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Cronaca 1 Giugno 2018

Olimpiadi della Biologia, Mattia Biavati dell'Alberghetti è terzo in Italia e volerà a Teheran

Mattia Biavati, studente del Liceo scientifico delle scienze applicate «Alberghetti», è arrivato terzo assoluto in Italia alle Olimpiadi della Biologia, organizzate dall’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali e riservate ai migliori studenti del triennio dei licei scientifici di ogni regione. E grazie a questo risultato Mattia farà parte della squadra nazionale italiana (unico studente emiliano-romagnolo) che parteciperà alle Olimpiadi internazionali della Biologia, in programma a Teheran, la capitale dell’Iran, dal 15 al 22 luglio. «E’ un grandissimo onore e sono sicuro che sarà un’esperienza importante – commenta lo studente imolese -. Per questo tengo molto a ringraziare i professori che mi hanno seguito nei cinque anni ed in particolare la mia prof di scienze Sonia Manaresi, che mi ha trasmesso la passione per questa bellissima materia, consentendomi il confronto con i migliori a livello nazionale».

La finale italiana, svoltasi dall’11 al 13 maggio all’università lombarda di Castellanza, consisteva in una prova scritta sulle scienze della vita, con quesiti riguardanti conoscenze e competenze in tutti i campi della biologia fino alle più recenti acquisizioni delle biotecnologie. I primi venti classificati della prova teorica hanno poi affrontato una prova di laboratorio consistente in osservazioni al microscopio e analisi volte a testare anche le capacità di problem solving, al termine della quale Mattia ha totalizzato il terzo miglior punteggio, a solo mezzo punto dalla seconda classificata. «Nonostante l’ansia per le prove teoriche e laboratoriali è sempre bello affrontare sfide inedite e mettere alla prova le proprie capacità – commenta ancora Mattia -. In più vi è l’opportunità di conoscere studenti provenienti da tutta Italia uniti da un interesse comune».

Il Liceo scientifico Alberghetti vanta un palmares veramente ricco a livello mondiale: nel 2010 Luca Biavati e Riccardo Buscaroli hanno rappresentato l’Italia vincendo una medaglia di bronzo ciascuno rispettivamente alle Olimpiadi internazionali di Biologia in Corea e di Scienze della Terra in Indonesia; nel 2011 Luca Biavati ha fatto il bis con una medaglia d’argento conquistata alle Olimpiadi di Biologia svoltesi a Taiwan e nel 2016 Gabriele Bentivoglio ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi delle Scienze della Terra in Giappone. «Mi hanno chiesto – scherza Mattia – se io e Luca siamo parenti, ma l’unica cosa che abbiamo in comune è la prof Manaresi».

r.c.

Nella foto: Mattia Biavati insieme alla professoressa Sonia Manaresi nel laboratorio dell”Alberghetti

Olimpiadi della Biologia, Mattia Biavati dell'Alberghetti è terzo in Italia e volerà a Teheran
Cronaca 18 Marzo 2018

Informatica, le Arachidi Veloci dell'Alberghetti alle Olimpiadi internazionali

Dopo la medaglia d’argento ottenuta da Michael Chelli alle Olimpiadi italiane di Informatica (gara individuale) lo scorso settembre, una squadra dell’istituto Alberghetti ha ottenuto un ottimo risultato alle Olimpiadi di Informatica a squadre in Italia, un evento organizzato da un gruppo di docenti e studenti di vari istituti italiani giunto alla nona edizione. Infatti, la squadra delle Arachidi Veloci dell’Alberghetti, nella finale che si è disputata lo scorso 16 febbraio a Bologna, ha ottenuto un eccellente secondo posto alle spalle dell’Itis Magistri Cumacini di Como che gli è valsa la partecipazione alle Olimpiadi internazionali di Informatica a squadre (Ioit) che si terranno in Romania nel prossimo mese di maggio a Piatra Neamt, nella regione rumena della Moldavia.

La squadra delle Arachidi Veloci è composta da quattro ragazzi e una ragazza: Marco Piacentini (5ª ALs), Giorgio Minoccari (5ª DLs), Rebecca Monti (4ª ALs), Michael Chelli (4ª CLs) e Filippo Selvatici (3ª CLs). Il professore di informatica Antonio Di Girolamo coordina il gruppo, ma le squadre organizzano la formazione in maniera autonoma, incontrandosi a scuola di pomeriggio per risolvere problemi simili a quelli proposti nelle gare, con il supporto, quando necessario, di alcuni tutor, che di solito sono gli studenti più anziani ed esperti. «Ogni anno proponiamo a tutti i ragazzi dell’istituto la possibilità di verificare le proprie attitudini nel campo dell’informatica – spiega il professor Di Girolamo – chi è interessato può partecipare agli incontri pomeridiani di formazione, dove ben presto si giunge a lavorare sul tipo di esercizi che si debbono risolvere se si vuole partecipare alle Olimpiadi. All’inizio gli studenti interessati sono parecchie decine e, dopo una naturale selezione in base all’interesse e alle competenze, si formano varie squadre che partecipano alla prima fase, le gare di istituto. Le squadre che superano un certo punteggio passano alla fase delle gare regionali e poi a quella nazionale, dove, per un pelo, non siamo riusciti a portare due squadre».

Quest’anno le Arachidi Veloci non erano tra le favorite, come invece era accaduto nella scorsa edizione. «Siamo arrivati dietro ai Magistrini per pochi punti – racconta Filippo Selvatici – abbiamo fatto 488 punti su 700, mentre loro ne hanno fatto 500, perché abbiamo gareggiato senza preoccupazioni di piazzamento e questo ci ha fatto lavorare meglio e abbiamo fatto un buon lavoro di squadra». «Durante le gare si debbono risolvere sette problemi e per ognuno di essi bisogna creare un programma che porti alla soluzione nel modo migliore – aggiunge Rebecca Monti – cioè con il minor numero di passaggi. Se non fossimo stati un gruppo coeso, non avremmo raggiunto questo risultato». «La nostra squadra è al secondo anno di attività – continua Giorgio Minoccari –  e ora siamo soddisfatti di come lavoriamo. Quando si gareggia bisogna elaborare anche una strategia di gara per scegliere in che ordine risolvere i problemi, per non insistere a risolvere quesiti che per noi richiedono troppo tempo e dedicarci a quelli che ci offrono una garanzia di maggior punteggio».

Ora l”attenzione è tutta per la gara internazionale. «Già adesso ci stiamo preparando e abbiamo fatto un programma di esercizi adatti – spiega Marco Piacentini – e abbiamo cercato di capire il genere di problemi che ci potrebbero capitare in questa finale. Partiremo sereni per la Romania, non siamo preoccupati, sappiamo di essere forti, anche se nessuno di noi è un “mostro”. Però è meglio avere una squadra bene organizzata e coesa piuttosto che il fuoriclasse alla Ronaldo e gli altri al suo servizio».

f.t.

L”articolo completo su “sabato sera” del 15 marzo

Nella foto: il team delle Arachidi Veloci. Da sinistra il professor Antonio Di Girolamo, Filippo Selvatici, Marco Piacentini, Michael Chelli, Rebecca Monti e Giorgio Minoccari

 

 

Informatica, le Arachidi Veloci dell'Alberghetti alle Olimpiadi internazionali
Sport 10 Marzo 2018

Il sogno di Fabio Scozzoli è ancora Olimpico, intervista a ruota libera tra tatuaggi, affetti e piscina

Incontriamo Fabio Scozzoli mentre il panorama esterno alla piscina comunale di Imola è completamente bianco. La neve e le strade ghiacciate non hanno fermato gli atleti, presenti come tutti i giorni nelle vasche coperte dell’impianto di via Oriani. “Al ruggi alleno il sogno di tornare alle Olimpiadi”. 

Il caldo della Florida è solo ormai un lontano ricordo.
“Senza dubbio si stava meglio là, anche se devo ammettere che la neve ha il suo fascino, a me piace molto. E’ chiaro che quando sono tornato, qui ha piovuto per una settimana intera: una tristezza incredibile. Per noi, allenarsi all’aperto è tutta un’altra cosa: se potessi stare in Florida anche solo a gennaio e febbraio, sarebbe il top. Il rovescio della medaglia, chiaramente, sono i costi e il fatto di stare lontano dal mio allenatore Cesare Casella”. 

Siete stati a Fort Lauderdale e Miami?
“Eravamo stabilmente a Davie, vicinissimo a Fort Lauderdale, dove c’è una squadra di Gianluca Alberani, un ex allievo di Cesare Casella. E’ una buonissimo appoggio per noi”. 

Oltre a nuotare, cosa avete fatto in Florida?
“Siamo stati al mare e… ci siamo dedicati al cibo americano, che io amo, anche se bisogna darsi un contegno, visto quanto è calorico. Adoro gli hamburger fatti bene, qua da noi difficile trovare carne di qualità”. 

Ho visto sui social che tu e Paolo Ricci vi siete fatti un tatuaggio di Darth Vader: follia del momento oppure era qualcosa di premeditato?
“In realtà ci stavamo pensando da tempo. Io e Paolo siamo molto legati e da anni siamo grandi fan di Star Wars, andiamo sempre a vedere i film insieme al cinema. Cercavamo qualcosa da farci tatuare e c’è venuta questa idea: io l’ho fatto nel polpaccio e lui sul tricipite. Abbiamo consolidato il nostro legame con questa cosa simbolica”. 

Quindi i posti più belli che hai visto sono più legati a viaggi personali.
“Assolutamente sì, anche se ammetto che la città che più mi ha colpito è stata Sidney, che ho visitato grazie ad un viaggio organizzato dalla Speedo, che allora era il mio sponsor tecnico, quindi diciamo che è stata comunque un’esperienza legata al nuoto. Per il resto, i miei viaggi preferiti sono stati a New York, Zanzibar e la più classica La Maddalena, gli ultimi due con la mia ragazza Martina (Carraro)”. 

E sono arrivati i risultati, come lo splendido Europeo in corta a Copenaghen. Quest’estate tocca ripetersi in vasca lunga…
“Già ai Mondiali in vasca corta era arrivato un bel bronzo, pur con tempi non eccelsi. Poi la stagione è continuata bene in vasca lunga, con ottimi crono agli Assoluti Primaverili. Dopo i Mondiali, dove sono arrivato 6º, ho fatto ancora bene. Credo che battere Peaty sia assolutamente impensabile in vasca lunga, però continuo a lavorare e poi vedremo…”. 

Altri avrebbero mollato…
“Credo che quello che mi contraddistingue da molti altri nuotatori, specialmente in Italia, è la passione che metto in quello che faccio. Questo alla lunga ha fatto la differenza. Quando si trova la quadratura nel metodo di lavoro, passione ed entusiasmo ti aiutano a trovare la strada giusta. Ci vuole forza mentale per non perdersi, la sfida è con te stesso e con il cronometro, più che con gli altri”. 

L’intervista completa all’atleta sul “sabato sera” del 9 marzo 2018 

an.ca.

Nella foto Fabio Scozzoli

Il sogno di Fabio Scozzoli è ancora Olimpico, intervista a ruota libera tra tatuaggi, affetti e piscina
Sport 23 Febbraio 2018

Olimpiadi invernali, scatta l'ora dello sprinter Lorenzo Bilotti nel bob a quattro. Intervista all'amico mezzofondista Francesco Conti

E” tutto pronto per il debutto, alle Olimpiadi invernali in Corea del Sud, del velocista lughese, tesserato per l”Atletica Sacmi Avis, Lorenzo Bilotti nel bob a quattro. Le gare si svolgeranno sabato 24 e domenica 25 con le quattro manche previste, in entrambe le giornate, all”1.30 e alle 2.40 di notte, orario italiano. 

A fare il tifo per Bilotti, dall”Italia, ci sarà anche il suo amico e compagno di società Francesco Conti, una delle stelle dell’Atletica Imola Sacmi Avis. «Siamo amici da quando avevamo 16 anni – ha commentato il mezzofondista che ha dovuto saltare i recenti Assoluti indoor a causa di una fastidiosa borsite -. Abbiamo fatto i campionati italiani assieme e, alle gare, ci siamo incrociati spesso, nonostante le nostre differenti discipline. E’ successo anche agli Europei di Rieti, dove Lorenzo ha vinto il bronzo con la staffetta 4×100, ma ci vediamo ancora oggi, avendo un gruppo di amici in comune».

Un parere sul Bilotti persona e atleta?

«E’ un ragazzo simpaticissimo e, nello sport, è conscio perfettamente di cosa significhi il sacrificio. Più di una volta mi ha parlato delle terapie che ha dovuto affrontare per recuperare dagli infortuni. E’ stato molto sfortunato ma, nello stesso tempo, bravo a perseverare nel suo sogno di diventare un atleta professionista».

Le maggiori gratificazioni, però, finora le ha raggiunte con il bob.

«Per la tenacia e per le sue doti spero che ci riesca anche nell’atletica. Sinceramente non mi aspettavo nemmeno che provasse con il bob e quando me lo disse rimasi sorpreso, perché non conoscevo i punti in comune tra questi due sport».

Deve essere molto bravo, però, per essere arrivato a partecipare ad un’Olimpiade.

«Sono molto contento che sia riuscito a trovare la sua strada, coronando il sogno di ogni atleta, ovvero quello di partecipare alla massima competizione sportiva mondiale».

Che effetto ti fa vederlo con il casco e la tuta attillata azzurra?

«E’ tutto molto strano, ma gli dona e ora non so se sia più bravo sulla pista o sul ghiaccio (ride, nda). Scherzi a parte è molto forte come centometrista, quindi saprà farsi valere anche nel bob e metterà le sue qualità al servizio della squadra».

Sarai uno di quelli che non si perderà la sua gara?

«Ovviamente sarò davanti alla tivù e farò il tifo per lui, sperando che porti a casa un bel risultato. Non siamo riusciti a vederci prima della sua partenza, ma gli faccio lo stesso un grosso in bocca al lupo».

d.b.

Nella foto: a sinistra l”equipaggio italiano del bob a 4 dove Lorenzo Bilotti è quello con la berretta rossa, a destra il mezzofondista Francesco Conti

Olimpiadi invernali, scatta l'ora dello sprinter Lorenzo Bilotti nel bob a quattro. Intervista all'amico mezzofondista Francesco Conti

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