Posts by tag: no sprechi

Cronaca 29 Giugno 2020

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare

Più di 1 tonnellata di pasta, riso, farina e zucchero, quasi 400 litri di latte ed olio, e circa 3.700 confezioni di passate di pomodoro, tonno, cioccolate, merendine, grissini, biscotti, e prodotti per l’infanzia, per la persona e per l’igiene della casa, per un quantitativo complessivo di circa 4 tonnellate di beni.
Sono i numeri di Spesa solidale, l’iniziativa che l’associazione Bof di Imola ha lanciato durante il lockdown per aiutare l’Emporio “No sprechi” di via Lambertini.

E la raccolta fondi destinata al comitato di Imola della Croce rossa italiana, alla Caritas della Diocesi di Imola e alla fondazione Banco alimentare ha permesso di destinare a ciascuno di loro la somma di 400 euro, per un totale di 1.200 euro.

«Con l’impegno di tutti i nostri giovani volontari abbiamo ottenuto un buon risultato – commenta Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione Bof – e questo ci da la carica per poter promuove nuove iniziative e collaborazioni sul territorio col l’auspicio di un supporto anche da parte delle autorità locali». (r.cr.)

Nella foto: la consegna della somma donata

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare
Cronaca 15 Aprile 2020

NoiGiovani, Accademia della cucina, International Basket e La vivanderia donano prodotti per 2.600 euro a No sprechi

L”associazione NoiGiovani, la delegazione di Imola dell’Accademia italiana della cucina, International Basket e il ristorante La vivanderia unite per aiutare l’emporio No sprechi con una donazione di prodotti del valore di 2.600 euro.

«Erano prodotti acquistati con i fondi donati da cittadini imolesi – spiega l’associazione –, e che l’emporio è stato felice di accettare, accollandosi l’impegno di confezionare pacchi-spesa da ridistribuire a famiglie imolesi bisognose. La novità è che realtà diverse tra di loro (imprenditoria, privati cittadini, associazionismo di varia natura) si sono unite in una causa comune che, oltre a raggiungere un contributo economico, molto importante, ha creato una catena sociale di impegno, partita dall’acquisto della spesa al Supermercato, alla consegna, fino alla sistemazione nel magazzino dell’emporio No sprechi».
Insomma, con la consegna dei prodotti «si è così chiuso un circolo virtuoso tra donatori, servizi solidali intermediari e persone che versano in condizioni di particolare fragilità – aggiunge NoiGiovani –. Un percorso sempre pronto a ripetersi davanti ad ogni generosa donazione: una piccola ma efficiente catena di solidarietà che fa la differenza tra il disinteresse per gli altri ed una attenzione empatica e attiva verso il prossimo. Iniziative che, in questi tempi di emergenze da pandemia, rendono più umana la convivenza e più tangibile la vicinanza virtuale o spirituale tra le persone in un periodo in cui il distanziamento fisico è una virtù e una prassi raccomandata». (r.cr.)

NoiGiovani, Accademia della cucina, International Basket e La vivanderia donano prodotti per 2.600 euro a No sprechi
Cronaca 13 Aprile 2020

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

C’è un dramma nel dramma che si manifesta in conseguenza non tanto dell’emergenza sanitaria, quanto delle misure decise dalle autorità per arginare il contagio: l’aumento delle persone e dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà. Le attività costrette a chiudere e gli impieghi precari hanno tolto infatti la fonte di sostentamento a tante persone.

A fotografare la situazione sono le associazioni che operano per aiutare chi ha bisogno, a cominciare dalla Caritas diocesana, che non ha smesso di tenere aperto il suo centro di ascolto, nonostante la fatica per il minor numero di volontari a disposizione e l’obbligo di rispettare le prescrizioni anti-Coronavirus.
«Vediamo famiglie sempre più disperate – conferma il direttore, Luca Gabbi –. A volte le stesse, più disperate di prima, ma anche diverse nuove. Riceviamo moltissime telefonate e richieste di delucidazioni, non occorre essere profeti per capire che si prospettano momenti a dir poco delicati. I lavoratori precari, a chiamata e in nero sono tutti a casa e c’è una richiesta maggiore di viveri che arriva a No Sprechi. La ripresa economica degli ultimi tempi aveva aiutato molte fasce deboli che, ora che è tornata la secca, sono rimaste a piedi. Non parlo solo di chi lavorava in ristoranti e pizzerie, ma anche di alcuni commercianti e artigiani edili ora fermi».
Poiché la mensa è chiusa, la Caritas consegna i cestini con i pasti preparati dalla mensa Acli per il pranzo di mezzogiorno. Pasti che sono «quasi raddoppiati», aggiunge Gabbi. (mi.ta.)

Tutte le interviste sul numero del Sabato sera del 6 aprile

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il lavoro alla sede dell”associazione No sprechi

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

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