Economia

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

Non sono solo le auto a essere dotate di targa. Entro fine anno, infatti, anche caldaie e condizionatori domestici dovranno avere un codice identificativo, la cosiddetta «targa impianti», e dovranno essere registrati al Catasto regionale impianti termici (Criter), in cui vengono raccolti e aggiornati i dati relativi agli impianti termici presenti in Emilia Romagna. In questo modo, la Regione potrà avere un quadro preciso della situazione, verificare eventuali situazioni di pericolosità e intervenire per migliorare l’efficienza degli impianti non in regola.

Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento. L’operazione «calore pulito» fa seguito all’adozione del nuovo regolamento regionale dell’aprile 2017, conforme alle prescrizioni europee e nazionali. Il fine ultimo è far sì che tutti contribuiscano a città e territori più vivibili, con aria più pulita e abitazioni più sicure. L’obbligo di registrazione al Criter, il cui termine in scadenza a fine 2018 è stato prorogato di un anno, riguarda sia gli impianti di riscaldamento (caldaie, incluse quelle a pellet o legna), di potenza termica maggiore di 5 kW, sia gli impianti di raffreddamento (aria condizionata) di potenza termica maggiore di 12 kW, sia gli impianti centralizzati di produzione di acqua calda sanitaria di qualunque potenza. Nessun onere è richiesto dalla Regione per la registrazione al catasto Criter e l’operazione deve essere effettuata solo una volta.

Come viene effettuata l’iscrizione al Criter? Quando il tecnico passa a controllare l’impianto, occorre avere a portata di mano la visura catastale della propria abitazione e le bollette dell’energia elettrica e del gas. «Per l’iscrizione al Criter – conferma Pietro Mezzapelle, tecnico del centro assistenza caldaie Tecnotandem, con sedi a Imola e Casalfiumanese – servono i dati catastali dell’immobile, il codice Pdr (che indica il punto di riconsegna della fornitura del gas) e Pod (che indica il punto di prelievo dell’energia elettrica), che si trovano sulle bollette della luce e del gas. Noi inviamo questi dati alla Regione, che a sua volta rilascia la targa da inserire sul libretto. Nel 2014 è stato introdotto un nuovo libretto impianto di climatizzazione, in sostituzione del vecchio libretto usato in precedenza. Inoltre, dal 2017 è entrato in vigore l’obbligo di effettuare ogni due anni il controllo dei fumi emessi dall’impianto, necessario a verificare il corretto funzionamento e il rendimento della caldaia. Se il rendimento è basso, la caldaia consuma di più e in genere suggeriamo di sostituirla entro sei mesi. Se invece va tutto bene, dopo il controllo dei fumi viene rilasciato il bollino “calore pulito”, da aggiungere sul libretto. In Emilia Romagna, per i piccoli impianti domestici il bollino costa 7 euro (più Iva al 10 per cento), ma la tariffa aumenta fino a 100 euro per gli impianti di grossa potenza (condominiali), cifra da ripartire tra i condomini. Il costo, comunque, dipende da regione a regione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

2 Comments

  • siamo ancora lontani dalla applicazione del pair a un anno della sua scadenza, sugli impianti a pellet e legna. infatti quando vi sono le emergenze inquinamento e dovrebbero fermarsi non lo fa nessuno e nessuno controlla.

    • …gentilissima Nadia, come da copione politico di qualsiasi colore, le regole le scrivono, poi i controlli non si fanno, anzi se chiedi delle verifiche a fronte di situazioni gravi, nella migliore delle ipotesi, passi pure per rompiscatole….

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