fino a poco tempo fa.

Tanti i punti in comune: sono quasi coetanee, visto che la loro età oscilla fra i 31 e i 38 anni, tutte sono mamme di bimbi ancora piccoli, tutte o quasi sognavano di avviare un giorno una attività in proprio. Diversi invece i percorsi intrapresi per realizzare il loro sogno e le personalità, che si rispecchiano anche nei loro ne-gozi, dal gusto contemporaneo e originale.

«Se lavori bene c’è margine». A rompere il ghiaccio è Elisa Turrini, borghigiana doc, che da tre anni è titolare del negozio di abbigliamento Merc-i. In passato ha avuto in gestione un bar, sempre a Borgo Tossignano, poi ha deciso di assecondare la sua passione per la moda. «Se cerchi un prodotto e un servizio di un certo tipo, oggi sei disposto anche a spostarti. Ho anche clienti che vengono da fuori zona, persino da Bologna. Mi è capitato, ad esempio, di spedire merce anche in altre regioni. E questo grazie ai social». L’impegno per gestire pagine e profili va oltre i normali orari di apertura.

«Pubblichiamo le foto dei nostri articoli, rispondiamo alle clienti che ci contattano su Facebook o Whatsapp» spiega Manuela Nulli, di Borgo, titolare di Pom pon, un po’ merceria e un po’ negozio di abbigliamento donna e bambino, l’unica fra le cinque ad aver rilevato, circa un anno e mezzo fa, una attività già avviata. «E’ sempre meglio rispondere subito, anche se il messaggio arriva di sera, perché quello è il momento in cui chi lavora o ha figli ha più tempo» aggiunge.

Insieme hanno creato l’hashtag #shoppinginpiazzetta, attraverso cui si possono trovare subito le ultime novità postate. La piazzetta in questione è quella di San Giovanni Bosco, su cui si affacciano le vetrine delle attività, fatta eccezione di quella, poco distante, di Sara Ghini, titolare da un anno e mezzo circa di Per-vinca Fiori & decori. Laureata in Progettazione della moda, dopo un’esperienza nell’ufficio stile di un famoso marchio di Carpi, la maternità e la voglia di riavvicinarsi a casa l’hanno convinta a seguire la sua passione per i fiori, nata dalle collaborazioni svolte quando ancora era studentessa.

Chiara Martelli, originaria di Castel Bolognese ma codrignanese di adozione, è la new entry del gruppo. Lo scorso aprile, infatti, ha aperto il suo Bio…Lo-gica, negozio di nicchia dedicato a cosmetici, alimenti e integratori made in Italy e in gran parte bio, dopo un diploma da perito chimico e dopo aver lavorato per anni come impiegata in una azienda meccanica. «Non stavo più bene, ho capito che per me era arrivato il momento di cambiare lavoro e il settore del biologico mi piace da sempre. Avevo già in mente di aprire un negozio a Borgo Tossignano, per l’atmosfera che c’è qui. Mi ero informata anche su Imola – racconta – ma lì i costi di un affitto in centro sono impensabili, circa il doppio rispetto a Borgo. C’è più concorrenza e poi il centro è “blindato”, con i parcheggi tutti a pagamento. Qui, invece, non lo sono».

E’ anche la rivincita dei piccoli negozi di vicinato sui grandi centri commerciali. «C’è una inversione di tendenza, i clienti finalmente stanno tornando al negozio piccolo e di qualità» conferma l’imolese Sara Bartolini, che dopo aver fatto la commessa per una catena di intimo e calze in un centro commerciale ha scelto di aprire Piccoli grandi passi, negozio di calzature per adulti e bambini. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Shopping 2.0 a Borgo Tossignano: cinque giovani donne raccontano come è nata la loro collaborazione
Cultura e Spettacoli 11 Luglio 2018

Negozi aperti, esibizioni sportive e spettacoli per Imola di mercoledì. IL VIDEO E I COMMENTI

Ultimo appuntamento, questa sera, con l”edizione 2018 di «Imola di mercoledì», l’evento che ha richiamato in centro storico tante persone, imolesi e non, alla scoperta della città e, ovviamente, dei suoi negozi. La manifestazione si concluderà con tanti spettacoli e appuntamenti a cominciare dall’esibizione di ginnastica artistica a cura della Ginnastica Biancoverde in piazza Matteotti, per proseguire in piazza Gramsci con lo spettacolo Baricentro Ggym. In via Emilia Est ci si potrà cimentare nell’arte della scherma con il Circolo Scherma Imolese. Appuntamento culturale in piazza Gramsci con Estate in Arte: allestimenti, spettacoli culturali, letture e musica con l’associazione artistico culturale «Il Paese di Leonardo: I Vitruviani». In via Selice ci sarà una performance dedicata ad Edgar Allan Poe dal titolo «I veri sognatori non dormono mai». Si potrà assistere ad un concerto in piazza Abate Ferri con la Saxet Orchestra e la Banda Giovanile, rappresentativa dell’anima dell’Emilia Romagna. In via Quaini ci sarà una Jam Session dal titolo Ritmi d’Africa, e anche il piazzale della chiesa del Carmine ospiterà musica live con Battilani&Palmieri, così come piazza Conciliazione dove si esibirà la Banda di Castel del Rio. Il Ristorante San Domenico chiuderà la serata con la White Dinner, una cena con dress code total white con un menù degustazione allestito nei giardini nella piazza adiacente il ristorante.

Oltre ai negozi che prolungheranno l”orario di apertura fino a tarda serata (ore 23.30), alla manifestazione partecipano anche i locali e i ristoranti con menù fissi a prezzo agevolato, o aperitivi street food, e ci sono numerosi stand e bancarelle. Tra le tante iniziative, da ricordare lo Shopping for You che premia chi fa acquisti, i set per scattare simpatici selfie da soli o in compagnia (nel centro storico ci sono quattro set fotografici tematizzati rispetto all’area di appartenenza ne Le vie del Fuoco, Le vie della Terra, Le vie dell’Acqua e Le vie dell’Aria, e i visitatori dovranno scattare una foto in ognuno e condividerla sulle proprie pagine Facebook o Instagram con l’hashtag #imoladimercoledi, poi potranno ritirare all’Infopoint della manifestazione un coupon 2×1 valido per l’ingresso all’Acquapark del Villaggio della Salute Più) e la tessera Cocktail Experience.

Il successo della manifestazione si rispecchia nelle parole dei ristoratori che si sono divertiti a proporre qualcosa di nuovo. “E” una bella manifestazione – commenta Massimiliano Mascia del ristoranre San Domenico – che serve a valorizzare il centro storico e le attività che ne sono l”anima”.

All”alba dell”ultima serata 2018, “Imola di Mercoledì” è comunque già proiettata sul 2019 e non mancano i suggerimenti per migliorare la manifestazione. “Sarebbe bello se si potesse estendere questa vetrina a tutto il mese di luglio o, perchè no, tutta l”estate, per invogliare ed abituare la gente a frequentare il centro storico di Imola”, propone Gianni Saturno di Bibliotè.

Per avere maggiori informazioni ed aggiornamenti sulle varie iniziative di Imola di mercoledì è possibile visitare il sito www.imoladimercoledi.it.

Per chi c”era e per chi non c”era, un video con le foto di Isolapress dallo scorso mercoledì!

Nella foto, di Isolapress, via Emilia durante lo scorso mercoledì 4 luglio

Negozi aperti, esibizioni sportive e spettacoli per Imola di mercoledì. IL VIDEO E I COMMENTI

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