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Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, che significa restare in prossimità della propria abitazione? Ecco le interpretazioni a Ozzano e nel Circondario

Passeggiate (per ragioni di salute o per portare a spasso il cane) solo in prossimità della propria abitazione. Così recita l’ordinanza regionale in vigore fino al 3 aprile. Un termine vago che ha generato non poca confusione. Cosa si intende per prossimità e quanto distante posso spingermi per non incappare in sanzioni? Girare col contapassi in mano è forse ridicolo, ma un po’ di chiarezza aiuterebbe. C’è chi, per essere preciso, ha fissato termini precisi con un’ordinanza (a Molinella il sindaco consente di percorrere 250 metri, a Torino è possibile allontanarsi di un chilometro). 

Nel nostro territorio, per il momento, nessun primo cittadino ha emanato un’ordinanza in questo senso. «Non facciamo girare i vigili con la cordella, ma l’indicazione che ci siamo dati è entro i 200-300 metri da casa» afferma il sindaco ozzanese Luca Lelli. «Circa 200 metri può essere una distanza ragionevole, ma bisogna considerare anche il contesto, se ci troviamo in città o in aperta campagna – aggiunge Daniele Brighi, vice comandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale del Circondario imolese e coordinatore dei servizi esterni -. La norma regionale lascia un po’ di margine volutamente. Alla fine, il metro è quello del buonsenso». (gi.gi.)

Nella foto controlli effettuati da agenti della polizia municipale a Imola

Coronavirus, che significa restare in prossimità della propria abitazione? Ecco le interpretazioni a Ozzano e nel Circondario
Cronaca 14 Ottobre 2019

Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile 2020 è consentita l'accensione degli impianti di riscaldamento

Da domani, martedì 15 ottobre, sarà consentito accendere i termosifoni per i residenti nel comune di Imola per 14 ore giornaliere (anche frazionate) comprese tra le 5 e le 23. Il periodo di accensione, che è quello normalmente previsto per la zona climatica in cui si trova tutta la regione Emilia Romagna e quindi il territorio imolese, durerà fino al 15 aprile 2020, salvo proroghe giustificate da eventuali temperature più rigide rispetto alle medie di stagione e comunque a seguito di apposita ordinanza comunale.

L”attivazione degli impianti comporta comunque il rispetto di precisi limiti di temperatura, la cui media non deve superare i 18°C + 2°C di tolleranza negli edifici industriali e artigianali e i 20°C + 2°C di tolleranza per tutti gli altri, comprese dunque le abitazioni. Le limitazioni sia di durata del periodo complessivo, sia di ore giornaliere consentite non si applicano però ai luoghi di cura (ospedali, cliniche) e alle strutture per anziani, minori e per il recupero di tossicodipendenti; alle sedi di rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali; a scuole e asili; a piscine, saune e assimilabili; ad edifici industriali e artigianali nei quali ci siano particolari esigenze di lavorazione.

Per chi non ottempera alle disposizioni relative non solo all”uso, ma anche alle manutenzione e al controllo degli impianti termici sono previste sanzioni. Il Comune di Imola ricorda infine che «a fronte di comprovate esigenze, il sindaco può ampliare i periodi annuali di esercizio, la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici e può stabilire riduzioni di temperatura-ambiente massima consentita sia nei centri abitati che nei singoli immobili». (r.cr.) 

Dal 15 ottobre e fino al 15 aprile 2020 è consentita l'accensione degli impianti di riscaldamento
Economia 29 Gennaio 2019

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli

Qual è la temperatura ideale da tenere in casa? Come e quando vanno eseguiti i controlli di efficienza energetica? Queste e altre risposte si trovano nella guida realizzata dall’Enea, per conto del ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Cofartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente, disponibile online sul sito www.agenziaefficienzaenergetica.it, nella sezione «Per il cittadino» e nella sottosezione «Impianti termici». Qui di seguito forniamo un estratto.

I valori massimi di temperatura ambiente. 
Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18 gradi centigradi, più 2 gradi di tolleranza, per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; 20 gradi, più 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici. Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 gradi, meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli edifici. Regolare la temperatura ambiente è molto importante. Per ogni grado centigrado in più, i consumi aumentano dal 5 al 10%. In inverno suggeriamo di non superare i 18-19 gradi di giorno e i 16 gradi di notte. E in estate di non andare oltre i 5 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella interna. In alcuni casi è sufficiente attivare la sola funzione «deumidificazione».

Il controllo degli impianti termici.
Tutti gli impianti termici devono essere sottoposti a controlli periodici che hanno una duplice finalità: garantire una maggiore sicurezza e mantenere efficiente l’impianto per avere una bolletta meno cara. Le operazioni di controllo, a cura del responsabile dell’impianto, devono essere eseguite da imprese abilitate. Soltanto alcune semplici manutenzioni, quali la pulizia dei filtri aria dei sistemi split, possono essere eseguiti dal responsabile stesso o da un suo incaricato. La manutenzione è l’insieme delle operazioni utili a preservare nel tempo le prestazioni degli apparecchi e/o dei componenti ai fini della sicurezza, della funzionalità e del contenimento dei consumi di energia. Le tempistiche per la manutenzione di ciascun apparecchio/componente sono riportate dai fabbricanti di apparecchi e componenti dell’impianto termico nei libretti d’uso e manutenzione.

Il controllo dell’efficienza energetica d’impianto (prova fumi).
Il controllo di efficienza energetica dell’impianto, compresa la redazione del rapporto di controllo, è obbligatorio per legge e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione. Sono soggetti a controllo efficienza energetica gli impianti per la climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale superiore a 10 kW; gli impianti per la climatizzazione estiva e pompe di calore di potenza termica utile nominale superiore a 12 kW. Il controllo dell’efficienza energetica deve essere effettuato all’atto della prima messa in servizio dell’impianto, a cura della ditta installatrice; nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come ad esempio il generatore di calore; nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.

Le sanzioni.
Riguardano il responsabile dell’impianto, cioè il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3 mila euro. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 6 mila euro. 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto l”immagine di copertina della guida sulla climatizzazione degli ambienti

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli
Economia 29 Gennaio 2019

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

Non sono solo le auto a essere dotate di targa. Entro fine anno, infatti, anche caldaie e condizionatori domestici dovranno avere un codice identificativo, la cosiddetta «targa impianti», e dovranno essere registrati al Catasto regionale impianti termici (Criter), in cui vengono raccolti e aggiornati i dati relativi agli impianti termici presenti in Emilia Romagna. In questo modo, la Regione potrà avere un quadro preciso della situazione, verificare eventuali situazioni di pericolosità e intervenire per migliorare l’efficienza degli impianti non in regola.

Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento. L’operazione «calore pulito» fa seguito all’adozione del nuovo regolamento regionale dell’aprile 2017, conforme alle prescrizioni europee e nazionali. Il fine ultimo è far sì che tutti contribuiscano a città e territori più vivibili, con aria più pulita e abitazioni più sicure. L’obbligo di registrazione al Criter, il cui termine in scadenza a fine 2018 è stato prorogato di un anno, riguarda sia gli impianti di riscaldamento (caldaie, incluse quelle a pellet o legna), di potenza termica maggiore di 5 kW, sia gli impianti di raffreddamento (aria condizionata) di potenza termica maggiore di 12 kW, sia gli impianti centralizzati di produzione di acqua calda sanitaria di qualunque potenza. Nessun onere è richiesto dalla Regione per la registrazione al catasto Criter e l’operazione deve essere effettuata solo una volta.

Come viene effettuata l’iscrizione al Criter? Quando il tecnico passa a controllare l’impianto, occorre avere a portata di mano la visura catastale della propria abitazione e le bollette dell’energia elettrica e del gas. «Per l’iscrizione al Criter – conferma Pietro Mezzapelle, tecnico del centro assistenza caldaie Tecnotandem, con sedi a Imola e Casalfiumanese – servono i dati catastali dell’immobile, il codice Pdr (che indica il punto di riconsegna della fornitura del gas) e Pod (che indica il punto di prelievo dell’energia elettrica), che si trovano sulle bollette della luce e del gas. Noi inviamo questi dati alla Regione, che a sua volta rilascia la targa da inserire sul libretto. Nel 2014 è stato introdotto un nuovo libretto impianto di climatizzazione, in sostituzione del vecchio libretto usato in precedenza. Inoltre, dal 2017 è entrato in vigore l’obbligo di effettuare ogni due anni il controllo dei fumi emessi dall’impianto, necessario a verificare il corretto funzionamento e il rendimento della caldaia. Se il rendimento è basso, la caldaia consuma di più e in genere suggeriamo di sostituirla entro sei mesi. Se invece va tutto bene, dopo il controllo dei fumi viene rilasciato il bollino “calore pulito”, da aggiungere sul libretto. In Emilia Romagna, per i piccoli impianti domestici il bollino costa 7 euro (più Iva al 10 per cento), ma la tariffa aumenta fino a 100 euro per gli impianti di grossa potenza (condominiali), cifra da ripartire tra i condomini. Il costo, comunque, dipende da regione a regione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

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